Giorno 1
Partenza dall'Italia per Delhi
Al mattino partenza dall’Italia per Delhi con voli di linea con scalo intermedio.Arrivo previsto verso le due di notte e trasferimento in albergo.
Giorno 2
Proseguimento in aereo per Udaipur
Prima colazione in Hotel. Trasferimento in aeroporto per prendere il volo diretto a Udaipur (circa un’ora e trenta minuti di volo).Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel.Tempo a disposizione permettendo nel tardo pomeriggio si cominceranno le visite.Udaipur è conosciuta con appellativi che vorrebbero richiamarne la tranquilla bellezza, tra cui Città dell’Aurora, vive ancora oggi tra mito e storia, fantastica e raffinata, nonostante le banalizzazioni di chi la vorrebbe “Venezia dell’India”. È incorniciata dalle pendici sfumate delle Aravalli Hills, dal Lago Pichola,
Prima colazione in Hotel. Trasferimento in aeroporto per prendere il volo diretto a Udaipur (circa un’ora e trenta minuti di volo).Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel.Tempo a disposizione permettendo nel tardo pomeriggio si cominceranno le visite.Udaipur è conosciuta con appellativi che vorrebbero richiamarne la tranquilla bellezza, tra cui Città dell’Aurora, vive ancora oggi tra mito e storia, fantastica e raffinata, nonostante le banalizzazioni di chi la vorrebbe “Venezia dell’India”. È incorniciata dalle pendici sfumate delle Aravalli Hills, dal Lago Pichola, circondata dal ricco verde della campagna. E, forse sono stati proprio tali aspetti, nel 1829, a suggestionare tanto un colonnello inglese della Compagnia delle Indie Orientali, da fargli dire che questo fosse “il luogo più romantico del continente indiano”. Qualcosa sta cambiando rapidamente, ma Udaipur si presta bene ad una sosta di due notti.Pranzo libero oppure in aeroporto (dipenderà dalla riconferma dell’orario del volo).Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 3
Udaipur, il City Palace, affacciato sul Lago Pichola, il complesso di Eklingji e Nagda
Al mattino cominciamo con un’escursione a circa 20 chilometri da Udaipur, per visitare il complesso di templi Eklingji e Nagda, dedicati a Shiva. Il marmo e gli altri materiali usati sono stati lavorati con maestria per rappresentare vari aspetti delle ritualità induiste. L’isolamento delle strutture contribuisce al piacere della visita di questi piccoli templi meno conosciuti e frequentati di altri.Shiva è il dio distruttore ma pure il creatore, ed in questa veste appare come “linga”, simbolo fallico. Spesso, è accompagnato dalla sua cavalcatura, il toro Nandi. Inoltre, è il
Al mattino cominciamo con un’escursione a circa 20 chilometri da Udaipur, per visitare il complesso di templi Eklingji e Nagda, dedicati a Shiva. Il marmo e gli altri materiali usati sono stati lavorati con maestria per rappresentare vari aspetti delle ritualità induiste. L’isolamento delle strutture contribuisce al piacere della visita di questi piccoli templi meno conosciuti e frequentati di altri.Shiva è il dio distruttore ma pure il creatore, ed in questa veste appare come “linga”, simbolo fallico. Spesso, è accompagnato dalla sua cavalcatura, il toro Nandi. Inoltre, è il più presente e venerato componente della Trimurti indiana, la triade delle divinità più significative, che comprende anche Brahma, il creatore, e Vishnu, il preservatore.Al termine delle visite rientro a Udaipur.Udaipur è fondata nel 1568 da Udaj Sing II che, tre decenni dopo, inizia i lavori di quella che sarà la faccia più rappresentata di Udaipur, il City Palace, un tempo dimora dei sovrani del Mewar (nome di questa regione), e oggi museo. Affacciato sul lago Pichola, il complesso è un funzionale miscuglio di stili. Si presenta all’esterno come severa architettura militare rajput. Dentro, si lascia andare al piacere dell’arte mostrando sontuose capacità estetiche. Dire che il City Palace sia imponente non rende l’idea. Ricordare che la sua facciata di quasi 250 metri di lunghezza (più di due campi e mezzo di calcio), con un’altezza di oltre 30, che ne fanno il palazzo più grande di tutto il Rajasthan, aiuta ad immaginarselo in modo più realistico.Le tante aggiunte al complesso originario non ne hanno smorzato l’uniformità stilistica. Tutto ha contribuito in questi secoli a sedimentare le storie che ne fanno luogo pieno di suggestioni.Visitandolo, sapremo che le otto arcate vicine alla Grande Porta stanno lì a testimoniare il paternalismo dei regnanti verso i sudditi, visto che la costruzione di ogni singola arcata coincideva con la distribuzione al popolo di una quantità di oro e argento pari al peso di ogni maharaja. Conosceremo anche altre vicende, tra cui quella che vide protagonista la figlia del maharaja regnante all’inizio del XIX secolo. Lei si avvelenò per non scegliere quale tra i due principi di Jaipur e Jodhpur sposare, visto che ognuno di questi minacciava di muovere contro Udaipur se non si fosse data in sposa a lui.Dentro il vasto complesso troviamo inoltre storia fatta di cortili, edifici, giardini, dipinti, ornamenti, lavorazioni raffinate, miniature, mosaici. Gallerie piene d’arte, collezioni di portantine, cristalli e curiosità come le trappole per tigri e leopardi.Nel tardo pomeriggio, se le condizioni di navigabilità lo permetteranno, escursione in barca sul lago Pichola. Il Lago Pichola è il cuore degli aspetti naturali del posto. Prende il nome dal villaggio che il solito Udai Singh II decise di sommergere pur di ampliare il bacino preesistente. Misura poco più di dieci chilometri quadrati ed essendo scarsamente profondo, durante certi periodi una buona parte si prosciuga. Pranzo e cena in ristoranti locali.
Giorno 4
Si parte per Jodhpur la "città azzura", lungo la strada sosta al superbo tempio di Ranakpur
Di buon mattino partenza per Jodhpur, la “città azzurra” che si frastaglia intorno alle pendici irregolari della sua rocca. L’azzurro, il colore degli dèi, un tempo distingueva le case dei bramini, la casta sacerdotale egemone nella società indiana. Lungo la strada sosta al superbo tempio jainista di Ranakpur, meta di pellegrinaggi da tutte le parti dell’India. La visita consente di ammirare i ricchi ornamenti del tempio dedicato ad Adinath. Complesso nel disegno e gigantesco nelle proporzioni sconcerta ed ammalia al contempo. Il gioco di luci ed ombre creato dai 1444 pilastri
Di buon mattino partenza per Jodhpur, la “città azzurra” che si frastaglia intorno alle pendici irregolari della sua rocca. L’azzurro, il colore degli dèi, un tempo distingueva le case dei bramini, la casta sacerdotale egemone nella società indiana. Lungo la strada sosta al superbo tempio jainista di Ranakpur, meta di pellegrinaggi da tutte le parti dell’India. La visita consente di ammirare i ricchi ornamenti del tempio dedicato ad Adinath. Complesso nel disegno e gigantesco nelle proporzioni sconcerta ed ammalia al contempo. Il gioco di luci ed ombre creato dai 1444 pilastri scolpiti che lo sostengono, durante i diversi momenti della giornata, esercita un fascino magico.Arrivo a Jodhpur e sistemazione in hotel.Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.
Giorno 5
Visita al Forte di Meherengarh e proseguimento per Jaisalmer
Di buon mattino partenza per una lunga giornata di trasferimento verso Jaisalmer. Cominciamo con la visita al Forte di Meherengarh, che si trova a pochi km da Jodhpur. Salire ed entrare nel Forte Mehrengarh, che contiene anche un museo, è uno spettacolo cui si accede attraverso sette porte. L’ultima di esse, la Laha Pol, Porta di Ferro, riporta le impronte delle rani, sacrificate sulla pira dei loro sposi nella cerimonia del sati. Il museo occupa gli spazi del palazzo presidenziale caratterizzato da esemplare architettura rajput. Offre sale, cortili, gallerie (raramente visitabili) pieni di
Di buon mattino partenza per una lunga giornata di trasferimento verso Jaisalmer. Cominciamo con la visita al Forte di Meherengarh, che si trova a pochi km da Jodhpur. Salire ed entrare nel Forte Mehrengarh, che contiene anche un museo, è uno spettacolo cui si accede attraverso sette porte. L’ultima di esse, la Laha Pol, Porta di Ferro, riporta le impronte delle rani, sacrificate sulla pira dei loro sposi nella cerimonia del sati. Il museo occupa gli spazi del palazzo presidenziale caratterizzato da esemplare architettura rajput. Offre sale, cortili, gallerie (raramente visitabili) pieni di decori, tessuti, armi, dipinti, miniature, manoscritti, affreschi…Una nota meritano le collezioni di portantine e le lettighe per elefanti.Dai bastioni, destano curiosità le cupole bianche in basso accanto ad un laghetto. Il Jaswant Thada è un cenotafio costruito nel 1899. Un insieme disomogeneo di stili che ne accentua l’interesse, caratterizzato da lavorazioni del marmo e coperture a cupola tanto particolari quanto attraenti.Proseguimento per Jaisalmer.Pranzo in ristorante Jodhpur, cena e pernottamento in hotel a Jaisalmer.
Giorno 6
Jaisalmer: monumenti, haveli, templi jainisti e dune
Prima colazione in Hotel. Jaisalmer, regina del deserto, ebbe un lunghissimo periodo di prosperità poiché le carovane, che attraversavano queste zone aride e desolate in direzione del Sind, vi passavano per rifornirsi d’acqua e di mercanzie. Il passato di questa meravigliosa città si legge attraverso i suoi numerosi monumenti, gli incredibili palazzi di filigrana (haveli), le piazzette, i templi jainisti. In questo luogo magico, tutto, dall’architettura delle case e dei templi, ai volti e costumi della gente, riporta indietro nel tempo. Jaisalmer Fort, Patrimonio UNESCO, non è un
Prima colazione in Hotel. Jaisalmer, regina del deserto, ebbe un lunghissimo periodo di prosperità poiché le carovane, che attraversavano queste zone aride e desolate in direzione del Sind, vi passavano per rifornirsi d’acqua e di mercanzie. Il passato di questa meravigliosa città si legge attraverso i suoi numerosi monumenti, gli incredibili palazzi di filigrana (haveli), le piazzette, i templi jainisti. In questo luogo magico, tutto, dall’architettura delle case e dei templi, ai volti e costumi della gente, riporta indietro nel tempo. Jaisalmer Fort, Patrimonio UNESCO, non è un insieme di mura e sale, un’attrazione turistica con una biglietteria e orari di apertura e chiusura. Contiene un centro urbano abitato da qualche migliaio di persone e, dal XII secolo, con qualche inevitabile cambiamento, protegge case, templi, viuzze e oggi anche negozi di artigianato, ristoranti, piccoli hotel. La poderosa struttura, ovviamente, aveva lo scopo principale di difendere dagli attacchi di nemici, che risiedevano nella lontana Delhi ma anche nella più prossima Jodhpur. Situato nel cortile principale del forte, sta il Fort Palace che ospitava i maharaja. Nei suoi sette piani, le tante stanze private e le sale per ricevere ospiti, sono riempite da mobili e sculture, specchi, decori alle pareti, affacci ben decorati tra cui un particolare balcone. Non tutti gli ambienti sono aperti al pubblico e anche i diversi templi jainisti interni al forte, realizzati tra il XV e XVI secolo, hanno possibilità di ingresso non ben definiti. In ogni caso ne potremo osservare alcuni dall’esterno.Non mancheremo di visitare una haveli per sentirci raccontare di come siano sorte queste residenze tradizionali riccamente decorate.Pranzo in ristorante e cena in hotel.
Giorno 7
Jaisalmer - Bikaner, nel deserto del Thar
Dopo la prima colazione proseguimento per Bikaner, situata nel deserto del Thar, in un orizzonte sconfinato e irreale, punteggiato qua e là da piccoli villaggi costruiti in argilla e da carovane di cammelli. Arrivo e sistemazione in albergo.Nel pomeriggio si visita il Forte di Junagarh. Eretto nel 1588 dal raja Raj Singh, racchiude all'interno di massicci bastioni di arenaria splendidi palazzi con graziosi padiglioni da cui troneggiano numerose balconate. La parte più antica del complesso, Lal Niwas, è uno spettacolo di decorazioni floreali stilizzate in rosso e oro.Pranzo e cena in
Dopo la prima colazione proseguimento per Bikaner, situata nel deserto del Thar, in un orizzonte sconfinato e irreale, punteggiato qua e là da piccoli villaggi costruiti in argilla e da carovane di cammelli. Arrivo e sistemazione in albergo.Nel pomeriggio si visita il Forte di Junagarh. Eretto nel 1588 dal raja Raj Singh, racchiude all'interno di massicci bastioni di arenaria splendidi palazzi con graziosi padiglioni da cui troneggiano numerose balconate. La parte più antica del complesso, Lal Niwas, è uno spettacolo di decorazioni floreali stilizzate in rosso e oro.Pranzo e cena in hotel.
Giorno 8
Proseguimento per la zona dello Shekhawati, la regione semidesertica famosa per gli "haveli"
Partenza per la zona di Shekhawati, la regione semidesertica famosa per l’eredità culturale del popolo locale e della ricca comunità Marwar proprietaria degli haveli affrescati. La maggior parte di questi haveli fu costruita fra il 1860 e il 1900 dai Bania, mercanti divenuti celebri come Marwar, che si erano avventurati a Calcutta e nei nuovi centri commerciali indiani. Il successo negli affari sviluppò un desiderio di predominio architettonico. Con il passare del tempo gli haveli cominciarono ad essere trascurati e oggi le cittadine della regione sono divenute strane città fantasma,
Partenza per la zona di Shekhawati, la regione semidesertica famosa per l’eredità culturale del popolo locale e della ricca comunità Marwar proprietaria degli haveli affrescati. La maggior parte di questi haveli fu costruita fra il 1860 e il 1900 dai Bania, mercanti divenuti celebri come Marwar, che si erano avventurati a Calcutta e nei nuovi centri commerciali indiani. Il successo negli affari sviluppò un desiderio di predominio architettonico. Con il passare del tempo gli haveli cominciarono ad essere trascurati e oggi le cittadine della regione sono divenute strane città fantasma, gremite di splendide dimore abbandonate. All’arrivo sistemazione in Hotel a Nawalgarh oppure a Mandawa.Nel pomeriggio si visiteranno i meravigliosi haveli dei dintorni, nell’atmosfera fiabesca di un mondo che ad ogni passo evoca la presenza della tradizione Rajput.Pranzo e cena in hotel.
Giorno 9
Proseguimento per Jaipur, la "città rosa" capoluogo del Rajasthan
Dopo la prima colazione partenza per Jaipur, la “città rosa” capoluogo del Rajasthan. Arriviamo all’ora di pranzo, che consumiamo in ristorante locale oppure in Hotel.La città di Jaipur prende denominazione da Jai Singh II che la fonda nel 1727. Era discendente di un clan dei Rajput che rafforza il potere dal XII secolo quando la capitale era ad Amber, vicina una decina di chilometri. Dopo sei secoli, la scarsità d’acqua commisurata alla popolazione di Amber convince a trasferire la capitale in una zona più adatta.La sorte positiva di Jaipur, capoluogo del Rajasthan e Patrimonio
Dopo la prima colazione partenza per Jaipur, la “città rosa” capoluogo del Rajasthan. Arriviamo all’ora di pranzo, che consumiamo in ristorante locale oppure in Hotel.La città di Jaipur prende denominazione da Jai Singh II che la fonda nel 1727. Era discendente di un clan dei Rajput che rafforza il potere dal XII secolo quando la capitale era ad Amber, vicina una decina di chilometri. Dopo sei secoli, la scarsità d’acqua commisurata alla popolazione di Amber convince a trasferire la capitale in una zona più adatta.La sorte positiva di Jaipur, capoluogo del Rajasthan e Patrimonio UNESCO, si deve a questo sovrano che univa le sue capacità guerresche e politiche a una mentalità scientifica (era anche astronomo) che lo porta a guidare anche i lavori di urbanistica. Purtroppo, come spesso accade, la città viene associata ad un aspetto puramente estetico più che ad eventi storici ben più essenziali. Quando si vuole indicare Jaipur, infatti, non la si chiama la Città di Jai Singh II cui si deve tantissimo, dall’articolazione urbanistica alla costruzione della cinta muraria, da alcuni edifici del City Palace al Jantar Mantar lo “strumento di calcolo per misurare i cieli”. In genere ci si riferisce a questa città facendo semplicemente riferimento al suo essere la Città Rosa. Alla fine dell’Ottocento l’allora maharaja decise di far dipingere gli edifici del centro storico di rosa, colore che richiama l’ospitalità, per accogliere degnamente quello che diventerà Edoardo VII. Da quel momento, gli abitanti sono tenuti per regolamento urbano a mantenere questa tonalità sulle facciate.(In ogni caso Jaipur oltre a essere la Città Rosa è anche la città dei raggiri legati alla vendita di pietre preziose. Evitarne l’acquisto, a meno che non si sia gemmologi).Pranzo in ristorante, cena in hotel.
Giorno 10
Escursione alla famosa Fortezza di Amber e nel pomeriggio visita di Jaipur
Al mattino visitiamo il Forte di Amber che ospitava la famiglia reale quando era capitale prima della fondazione di Jaipur, e si trova in posizione dominante sul centro abitato. (Eviteremo di salire al forte a dorso di elefante per più motivi). All’interno, avremo conferma che si tratta di un complesso, iniziato nel 1599, esemplare per forma e gradevolezza estetica degli edifici e nelle lavorazioni. Marmo bianco, arenaria gialla e rosa, e pietra con tonalità accattivanti, sono la sostanza del grande palazzo articolato in quattro cortili attorno a cui affacciano gli edifici. Dalla Porta del
Al mattino visitiamo il Forte di Amber che ospitava la famiglia reale quando era capitale prima della fondazione di Jaipur, e si trova in posizione dominante sul centro abitato. (Eviteremo di salire al forte a dorso di elefante per più motivi). All’interno, avremo conferma che si tratta di un complesso, iniziato nel 1599, esemplare per forma e gradevolezza estetica degli edifici e nelle lavorazioni. Marmo bianco, arenaria gialla e rosa, e pietra con tonalità accattivanti, sono la sostanza del grande palazzo articolato in quattro cortili attorno a cui affacciano gli edifici. Dalla Porta del Sole e da quella della Luna, si accede nelle aree interne dove incontriamo uno scalone che conduce al palazzo principale, un piccolo tempio con porte d’argento, colonne con capitelli a forma d’elefante, archi affrescati, bassorilievi, soffitti con specchi, sale e cortili, l’ultimo dei quali confina con gli appartamenti delle donne. (Qui, niente si presenta sottotono…).Nel pomeriggio visita di Jaipur. La zona antica della città è parzialmente circondata da mura, interrotte da grandi porte. L’area settecentesca è il cuore di Jaipur, articolata in quartieri rettangolari delimitati da viali. Al centro troviamo il City Palace. Parte di questo è opera del fondatore della città, cui si sono aggiunti altri edifici sino all’inizio del XX secolo. Il tutto denota il miglior sommarsi di stili del Rajasthan e Moghul. A questi, nel corso di due secoli, si sovrappongono altri interventi strutturali e stilistici che risentono dell’influenza anche europea. La prima struttura che si incontra non può essere che il Palazzo del Benvenuto. Seguono museo, armeria, cortili, varie sale, tra cui quelle immancabili delle udienze. Ambienti riempiti ed arredati con costumi reali, testi sacri miniati, armi impreziosite da incisioni, recipienti d’argento alti quasi due metri, pare i più grandi al mondo. Quattro imponenti porte rappresentanti le stagioni, proteggono l’accesso all’area ancora oggi abitata da discendenti degli ex regnanti.Accanto al palazzo osserviamo dall’esterno il Minareto che trafigge il cielo, realizzato dal figlio del fondatore di Jaipur.Il Jantar Mantar, cui abbiamo fatto cenno, è Patrimonio Unesco ed è l’unico dei cinque osservatori astronomici fatti realizzare dal Jai Singh II presente a Jaipur. È un insieme di enormi strumenti ideati per calcolare il movimento degli astri. (Uno degli esempi del fatto che il prestigioso elenco includa opere anche solo per speciali particolarità). L’Hawa Mahal (la notissima facciata lavorata a nido d’ape), realizzata nel 1799, ha un peso forse eccessivo nella considerazione e immaginario generale. In ogni caso si tratta di una costruzione che denota originalità, realizzata per consentire alle donne della corte di guardare quanto succedeva in strada senza che dovessero mostrarsi. L’osserveremo dall’esterno.Pranzo e cena in ristorante.
Giorno 11
Trasferimento ad Agra con sosta ad Abhaneri e a Fatehpur Sikri
Al mattino trasferimento ad Agra, l’antica capitale della dinastia Moghul in alternanza con Delhi.Dopo meno di cento chilometri dalla partenza si arriva ad Abhaneri per osservare le prodezze geometriche antiche oltre mille anni del Chand Baori, il pozzo del re Chand. I suoi tredici livelli di gradinate e i quasi quattromila gradini si perdono laggiù, dove il livello dell’acqua non è costante e assume colorazioni diverse secondo la stagione. Luogo di raccolta dell’acqua nella stagione monsonica, e di culto, se ne sfrutta anche la caratteristica di offrire 5/6 gradi di temperatura
Al mattino trasferimento ad Agra, l’antica capitale della dinastia Moghul in alternanza con Delhi.Dopo meno di cento chilometri dalla partenza si arriva ad Abhaneri per osservare le prodezze geometriche antiche oltre mille anni del Chand Baori, il pozzo del re Chand. I suoi tredici livelli di gradinate e i quasi quattromila gradini si perdono laggiù, dove il livello dell’acqua non è costante e assume colorazioni diverse secondo la stagione. Luogo di raccolta dell’acqua nella stagione monsonica, e di culto, se ne sfrutta anche la caratteristica di offrire 5/6 gradi di temperatura in meno rispetto a quella del livello di ingresso, specie durante i periodi più caldi. Per questo, gli abitanti del posto possono scendere in basso per pregare, prendere acqua e godere di un clima più mite. Per arrivare ad Abhaneri occorre una piccola deviazione dal nostro itinerario, ma ne vale veramente la pena, questo pozzo-palazzo è spettacolare.Quando arriveremo a Fatehpur Sikri avremo da poco abbandonato il Rajasthan e saremo nell’Uttar Pradesh, a 220 chilometri da Jaipur e a 40 da Agra. L’arenaria rossa di Fatehpur Sikri, Patrimonio UNESCO, concentra nell’essere definita città fantasma le caratteristiche più positive e contemporaneamente negative. Il suo isolamento, lo stato di conservazione eccellente e soprattutto l’assenza di abitanti ne determinano la particolare suggestione. Ma, questi aspetti possono anche indurre a vederla come luogo finto, perché mancano alcuni degli elementi che rendono vivo un luogo, a partire dalla presenza di vita vera. (Ai più critici, può apparire persino artificiale, come il set di un film).In ogni caso, questa magnifica città fortificata è risultato dell’opera visionaria del più grande Moghul. Akbar, che appunto significa grande, ha voluto un’opera all’altezza del suo nome. È l’imperatore Moghul che più ha lasciato tracce della presenza islamica nella cultura indiana. Volle la capitale del suo regno in questa landa arida, perché ascoltò la profezia di un saggio islamico. Alla sua morte però le difficoltà di approvvigionamento dell’acqua indussero a spostare altrove la capitale. Finché Akbar imperò da Fatehpur Sikri, visse in questo luogo caratterizzato anche dalla presenza di tre palazzi in cui dimoravano le tre mogli favorite. E non è un caso, considerando anche la sua tendenza ad un certo equilibrio politico nella gestione del potere, che una fosse islamica, una induista e l’altra cristiana.La moschea, con tratti architettonici anche indiani e persiani, caratterizza il complesso. La presenza della tomba di un santo sufi, elegantemente elaborata, rivela l’attaccamento dell’imperatore verso l’uomo che gli predisse la nascita di un erede maschio. Seguono palazzi e padiglioni, porte, cortili, vasche, sculture, abitazioni. Interessanti le sale per le udienze pubbliche e private. Nelle prime l’imperatore era solito anche celebrare processi e condannare (pare con una certa noncuranza, che contrastava la sua fama di equilibrato gestore del regno), a pene terribili come essere calpestati dagli elefanti. Non mancano elaborati bassorilievi, intagli in stile jainista, casseforti, colonne, chiostri, un grande letto marmoreo, il bizzarro minareto ornato da centinaia di zanne d’elefante in pietra.Proseguiamo per arrivare nel tardo pomeriggio ad Agra.Pranzo in ristorante e cena in hotel.
Giorno 12
Visita al celebre "Taj Mahal" e viaggio di ritorno a Delhi
Al mattino visita del Taj Mahal (chiuso il venerdì), dichiarato nel 2007 una delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno. Il mausoleo, fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal, è da sempre considerato una delle più notevoli bellezze architettoniche dell'India e del mondo.Sottolineiamo che occorsero 20 anni per costruirlo attraverso l’opera di oltre 20.000 tra operai e architetti, con manodopera e materiali provenienti da Asia ed Europa.Il Taj Mahal, voluto dall’imperatore Moghul Shan Jahan per onorare la moglie che muore
Al mattino visita del Taj Mahal (chiuso il venerdì), dichiarato nel 2007 una delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno. Il mausoleo, fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal, è da sempre considerato una delle più notevoli bellezze architettoniche dell'India e del mondo.Sottolineiamo che occorsero 20 anni per costruirlo attraverso l’opera di oltre 20.000 tra operai e architetti, con manodopera e materiali provenienti da Asia ed Europa.Il Taj Mahal, voluto dall’imperatore Moghul Shan Jahan per onorare la moglie che muore partorendo il quattordicesimo figlio, è stato terminato nel 1640. Affacciato sul Fiume Yamuna, offre grandiosità e minuziosi particolari che ne fanno un’opera certo straordinaria. Non manca, però, chi ne noti una certa freddezza complessiva, come se l’apprezzabilità del tutto fosse smorzata dal biancore freddo del materiale con cui è fatta.Tant’è, è sempre preso d’assalto da orde di turisti, e pare che in un solo giorno siano riusciti ad entrarvi poco meno di centomila persone. L’ultima ordinanza conosciuta pone il limite di 40.000 ingressi al giorno. Visita del Forte, in arenaria rossa, fatto costruire da Akbar il Grande e dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.Si tratta di un manufatto molto articolato e complesso, addirittura labirintico, pieno di edifici e anche di ambienti sotterranei, che l’imperatore Akbar volle realizzare nel 1565 sulle rive del fiume Yamuna, inizialmente come poderosa struttura militare con enormi doppie mura. Spetterà all’ideatore del Taj Mahal trasformarla in godibile residenza dorata.È caratterizzato da quasi tre chilometri di perimetro che proteggono una città nella città, con un’altezza superiore ai venti metri. Una volta era lambito dal fiume, con ghat ad uso esclusivo dell’imperatore. Oggi, non tutti gli edifici sono aperti al pubblico perché sede militare, ma la porta di ingresso, le sale delle udienze pubbliche e private, la grande Moschea della Perla e la graziosa Moschea della Gemma, cortili, la torre ottagonale, il Palazzo degli Specchi, edifici di vario interesse e piccoli giardini, rendono la visita molto piacevole.Se accessibili, vi sono punti panoramici da cui potrebbe essere possibile osservare, verso est, il profilo lontano ma non per questo non coinvolgente, del Taj Mahal.Nel pomeriggio proseguimento per Delhi. Sistemazione in albergo.Pranzo in hotel ad Agra e cena in hotel a Delhi.
Giorno 13
Giornata dedicata alla visita della nuova e vecchia Delhi
Delhi è grande, caotica, vivace, inquinata, multietnica, antica, moderna, sovraffollata, arretrata e tecnologica, con rilevanti sacche di marginalità sociale, vi si parlano molte lingue e dialetti, si incrociano fisionomie assai diverse fra loro. Si incontrano culture che trovano riscontro fisico più immediato nella Old Delhi che è stata capitale dell’India islamica, con evidenze Moghul, che nella New Delhi ex capitale di quella britannica.Da sempre è crocevia tra l’Asia occidentale e sud est asiatico. Se ne conoscono le storie sin dal X secolo a.C., anche se le vicende vere trovano
Delhi è grande, caotica, vivace, inquinata, multietnica, antica, moderna, sovraffollata, arretrata e tecnologica, con rilevanti sacche di marginalità sociale, vi si parlano molte lingue e dialetti, si incrociano fisionomie assai diverse fra loro. Si incontrano culture che trovano riscontro fisico più immediato nella Old Delhi che è stata capitale dell’India islamica, con evidenze Moghul, che nella New Delhi ex capitale di quella britannica.Da sempre è crocevia tra l’Asia occidentale e sud est asiatico. Se ne conoscono le storie sin dal X secolo a.C., anche se le vicende vere trovano fonti più certe dal I d.C. Grazie alla sua posizione sul fiume Yamuna, il più importante affluente del Gange, si è sviluppata accavallando intorno al suo corso d’acqua otto diversi nuclei urbani, ultimo dei quali è quello inglese. Dal XII secolo è il più rilevante centro indù dell’India settentrionale. Fa seguito un periodo islamico con la conquista da parte di Qutab-ud-din, che termina nel 1803 quando viene occupata dagli inglesi. In quel momento non era ancora capitale, anche se già nel XVII secolo gli imperatori Moghul l’avevano individuata temporaneamente come tale, sostituendola ad Agra. Nel 1911 iniziano i lavori che terminano vent'anni dopo per fare della New Delhi la nuova capitale al posto di Calcutta. Di fatto, però, lo sviluppo di Delhi quale effettiva capitale dell’India si realizza pienamente solo dopo l’indipendenza nel 1947.Visiteremo i monumenti più significativi iniziando dalla Old Delhi. Con le sue strade tortuose, le mille botteghe, le professioni improbabili, è uno spaccato fedele delle tante realtà del Paese. Visita alla maestosa Jama Masjid, la più grande moschea indiana e uno dei più grandi capolavori architettonici della nazione. Fu l’opera conclusiva di Shan Jahan del 1656, e vi si accede attraverso un’imponente scalinata dalla quale si domina l’intera città vecchia. Si presenta con quattro torri e due alti minareti che raggiungono i 40 metri. I suoi materiali, arenaria rossa e marmo bianco, si alternano in fasce verticali rendendo l’opera non solo maestosa ma anche artisticamente rilevante. Un paio di chilometri a sud ovest del forte nelle vicinanze del Yamuna River troviamo la Raj Ghat. È una semplice base quadrata di marmo nero che ricorda il punto dove Gandhi fu cremato dopo il suo assassinio.Proseguiremo per la New Delhi e attraversando la zona del Parlamento e dei Palazzi ministeriali arriveremo alla Porta dell’India. Visiteremo il complesso archeologico del Qutub Minar.Il minareto è alto oltre 70 metri ed è considerato una delle torri “più ammirevoli al mondo” dal punto di vista stilistico ed architettonico. Si mostra imponente, in grado di dare immediatamente idea della massiccia presenza della cultura islamica in India, di cui vuole celebrare la diffusione. Risale al XII secolo ed è eretto subito dopo la fine dell’ultimo regno indù. Per questo Qutab-ud-din lo volle alto e ardito. Alla base il diametro è di 15 metri mentre in cima si assottiglia tanto da misurare 2,5 metri. Arenaria e marmo di vari colori ne decorano i cinque piani, ognuno dei quali presenta una sorta di balconata. Una lieve inclinazione (della quale qualcuno approfitta per proporla come “la Torre di Pisa Indiana”), non ne mette in pericolo la tenuta. Dal 1993 è Patrimonio UNESCO.Alla sua base si trovano i resti della prima moschea costruita dallo stesso Qutab, anche se ciò che si osserva oggi è il risultato di ripetuti rimaneggiamenti, da quando fu inizialmente progettata per rappresentare la potenza dell’Islam. Ancora più antica è la colonna di ferro, iron pillar, posta nel cortile della moschea portata qui dallo stato del Bihar e risalente a circa 2000 anni fa, che inizialmente decorava un tempio dedicato a Vishnu.Pranzo in ristorante, cena in hotel con camere a disposizione per rinfrescarsi prima del trasferimento in aeroporto.
Giorno 14
Ritorno in Italia
Volo notturno per l’Italia via scalo intermedio. Arrivo in mattinata. 1. Forte di Merengarh 2. Palazzo dei venti a Jaipur 3. Qutub Minar