Giorno 1
Italia - Windhoek
Partenza dall’Italia per Windhoek con voli di linea. Cena e pernottamento a bordo.
Giorno 2
Windhoek - Otjiwarongo
Arrivo a Windhoek. Disbrigo delle formalità di ingresso, incontro con l’accompagnatore e partenza in direzione nord su strada asfaltata, attraverso la parte centro-settentrionale della Namibia. In circa 3 ore di viaggio si raggiunge Otjimbaba Lodge, immerso nella bellezza del bush in un’oasi di tranquillità. Cena e pernottamento al lodge.
Giorno 3
Otjiwarongo - Ruacana - Chitado
Si prosegue verso nord fino ad arrivare a Ruacana, situata sul fiume Kunene, al confine con l’Angola. Qui si possono vedere le cascate, la cui massima altezza è di 120 metri con un fronte di 700 metri in piena. La massima altezza delle cascate è di 120 metri (390 ft) con 700 metri (2 300 ft) di larghezza in piena. Tuttavia, per gran parte dell'anno la portata d’acqua della è piuttosto scarsa, a causa della centrale idroelettrica a monte di Ruacana. Passaggio della frontiera e sistemazione nei pressi di Chitado, piccolo villaggio popolato da etnie diverse.
Si prosegue verso nord fino ad arrivare a Ruacana, situata sul fiume Kunene, al confine con l’Angola. Qui si possono vedere le cascate, la cui massima altezza è di 120 metri con un fronte di 700 metri in piena. La massima altezza delle cascate è di 120 metri (390 ft) con 700 metri (2 300 ft) di larghezza in piena. Tuttavia, per gran parte dell'anno la portata d’acqua della è piuttosto scarsa, a causa della centrale idroelettrica a monte di Ruacana. Passaggio della frontiera e sistemazione nei pressi di Chitado, piccolo villaggio popolato da etnie diverse. Campo.
Giorno 4
Chitado - Oncocua e le etnie
In mattinata partenza per la zona di Oncocua, un tempo insediamento portoghese rimasto isolato a lungo ora abitato dai tre differenti gruppi etnici Himba, Mucawana e Mutua. Diverse sono le etnie che qui ancora sopravvivono seguendo le loro tradizioni. I Mucawana, o Muhakaona, fortemente ostili ai cambiamenti, vivono e si vestono rigorosamente in modo tradizionale; le donne si acconciano i capelli utilizzando un misto di sterco di vacca, grasso e erbe aromatiche. Quando non sono impegnati in attività lavorative, i Mucawana amano festeggiare, ballando e cantando; in queste occasioni le donne
In mattinata partenza per la zona di Oncocua, un tempo insediamento portoghese rimasto isolato a lungo ora abitato dai tre differenti gruppi etnici Himba, Mucawana e Mutua. Diverse sono le etnie che qui ancora sopravvivono seguendo le loro tradizioni. I Mucawana, o Muhakaona, fortemente ostili ai cambiamenti, vivono e si vestono rigorosamente in modo tradizionale; le donne si acconciano i capelli utilizzando un misto di sterco di vacca, grasso e erbe aromatiche. Quando non sono impegnati in attività lavorative, i Mucawana amano festeggiare, ballando e cantando; in queste occasioni le donne sono vestite in modo sgargiante, con corsetti di perline colorate intorno alla vita, strane croci di ferro come monili e trecce multicolore. Campo nella zona di Oncocua.
Giorno 5
Incontro con le popolazioni
Giornata interamente dedicata all’incontro con le popolazioni che abitano la regione, concedendoci il tempo di conoscere la loro cultura e le loro abitudini. I Mutua vivono in piccoli insediamenti nel folto della boscaglia e si sostentano principalmente raccogliendo frutti e miele. Non possiedono né terra né animali e sono considerati inferiori dalle tribù circostanti. Ad un primo sguardo non sono molto dissimili dagli Himba, ma con un po’ di attenzione si nota che sono più bassi di statura e che il loro abbigliamento e le loro acconciature sono ben più semplici. Gli Himba, pastori
Giornata interamente dedicata all’incontro con le popolazioni che abitano la regione, concedendoci il tempo di conoscere la loro cultura e le loro abitudini. I Mutua vivono in piccoli insediamenti nel folto della boscaglia e si sostentano principalmente raccogliendo frutti e miele. Non possiedono né terra né animali e sono considerati inferiori dalle tribù circostanti. Ad un primo sguardo non sono molto dissimili dagli Himba, ma con un po’ di attenzione si nota che sono più bassi di statura e che il loro abbigliamento e le loro acconciature sono ben più semplici. Gli Himba, pastori nomadi che vivono secondo le antiche tradizioni, sono sicuramente la tribù più conosciuta e più fotografata. Ma l’incontro con loro è davvero un’esperienza. Lo stile di vita tradizionale degli Himba è rimasto immutato, ancora oggi vanno orgogliosi delle loro mandrie di bovini che sono fonte di vita e di credenza religiosa. Le donne, che nutrono un particolare culto della bellezza, si spalmano il corpo con una pasta di argilla rossa mescolata a grasso e si ornano con semplici oggetti in ferro, osso, cuoio e conchiglie e indossano una gonnellina di pelle di capra, In realtà l’acconciatura varia a seconda dell’età e dello stato civile. Anche i Muila, tribù di semi-nomadi, vive sull’altopiano. Anche in questo caso le donne si acconciano I capelli con l’oncula, una pasta rossa ricavata da una pietra triturate, mescolata a olio, corteccia d’albero, sterco di vacca e erbe aromatiche e li decorano poi con perline, cibo essiccato e conchiglie. Le donne sono famose anche per le loro collane di fango, che variano a seconda dell’età e dello stato, e che indossano sempre, anche quando dormono. Campo.
Giorno 6
Parco nazionale Iona - il fiume Kunene
Si lascia questa zona affascinante per dirigersi verso ovest fino al Parco Nazionale Iona, posto di controllo dei documenti. Attraverseremo il parco, caratterizzato da zone desertiche che si alternano ad altre più verdeggianti, con piante caratteristiche quali acacie e welwitschia e grandi praterie dove si possono avvistare antilopi, orici, struzzi, iene, zebre …Campo lungo il fiume Kunene, nell’estremo sud dell’Angola, al confine con la Namibia, sotto dune alte anche più di 200 metri.
Giorno 7
Foz do Kunene - Baia dos Tigres
Proseguiamo verso la foce del fiume Kunene. Qui il fiume incontra il mare, le sue acque formano delle lagune e assumono mille sfumature colorate, mentre sulla sponda meridionale, in territorio namibiano, si stagliano imponenti dune color ocra, in un paesaggio quasi surreale fra la costa e l’oceano. La nebbia sospesa nell’aria spesso avvolge questo luogo fuori dal mondo, rendendolo ancor più misterioso e selvaggio. Ci inoltriamo verso la Baia dos Tigres. Durante il tragitto si possono avvistare foche, fenicotteri e pellicani. Campo tra le dune della Baia.
Giorno 8
Baia dos Tigres
Giornata dedicata all’esplorazione della zona. Le dune si fanno più impressionanti, sempre più a strapiombo sull’oceano, l’atmosfera sempre più suggestiva. Siamo a Baia dos Tigres, l’enorme baia naturale dove le dune cadono a picco sulla spiaggia e sul mare. Un luogo di sogno che si è “salvato” dallo sfruttamento commerciale (25.500 ettari di baia per 35 metri di profondità) per la mancanza di sorgenti di acqua potabile. La sabbia si colora di cromature cangianti che vanno dall’ocra al marrone scuro: somiglia al manto di una tigre la Baja dos Tigres…. l’isola
Giornata dedicata all’esplorazione della zona. Le dune si fanno più impressionanti, sempre più a strapiombo sull’oceano, l’atmosfera sempre più suggestiva. Siamo a Baia dos Tigres, l’enorme baia naturale dove le dune cadono a picco sulla spiaggia e sul mare. Un luogo di sogno che si è “salvato” dallo sfruttamento commerciale (25.500 ettari di baia per 35 metri di profondità) per la mancanza di sorgenti di acqua potabile. La sabbia si colora di cromature cangianti che vanno dall’ocra al marrone scuro: somiglia al manto di una tigre la Baja dos Tigres…. l’isola separata dalla terraferma da un istmo, ma che un tempo era una penisola. L’atmosfera è ipnotica e misteriosa. All’orizzonte si intravede una città che sembra galleggiare sulle onde, la “città fantasma” un tempo abitata da coloro che lavoravano nella fabbrica conserviera dove si inscatolava il pesce, ma ora l’oceano ha coperto il lembo di terra che l’univa al continente. La visione è davvero magica. Tempo per passeggiare e esplorare la zona. In quest’area ancora selvaggia, non si escludono incontri con le popolazioni che abitano in questa terra difficile, tribù Himba e Mucuroca.Campo.La Baia dos Tigres può essere raggiunta solo se le condizioni del mare e le maree lo consentono, di conseguenza il programma della giornata può subire variazioni e l’isola non essere raggiungibile.
Giorno 9
Tombua - Flamingo lodge
Lasciamo la Baia e partiamo in direzione nord, sempre viaggiando tra dune e mare. Si avvistano relitti di navi naufragate in tempi anche recenti, che contribuiscono a creare un’atmosfera molto suggestiva. Si raggiunge Tombua, una cittadina di pescatori che sembra ai confini del mondo, sospesa tra deserto e oceano, con vecchie case portoghesi e un porto di pesca, e di fronte il relitto di una nave. Da qui si arriva ad Arco Lake, un lago vero e proprio in mezzo al deserto, il cui colore verde intenso contrasta con il giallo delle colline di sabbia circostanti. Proseguimento per il
Lasciamo la Baia e partiamo in direzione nord, sempre viaggiando tra dune e mare. Si avvistano relitti di navi naufragate in tempi anche recenti, che contribuiscono a creare un’atmosfera molto suggestiva. Si raggiunge Tombua, una cittadina di pescatori che sembra ai confini del mondo, sospesa tra deserto e oceano, con vecchie case portoghesi e un porto di pesca, e di fronte il relitto di una nave. Da qui si arriva ad Arco Lake, un lago vero e proprio in mezzo al deserto, il cui colore verde intenso contrasta con il giallo delle colline di sabbia circostanti. Proseguimento per il Flamingo Lodge, sulla costa.Cena e pernottamento al lodge.
Giorno 10
Virei - Tchitundo Hulo
In mattinata partenza per Virei. Lungo il percorso si vedranno le preistoriche Welwitschia mirabilis, una pianta diffusa nell'Africa sud-occidentale, nelle zone desertiche del Namib, tra Angola e Namibia. Una caratteristica insolita di questa pianta è l'eccezionale longevità; alcuni esemplari hanno oltre 2000 anni. L'aspetto generale della pianta è quello di una grande matassa di nastri verdi, larghi fino a quasi mezzo metro e lunghi cinque, attorcigliati e deposti sul suolo, con le parti finali che progressivamente muoiono, si sfilacciano, e diventano di colore marrone. La natura porosa
In mattinata partenza per Virei. Lungo il percorso si vedranno le preistoriche Welwitschia mirabilis, una pianta diffusa nell'Africa sud-occidentale, nelle zone desertiche del Namib, tra Angola e Namibia. Una caratteristica insolita di questa pianta è l'eccezionale longevità; alcuni esemplari hanno oltre 2000 anni. L'aspetto generale della pianta è quello di una grande matassa di nastri verdi, larghi fino a quasi mezzo metro e lunghi cinque, attorcigliati e deposti sul suolo, con le parti finali che progressivamente muoiono, si sfilacciano, e diventano di colore marrone. La natura porosa delle foglie fa sì che queste assorbano l’umidità dalle nebbie prodotte dalla condensazione atmosferica e quindi la maggior parte dell'acqua necessaria alla pianta. Il paesino di Virei è il principale centro dell’etnia Mucubal. I mucubal sono un sottogruppo dell’etnia Herero e vivono principalmente di agricoltura e allevamento del bestiame, e mantengono tradizioni molto particolari. Le donne Mucubal sono famose per il loro abbigliamento, in particolare per il loro copricapo, chiamato ompota, costituito da una struttura in vimini ricoperta di stoffa decorate con perline e conchiglie, al cui interno un tempo portavano code di mucca, oggi ormai questa tradizione va scomparendo. Caratteristiche anche le cavigliere e i bracciali in ferro, oltre alle strutture di corda che portano sul petto. Visita del sito di Tchitundo Hulo, per scoprire una vasta collezione di arte rupestre preistorica. Le pitture di animali, piante e figure umani risalgono probabilmente a più di 20.000 anni fa. Pernottamento in campo.
Giorno 11
Tchitundo Hulo - Namibe
Si lascia la zona delle incisioni e si parte alla volta di Namibe, una malinconica città di frontiera e capitale dell’omonima provincia, terzo più importante porto del Paese, già importante scalo di pesca al tempo dei portoghesi, da cui fu fondata. Si raggiunge Namibe nel pomeriggio, quindi visita della cittadina con i suoi viali alberati e i decadenti edifici coloniali d’origine portoghese. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 12
Namibe - Lubango
Partenza per Lubango, capitale della provincia di Huila. Lubango si trova nell’area di un antico villaggio bantù, ed è stata poi colonizzata dai boeri del Sudafrica e in seguito occupata dai portoghesi. Si lascia la costa attraversando il Leba Pass (1600 m.), uno dei passi più spettacolari d’Africa. La strada che collega le due città è decisamente panoramica, quindi sono previste soste fotografiche e non solo lungo il percorso. Una al Cristo Rei che dall’alto della montagna domina sulla città. E sosta in un mercato locale, dove ancora si possono incontrare le etnie che abitano
Partenza per Lubango, capitale della provincia di Huila. Lubango si trova nell’area di un antico villaggio bantù, ed è stata poi colonizzata dai boeri del Sudafrica e in seguito occupata dai portoghesi. Si lascia la costa attraversando il Leba Pass (1600 m.), uno dei passi più spettacolari d’Africa. La strada che collega le due città è decisamente panoramica, quindi sono previste soste fotografiche e non solo lungo il percorso. Una al Cristo Rei che dall’alto della montagna domina sulla città. E sosta in un mercato locale, dove ancora si possono incontrare le etnie che abitano questa zona. Arrivo a Lubango, cena e pernottamento in lodge.
Giorno 13
Lubango - Luanda
In tempo utile trasferimento in aeroporto per il volo su Luanda, capitale del Paese. Luanda è divisa in due parti, la baixa (città vecchia) e la cidade alta (la parte nuova). La baixa è collocata vicino al porto ed è caratterizzata da vie strette e vecchi edifici coloniali. Il suo passato coloniale ha lasciato tracce evidenti nella cultura e negli elementi architettonici di questa città, che per molti aspetti ricordano lo stile delle città portoghesi. Fondata nel 1575 come città di una colonia portoghese, Luanda si affermò come importante centro portuale, sia per il commercio,
In tempo utile trasferimento in aeroporto per il volo su Luanda, capitale del Paese. Luanda è divisa in due parti, la baixa (città vecchia) e la cidade alta (la parte nuova). La baixa è collocata vicino al porto ed è caratterizzata da vie strette e vecchi edifici coloniali. Il suo passato coloniale ha lasciato tracce evidenti nella cultura e negli elementi architettonici di questa città, che per molti aspetti ricordano lo stile delle città portoghesi. Fondata nel 1575 come città di una colonia portoghese, Luanda si affermò come importante centro portuale, sia per il commercio, che per il traffico di schiavi con il Brasile. Dal XVII secolo, divenne una colonia Brasiliana e nel 1627 il centro amministrativo dell'Angola. Dopo l'abolizione della schiavitù Luanda si trasformò una delle più importanti città dell'Impero portoghese. In seguito alla guerra coloniale portoghese, l'Angola ottenne l'indipendenza nel 1975, ma la situazione della città era di difficile gestione. Questo portò allo scoppio di una guerra civile terminata nel 2002, dalla quale il paese si trova in fase di ripresa. Tra le attrattive di interesse turistico Luanda è ricca di edifici coloniali in stile portoghese: nei quartieri caratteristici si osservano case decorate con le famose piastrelle di azulejos tipiche della cultura lusitana. A testimonianza del passato portoghese, vi sono due fortezze: la Fortaleza de Sao Miguel costruita nel XVI secolo su di una collina che domina il paesaggio circostante, e la fortezza di Sao Francisco do Penedo, situata nella zona del porto. Il lungomare di Luanda è uno dei luoghi più suggestivi della città: contornando tutta la baia, offre splendidi paesaggi da apprezzare in particolare al tramonto. Altro luogo affascinante è la "Ilha", un isolotto collegato alla terraferma, dove gustare panorami davvero speciali. E certamente il quartiere di Sambizanga, il vero volto della città, e il Museo degli Schiavi, per meglio comprendere l’aspetto più terribile di 500 anni di colonialismo. Se l’operativo del volo interno ce lo consentirà, un po’ di tempo sarà dedicato alla visita della capitale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 14
Luanda
In tempo utile trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.
Giorno 15
Italia
Arrivo in Italia.Per ragioni tecnico-operative e/o a seconda delle maree e/o dalle condizioni delle strade l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.