Giorno 1
Italia - Jarkarta
Partenza con volo di linea Qatar Airways via Doha per Jakarta, con arrivo il mattino successivo.
Giorno 2
Jarkarta - TImika
Arrivo a Jakarta e trasferimento in albergo. Riposo in hotel sino alle 14.00 (pranzo non incluso). Nel pomeriggio inizio della visita della città in minibus con guida locale parlante inglese. Visita della Vecchia Batavia (Kota Tua), con il vecchio porto di Sunda Kalapa situato sull'estuario del fiume Ciliwung e la Piazza Fatahillah cuore pulsante del centro storico. V isita del Museo Nazionale risalente al 1868 che ospita una ricca collezione che copre centinaia di migliaia di anni, dai primi ominidi alla spettacolare gamma di tessuti dell'arcipelago, insieme a
Arrivo a Jakarta e trasferimento in albergo. Riposo in hotel sino alle 14.00 (pranzo non incluso). Nel pomeriggio inizio della visita della città in minibus con guida locale parlante inglese. Visita della Vecchia Batavia (Kota Tua), con il vecchio porto di Sunda Kalapa situato sull'estuario del fiume Ciliwung e la Piazza Fatahillah cuore pulsante del centro storico. V isita del Museo Nazionale risalente al 1868 che ospita una ricca collezione che copre centinaia di migliaia di anni, dai primi ominidi alla spettacolare gamma di tessuti dell'arcipelago, insieme a modelli in oro, statue e architettura. .Prevediamo la sosta per la cena nello storico Café Batavia (cena non inclusa). In tarda serata trasferimento in aeroporto e partenza con il volo notturno per Timika. Pernottamento a bordo.
Giorno 3
Timika - Ewer - Agats
Arrivo in mattinata a Timika, sulla costa meridionale della Papua. Questa remota provincia dell'Indonesia comprende la metà occidentale della grande isola di Papua. L'altra metà è indipendente e conosciuta come Papua Nuova Guinea. Transito e volo per Ewer con un piccolo aereo di linea: il sorvolo della foresta e del dedalo di acque e terre è l’inizio del viaggio. Da qui si prosegue con un motoscafo veloce seguendo dapprima la costa del Mar di Arafura e poi risalendo il fiume Sungai Asewet fino a raggiungere il villaggio di Agats. E’ il villaggio principale, la
Arrivo in mattinata a Timika, sulla costa meridionale della Papua. Questa remota provincia dell'Indonesia comprende la metà occidentale della grande isola di Papua. L'altra metà è indipendente e conosciuta come Papua Nuova Guinea. Transito e volo per Ewer con un piccolo aereo di linea: il sorvolo della foresta e del dedalo di acque e terre è l’inizio del viaggio. Da qui si prosegue con un motoscafo veloce seguendo dapprima la costa del Mar di Arafura e poi risalendo il fiume Sungai Asewet fino a raggiungere il villaggio di Agats. E’ il villaggio principale, la “capitale” degli Asmat: poiché quasi tutte le case sono costruite su palafitte, qui non ci sono quasi strade, al loro posto un labirinto di passerelle. Arrivo e sistemazione in albergo. Per la loro fama di abili scultori, ex cacciatori di teste e cannibali gli Asmat sono la più nota popolazione della Nuova Guinea indonesiana. Il primo europeo a navigare al largo del territorio in cui essi vivono fu l’olandese Jan Carstensz. Il 10 marzo 1623 dal Mare di Arafura vide biancheggiare in lontananza le vette innevate delle più alte montagne dell’Irian Jaya, tra cui quella che doveva assumere il suo nome, il monte Carstensz (4.884 m.).Dopo più di un secolo fu la volta di James Cook che, a bordo dell’Endeavour, dovette sperimentare la grande bellicosità degli AsmatIl secondo tentativo di avvicinare gli Asmat fu compiuto nel 1626 dall’esploratore olandese D.H. Kolff.Poi gli europei non tornarono nel sud dell’Irian Jaya sino al 1902, anno in cui il governo coloniale creò un distaccamento amministrativo e militare a Merauke che divenne la base di partenza per esplorare l’interno del bassopiano.I primi funzionari coloniali e missionari sbarcarono nei pressi dell’odierna Agats e vi stabilirono un avamposto nel 1938, abbandonandola però quattro anni dopo e dove tornarono i missionari dopo la Seconda guerra mondiale.I primi missionari, preoccupati di apprendere i vari dialetti locali e di studiare vari aspetti della cultura indigena, intrapresero studi etnologici ed etnografici sugli Asmat e, insieme al governo olandese proibirono la caccia alle teste e cercarono di sedentarizzare gli indigeni, riunendoli in villaggi stabili.Negli anni Sessanta avvenne il famoso episodio che, attirando l’attenzione del mondo intero, contribuì a diffondere la sinistra fama degli Asmat: la misteriosa scomparsa di Michael Rockfeller, il figlio dell’ex governatore di New York, Nelson Rockfeller.Gli Asmat abitano la parte nord-occidentale del grande bassopiano dell’Irian Jaya, Sparsi in villaggi e abitazioni isolate, che ospitano d trenta e duemila persone, chiamano sé stessi Asmat-ow, “il popolo della terra” o “il vero popolo”, per distinguersi dagli spiriti dei morti e degli antenati e dalle popolazioni vicine.Gli Asmat parlano cinque dialetti principali, a loro volta suddivisi in vari dialetti minori. La loro terra è in gran parte coperta da foresta e occupata dai bacini idrografici di grandi fiumi.Il suolo forestale è costituito da depositi alluvionali in cui la decomposizione di sostanze organiche produce fanghi neri di superficie. Questo fatto impedisce la coltivazione e limita la possibilità di allevare animali domestici. Perciò la sopravvivenza degli Asmat si basa sullo sfruttamento delle risorse vegetali e animali, specialmente sulla raccolta del sago e sulla pesca. Il sago (farina ricavata dal tronco della palma omonima) si trova abbondante in natura.I villaggi asmat tradizionali sono costruiti lungo la costa o in località fluviali. Normalmente sono divisi in piccoli quartieri, ciascuno con la propria “casa degli uomini”, chiamata jeu, costruzione a pianta quadrangolare e a tetto a spioventi, poggiante su bassi pali, che misura circa 30 metri per 6, ma che può raggiungere anche i 90 metri di lunghezza. Lo jeu è la casa clanica, centro della vita politica, sociale e religiosa della comunità, luogo in cui si celebrano i rituali, si canta e si danza al suono di tamburi a clessidra e si scolpiscono le statue degli antenati. Secondo uno dei più noti miti della creazione, l’eroe culturale Fumeripitis (da fum = vento e ipitis = uomo, cioè personificazione dell’anima dell’uomo, che non può essere vista o “captata” dai suoi cinque sensi), creò il primo jeu presso la costa. Poi cominciò a scolpire figure di legno, sino a riempire “la casa degli uomini”. Poi scolpì un tamburo e, quando prese a percuoterlo, tutte le statue cominciarono a muoversi e a danzare come sanno fare gli Asmat. Dopo una violenta lotta, Fumeripitis riuscì ad uccidere un coccodrillo che aveva cercato di distruggere lo jeu appena costruito. Lo fece a pezzi e gettò quei pezzi in tutte le direzioni. Da ciascuno di essi nacquero vari tipi di uomini: i neri, i bruni e i bianchi. Questo mito esprime un concetto su cui si basano la filosofia dell’esistenza e la concezione magico-religiosa degli Asmat: che la morte è presupposto della vita.Mimando l’atto della creazione compiuto dall’eroe mitico Frumeripitis, gli Asmat scolpiscono mbis, pali di legno che rappresentano figure di antenati, animali e simboli della caccia alle teste. Questi magnifici esempi d’arte indigena venivano eretti per celebrare e vendicare la morte di personaggi uccisi in battaglia e per placare i loro spiriti.La produzione scultore degli Asmat, una delle più straordinarie che si conoscano nel campo dell’arte indigena, non si limitava all’esecuzione dei famosi pali. Infatti, includeva grandi scudi di guerra (jamasi), decorati con gran varietà di motivi magico-simbolici, barche degli spiriti (wuramon), lunghe piroghe scavate in tronchi d’albero, pagaie, tamburi, lance, animali, strumenti musicali di bambù, recipienti e vari oggetti d’uso quotidiano.Pasti inclusi: Pranzo e cena
Giorno 4
Agats - il Festival culturale degli Asmat
Per due giorni partecipiamo a questo importante evento annuale degli Asmat, un momento speciale in cui si riuniscono gli abitanti dei villaggi sgranati lungo i fiumi e gli scultori che portano ad Agats i loro capolavori di legno. È un’occasione rara poter vedere tutti gli aspetti della cultura Asmat in un unico momento e in unico posto. Il programma esatto delle manifestazioni sarà noto solo pochi giorni prima, ma ci sarà l'opportunità di assistere a cerimonie, danze rituali, canti, gare e si vedranno altri aspetti delle tradizioni di questo popolo come la lavorazione del sago e
Per due giorni partecipiamo a questo importante evento annuale degli Asmat, un momento speciale in cui si riuniscono gli abitanti dei villaggi sgranati lungo i fiumi e gli scultori che portano ad Agats i loro capolavori di legno. È un’occasione rara poter vedere tutti gli aspetti della cultura Asmat in un unico momento e in unico posto. Il programma esatto delle manifestazioni sarà noto solo pochi giorni prima, ma ci sarà l'opportunità di assistere a cerimonie, danze rituali, canti, gare e si vedranno altri aspetti delle tradizioni di questo popolo come la lavorazione del sago e l’intaglio del legno. Uno dei momenti più emozionanti sono le gare di canoa che si svolgono nel fiume Syirets: le gare sono altamente competitive e l'eccitazione tra i partecipanti è palpabile. Ma ancora più spettacolari sono le esibizioni di danza tradizionale: ogni passo, ogni movimento riflette i profondi legami spirituali con l’ambiente e gli spiriti ancestrali. I danzatori indossano costumi elaborati e vivaci e usano vari oggetti, dalle lance ai copricapi d'erba, per dimostrare la loro storia e il significato di ogni gesto. La musica è generata da strumenti tradizionali, come gong, tamburi e flauti, suonati con notevole abilità e conoscenza. Alla fine del festival si svolge un'asta con la possibilità di acquistare magnifici oggetti d'artigianato che rasentano l'arte.Tra una manifestazione e l’altra ci sarà il tempo per visitare il Museo Asmat che ospita una bellissima collezione di arte Asmat: le opere esposte sono simili a quelle che ancora oggi vengono utilizzate in complesse pratiche cerimoniali. Mantenere un delicato equilibrio tra il regno dei vivi e il mondo spirituale dei defunti è fondamentale per le tribù Asmat: ogni pezzo decorativo, che si tratti di maschere, tamburi o pali degli antenati (noti come bis), ha un significato profondo. Pasti inclusi: colazione, pranzo e cena
Giorno 5
Agats - Per
Dedichiamo questa giornata a un incontro ravvicinato con gli Asmat. Dopo la prima colazione, ci imbarchiamo su una canoa a motore dirigendoci verso l’oceano per raggiungere il villaggio di Per, situato vicino al mare di Arafura (circa 1 ora e mezza). Gli Asmat vivono in case di legno con la loro famiglia allargata. In ogni insediamento c'è almeno una grande casa maschile, chiamata jeu: gli uomini Asmat vi trascorrono gran parte del loro tempo organizzando cerimonie, raccontando storie, pianificando spedizioni di caccia e pesca e scolpendo le incredibili opere d'arte per cui sono conosciuti
Dedichiamo questa giornata a un incontro ravvicinato con gli Asmat. Dopo la prima colazione, ci imbarchiamo su una canoa a motore dirigendoci verso l’oceano per raggiungere il villaggio di Per, situato vicino al mare di Arafura (circa 1 ora e mezza). Gli Asmat vivono in case di legno con la loro famiglia allargata. In ogni insediamento c'è almeno una grande casa maschile, chiamata jeu: gli uomini Asmat vi trascorrono gran parte del loro tempo organizzando cerimonie, raccontando storie, pianificando spedizioni di caccia e pesca e scolpendo le incredibili opere d'arte per cui sono conosciuti in tutto il mondo. Il pranzo sarà servito a Per in una tradizionale casa lunga. Nel pomeriggio seguiamo gli Asmat nelle loro attività e abbiamo modo di osservare la loro vita quotidiana nella giungla e nelle paludi. Assistiamo alla ricerca del sago, polpa ricavata dal tronco della omonima palma; il sago è la principale fonte di proteine per gli Asmat, insieme alla pesca e alla raccolta di molluschi. L’agricoltura è invece poco praticata sulle coste del Mare Arafura, dove il terreno rende difficile la coltivazione e dove l’unica fonte di acqua dolce proviene dalla pioggia. In serata, chiederemo ai nostri ospiti Asmat di suonare i tamburi in modo da poter ascoltare la loro musica tradizionale. Per questa notte dobbiamo dimenticare il comfort di un albergo: la sistemazione, molto semplice, è in un’abitazione locale, ma ci consente di comprendere meglio la vita di questo popolo. Sistemazione: abitazione locale a Per. Pasti inclusi: colazione, pranzo e cena
Giorno 6
Per - Agats
Ancora un’intera mattinata nel villaggio di Per. Possiamo unirci alla gente del posto per imparare a catturare gamberetti e pesci. Dopo pranzo, nuovamente in canoa, rientriamo ad Agats. Arrivo e sistemazione in albergo. Cena in albergo o in un ristorante locale. Pasti inclusi: colazione e pranzo in abitazione locale a Per. Cena in ristorante ad Agats.
Giorno 7
Agats - Ewer - Timika
Lasciamo il paese Asmat la mattina presto per fare ritorno, in canoa motorizzata, ad Ewer, da dove voliamo a bordo di un piccolo aereo di linea fino alla città di Timika, situata ad un'ora di volo a nord. L'aereo, in queste terre papuasi, è spesso l'unico mezzo di trasporto perché le strade sono poche o inesistenti. Arrivo a Timika, una grande città, senza alcun interesse, dove si trova la sede della società americana che gestisce la miniera d’oro di Grasberg. Arrivo e sistemazione in albergo. Tempo a disposizione. Pasti inclusi: Colazione, pranzo e cena.
Giorno 8
Timika - Sorong - Raja Ampat
Partenza con volo di linea per Sorong. L’aereo sorvola alcuni atolli ed isole che sono stati teatro di gravi scontri durante la seconda guerra mondiale e che ancora conservano sulle spiagge e in fondo al mare relitti di navi e aerei di quel periodo. Arrivo nell’isola aeroporto di Jefman, a qualche miglio da Sorong; trasferimento al molo e imbarco per l’arcipelago di Raja Ampat. In due ore circa di barca si raggiunge l’isola di Wai; qui in una scenografica baia è stato costruito un resort, la base per esplorare il mare e le isole dei dintorni.Questo splendido arcipelago di più
Partenza con volo di linea per Sorong. L’aereo sorvola alcuni atolli ed isole che sono stati teatro di gravi scontri durante la seconda guerra mondiale e che ancora conservano sulle spiagge e in fondo al mare relitti di navi e aerei di quel periodo. Arrivo nell’isola aeroporto di Jefman, a qualche miglio da Sorong; trasferimento al molo e imbarco per l’arcipelago di Raja Ampat. In due ore circa di barca si raggiunge l’isola di Wai; qui in una scenografica baia è stato costruito un resort, la base per esplorare il mare e le isole dei dintorni.Questo splendido arcipelago di più di 6000 isole che si trova al largo della punta nord-occidentale della Nuova Guinea, ospita nelle sue acque una straordinaria ricchezza e varietà di specie marine. Raja Ampat significa “i quattro regni”: sono infatti quattro le grandi isole dell’arcipelago: Waigeo, Batata, Salatati e Misool. Tutte le isole, piccole e grandi, sono completamente ricoperte da una giungla spesso impenetrabile, punteggiata da spiagge di un bianco abbagliante e circondate da un mare dalle mille sfumature, un mare che, grazie alla vicinanza con l’equatore, è generalmente molto calmo. Un ambiente naturale fantastico, assolutamente incontaminato, un vero paradiso terrestre: pareti verticali di verdi e fitte foreste sembrano tuffarsi nel mare mentre, poco più in là, straordinarie manciate di picchi ricoperti da una vegetazione fittissima paiono galleggiare come funghi sulle lagune turchesi, quasi fossero le cime emergenti di una foresta sottomarina. Scenari di una bellezza mozzafiato. Ricca è anche la fauna che include l’endemico Uccello del Paradiso Rosso (visibile all’alba quando fa il suo canto d’amore), una grande varietà di altri uccelli tra cui coloratissimi pappagalli e tucani, lucertole, pipistrelli, enormi granchi e piccoli marsupiali – i cuscus – che vivono sugli alberi. Le isole sono prevalentemente disabitate: i pochi abitanti sono cristiani e vivono in piccoli villaggi in riva al mare, dedicandosi alla pesca e alla coltivazione delle perle. Anch’essi, come tutti gli abitanti della Nuova Guinea, sono molto diversi dagli altri indonesiani, con fattezze più simili a quelle degli africani che a quelle dei popoli orientali; hanno infatti la pelle scura, i capelli crespi e il corpo muscoloso. Questo mondo meraviglioso prosegue anche sotto il pelo dell’acqua, dove pare di essere in un acquario: pareti ricoperte di alcionari, eserciti di barracuda, di napoleoni, di carancidi, fantastici ventagli di gorgonie, pacifici wobegong che sonnecchiano tranquilli e... piccoli aerei da guerra, incastonati di corallo, posati sui fondali a pochi metri di profondità. La sistemazione è prevista in bungalow fronte mare sull’isola privata di Wai. Pasti inclusi: colazione pranzo e cena.
Giorno 9 - 11
Raja Ampat
Giornate a disposizione per attività balneari, immersioni subacquee, escursioni nei dintorni. Circondata da barriere coralline incontaminate e flora incontaminata, l'isola è un paradiso sia per i subacquei che per i non subacquei. I bungalow fronte mare offrono una vera e propria fuga sull'isola, dove il comfort incontra la natura in perfetta armonia. Situati lungo la sabbia bianca dell'isola privata di Wai, ogni bungalow è costruito in stile tradizionale papuano con materiali di provenienza locale, con ventilazione naturale che lascia fluire la brezza marina. All'interno, troverete un
Giornate a disposizione per attività balneari, immersioni subacquee, escursioni nei dintorni. Circondata da barriere coralline incontaminate e flora incontaminata, l'isola è un paradiso sia per i subacquei che per i non subacquei. I bungalow fronte mare offrono una vera e propria fuga sull'isola, dove il comfort incontra la natura in perfetta armonia. Situati lungo la sabbia bianca dell'isola privata di Wai, ogni bungalow è costruito in stile tradizionale papuano con materiali di provenienza locale, con ventilazione naturale che lascia fluire la brezza marina. All'interno, troverete un letto king-size con zanzariera, un bagno privato con acqua calda e un set completo di prodotti da bagno naturali, tra cui sapone, shampoo, balsamo, spazzolino da denti, sapone per le mani e crema per il corpo.Pasti inclusi: colazione pranzo e cena
Giorno 12
Raja Ampat - Sorong - Jakarta
Dopo la prima colazione trasferimento in motoscafo veloce a Sorong da dove parte il volo per Jakarta. Arrivo a Jakarta e sistemazione in albergo sino all’ora del trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia via Doha. Cena e pernottamento a bordo.Day use al Jakarta, hotel FM7, Pasti inclusi: colazione
Giorno 13
Jakarta - Italia
Arrivo a Milano Malpensa al mattino presto.