Giorno 1
Partenza per Buenos Aires, la capitale più europea del Sud America, affascinante e seducente
Partenza da Milano o Roma presto la mattina per Buenos Aires con scalo a Madrid. Arrivo in serata e dopo le formalità doganali, incontro con la guida locale per il trasferimento in città. Pernottamento in hotel. NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento per Madrid con relativo supplemento. Vi preghiamo di richiedere al nostro Ufficio Prenotazioni tale informazione all’atto della prenotazione, per verificarne la tariffa e la disponibilità.
Giorno 2
Visita di Buenos Aires e volo per Salta
Prima colazione in hotel. Incontro con la guida locale parlante italiano e partenza per una visita guidata dei quartieri più noti e rappresentativi di Buenos Aires, capitale affascinante e cosmopolita, spesso definita la “Parigi del Sud America”: San Telmo, uno dei quartieri più antichi della città, noto per le sue strade acciottolate, i mercatini d'antiquariato e l'atmosfera d’altri tempi; La Boca, celebre per il caratteristico “Caminito” e le vivaci abitazioni multicolori che riflettono l’anima popolare e artistica del quartiere; Recoleta, elegante e aristocratico, famoso per
Prima colazione in hotel. Incontro con la guida locale parlante italiano e partenza per una visita guidata dei quartieri più noti e rappresentativi di Buenos Aires, capitale affascinante e cosmopolita, spesso definita la “Parigi del Sud America”: San Telmo, uno dei quartieri più antichi della città, noto per le sue strade acciottolate, i mercatini d'antiquariato e l'atmosfera d’altri tempi; La Boca, celebre per il caratteristico “Caminito” e le vivaci abitazioni multicolori che riflettono l’anima popolare e artistica del quartiere; Recoleta, elegante e aristocratico, famoso per il suo cimitero monumentale dove riposano personalità illustri della storia argentina, tra cui Eva Perón; infine Palermo, quartiere dinamico e moderno, rinomato per i suoi parchi, i caffè di tendenza e l'architettura contemporanea. (La visita della città sarà suddivisa tra questa giornata e il pomeriggio di rientro sa Salta)Al termine, trasferimento all’aeroporto domestico per il volo per Salta, chiamata “Salta la linda” (ovvero la bella). Situata a 1.200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest dell’Argentina, si distingue per il suo paesaggio variegato e l’atmosfera vivace. Questa regione affascinante è rinomata per la ricchezza della sua storia, i colori intensi dei suoi scenari naturali e il profondo radicamento delle tradizioni popolari, che ne fanno uno dei luoghi più autentici e suggestivi del Paese. All’arrivo, breve trasferimento in una bellissima finca e pernottamento. Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi. Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata. Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile. Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo. L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti. Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile. Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio. L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.Sono i suoi quartieri più iconici a raccontare l’anima autentica di Buenos Aires: La Boca, San Telmo, Recoleta e Palermo, ognuno con una personalità distinta che riflette le molteplici sfumature della città. Accompagnati da una guida locale parlante italiano, visiteremo queste aree emblematiche per scoprire, attraverso strade, piazze e storie, il cuore pulsante della capitale argentina.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera.
Giorno 3
Salta (museo MAAM) e visita città
Prima colazione e successiva partenza per il centro di Salta, la cittadina in stile coloniale, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM (Museo de Arqueología de Alta Montaña), che ospita una delle scoperte archeologiche più straordinarie dell’America Latina: i corpi incredibilmente conservati di tre bambini Inca, ritrovati nel 1999 da una spedizione del National Geographic sulla vetta del vulcano Llullaillaco, a 6.790 metri di altitudine. Il freddo estremo e l’aria secca dell’alta montagna hanno preservato i corpi in modo eccezionale,
Prima colazione e successiva partenza per il centro di Salta, la cittadina in stile coloniale, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM (Museo de Arqueología de Alta Montaña), che ospita una delle scoperte archeologiche più straordinarie dell’America Latina: i corpi incredibilmente conservati di tre bambini Inca, ritrovati nel 1999 da una spedizione del National Geographic sulla vetta del vulcano Llullaillaco, a 6.790 metri di altitudine. Il freddo estremo e l’aria secca dell’alta montagna hanno preservato i corpi in modo eccezionale, offrendo una testimonianza unica dei rituali sacrificali andini. Nel pomeriggio, rientro alla finca per prendere parte ad un workshop con la professoressa Constanza Ceruti, archeologa e antropologa di riconosciuto prestigio internazionale. Nota in particolare per la scoperta proprio delle mummie “Tre Niños del Llullaillaco” – conservati nel museo cittadino visitato al mattino – la professoressa Ceruti ha dedicato la sua carriera allo studio delle pratiche rituali di alta quota e della spiritualità precolombiana.Durante il workshop, la professoressa guiderà i partecipanti in un approfondimento tematico sul rapporto tra cosmovisione andina, paesaggio e memoria. Verranno esplorati aspetti legati alla spiritualità indigena, alle cerimonie sacre connesse alle montagne e al significato simbolico del territorio nella visione del mondo andino. L’incontro rappresenta un momento centrale del percorso del viaggio, offrendo strumenti di riflessione utili anche in chiave partecipativa, nell’ambito di un’attività ispirata ai principi di “citizen science” e del dialogo tra saperi accademici e conoscenze ancestrali.Pernottamento alla finca. Pasti: prima colazione in hotel, pranzo incluso e cena in finca.
Giorno 4
Salta - Hornocal - Pucará de Tilcara - Tilcara
Prima colazione e partenza verso nord in fuoristrada, attraversando dapprima le Yungas di transizione, un’area di fitta foresta subtropicale d’alta quota, caratterizzata da una straordinaria biodiversità. Questo ecosistema rappresenta una zona di confine tra le foreste umide e gli altopiani andini, fondamentale per l’equilibrio ambientale della regione. Si prosegue poi tra piccoli pueblos rurali fino ad entrare nella Quebrada de Humahuaca, un canyon spettacolare che segue il tracciato dell’antico Camino Real incaico, rotta storica di collegamento tra Buenos Aires e Lima. L’intera
Prima colazione e partenza verso nord in fuoristrada, attraversando dapprima le Yungas di transizione, un’area di fitta foresta subtropicale d’alta quota, caratterizzata da una straordinaria biodiversità. Questo ecosistema rappresenta una zona di confine tra le foreste umide e gli altopiani andini, fondamentale per l’equilibrio ambientale della regione. Si prosegue poi tra piccoli pueblos rurali fino ad entrare nella Quebrada de Humahuaca, un canyon spettacolare che segue il tracciato dell’antico Camino Real incaico, rotta storica di collegamento tra Buenos Aires e Lima. L’intera vallata, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è un luogo di eccezionale valore geologico, culturale e paesaggistico, dove le montagne si colorano di strati minerali in un’incredibile varietà cromatica.Si raggiunge Humahuaca, dove il mercato tradizionale resta un importante spazio di scambio per le comunità locali e per l’economia contadina della regione. A seguire, escursione nella Quebrada del Colorado, ambiente di rara bellezza e grande interesse scientifico, che rivela le antiche stratificazioni della crosta terrestre.A 3.200 metri di altitudine si visita il Giardino Sacro dei Cardones, un’area protetta dove svettano cactus colonnari monumentali (Echinopsis atacamensis), considerati sacri nella cosmovisione andina. La visita avviene con rispetto dei luoghi e dei significati spirituali che questi paesaggi rivestono per le popolazioni locali.Proseguendo si raggiunge il celebre Mirador de Hornocal, a oltre 4.300 metri di altitudine, da cui si apre la vista sulle spettacolari montagne dai “14 colori”. Questa formazione geologica, nota come Serranías del Hornocal, è composta da antichi sedimenti calcarei che, grazie all’erosione e alla presenza di diversi minerali, danno vita a un incredibile mosaico naturale. Considerato sacro dalle comunità andine, è un luogo dall’equilibrio fragile e ricco di significato spirituale. Si tratta di uno dei fenomeni geologici più straordinari e iconici dell’intero Sud America.Sulla via del rientro si effettua una visita al Pucará de Tilcara, importante complesso archeologico preincaico che testimonia l’antica presenza di comunità agro-pastorali e la loro profonda connessione con l’ambiente circostante.Si giunge infine a Tilcara, tipico pueblo andino noto per il suo mercato artigianale, l’architettura in adobe e il forte senso di identità culturale, alimentato da iniziative locali di valorizzazione del patrimonio storico e artistico.Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in un ristorante e cena in hotel.
Giorno 5
Tilcara - comunità di Hornaditas - Tilcara
Dopo la prima colazione, proseguiamo verso nord lungo la Ruta Nacional 9 fino a raggiungere il pittoresco villaggio di Uquía, noto per la splendida serie di dipinti degli Arcángeles Arcabuceros, esempio unico dell’arte coloniale appartenente alla Escuela Cusqueña. Le opere sono custodite nella storica Chiesa di San Francisco de Paula, risalente al 1691, testimonianza preziosa della fusione tra iconografia cristiana e simbolismi andini.Successivamente ci allontaniamo dai percorsi più battuti per raggiungere le Serranías del Hornocal, straordinaria catena montuosa situata in una valle
Dopo la prima colazione, proseguiamo verso nord lungo la Ruta Nacional 9 fino a raggiungere il pittoresco villaggio di Uquía, noto per la splendida serie di dipinti degli Arcángeles Arcabuceros, esempio unico dell’arte coloniale appartenente alla Escuela Cusqueña. Le opere sono custodite nella storica Chiesa di San Francisco de Paula, risalente al 1691, testimonianza preziosa della fusione tra iconografia cristiana e simbolismi andini.Successivamente ci allontaniamo dai percorsi più battuti per raggiungere le Serranías del Hornocal, straordinaria catena montuosa situata in una valle appartata nei pressi di Humahuaca. Da un punto panoramico a oltre 4.300 metri, ammiriamo l’incredibile spettacolo delle montagne dai quattordici colori, manifestazione geologica unica nel suo genere, risultato di antiche stratificazioni di sedimenti calcarei e processi erosivi millenari. Questo luogo, sacro per le popolazioni locali, è tutelato per il suo valore ambientale e spirituale, e la visita avviene nel rispetto di un ecosistema d’alta quota fragile e significativo. Sulla via del ritorno facciamo tappa presso la comunità di Hornaditas, per un’esperienza autentica e partecipativa. Qui saremo accolti da Clara e Hector, una famiglia impegnata nella tutela ambientale e sociale del territorio: praticano agricoltura biologica, allevamento di lama, recuperano semi locali e collaborano con organizzazioni ecologiche per la tutela del paesaggio e la diffusione di saperi agroecologici. Durante la visita al loro campo, conosceremo da vicino i cicli produttivi naturali, le tecniche di coltivazione rispettose della terra, e uno stile di vita basato su autosufficienza, resilienza e relazioni comunitarie. Questa esperienza rientra in un modello di turismo in cui l’incontro non è consumo, ma scambio e valorizzazione reciproca. L’incontro culmina con un rituale collettivo in onore della Pachamama, celebrato secondo la tradizione andina: un gesto simbolico e profondo, che rinsalda il legame tra essere umano e natura, tra viaggiatore e comunità ospitante. A seguire, condividiamo un pasto preparato con ingredienti locali, frutto del lavoro agricolo della famiglia, per una vera immersione nei sapori, saperi e ritmi della cultura andina. Rientro in hotel a Tilcara. Pernottamento. Pasti: prima colazione in hotel, pranzo nella comunità di Hornoditas e cena in ristorante locale.
Giorno 6
Tilcara - Purmamarca - Salinas Grande -San Francisco de Alfarcito
Prima colazione in hotel. Si parte in direzione di Purmamarca, affascinante pueblo andino adagiato ai piedi del celebre Cerro de los Siete Colores, spettacolare formazione geologica tutelata dall’UNESCO per il suo valore naturalistico e culturale. Le stratificazioni multicolori della montagna raccontano milioni di anni di storia geologica, offrendo un colpo d’occhio di rara bellezza. Da qui ha inizio la risalita lungo la scenografica Cuesta de Lipán, strada panoramica ricca di tornanti che si snoda tra paesaggi d’alta quota, toccando i 4.170 metri di altitudine. Lungo il percorso si
Prima colazione in hotel. Si parte in direzione di Purmamarca, affascinante pueblo andino adagiato ai piedi del celebre Cerro de los Siete Colores, spettacolare formazione geologica tutelata dall’UNESCO per il suo valore naturalistico e culturale. Le stratificazioni multicolori della montagna raccontano milioni di anni di storia geologica, offrendo un colpo d’occhio di rara bellezza. Da qui ha inizio la risalita lungo la scenografica Cuesta de Lipán, strada panoramica ricca di tornanti che si snoda tra paesaggi d’alta quota, toccando i 4.170 metri di altitudine. Lungo il percorso si incontrano ecosistemi d’altopiano, popolati da vigogne, cactus colonnari e una vegetazione adattata alle condizioni estreme dell’ambiente andino.Si raggiungono infine le spettacolari Salinas Grandes, uno degli ambienti più iconici e surreali dell’Argentina nord-occidentale. Questo immenso deserto di sale, frutto dell’evaporazione di antichi bacini lacustri, si estende per oltre 12.000 ettari a cavallo tra le province di Jujuy e Salta. Camminando sulla crosta salina, si possono osservare da vicino le vasche di evaporazione dai colori cangianti, utilizzate per l’estrazione di minerali come sodio, potassio e litio. Queste attività estrattive, se non gestite in modo responsabile, possono compromettere il delicato equilibrio degli ecosistemi d’alta quota e incidere sulle risorse idriche sotterranee. Per questo, diverse comunità indigene della zona sono impegnate nella difesa dei loro territori, promuovendo un modello di gestione partecipata che tenga conto dei diritti ambientali e culturali. Le Salinas Grandes non sono solo un paesaggio straordinario, ma anche un luogo simbolico dove natura, memoria e giustizia ambientale si intrecciano. Il paesaggio, modellato dalla luce e dal vento, muta continuamente aspetto: al mattino riflette i toni freddi del cielo, mentre al tramonto si accende di rosa, oro e argento. Dopo aver attraversato questi spazi sospesi tra cielo e terra, ci rimettiamo in viaggio per raggiungere il tranquillo villaggio di San Francisco de Alfarcito, dove ci attendono fascino, silenzio e autenticità. L’attività che svolgeremo a San Francisco de Alfarcito, rientra nell’ambito di un programma di valorizzazione dei saperi tradizionali legati alla filiera tessile andina, con un focus particolare sull’autonomia economica e culturale delle donne della comunità. Guidati da una artigiana, prendiamo parte ad un laboratorio pratico di tintura della lana con pigmenti naturali, ricavati da piante autoctone raccolte nei dintorni del villaggio. L’esperienza include l’identificazione delle specie tintorie, la preparazione e la macinatura dei materiali vegetali, ed infine la colorazione della lana secondo metodi ancestrali tramandati oralmente. Questa attività promuove la conservazione della biodiversità culturale e botanica, il coinvolgimento diretto delle donne locali come depositarie di conoscenze tradizionali e la trasmissione intergenerazionale di competenze in via di scomparsa. L’esperienza è un’opportunità per connettersi con tradizioni ancestrali, apprendere pratiche rispettose dell’ambiente e apprezzare il profondo legame tra l’uomo e la natura. Cena in un ristornate della comunità e pernottamento. La comunità di San Francisco de Alfarcito rappresenta un esempio virtuoso di gestione collettiva e solidarietà locale. Tutte le attività presenti nel villaggio — gli alloggi, il ristorante, la visita del pueblo guidata e i piccoli negozi tessili artigianali — sono frutto di un impegno condiviso e profondamente radicato nel territorio. I proventi vengono equamente redistribuiti tra le famiglie residenti, garantendo non solo un sostegno economico concreto, ma anche la valorizzazione del tessuto sociale e culturale della comunità. Un modello di economia partecipata che rafforza il senso di appartenenza e preserva l’identità del luogo. Pasti: prima colazione in hotel, pranzo in ristorane locale e cena presso la comunità di San Francisco de Alfarcito.
Giorno 7
San Francisco de Alfarcito - Susques - desierto del labirinto - Tolar Grande
Dopo la prima colazione, ci dedichiamo alla visita guidata del piccolo e tranquillo villaggio di San Francisco de Alfarcito, realtà emblematica della Puna andina. Qui, grazie a progetti di cooperazione comunitaria e pratiche solidali, è possibile entrare in contatto con l’essenza più genuina e resiliente di questo mondo d’alta quota. Iniziative locali legate alla filiera tessile, all’agricoltura tradizionale e alla formazione giovanile raccontano una comunità che, pur remota, è profondamente viva e impegnata nella cura del proprio territorio e della propria identità
Dopo la prima colazione, ci dedichiamo alla visita guidata del piccolo e tranquillo villaggio di San Francisco de Alfarcito, realtà emblematica della Puna andina. Qui, grazie a progetti di cooperazione comunitaria e pratiche solidali, è possibile entrare in contatto con l’essenza più genuina e resiliente di questo mondo d’alta quota. Iniziative locali legate alla filiera tessile, all’agricoltura tradizionale e alla formazione giovanile raccontano una comunità che, pur remota, è profondamente viva e impegnata nella cura del proprio territorio e della propria identità culturale.Terminata la visita, si riparte verso sud attraversando alcuni dei paesaggi più maestosi e remoti del nord argentino. La prima tappa è Susques, pittoresca cittadina che conserva l’atmosfera sobria e silenziosa delle vecchie rotte commerciali andine, seguita dal minuscolo centro di Pastos Chicos, porta d’ingresso alla regione più isolata della Puna.Proseguendo, raggiungiamo San Antonio de los Cobres, vivace cittadina mineraria incastonata a oltre 3.700 metri di altitudine, circondata da scenari aridi e spettacolari. Lungo il tragitto ci accompagnano cieli di un blu profondo, campi dorati mossi dal vento e una luce nitida e potente, tipica dell’alta quota. È un paesaggio che cambia continuamente forma, dove l’occhio si perde tra distese desertiche, montagne policrome e distese saline: siamo nel cuore della Puna argentina, uno degli ecosistemi più rari e affascinanti del continente sudamericano.Attraversiamo l’incredibile deserto del labirinto, una vasta distesa di arenarie modellate da millenni di erosione e vento, che disegnano un paesaggio quasi surreale fatto di cupole rosse e morbide ondulazioni. Questo antico fondale marino, oggi completamente arido, custodisce tracce geologiche di epoche lontanissime ed è uno degli ambienti più spettacolari e intatti della Puna argentina. La luce d’alta quota amplifica i contrasti cromatici, trasformando ogni curva del sentiero in un’esperienza visiva mutevole.Il tracciato ci conduce poi alla garganta del diablo, un piccolo canyon scavato dal tempo, dove antichi corsi d’acqua hanno inciso la roccia creando forme sinuose e profonde fenditure. Qui, nel cuore dell’altopiano andino, l’ambiente si fa essenziale, ma non privo di vita: la resistenza delle specie vegetali e animali, adattate a condizioni estreme, racconta una straordinaria capacità di sopravvivenza.Il paesaggio continua a evolvere: si aprono immense distese saline, con formazioni cristalline, conchiglie fossili, e terre che si tingono di rosa, arancio, grigio e bianco, a seconda dei minerali. Raggiungiamo così Tolar Grande, antico insediamento minerario oggi sempre più consapevole del proprio valore ecologico e scientifico. Qui si trovano alcuni dei fenomeni più affascinanti della regione: i suggestivi Ojos de Mar, pozze ipersaline che ospitano stromatoliti viventi, tra le più antiche forme di vita conosciute, e che rappresentano un ecosistema di interesse globale per la ricerca biologica e climatica.Tutto intorno, l’orizzonte è dominato da alcune delle vette più alte e iconiche delle Ande: il maestoso Llullaillaco, sacro per le popolazioni andine e sede degli importanti ritrovamenti archeologici d’alta quota, e l’imponente Socompa, vulcano attivo che segna il confine naturale tra Argentina e Cile. Entrambi, con le loro nevi eterne e i crateri antichi, ricordano che ci troviamo in una delle aree geologicamente più affascinanti e fragili del continente. Pasti: colazione in hosteria, pranzo al sacco, cena in un ristorante locale a Tolar Grande. Gestita direttamente dalla Municipalità di Tolar Grande e inaugurata nel 2012, Casa Andina è una struttura semplice ma significativa, nata per incentivare l’accoglienza e sostenere le economie locali in uno dei luoghi più remoti e affascinanti della Puna Salteña. Dispone di sole 6 camere doppie, tutte con bagno privato, riscaldamento e TV, pensate per offrire comfort essenziale in un contesto d’alta quota.L’edificio è interamente costruito in adobe e pietra vulcanica, secondo le tecniche costruttive tradizionali delle comunità andine, che garantiscono un buon isolamento termico e ridotto impatto ambientale. Questa scelta architettonica riflette l’identità culturale del luogo e promuove la trasmissione dei saperi locali.I pasti, colazione e cena, vengono serviti in un ristorante comunitario del paese, a pochi passi dalla struttura, dove viene proposto un menù fisso con ingredienti locali, nel rispetto della stagionalità e delle disponibilità della zona.Casa Andina non è solo un luogo in cui pernottare, ma un progetto collettivo di valorizzazione territoriale che incoraggia un modello di accoglienza partecipato, equo e rispettoso dell’ambiente. Un esempio concreto di come l’ospitalità possa diventare strumento di rigenerazione sociale, culturale e ambientale in contesti fragili.
Giorno 8
Tolar Grande - Salara de Arizaro (Cono de Arita) - Salar de Antofalla - Ojos de Campo - Botiquela - Antofalla
Prima colazione a Tolar Grande. L’attraversamento del salar dell’Arizaro richiama l’antico cammino degli arrieros, i pastori che un tempo guidavano carovane di animali verso il Cile. Il nome Arizaro, che significa "Cimitero degli Avvoltoi", risale a un’epoca in cui numerosi animali — soprattutto cavalli e bovini — perivano durante la dura traversata del deserto salino. Proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono vulcanico nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata. Un altro passo montano tra i
Prima colazione a Tolar Grande. L’attraversamento del salar dell’Arizaro richiama l’antico cammino degli arrieros, i pastori che un tempo guidavano carovane di animali verso il Cile. Il nome Arizaro, che significa "Cimitero degli Avvoltoi", risale a un’epoca in cui numerosi animali — soprattutto cavalli e bovini — perivano durante la dura traversata del deserto salino. Proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono vulcanico nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata. Un altro passo montano tra i fantasmagorici paesaggi colorati di queste alture e si raggiunge il grande Salar di Antofalla. Lo seguiamo bordeggiando tra montagne colorate, formazioni di roccia e cristalli fino a raggiungere Antofalla, uno degli esempi più spettacolari e significativi di oasi della puna: nel cuore di un arido altopiano si apre una valle verdeggiante, resa fertile da una sorgente d’acqua pura. Il paesaggio è punteggiato da alberi di salici, un vero miracolo naturale a questa altitudine.Antofalla, insieme ad Antofagasta e Santa Rosa, rappresentava un punto strategico per le carovane di lama che collegavano l’altopiano andino all’oasi dell’Atacama. Questo villaggio si trova ai margini del più lungo salar del mondo, incastonato tra montagne rosse e strisce di lava.Oggi Antofalla è abitata da una piccolissima comunità di circa 60 persone, dedite ancora alla pastorizia. Nel pomeriggio visiteremo gli Ojos de Campo, lagune naturali dai colori intensi e sorprendenti, che custodiscono ancora oggi forme di vita primordiali: gli organismi più antichi della Terra, ossia gli stromatoliti. Questi esseri viventi primitivi, capaci di fotosintesi, hanno contribuito a rendere l’atmosfera terrestre ricca di ossigeno, segnando una svolta cruciale nella storia della vita. Prima di rientrare ad Antofalla, raggiungiamo un posto davvero unico: Botiquela.Botiquela non è segnato su molte mappe, e forse è giusto così.Nascosto nell'estremo silenzio della profonda Puna argentina, tra distese sconfinate di altipiani aridi e montagne che si perdono nell’orizzonte, questa minuscola oasi dimenticata dal tempo, ospita un solo uomo che ha scelto di vivere in armonia con l'essenziale.A Botiquela, il tempo non corre. Si ascolta il silenzio come fosse una voce, si osserva il paesaggio come se fosse in costante dialogo con l’anima. L’uomo che abita questo angolo remoto custodisce una memoria ancestrale, fatta di gesti antichi, di una conoscenza intima della terra, degli animali, del cielo. È pastore, agricoltore, osservatore del vento e del sole. È la memoria vivente di un mondo che lentamente si ritira.Incontrarlo è come aprire una finestra su un tempo più lento, più profondo. Pernottamento in casa famiglia ad Antofalla. Pasti: colazione a Tolar Grande, pranzo al sacco, cena in casa famiglia. Il pernottamento ad Antofalla è previsto presso una casa privata della famiglia Ramos, un’abitazione semplice e autentica, suddivisa in due blocchi.Il blocco principale, che ospita anche la cucina e la sala da pranzo comune, dispone di tre camere con bagno privato e di una camera con bagno esterno ad uso esclusivo. Il secondo blocco offre invece due camere che condividono un unico bagno esterno alla struttura.Colazione e cena vengono preparati e serviti nel blocco centrale, in un ambiente familiare e accogliente.Va tenuto presente che l’elettricità è disponibile fino alle ore 24:00 e viene riattivata alle 09:00 del mattino successivo.Soggiornare qui è un’esperienza unica: semplice, genuina, e resa speciale dalla calorosa ospitalità della famiglia Ramos. La disposizione delle stanze verrà decisa dall’organizzazione in anticipo in base al numero effettivo dei partecipanti. .
Giorno 9
Antofalla - Quebrada de Calalaste - Antofagasta de la Sierra - El Peñón
Partiamo per una giornata di grande suggestione attraversando il maestoso salar di Antofalla, una delle più affascinanti e remote distese salate del pianeta. Questo antico bacino endoreico, testimonianza di un lago preistorico ormai prosciugato, si estende per chilometri tra montagne erose dal vento e colori cangianti che riflettono i minerali presenti nel suolo. Il salar ospita una biodiversità sorprendente per un ambiente tanto estremo: minuscoli crostacei salini, colonie batteriche adattate all’alta salinità e occasionali uccelli migratori che sostano in cerca d’acqua e
Partiamo per una giornata di grande suggestione attraversando il maestoso salar di Antofalla, una delle più affascinanti e remote distese salate del pianeta. Questo antico bacino endoreico, testimonianza di un lago preistorico ormai prosciugato, si estende per chilometri tra montagne erose dal vento e colori cangianti che riflettono i minerali presenti nel suolo. Il salar ospita una biodiversità sorprendente per un ambiente tanto estremo: minuscoli crostacei salini, colonie batteriche adattate all’alta salinità e occasionali uccelli migratori che sostano in cerca d’acqua e cibo.Raggiungiamo un mirador panoramico, da cui lo sguardo abbraccia l’intera vastità del paesaggio andino: l’alternanza di coni vulcanici, piane desertiche e saline abbaglianti trasmette una potente sensazione di immensità e isolamento. È un ecosistema fragile, scolpito da millenni di geologia e protetto dalla sua stessa inaccessibilità.Proseguendo, ci addentriamo nella Quebrada di Calalaste, una valle appartata considerata tra i luoghi migliori per osservare i camelidi andini nel loro habitat naturale. Qui, tra pascoli d’altura e arbusti spinosi, si muovono eleganti le vigogne, sottili e guardinghe, il cui vello pregiato è tra i più fini al mondo. Accanto a loro appaiono i guanaco, parenti selvatici del lama, più massicci e dal portamento fiero, perfettamente adattati a questi territori d’alta quota. Talvolta si incontrano anche lama domestici lasciati liberi di pascolare, che si mescolano alle specie selvatiche creando un equilibrio visivo che riflette quello ecologico. I branchi si spostano con calma tra i pendii, animando un paesaggio che a prima vista potrebbe sembrare deserto, ma che in realtà pulsa di vita.La strada ci conduce poi alla vasta pianura di Antofagasta, dove la fauna andina si fa ancora più presente. Tra le onde di terra e le distese erbose si intravedono volpi grigie, caracara che sorvolano le creste in cerca di prede, e viscacce che si mimetizzano tra le rocce. Con un po’ di fortuna si possono scorgere anche i nandù, grandi uccelli non volatori simili agli struzzi, che attraversano rapidi lo spazio aperto con le loro lunghe zampe. L’ambiente qui è intatto, preservato dalla sua stessa lontananza dalle vie battute dell’uomo, e ogni incontro con la fauna locale avviene in un’atmosfera di rispetto e silenzio.Raggiungiamo infine Antofagasta de la Sierra, la più grande oasi lungo l’antica via carovaniera verso San Pedro de Atacama. Incastonata tra vulcani spenti, lagune e campi coltivati, Antofagasta è un luogo dove natura e cultura si intrecciano, testimone di un passato millenario e di una resilienza umana ancora viva. Qui l’acqua, proveniente da sorgenti sotterranee, consente la coltivazione di orti familiari e l’allevamento, permettendo alla comunità locale di vivere in equilibrio con l’ambiente circostante.Da qui proseguiamo fino a El Peñón, piccolo villaggio che funge da base per le escursioni del giorno seguente. All’arrivo, incontro il vulcanologo Walter Báez che ci condurrà per i prossimi due giorni nel mondo della vulcanologia e geologia di quest’area della puna saltena. Pernottamento in una confortevole hostería locale, perfetta per un meritato riposo.Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 10
El Peñón - laguna Carachi Pamapa e Campo di Pietra Pomice
Giornata dedicata all’esplorazione di alcuni dei luoghi più suggestivi della Puna argentina. Si parte al mattino in direzione del vulcano Carachi Pampa, una formazione di origine basaltica che domina un paesaggio arido e spettacolare. Ai suoi piedi si trova la laguna Carachi Pampa, dove potremo osservare una colonia di fenicotteri rosa, spesso presenti nelle sue acque calme e poco profonde, in un ambiente di forte contrasto tra la terra scura di origine vulcanica e i colori vivaci degli uccelli.In compagnia del vulcanologo Walter Baez, proseguiamo verso uno dei luoghi più sorprendenti
Giornata dedicata all’esplorazione di alcuni dei luoghi più suggestivi della Puna argentina. Si parte al mattino in direzione del vulcano Carachi Pampa, una formazione di origine basaltica che domina un paesaggio arido e spettacolare. Ai suoi piedi si trova la laguna Carachi Pampa, dove potremo osservare una colonia di fenicotteri rosa, spesso presenti nelle sue acque calme e poco profonde, in un ambiente di forte contrasto tra la terra scura di origine vulcanica e i colori vivaci degli uccelli.In compagnia del vulcanologo Walter Baez, proseguiamo verso uno dei luoghi più sorprendenti della regione: il Campo de Piedra Pómez. Grazie al suo accompagnamento, non ci limitiamo a osservare le forme scolpite dal vento e dalla lava, ma comprendiamo come si sono formate, quali forze hanno modellato questo territorio e perché il Campo de Piedra Pómez è considerato un unicum geologico a livello mondiale. Un’esperienza che unisce la meraviglia visiva alla scoperta scientifica, arricchendo in modo significativo la visita. Il Campo de Piedra Pomes è una vasta distesa di oltre 80 km² composta interamente da pietra pomice, risultato di antiche eruzioni vulcaniche.Le formazioni rocciose, scolpite nel tempo dall’erosione del vento, assumono forme bizzarre e monumentali, alte fino a 10 metri: funghi di pietra, torri naturali e ondulazioni che ricordano panettoni giganti. Il suolo è coperto da sabbie nere e grigie che accentuano i contrasti cromatici e creano un’atmosfera quasi irreale. Non lontano, enormi dune di sabbia bianca si insinuano tra le valli nascoste, contribuendo a dare al paesaggio un aspetto lunare.Seguendo piste poco tracciate, raggiungiamo le formazioni principali, dove avremo tempo per passeggiare, scattare fotografie e immergerci in questo ambiente unico.Durante il percorso, attraversiamo anche zone desertiche popolate da vigogne, spesso visibili in piccoli gruppi, offrendo ulteriori occasioni di osservazione naturalistica.Al termine dell’escursione, rientro a El Peñón, dove ci attende la cena.Pernottamento in hosteria. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 11
El Peñón - Cratere del vulcano Galán - Laguna Grande e Laguna Diamante
Prima colazione in hosteria e ultima giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove
Prima colazione in hosteria e ultima giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove svettano torrioni di lava solidificata. Salendo continuamente, a circa 4.800 mt, si arriva al bordo del cratere del vulcano Galan. La caldera, antichissima e molto grande (circa 40 km di diametro) è stata scoperta qualche decina di anni fa solo grazie alle foto satellitari, proprio perché essendo così ampia, da poco la percezione di essere su un vulcano. Solo una ventina di anni fa alcuni prospettori minerari hanno trovato il passaggio per raggiungere il vulcano con gli automezzi. Ancora oggi questo luogo è raggiunto da poche decine di persone ogni anno. Le tracce scendono all’interno e attraversando la pianura che occupa la parte centrale del cratere si raggiunge la Laguna Diamante, situata a circa 4.600 mt, che deve la sua colorazione color smeraldo o turchese, a seconda della luce, alla presenza di arsenico nelle sue acque. Non lontano un campo geotermico con fuoriuscita di acqua bollente. Nel pomeriggio si rientra a El Penon ripercorrendo la strada tra valli, lagune e vulcani, con una prospettiva diversa e una vista sempre incantevole. Pernottamento. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 12
El Peñón - Hualfín - Santa María - Cafayate
Dopo la prima colazione, lasciamo definitivamente l'altopiano della Puna, con i suoi paesaggi estremi e l’atmosfera rarefatta che ci ha accompagnato nei giorni scorsi.Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, un’immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la
Dopo la prima colazione, lasciamo definitivamente l'altopiano della Puna, con i suoi paesaggi estremi e l’atmosfera rarefatta che ci ha accompagnato nei giorni scorsi.Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, un’immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la strada che costeggia le Ande dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, per oltre 4.000 km) ci dirigiamo verso nord. Il paesaggio cambia, man mano che si procede e si scende di quota l’ambiente desertico cede spazio ai primi ambienti verdeggianti. Sosta nelle campagne del distretto di Santa Maria. Continuando si visitano le rovine preincaiche di Quilmes, le meglio conservate di tutta l’Argentina e con una storia drammatica alle spalle.Prima di raggiungere la nostra meta odierna, Cafayate, ci attende un laboratorio di cucina tradizionale presso la comunità di Corralitos (Quebrada de las Conchas) Nel contesto delle iniziative orientate alla valorizzazione delle culture locali e alla promozione di pratiche turistiche rispettose, prendiamo parte ad una cooking class di empanadas. L'attività contribuisce alla trasmissione del sapere gastronomico tradizionale e al rafforzamento dell’identità comunitaria, promuovendo nel contempo l’inclusione socioeconomica delle donne del territorio. Terminata l’attività, si raggiungono i verdi vigneti di Cafayate, terra di vino e folklore a quasi 1.700 mt. Cafayate è una piacevolissima cittadina, d’impronta oramai turistica, che si sviluppa intorno alla piazza principale, con negozi aperti fino a sera inoltrata, caffè con tavolini all’aperto e numerosi ristoranti dove si possono assaggiare le rinomate specialità locali. Sistemazione in un resort nei pressi della cittadina. Pasti: colazione in hosteria, pranzo in ristorante locale, cena inclusa.
Giorno 13
Cafayate - Cachi - Parco Nazionale los Cardones - Salta
Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e delle nostre ultime emozioni del viaggio. Partenza per Salta, lungo la Ruta 40 che la collega a Cachi, tramite la Quebrada de las Flechas.A Cachi avremo modo di degustare un pranzo nella cantina vinicola Isasmendi, situata nella Valle Calchaquí, rinomata per l’eccellenza dei suoi vigneti di alta quota e per l’approccio rispettoso verso l’ambiente e le tradizioni locali. Visita della cantina in un percorso volto a perseguire l’uso responsabile delle risorse idriche, della coltivazione a
Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e delle nostre ultime emozioni del viaggio. Partenza per Salta, lungo la Ruta 40 che la collega a Cachi, tramite la Quebrada de las Flechas.A Cachi avremo modo di degustare un pranzo nella cantina vinicola Isasmendi, situata nella Valle Calchaquí, rinomata per l’eccellenza dei suoi vigneti di alta quota e per l’approccio rispettoso verso l’ambiente e le tradizioni locali. Visita della cantina in un percorso volto a perseguire l’uso responsabile delle risorse idriche, della coltivazione a basso impatto ambientale, del recupero di vitigni autoctoni e di pratiche agricole che favoriscono la rigenerazione del suolo e della biodiversità. A seguire, pranzo con degustazione guidata di vini biologici e piatti preparati con ingredienti locali, valorizzando le filiere corte e l’identità culinaria del territorio. Dopo pranzo ripartenza verso il Parco Nazionale Los Cardones che si estende per circa 650 km² su entrambi i lati della Ruta 33. Il parco prende il nome dal cactus a candelabro, noto comunemente con il nome di cardón. In assenza di foreste, il cardón rappresenta da sempre un importante fonte di legname per la fabbricazione di travi, porte, finestre e il suo uso molto comune si osserva sia nelle attuali abitazioni indigene sia nelle chiese di epoca coloniale della regioneIn meno di 100 km, si attraversano ben cinque diversi ecosistemi, lungo valli colorate e montagne di velluto color verde, circondati da Cerro Turrion, sulla cui cima nidificano colonie di condor. Siamo nelle Valles Calchaquíes che sono tra le più affascinanti località dell’Argentina e meno turistiche: una combinazione affascinante di aspri paesaggi, artigianato tradizionale, piccoli villaggi di adobe e alcuni dei migliori vini del paese. a suo tempo, la popolazione indigena diaguita (calchaquí) di queste valli oppose una strenua resistenza al dominio spagnolo. Nel XVII secolo, gli spagnoli tentarono due volte di imporre il lavoro forzato ai diaguita, ma si ritrovarono a dover mantenere sul posto degli uomini armati per impedire ai nativi di coltivare i loro campi e attaccare i convogli merci. Arrivo a Salta nel pomeriggio e tempo a disposizione per un’ultima piacevole passeggiata nel centro cittadino o per degli acquisti. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in resort, pranzo libero e cena inclusa.
Giorno 14
Rientro a Buenos Aires
Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto e partenza per Buenos Aires. Arrivo e trasferimento in hotel. Pomeriggio dedicato al completamento della visita della città con una guida locale parlante italiano. Resto della serata libero e pernottamento. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero e cena con spettacolo di tango in uno dei locali più iconici e suggestivi di Buenos Aires: il Café Los Angelitos. In un’atmosfera elegante e intrisa di storia, si assiste ad una raffinata esibizione dal vivo, che celebra la tradizione del tango argentino attraverso musica, danza e
Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto e partenza per Buenos Aires. Arrivo e trasferimento in hotel. Pomeriggio dedicato al completamento della visita della città con una guida locale parlante italiano. Resto della serata libero e pernottamento. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero e cena con spettacolo di tango in uno dei locali più iconici e suggestivi di Buenos Aires: il Café Los Angelitos. In un’atmosfera elegante e intrisa di storia, si assiste ad una raffinata esibizione dal vivo, che celebra la tradizione del tango argentino attraverso musica, danza e interpretazioni d’autore.La serata include una cena completa con antipasto, piatto principale e dessert (bevande escluse), offrendo un’esperienza gastronomica autentica da abbinare al fascino senza tempo di uno degli spettacoli più rappresentativi della cultura porteña.
Giorno 15
Trasferimento in aeroporto per volo di rientro per l'Italia. Pernottamento a bordo
Prima colazione in hotel. Trasferimento in mattinata in aeroporto e partenza con il volo per il rientro in Italia. Pernottamento a bordo. Pasti: prima colazione.
Giorno 16
Arrivo in Italia
Arrivo in Italia. Valle Calchaqui 2. Empanadas 3. Salata de Antofalla