Giorno 1
Partenza per Minneapolis (Minnesota)
Partenza in mattinata dall’Italia per gli Stati Uniti con voli di linea per Minneapolis; disbrigo delle formalità doganali, trasferimento in città col nostro bus e sistemazione in hotel. Pranzo a bordo del volo, cena libera e pernottamento in hotel.
Giorno 2
Visita di Minneapolis e dei siti culturali indigeni fuori città
In mattinata breve giro orientativo di questa moderna città che è situata, come la “gemella” Saint Paul (capitale dello Stato), in un territorio che storicamente è appartenuto alle popolazioni Dakota; sosta presso la libreria della scrittrice Louise Erdrich (membro della Tribù Chippewa) la “Birchbark Books & Native Arts”; una piccola gemma nascosta nel quartiere Kenwood di Minneapolis, e rappresenta perfettamente l’anima contemporanea della cultura nativa. E’ molto più di una libreria: è un centro culturale vivo, con selezioni di testi dedicati ai popoli nativi,
In mattinata breve giro orientativo di questa moderna città che è situata, come la “gemella” Saint Paul (capitale dello Stato), in un territorio che storicamente è appartenuto alle popolazioni Dakota; sosta presso la libreria della scrittrice Louise Erdrich (membro della Tribù Chippewa) la “Birchbark Books & Native Arts”; una piccola gemma nascosta nel quartiere Kenwood di Minneapolis, e rappresenta perfettamente l’anima contemporanea della cultura nativa. E’ molto più di una libreria: è un centro culturale vivo, con selezioni di testi dedicati ai popoli nativi, alla storia del Minnesota, alla spiritualità, ma anche narrativa contemporanea nativa. Accanto ai libri, ci sono oggetti artigianali autentici (gioielli, cesti, ceramiche) provenienti da artisti Ojibwe, Dakota e Lakota. Successiva visita al “Minneapolis Institute of Art” (MIA) che ospita una collezione notevole di arte nativa americana, con pezzi provenienti dalle Grandi Pianure e dal Sud-Ovest tra cui spiccano le installazioni contemporanee di artisti Dakota e Ojibwe: l’arte nativa oggi non è solo tradizione ma anche attivismo culturale. Successiva breve sosta presso la “All My Reletion Gallery”, galleria d’ arte interamente dedicata ad artisti nativi contemporanei che si trova nel quartiere con la più alta concentrazione di organizzazioni native a Minneapolis, chiamato American Indian Cultural Corridor.Sosta per il pranzo (libero) presso uno dei numerosi locali e pub del quartiere. Nel primo pomeriggio ci trasferiremo poco a sud-ovest della città per la visita, accompagnati da guida locale nativa, del centro culturale “Hocokata Ti”, gestito dalla Shakopee Mdewakanton Sioux Community (SMSC), una tribù Dakota che ha realizzato un’esposizione pubblica straordinaria: l’allestimento permanente intitolato “Mdewakanton: Dwellers of the Spirit Lake” (circa 3.800 m²) che racconta la storia, la cultura, la lingua e il patrimonio del popolo Mdewakanton Dakota dal loro punto di vista. L’architettura, il design e l’impostazione dell’edificio sono pensati espressamente per riflettere visivamente e simbolicamente i valori e le tradizioni Dakota come ad esempio presenza di “tee-pee” (tradizionali tende coniche) all’esterno, orientamento dell’edificio, spazi dedicati all’incontro della comunità. Terminata la visita rientro in città, breve sosta in hotel e straordinaria esperienza culinaria presso il ristorante “Owamni”, fondato dallo chef Sean Sherman (Oglala Lakota), vincitore di numerosi riconoscimenti come il “James Beard Award per miglior ristorante nel 2022. Il nome “Owamni” deriva da “Owámniyomni”, il nome Dakota originale delle cascate del St. Anthony Falls vicino al fiume Mississippi, luogo sacro per i popoli Dakota e Anishinaab. Owamni si definisce un’“esperienza decolonizzata”: gli ingredienti introdotti dalla colonizzazione europea (come carne bovina, maiale, pollo, latticini, farina di frumento, zucchero di canna) sono esclusi dal menù; si valorizzano invece ingredienti originari del continente nordamericano: mais, fagioli, zucca, riso selvatico, selvaggina, piante locali, pesce locale. L’obiettivo è non solo gastronomico, ma anche culturale: attraverso il cibo si racconta la storia dei popoli indigeni, la loro relazione con la terra, la sovranità alimentare. Un’ autentica esperienza culturale, oltre che alimentare. Rientro in hotel e pernottamento.
Giorno 3
In viaggio verso il North Dakota e la sorprendente città di Fargo
Dopo la consueta colazione in hotel, in viaggio verso il North Dakota seguendo la Interstate I-94 diretta ad Ovest. Arriveremo a Fargo-Moorhead, un unico complesso urbano diviso dal fiume Red River of The North che separa il Minnesota (in cui si trova Moorhead) da Fargo (North Dakota). Visita del singolare “Hjemkost Center” che commemora la presenza vichinga nella regione, già nel XIV secolo, ben prima dell’ arrivo di Colombo, anche se non ci sono prove certe ma solo indizi controversi che rendono però interessante l’argomento che è sospeso fra storia, leggenda e folklore popolare.
Dopo la consueta colazione in hotel, in viaggio verso il North Dakota seguendo la Interstate I-94 diretta ad Ovest. Arriveremo a Fargo-Moorhead, un unico complesso urbano diviso dal fiume Red River of The North che separa il Minnesota (in cui si trova Moorhead) da Fargo (North Dakota). Visita del singolare “Hjemkost Center” che commemora la presenza vichinga nella regione, già nel XIV secolo, ben prima dell’ arrivo di Colombo, anche se non ci sono prove certe ma solo indizi controversi che rendono però interessante l’argomento che è sospeso fra storia, leggenda e folklore popolare. Successivamente visiteremo il “Plains Art Museum” a Fargo, un’ eccellente e inaspettato museo di arte per una città che potremmo definire quasi di “frontiera”; particolarmente interessante la sezione dedicata nativi americani, con centinaia di oggetti e reperti storici. Ci sposteremo poi nel downtown di Fargo passeggiando lungo la Broadway, l’ arteria principale, dove si trova lo splendido “Fargo Theatre”, cinema-teatro dei primi anni ’20 del secolo scorso, in perfetto stile art decò. Sistemazione nel nostro hotel, cena libera e pernottamento.
Giorno 4
Bismarck e il North Dakota Heritage Center, "On a Slant Village"
Da Fargo proseguiremo verso Ovest iniziando ad attraversare lo sterminato “oceano d’erba” delle Grandi Pianure del Nord America; i primi pionieri di fine ‘700 /inizio ‘800 avevano ribattezzato questo scenario il “Grande Deserto Americano” per enfatizzarne il senso di spazio infinito e di vuoto che si percepiva nell’ attraversarlo. Sosta lungo la strada al “North American Bison Discovery Center” di Jamestown, piccolo museo e centro di informazioni (istituzione no-profit) che ha il compito di promuovere la conoscenza, la conservazione e il valore del bisonte
Da Fargo proseguiremo verso Ovest iniziando ad attraversare lo sterminato “oceano d’erba” delle Grandi Pianure del Nord America; i primi pionieri di fine ‘700 /inizio ‘800 avevano ribattezzato questo scenario il “Grande Deserto Americano” per enfatizzarne il senso di spazio infinito e di vuoto che si percepiva nell’ attraversarlo. Sosta lungo la strada al “North American Bison Discovery Center” di Jamestown, piccolo museo e centro di informazioni (istituzione no-profit) che ha il compito di promuovere la conoscenza, la conservazione e il valore del bisonte americano (“Bison bison”) nei suoi aspetti storici, ecologici, culturali. Animale icona del West Americano, protagonista imprescindibile nella storia della nazione, soprattutto dal punto di vista delle culture native delle pianure che sul bisonte basavano la loro intera economia e lo stile di vita. Fu proprio lo sterminio di questo imponente mammifero , da parte degli occidentali, la causa del declino, e quasi la fine, delle culture native di queste regioni. Il nostro viaggio proseguirà verso ovest e raggiungeremo lo storico “Fort Abraham Lincoln”, oggi un parco statale; importante avamposto militare da cui partì il Generale George Armstrong Custer, nel Giugno 1876, per la sua fatale spedizione contro i Lakota e Cheyenne (Battaglia del Little Bighorn). Il sito alterna edifici originali a parti perfettamente ricostruite (come la casa di Custer) che fanno rivivere perfettamente la vita e l’atmosfera del forte. Fa parte del parco anche un villaggio dei nativi Mandan (“On-a-Slant-Village”), popolazioni che già verso il 1570 abitavano questi luoghi vivendo negli “earth lodge”, grandi capanne circolari di terra e legno, qui ricostruite fedelmente e visitabili al proprio interno in cui si trovano anche gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano. Questo luogo è straordinario per comprendere com’era la vita pre-coloniale delle pianure e soprattutto presenta il duplice punto di vista della storia: quello degli abitanti originali e quello dei colonizzatori occidentali. Tappa finale della giornata sarà la vicina Bismarck, capitale dello stato fondata nel 1872 grazie all’ arrivo della potente “Northern Pacific Railway”. Inizialmente la compagnia la chiamò Edwin, come il suo ingegnere capo, cambiandolo poi con quello dell’allora cancellerie tedesco, Otto Von Bismarck, per attrarre investitori tedeschi che aiutassero a completare la ferrovia. Mossa riuscita in quanto furono molti i coloni tedeschi che si stabilirono nella regione e ancora oggi nel North Dakota ci sono forti radici di origine germanica. Nella capitale visiteremo il “North Dakota Heritage Center”, accompagnati da un’esperta guida del museo, istituzione ufficiale dello stato del North Dakota per la storia, l’archiviazione e la paleontologia, con una straordinaria sezione sulla storia dei nativi americani e delle praterie sulla quale ci concentreremo maggiormente. Nel trado pomeriggio sistemazione nel nostro hotel, cena libera e pernottamento.
Giorno 5
Lewis & Clark lungo il Missouri e il villaggio Mandan-Hidatsa-Arikara
Appena fuori da Bismark, a Washburn, faremo la prima sosta della giornata presso il “North Dakota Lewis & Clark Interpretive Center”, posizionato in un’area che era un crocevia di popolazioni native (Mandan e Hidatsa) e fulcro per scambi commerciali sia prima che e dopo la spedizione di Meriwether Lewis e William Clark del 1804-1806, voluta dal presidente Jefferson per trovare un passaggio verso in Nord Ovest del continente Americano ed aprire quindi una nuova, cruciale rotta commerciale verso la costa occidentale. Il museo illustra in maniera dettagliata il passaggio della
Appena fuori da Bismark, a Washburn, faremo la prima sosta della giornata presso il “North Dakota Lewis & Clark Interpretive Center”, posizionato in un’area che era un crocevia di popolazioni native (Mandan e Hidatsa) e fulcro per scambi commerciali sia prima che e dopo la spedizione di Meriwether Lewis e William Clark del 1804-1806, voluta dal presidente Jefferson per trovare un passaggio verso in Nord Ovest del continente Americano ed aprire quindi una nuova, cruciale rotta commerciale verso la costa occidentale. Il museo illustra in maniera dettagliata il passaggio della spedizione in questa regione con l’esposizione di oggetti, reperti storici e diorami; altrettanto interessante sarà la visita del vicino Fort Mandan, perfetta replica del fortino originale fatto di tronchi di legno, ricostruito esattamente nel sito originale, lungo il fiume Missouri, dove la spedizione passò l’ inverno 1804-1805. Al suo interno è esposta una vasta collezione di oggetti di uso quotidiano e manufatti delle popolazioni native con cui Lewis & Clark entrarono in contatto. Ripreso il nostro cammino verso nord, sempre seguendo il Missouri River, arriveremo al lago Sacagawea che è formato dalla diga Garrison lungo il fiume, creando cosi il terzo bacino artificiale più grande degli Stati Uniti; il nome ricorda l’importante figura femminile, di origini Shoshone, che accompagnò la spedizione e che fu fondamentale per la sua riuscita grazie alla conoscenza del territorio e delle lingue native della regione ma anche alle sue innate doti di mediazione, unite alla giovane età ed al neonato che viaggiava con lei, che la resero certamente una figura rassicurante e portatrice di pace agli occhi delle tribù native incontrate lungo il cammino. Entreremo nella Fort Berthold Reservation, ospiti delle tribù affiliate Mandan, Hidatsa e Arikara che da secoli abitano in questi luoghi e di cui potremo conoscere storia, cultura e tradizioni visitando il nuovo Centro Culturale edificato sulle rive del lago. La sua architettura è unica in quanto l’edificio è progettato con forte riferimento alla tradizione della “earth-lodge” (le grandi case-terra delle tribù Mandan/Hidatsa) e all’ambiente circostante. Lungo le rive del lago si trovano degli “earth lodge” visitabili al loro interno che sono le esatte repliche delle abitazioni in cui vivevano queste popolazioni fino agli inizi del XX° secolo e all’ interno del centro ci sono mostre permanenti con le quali conoscere l’evoluzione storica, culturale, linguistica delle tre tribù affiliate, anche grazie a programmi di “living history”: rievocazioni, storie orali, interpretazione culturale “in prima persona” per dare vita alle tradizioni. Assisteremo a danze rituali nei costumi tradizionali e potremo mangiare l’ottimo cibo locale preparato appositamente per noi che completerà la nostra “esperienza tribale nelle pianure del fiume Missouri”. Terminata la visita al Centro Culturale ci recheremo a New Town, la cittadina di riferimento di quest’ area del North Dakota dove trascorreremo la notte. Sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento.
Giorno 6
Fort Bufort e Fort Union, sfiorando il Montana, e... Medora!
Da New Town ci dirigeremo verso ovest arrivando al confine con lo stato del Montana dove la nostra prima sosta sarà presso Fort Buford State Historic Site , avamposto costruito nel 1866 per proteggere le rotte dei coloni e dei commercianti lungo il Missouri, in un’area che all’epoca era ancora territorio indiano. Servì come base per le operazioni militari contro le tribù native che vivevano in questa regione delle Gradi Pianure ed ha importanza storica perché qui si arrese Sitting Bull nel 1881, dopo essere rientrato dal Canada con la sua banda Hunkpapa-Lakota. L’evento segnò
Da New Town ci dirigeremo verso ovest arrivando al confine con lo stato del Montana dove la nostra prima sosta sarà presso Fort Buford State Historic Site , avamposto costruito nel 1866 per proteggere le rotte dei coloni e dei commercianti lungo il Missouri, in un’area che all’epoca era ancora territorio indiano. Servì come base per le operazioni militari contro le tribù native che vivevano in questa regione delle Gradi Pianure ed ha importanza storica perché qui si arrese Sitting Bull nel 1881, dopo essere rientrato dal Canada con la sua banda Hunkpapa-Lakota. L’evento segnò simbolicamente la fine della resistenza di tutto il popolo Lakota. Ci sposteremo successivamente poco a ovest su Fort Union, edificato nel punto dove il fiume Yellowstone si unisce al Missouri, esattamente al confine col Montana. Non era un forte militare, ma un emporio commerciale: il più importante trading post del Nord-Ovest americano tra il 1828 e il 1867. Fu costruito e gestito dalla American Fur Company; lì non si vendevano armi o si combattevano guerre, ma si facevano affari: pelli di bisonte, pellicce, cavalli, utensili, perline, tessuti e armi da caccia. Era, ed è stato per lungo tempo, un punto di incontro pacifico tra i commercianti bianchi e le popolazioni native come Assiniboine, Cree, Crow, Blackfeet, Hidatsa, Mandan, Arikara e Lakota. Molti pittori dell’Ottocento, come Karl Bodmer e George Catlin, che hanno contribuito a far conoscere il West Americano al mondo, visitarono Fort Union e ne lasciarono disegni e dipinti che oggi sono testimonianze preziose della vita alla frontiera. Fort Union è un simbolo di un West “diverso”: non quello della conquista militare, ma quello dell’incontro e del commercio tra culture. Visitandolo oggi si percepisce ancora quel senso di frontiera viva, ma anche di equilibrio fragile tra due mondi. Terminata la nostra visita procederemo verso sud verso la meta finale della giornata, ovvero la deliziosa Medora, uno dei luoghi più iconici e sorprendenti del North Dakota, una piccola cittadina che sembra uscita da un film western. Fondata nel 1883 da un aristocratico francese, il marchese de Morès che la chiamò come la moglie, Medora von Hoffman, la città avrebbe dovuto diventare un punto di riferimento importante nel commercio della carne ma il progetto non ebbe il successo sperato; fu comunque tracciata un’eredità storica importante che si respira ancora oggi e che rende questa cittadina il cuore turistico del North Dakota occidentale: un perfetto punto d’incontro tra storia, natura (con la vicinanza al Theodore Roosevelt National Park) e mito del West. Sistemazione nel nostro hotel, cena libera e pernottamento.
Giorno 7
Il Theodore Roosvelt National Park
Dopo la consueta colazione in hotel ci muoveremo verso il Theodore Roosevelt National Park, uno dei luoghi più belli e autentici del Nord Dakota: selvaggio, silenzioso e carico di storia. Il parco si estende nel sud-ovest dello stato, nella regione delle Badlands, con tre sezioni principali: South Unit (presso Medora), North Unit (più remota, vicino a Watford City) e la piccola Elkhorn Ranch Unit, dove il Presidente Roosevelt aveva il suo ranch personale. Prima di essere eletto, Roosevelt, giovane newyorkese, arrivò qui nel 1883 per una battuta di caccia al bisonte e si innamorò
Dopo la consueta colazione in hotel ci muoveremo verso il Theodore Roosevelt National Park, uno dei luoghi più belli e autentici del Nord Dakota: selvaggio, silenzioso e carico di storia. Il parco si estende nel sud-ovest dello stato, nella regione delle Badlands, con tre sezioni principali: South Unit (presso Medora), North Unit (più remota, vicino a Watford City) e la piccola Elkhorn Ranch Unit, dove il Presidente Roosevelt aveva il suo ranch personale. Prima di essere eletto, Roosevelt, giovane newyorkese, arrivò qui nel 1883 per una battuta di caccia al bisonte e si innamorò immediatamente di queste terre selvagge che furono il suo rifugio per “ritrovare se stesso”, nel 1884, dopo la morte improvvisa della moglie e della madre, avvenuta nello stesso giorno. La lunga e solitaria permanenza tra queste aspre terre lo trasformò: il contatto diretto con la frontiera americana e con la wilderness lo portò, anni dopo, a diventare il presidente più impegnato nella conservazione dell’ambiente istituendo parchi nazionali, foreste protette e riserve naturali in tutta l’America. Oggi il suo spirito è celebrato nel Theodore Roosevelt National Park, che abbraccia proprio quelle terre dove aveva il suo ranch e dove prese vita la sua visione del rapporto tra uomo e natura. Noi visiteremo tutte le sezioni del parco affascinandoci di fronte ad ogni paesaggio e osservando con ammirazione la ricca fauna selvaggia che vive indisturbata al suo interno. E non potremo certo mancare la visita della straordinaria, nuovissima, “Theodore Roosevelt Presidential Library”, costruita in uno degli scenari più spettacolari dell’unico Parco Nazionale Americano dedicato ad un Presidente. Nel tardo pomeriggio ci dirigeremo verso Dickinson, poco ad est di Medora, dove trascorreremo la notte
Giorno 8
Da Dickinson a Deadwood (South Dakota) dove storia e leggenda si incontrano
In questa giornata attraverseremo, dirigendoci verso sud, l’intero North Dakota, passando per un tratto di strada, circa 50 chilometri, diventata oramai iconica, e che si è guadagnata l’appellativo di “Echanted Highway”; lungo il percorso sorgono enormi sculture metalliche, alcune alte più di 20 metri, realizzate da Gary Greff, un insegnante e artista locale. Ogni installazione raffigura temi legati alla vita delle Grandi Pianure e alla cultura del Midwest: stormi di oche, bisonti, cavallette giganti, cowboys… un tratto di prateria trasformato in museo d’arte a cielo
In questa giornata attraverseremo, dirigendoci verso sud, l’intero North Dakota, passando per un tratto di strada, circa 50 chilometri, diventata oramai iconica, e che si è guadagnata l’appellativo di “Echanted Highway”; lungo il percorso sorgono enormi sculture metalliche, alcune alte più di 20 metri, realizzate da Gary Greff, un insegnante e artista locale. Ogni installazione raffigura temi legati alla vita delle Grandi Pianure e alla cultura del Midwest: stormi di oche, bisonti, cavallette giganti, cowboys… un tratto di prateria trasformato in museo d’arte a cielo aperto, simbolo dell’ingegno e dell’orgoglio rurale del North Dakota. Arriveremo nella tarda mattina a Deadwood, cittadina storica incastonata fra le Black Hills del South Dakota, dove storia e leggenda del West si fondono in un’unica, irresistibile atmosfera. Nata durante la corsa all’oro del 1876, Deadwood conserva ancora l’anima ribelle dei pionieri e dei cercatori di fortuna che la resero celebre. Tra saloon d’epoca, tavoli da gioco e insegne in legno, si respirano le storie di Wild Bill Hickok e Calamity Jane, eroi e antieroi di un tempo senza regole che adesso riposano uno vicino all’ altra nel leggendario cimitero di Mount Moriah che domina la città, dall’ alto di una collina. Passeggeremo lungo la Main Street cittadina, perfettamente restaurata ma identica a quella che si vede nelle foto d’ epoca di fine ‘800, che ci fa percepire un West autentico e vivido, dove ogni edificio, con le sue insegne storiche, ci riporta indietro nel tempo. Sistemazione nel nostro hotel in centro città, cena libera e pernottamento.
Giorno 9
Devil's Tower (Wyoming) e le Black Hills: luoghi sacri per i Lakota
Oggi sarà una giornata che tocca alcune dei luoghi “spirituali” per il popolo Lakota, come le “Pahà Sàpa”, le Colline Sacre, tappa finale della giornata, in South Dakota. Ma la prima tappa , dopo la colazione in hotel, sarà presso “Tatanka: Story of the Bison”, un centro interpretativo appena fuori Deadwood che racconta la storia del bisonte nelle pianure settentrionali, il suo ruolo essenziale per i popoli nativi e come si sia arrivati quasi all’estinzione di questa specie a causa della caccia spietata , e premeditata, da parte dei cacciatori “bianchi” e dell’
Oggi sarà una giornata che tocca alcune dei luoghi “spirituali” per il popolo Lakota, come le “Pahà Sàpa”, le Colline Sacre, tappa finale della giornata, in South Dakota. Ma la prima tappa , dopo la colazione in hotel, sarà presso “Tatanka: Story of the Bison”, un centro interpretativo appena fuori Deadwood che racconta la storia del bisonte nelle pianure settentrionali, il suo ruolo essenziale per i popoli nativi e come si sia arrivati quasi all’estinzione di questa specie a causa della caccia spietata , e premeditata, da parte dei cacciatori “bianchi” e dell’ esercito americano. Qui si trovano esposti reperti dei nativi delle pianure che basavano la loro economia interamente sulla caccia di questa specie di cui sfruttavano ogni singola parte: dalla carne per nutrirsi, che veniva anche essiccata per una migliore conservazione, alla pelliccia, la pelle e le ossa per creare vestiti e oggetti di uso quotidiano. Il centro è stato costruito anche con il supporto di Kevin Costner e al suo interno sono esposti alcuni dei costumi Lakota utilizzati durante le riprese del film “Balla coi lupi”. Proseguendo il nostro itinerario sconfineremo in Wyoming per vistare uno dei siti più mistici di tutto il West Americano: si tratta di Devil’s Tower o ”Mato Tipila” (la “torre dell’ orso”) in lingua Lakota. Si tratta del primo National Monument degli Stati Uniti istituito nel 1906 dal Presidente Roosevelt, reso sicuramente molto popolare grazie al film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg che lo ha scelto come scenario principale del suo capolavoro. E’ un cono di magma vulcanica solidificata che, dopo milioni di anni di erosione, ha creato questa montagna con la sommità piatta che si erge per circa 386 metri sopra il terreno circostante e la cui superficie è composta da colonne verticali perfettamente geometriche di fonolite (una roccia magmatica), simili a un’enorme cattedrale naturale. Per molte tribù dei nativi americani (come i Lakota, Kiowa, Cheyenne e Arapaho), Devils Tower è un luogo sacro. Nelle loro leggende, la torre è nata quando il Grande Spirito fece sollevare la roccia per salvare alcune ragazze inseguite da un orso; i solchi sulla roccia sarebbero i graffi delle sue unghie. Potremo avvicinarci alla montagna percorrendone tutta la circonferenza con una passeggiata di circa 2 chilometri che ci permetterà di ammirare ogni suo suggestivo scorcio. Dopo il pranzo libero nei pressi di Devils Tower, godendo ancora della mistica presenza che evoca questa montagna, ci dirigeremo verso le Black Hills, dove la tappa finale della giornata sarà Rapid City, South Dakota, cittadina fondata nel 1876 durante la “corsa all’ oro” di quegli anni; fu proprio l’ invasione dei cercatori d’oro su terre riconosciute inviolabili e appartenenti al popolo Lakota, che causò la violazioni dei trattati fatti con l’esercito americano e che portò alla cosiddetta “Great Sioux War” del 1876-1877. Sistemazione presso il nostro hotel di Rapid City che ci ospiterà per 3 notti, cena libera e pernottamento.
Giorno 10
Il "Buffalo round up" al Custer State Park
Di prima mattina (orientativamente tra le 5 e le 6) ci sposteremo al Custer State Park dove parteciperemo ad uno degli eventi più iconici e spettacolari del West Americano: il “Buffalo Round Up”. Oramai da 60 anni, ogni anno a fine settembre, la mandria di bisonti di oltre 1300 capi che vive in libertà all’interno del parco statale, viene radunata e guidata da cowboy a cavallo verso i recinti per il conteggio e la vaccinazione, attività che assicurano la miglior gestione della popolazione degli animali all’interno dell’area protetta. Sarà uno spettacolo imponente che farà,
Di prima mattina (orientativamente tra le 5 e le 6) ci sposteremo al Custer State Park dove parteciperemo ad uno degli eventi più iconici e spettacolari del West Americano: il “Buffalo Round Up”. Oramai da 60 anni, ogni anno a fine settembre, la mandria di bisonti di oltre 1300 capi che vive in libertà all’interno del parco statale, viene radunata e guidata da cowboy a cavallo verso i recinti per il conteggio e la vaccinazione, attività che assicurano la miglior gestione della popolazione degli animali all’interno dell’area protetta. Sarà uno spettacolo imponente che farà, letteralmente, tremare la terra: la potenza, la maestosità e la libertà della mandria al galoppo ci farà vivere scene viste solo nei film, un’esperienza di totale immersione nel lato più selvaggio e ancestrale del continente americano che si ricorderà chi erano i veri dominatori di queste terre, in milioni di esemplari, prima dell’arrivo degli europei. Al termine del round-up sosta all’ “Art Festival”, che si tiene sempre all’interno dei confini del parco, dove centinaia di artisti e artigiani offriranno prodotti realizzati nel South Dakota. Nel pomeriggio rientro a Rapid City e faremo una breve visita a piedi del centro città in cui, oltre a interessanti gallerie d’ arte come la famosa “Prairie Edge” che vende solo articoli originali fatti da artisti nativi, si trova anche un curioso percorso di arte urbana alla scoperta delle statue in bronzo a grandezza naturale, collocate in vari punti della città, dei presidenti americani. Nel tardo pomeriggio visiteremo infine un monumento iconico ed emblema stesso degli Stati Uniti e della sua storia: i quattro volti dei presidenti Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt, scolpiti sul granito del Monte Rushmore, tra il 1927 e il 1941, dallo scultore Gutzon Borglum. L’atmosfera è solenne e affascinante: al tramonto, quando la luce dorata accarezzerà i volti presidenziali e le note dell’inno americano accompagneranno la cerimonia di illuminazione serale, il Monte Rushmore diventerà un luogo di emozione pura, dove storia e spirito nazionale si fondono. Rientro in città per la cena libera e successivo pernottamento in hotel.
Giorno 11
Il "Tatanka Day" e l'imponente Crazy Horse memorial
Oggi dedicheremo gran parte della giornata a un luogo simbolo della memoria e dell’orgoglio dei popoli nativi americani: il Crazy Horse Memorial. Nato in contrapposizione al vicino Mount Rushmore, questo monumento celebra la presenza millenaria delle popolazioni indigene nel continente americano, ben prima dell’arrivo degli europei. Scolpito nello stesso granito delle Black Hills, ma destinato a superare per dimensioni la maestosità dei quattro presidenti, il monumento è dedicato al leggendario condottiero Lakota Cavallo Pazzo (Crazy Horse), figura carismatica e guerriera. La sua
Oggi dedicheremo gran parte della giornata a un luogo simbolo della memoria e dell’orgoglio dei popoli nativi americani: il Crazy Horse Memorial. Nato in contrapposizione al vicino Mount Rushmore, questo monumento celebra la presenza millenaria delle popolazioni indigene nel continente americano, ben prima dell’arrivo degli europei. Scolpito nello stesso granito delle Black Hills, ma destinato a superare per dimensioni la maestosità dei quattro presidenti, il monumento è dedicato al leggendario condottiero Lakota Cavallo Pazzo (Crazy Horse), figura carismatica e guerriera. La sua realizzazione iniziò nel 1948 sotto la guida dello scultore Korczak Ziolkowski, su richiesta del capo Lakota Henry Standing Bear, che desiderava un simbolo eterno della forza e della resilienza del suo popolo. I lavori, tuttora in corso, proseguono grazie alle donazioni private e ai contributi raccolti dalla Crazy Horse Memorial Foundation. Alla base del monumento si trova un interessante centro culturale e museo, che custodisce opere d’arte, manufatti e testimonianze della cultura nativa. Visitare il Crazy Horse Memorial il giorno successivo al Mount Rushmore significa vivere un contrasto profondo: da un lato la celebrazione della storia istituzionale americana, dall’altro il richiamo potente alle radici e alla spiritualità dei popoli originari, in uno scenario di foreste e colline che amplifica l’emozione. L’esperienza sarà resa ancora più speciale dalla coincidenza con il Tatanka Day, il “giorno del bisonte”, animale sacro per le tribù delle Grandi Pianure e simbolo di equilibrio con la natura. Non è un caso che la celebrazione si svolga proprio qui, nel cuore delle Black Hills, il giorno dopo il Buffalo Round-Up: due prospettive complementari, quella occidentale e quella nativa, sul profondo legame tra l’uomo e il bisonte. Durante la giornata assisteremo a musiche e danze tradizionali eseguite da uomini e donne delle tribù locali, avvolti nei loro splendidi abiti cerimoniali. Il pranzo (libero) potrà essere gustato presso il ristorante del memoriale, con una vista spettacolare sul monumento e piatti ispirati alla cucina nativa americana. Nel pomeriggio rientro a Rapid City; tempo per rilassarsi qualche ora anche facendo shopping presso i negozi di arte e artigianato del centro cittadino. Cena libera e pernottamento.
Giorno 12
La riserva Lakota di Pine Ridge, Wounded Knee Memorial e le Badlands
La giornata di oggi sarà per gran parte trascorsa all’interno della riserva indiana di Pine Ridge, tra le più importanti delle Great Plains, casa del popolo Oglala, uno dei sette gruppi principali della grande nazione Lakota. È un luogo dove la cultura, la lingua e le tradizioni native sono ancora vive e profondamente sentite. Avremo modo di visitare un importante centro culturale, il Mahpìya Lùta , nato per onorare e celebrare le espressioni artistiche contemporanee e tradizionali dei popoli indigeni, con un forte focus sugli Oglala/Lakota; accoglie una collezione permanente, che
La giornata di oggi sarà per gran parte trascorsa all’interno della riserva indiana di Pine Ridge, tra le più importanti delle Great Plains, casa del popolo Oglala, uno dei sette gruppi principali della grande nazione Lakota. È un luogo dove la cultura, la lingua e le tradizioni native sono ancora vive e profondamente sentite. Avremo modo di visitare un importante centro culturale, il Mahpìya Lùta , nato per onorare e celebrare le espressioni artistiche contemporanee e tradizionali dei popoli indigeni, con un forte focus sugli Oglala/Lakota; accoglie una collezione permanente, che oggi conta quasi 13.000 opere di arte nativa-americana (arte contemporanea e storica) ed è affiancato da un negozio-galleria che supporta, con la vendita delle opere esposte, oltre 300 artisti nativi. All’interno di Pine Ridge si trova il luogo dove, il 29 dicembre 1890, avvenne il massacro di Wounded Knee: circa 300 Lakota (uomini, donne e bambini) furono uccisi dall’esercito statunitense; oggi resta un monumento eretto nel piccolo cimitero che ricorda quel tragico evento che decretò, definitivamente, la fine delle cosiddette “guerre indiane” e soprattutto la sconfitta di una cultura e di uno stile di vita, in perfetta comunione con la natura, tramontato per sempre. Restando in territorio Lakota proseguiremo il viaggio attraversando il Badlands National Park che avremo modo di vistare, accuratamente, dopo la sosta per il nostro pranzo (libero) presso “Wall Drug Store”, un’istituzione del West nei pressi della cittadina di Wall. Si tratta di un’enorme complesso turistico nato nel 1931 come una semplice farmacia di paese, fondata da Ted e Dorothy Hustead, e cresciuto negli anni fino a diventare un punto di sosta pittoresco e imperdibile per qualunque visitatore del parco. Terminato il nostro pranzo ci addentreremo, finalmente, in un luogo che sembra appartenere a un altro pianeta: un labirinto di pinnacoli, canyon, guglie e creste scolpite dal vento e dall’acqua nel corso di milioni di anni. Le Badlands (letteralmente “terre cattive”) devono il loro nome ai primi esploratori francesi e ai Lakota, che le consideravano difficili da attraversare e da abitare; il termine Lakota è Mako Sica, che significa proprio “terra cattiva”. Oltre al suo scenario quasi lunare, le Badlands proteggono vaste praterie di erba dove vivono branchi di bisonti, antilopi, coyote e bighorn, oltre che numerose colonie di cani della prateria. Nonostante l’apparente desolazione, il parco trasmette una bellezza selvaggia e intatta, capace di lasciare senza parole. Ripreso il viaggio col nostro bus ci troveremo ad attraversare l’enorme distesa di praterie del South Dakota fino ad incrociare, nuovamente, il fiume Missouri che ci ha accompagnato per gran parte del viaggio. Sosta per la notte presso Chamberlain, cena libera e pernottamento.
Giorno 13
Rientro a Minneapolis
La prima sosta odierna sarà poco lontano dal nostro hotel per vedere un imponente opera che si chiama “Dignity of Earth & Sky Monument”; l’opera, alta 15 metri, è stata realizzata dallo scultore Dale Claude Lamphere nel 2016 e rappresenta una donna indigena delle pianure che indossa abiti tradizionali e tiene sulle spalle uno star‑quilt (coperta a stelle) realizzato con più di 100 losanghe metalliche che si muovono leggermente al vento e riflettono la luce. Lo scopo dell’ opera è onorare le culture dei popoli Lakota e Dakota che abitavano e abitano le Grandi
La prima sosta odierna sarà poco lontano dal nostro hotel per vedere un imponente opera che si chiama “Dignity of Earth & Sky Monument”; l’opera, alta 15 metri, è stata realizzata dallo scultore Dale Claude Lamphere nel 2016 e rappresenta una donna indigena delle pianure che indossa abiti tradizionali e tiene sulle spalle uno star‑quilt (coperta a stelle) realizzato con più di 100 losanghe metalliche che si muovono leggermente al vento e riflettono la luce. Lo scopo dell’ opera è onorare le culture dei popoli Lakota e Dakota che abitavano e abitano le Grandi Pianure del Sud Dakota ed è sicuramente di grande impatto, dominando il fiume Missouri da una collina. Sempre restando nell’ area di Chamberlain visiteremo l’ ”Aktá Lakota Museum & Cultural Center”, all’ interno del campus della St. Joseph’s Indian School a Chamberlain, sul versante orientale del Missouri River. Il nome “Aktá Lakota” significa “onorare la gente” nella lingua Lakota; il museo è nato nel 1991 con lo scopo di preservare, raccontare e promuovere la cultura dei popoli delle Pianure del Nord: in particolare i Lakota, ma anche Dakota e Nakota. La struttura è più di un semplice museo: è pensata come un “living museum”, cioè un luogo dove il passato storico convive con il contemporaneo, l’arte moderna dei nativi americani, le questioni attuali, i cambiamenti. Proseguiremo successivamente lungo la Native American Scenic Byway entrando nella Lower Brulè Sioux Tribe Reservation, seguendo il corso del Missouri fino a Pierre, la capitale del North Dakota, dove visteremo lo straordinario South Dakota Cultural Heritage Center, il principale museo dello stato che conta oltre 33.000 artefatti che raccontano vari aspetti della storia dello stato: culture native (Dakota, Nakota, Lakota), esplorazione, insediamento, industrializzazione, guerre, e vita quotidiana. Sicuramente la parte più interessante è quella relativa ai nativi e di notevole impatto sarà la struttura stessa del museo che è completamente interrato in una collina erbosa, ispirandosi alle strutture dell’ “Arikara lodge” (ossia alla tradizione delle popolazioni native della zona) e integrandosi in questo modo, perfettamente, con il paesaggio circostante. Terminata la visita ci dirigeremo verso est, proseguendo l’attraversamento delle grandi praterie fino a giungere a Sioux Falls, città che ci riporta in un contesto più urbano e moderno ed ultima tappa di questo straordinario viaggio nelle culture native delle Grandi Praterie del West Americano. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Giorno 14
Volo di rientro
Dopo la colazione in hotel partiremo per le ultime ore di viaggio verso l’aeroporto internazionale di Minneapolis, dove prenderemo il volo di ritorno per l’Italia. Porteremo certamente con noi un bagaglio ricco di ricordi e emozioni: un viaggio che ci ha fatto attraversare paesaggi mozzafiato, e ci ha lasciato immergere nella storia millenaria dei popoli nativi per sentirci, anche solo per un attimo, in perfetta armonia con la “Madre Terra” e con chi ancora oggi custodisce, con orgoglio, la propria cultura e identità. Check-in in aeroporto e rientro in Italia secondo l’operativo
Dopo la colazione in hotel partiremo per le ultime ore di viaggio verso l’aeroporto internazionale di Minneapolis, dove prenderemo il volo di ritorno per l’Italia. Porteremo certamente con noi un bagaglio ricco di ricordi e emozioni: un viaggio che ci ha fatto attraversare paesaggi mozzafiato, e ci ha lasciato immergere nella storia millenaria dei popoli nativi per sentirci, anche solo per un attimo, in perfetta armonia con la “Madre Terra” e con chi ancora oggi custodisce, con orgoglio, la propria cultura e identità. Check-in in aeroporto e rientro in Italia secondo l’operativo previsto con notte in volo e arrivo il giorno seguente. Pasti liberi, pernottamento a bordo.
Giorno 15
Arrivo in Italia
Rientro in Italia secondo l’operativo voli previsto.