Giorno 1
Partenza dall'Italia per il Kazakistan
Partenza al mattino dall’Italia per Almaty con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul. Pernottamento a bordo. NB: Il viaggio è programmato con voli da Milano Malpensa. La partenza da Roma Fiumicino è possibile su richiesta senza supplemento tariffario. La partenza da altri aeroporti italiani è possibile su richiesta e aggiungendo il relativo supplemento.
Giorno 2
Visita di Almaty, l'antica capitale
Arrivo al mattino presto ad Almaty. Incontro con la guida e trasferimento in hotel dove fruiamo subito delle stanze per un po’ di riposo. Dopo pranzo cominciamo a conoscere la città, fondata nel 1854, quando i kazaki erano ancora nomadi, con la costruzione di un forte di frontiera russo. A causa di un devastante terremoto nel 1887 la città venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Negli anni ‘20, dopo il completamento della ferrovia tra la Siberia e il Turkestan, Alma-Ata, il nome con cui era conosciuta Almaty all'epoca, conobbe un certo
Arrivo al mattino presto ad Almaty. Incontro con la guida e trasferimento in hotel dove fruiamo subito delle stanze per un po’ di riposo. Dopo pranzo cominciamo a conoscere la città, fondata nel 1854, quando i kazaki erano ancora nomadi, con la costruzione di un forte di frontiera russo. A causa di un devastante terremoto nel 1887 la città venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Negli anni ‘20, dopo il completamento della ferrovia tra la Siberia e il Turkestan, Alma-Ata, il nome con cui era conosciuta Almaty all'epoca, conobbe un certo benessere economico. Nel 1929 Almaty divenne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka. Alla fine del 1991, con il dissolvimento dell’Unione Sovietica, Almaty divenne capitale della Repubblica del Kazakistan e rimase tale fino al 1998, quando la capitale venne spostata ad Astana. Almaty rimane ancora oggi la più grande città kazaka e il più grande centro commerciale della nazione. Cominciamo la nostra visita dalla simbolica Piazza della Repubblica dove svetta il Monumento all’Indipendenza. Il Museo Centrale ci guiderà attraverso la storia del Kazakistan, e potremo osservare una copia del famoso “Uomo d’Oro”, divenuto simbolo della storia culturale del giovane Paese. Faremo una sosta al Parco Panfilov, polmone verde centrale della città, dove sorge la splendida Cattedrale Zenkov del 1904, uno dei pochi edifici rimasti di epoca zarista (quasi tutti distrutti dal terremoto del 1911). Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 3
Il Charyn Canyon, tra i paesaggi più scenografici del Kazakistan, e passaggio di confine con il Kirghizistan
Dopo colazione lasciamo Almaty per raggiungere, dopo circa 200 chilometri, lo spettacolare Charyn Canyon. Qui, l’omonimo fiume ha scavato una gola profonda tra i 150 e i 300 metri nella steppa piatta. Il tempo e le intemperie hanno poi scolpito la roccia dandole forme strane e suggestive. Esploreremo a piedi i punti più panoramici del canyon e, dopo il pranzo (che potrà essere al sacco), partiremo per la Valle di Karkara dove attraverseremo il confine per fare il nostro ingresso in Kirghizistan. Cena e pernottamento in campo di yurte. Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della
Dopo colazione lasciamo Almaty per raggiungere, dopo circa 200 chilometri, lo spettacolare Charyn Canyon. Qui, l’omonimo fiume ha scavato una gola profonda tra i 150 e i 300 metri nella steppa piatta. Il tempo e le intemperie hanno poi scolpito la roccia dandole forme strane e suggestive. Esploreremo a piedi i punti più panoramici del canyon e, dopo il pranzo (che potrà essere al sacco), partiremo per la Valle di Karkara dove attraverseremo il confine per fare il nostro ingresso in Kirghizistan. Cena e pernottamento in campo di yurte. Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della steppa dell’Asia centrale. Hanno la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alte e spaziose assomigliano a vere e proprie abitazioni, vi si sta comodamente in piedi e sono dotate di materassi, lenzuola,cuscini e coperte. Permettono di assaporare fino in fondo l’atmosfera e la cultura dei nomadi.
Giorno 4
La catena del Tien Shan, le "Montagne Celesti", proseguimento per Karakol
Dopo colazione possibilità di volo in elicottero (poco meno di 1 ora di volo) per raggiungere il campo base del Khan Tengri a quota 4200 metri. La vetta (7010 metri), per la prima volta conquistata da una spedizione sovietica nel 1931, è considerata la più bella e impegnativa della catena del Tien Shan. Il volo viene effettuato con elicotteri tipo MI-8-MTB equipaggiati con due turbomotori. Durante il volo, in una bella giornata di sole, è possibile ammirare, oltre alla vetta del Khan Tengri, anche la vetta del Picco della Vittoria (Peak Pobeda) che raggiunge i 7.439 m di altitudine. Si
Dopo colazione possibilità di volo in elicottero (poco meno di 1 ora di volo) per raggiungere il campo base del Khan Tengri a quota 4200 metri. La vetta (7010 metri), per la prima volta conquistata da una spedizione sovietica nel 1931, è considerata la più bella e impegnativa della catena del Tien Shan. Il volo viene effettuato con elicotteri tipo MI-8-MTB equipaggiati con due turbomotori. Durante il volo, in una bella giornata di sole, è possibile ammirare, oltre alla vetta del Khan Tengri, anche la vetta del Picco della Vittoria (Peak Pobeda) che raggiunge i 7.439 m di altitudine. Si sorvola il ghiacciaio Inylchek, uno dei più grandi presenti nella catena del Tien Shan e si atterra al campo base posto sulla morena del ghiacciaio stesso. Da qui partono le spedizioni di alpinisti per raggiungere le vette del Khan Tengri e del Pobeda. Noi ci limiteremo a una semplice passeggiata per osservare da vicino il ghiacciaio e il bellissimo paesaggio circostante. Rientro in elicottero a Karkara.Per chi non dovesse effettuare l’escursione, o nell’impossibilità di effettuarla, prevediamo una bella passeggiata nei dintorni del campo.Dopo il pranzo riprenderemo i nostri veicoli per raggiungere la città di Karakol. Visita del Museo Prezhelvasky, dedicato alla memoria di Nikolai Michailovich Prezhelvasky, esploratore famoso per le sue ricerche e studi approfonditi sulla flora e fauna della regione del Lago Issyk Kul. Pensione completa. Pernottamento in hotel. NB: l’escursione in elicottero costa circa 1100 usd a persona (meno se si raggiunge il riempimento) e viene pagata direttamente in loco. L’escursione non è garantita ed è soggetta alle condizioni meteo e alle innumerevoli variabili dettate dal contesto.
Giorno 5
I paesaggi selvaggi dal lago Issyk Kul al lago Son Kul
Dopo colazione lasciamo Karakol, percorrendo la sponda meridionale dell’Issik Kul per 35 km, fino alla deviazione che ci porterà alle Gole di Djeti Oguz o “sette tori”, pittoresca gola ricca di formazioni rocciose di colore rosso ricoperte da abeti, per una sosta fotografica. Si prosegue per il villaggio di Kochkor. Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo si continua il viaggio con mezzi 4x4 lungo la spettacolare strada panoramica attraverso il Passo di Kalmak Asuu a 34.30 m, per poi scendere tra la vegetazione della steppa, punteggiata da yurte di nomadi con le loro mandrie di
Dopo colazione lasciamo Karakol, percorrendo la sponda meridionale dell’Issik Kul per 35 km, fino alla deviazione che ci porterà alle Gole di Djeti Oguz o “sette tori”, pittoresca gola ricca di formazioni rocciose di colore rosso ricoperte da abeti, per una sosta fotografica. Si prosegue per il villaggio di Kochkor. Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo si continua il viaggio con mezzi 4x4 lungo la spettacolare strada panoramica attraverso il Passo di Kalmak Asuu a 34.30 m, per poi scendere tra la vegetazione della steppa, punteggiata da yurte di nomadi con le loro mandrie di cavalli, yak, pecore, capre e mucche. La nostra destinazione finale è il Lago Son Kul, il secondo grande lago del Paese. Cena e pernottamento in campo di yurte.
Giorno 6
I nomadi dell'Asia Centrale, partenza per il villaggio di Kazarman
Questi due giorni saranno dedicati alla parte centrale del Kirghizistan. Dopo la colazione del primo giorno, mattinata dedicata all’esplorazione a piedi della zona lungo le sponde del Lago Son Kol, abitata da nomadi e pastori e in un contesto naturale davvero spettacolare e selvaggio. Un’occasione per fermarsi, in questo viaggio itinerante, e godere dei luoghi da una prospettiva diversa. Dopo il pranzo al campo, partenza verso sud attraversando il Passo Moldu-Ashu (3346 m). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi, il paesaggio circostante è spettacolare. Si ridiscende a
Questi due giorni saranno dedicati alla parte centrale del Kirghizistan. Dopo la colazione del primo giorno, mattinata dedicata all’esplorazione a piedi della zona lungo le sponde del Lago Son Kol, abitata da nomadi e pastori e in un contesto naturale davvero spettacolare e selvaggio. Un’occasione per fermarsi, in questo viaggio itinerante, e godere dei luoghi da una prospettiva diversa. Dopo il pranzo al campo, partenza verso sud attraversando il Passo Moldu-Ashu (3346 m). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi, il paesaggio circostante è spettacolare. Si ridiscende a valle e si raggiunge il villaggio di Kazarman. Sistemazione in guest-house a gestione famigliare in camere con servizi in comune (N.B. Potrebbe essere necessario condividere la camera). Cena e pernottamento.
Giorno 7
Le cittadine di Jalal-Abad e Uzgen, arrivo a Osh
Dopo la prima colazione si riprende il percorso in direzione di Osh, lungo una strada sterrata panoramica che attraversa la catena dei Monti Fergana. Dall’alto del Passo Kaldama (3.060 m), guardando verso ovest, si capisce perché la Valle di Fergana viene definita il granaio dell’Asia centrale. Si continua per la città di Jalal-Abad, la “città di Jalal”, dal nome di un famoso guerriero del XIII secolo. Pranzo in corso di viaggio. Si continua verso la cittadina di Uzgen, nell’estremo est della valle di Fergana, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII
Dopo la prima colazione si riprende il percorso in direzione di Osh, lungo una strada sterrata panoramica che attraversa la catena dei Monti Fergana. Dall’alto del Passo Kaldama (3.060 m), guardando verso ovest, si capisce perché la Valle di Fergana viene definita il granaio dell’Asia centrale. Si continua per la città di Jalal-Abad, la “città di Jalal”, dal nome di un famoso guerriero del XIII secolo. Pranzo in corso di viaggio. Si continua verso la cittadina di Uzgen, nell’estremo est della valle di Fergana, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII secolo. Secondo una leggenda la città sarebbe nata come accampamento per le truppe di Alessandro Magno. Ciò che resta del suo intenso passato è un quartetto di edifici karakhanidi: tre mausolei del XII secolo rivestiti di argilla rosso-bruno e un minareto tronco dell’XI secolo con pregevoli motivi decorativi in mattoni, terracotta lavorata e intarsi in pietra. Al termine della visita si prosegue per giungere infine a Osh. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Giorno 8
Visita di Osh e del Trono di Salomone. Inizio della mitica Pamir Highway fino al campo base del Picco Lenin
Dedichiamo la mattinata alla visita panoramica di Osh, la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C. e fu uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. Oggi conserva pochissime vestigia del suo passato e ha l’aspetto poco entusiasmante di una cittadina sovietica. Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”, un’altura rocciosa inserita nel
Dedichiamo la mattinata alla visita panoramica di Osh, la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C. e fu uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. Oggi conserva pochissime vestigia del suo passato e ha l’aspetto poco entusiasmante di una cittadina sovietica. Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”, un’altura rocciosa inserita nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per essere "l’esempio più completo di montagna sacra dell’Asia Centrale, oggetto di adorazione da molti millenni". Sulla cima c’è una piccola moschea eretta, in origine, da Babur (1510). Lasciamo Osh in direzione sud, lungo la Strada del Pamir, in russo Pamirsky Trakt, in Tagikistan nota come M41, la seconda più elevata al mondo dopo quella del Karakorum, che ha inizio proprio qui. La percorreremo tutta fino al suo termine, a Dushanbe (anche se alcuni la fanno finire a Mazar el Sahrif, in Afghanistan). Per oggi la nostra destinazione finale è Achik Tash dove si trova il campo base del Picco Lenin (7134 m). Il percorso è paesaggisticamente molto interessante e mai banale. Pranzo in ristorante. Cena al campo e pernottamento in yurta con servizi privati.
Giorno 9
Passaggio della frontiera con il Tagikistan e dell'Akbaital Pass a 4.655 m
Partenza molto presto al mattino. Lasciamo i prati di Achik Tash e le magnifiche vedute sul Picco Lenin percorrendo la pista che discende nella Valle dell’Alay per poi risalire verso il Passo Kyzyl Art (4282m). Poco dopo il passo vi è la frontiera con il Tagikistan. Lasciamo le auto kirghize, raggiungiamo il confine tagiko a piedi (circa 200 m) e saliamo sulle nuove auto. Le vaste e verdi praterie, le mandrie e i cavalli, lasciano il posto al desolato altopiano semidesertico del Pamir tagiko. Sosta presso il grande Lago Karakul e proseguimento verso Murghab attraversando il Passo Akbaital
Partenza molto presto al mattino. Lasciamo i prati di Achik Tash e le magnifiche vedute sul Picco Lenin percorrendo la pista che discende nella Valle dell’Alay per poi risalire verso il Passo Kyzyl Art (4282m). Poco dopo il passo vi è la frontiera con il Tagikistan. Lasciamo le auto kirghize, raggiungiamo il confine tagiko a piedi (circa 200 m) e saliamo sulle nuove auto. Le vaste e verdi praterie, le mandrie e i cavalli, lasciano il posto al desolato altopiano semidesertico del Pamir tagiko. Sosta presso il grande Lago Karakul e proseguimento verso Murghab attraversando il Passo Akbaital (4655 m), il punto più alto del viaggio. Pensione completa. Pernottamento in hotel.
Giorno 10
Da Murghab scendiamo nel Corridoio del Wakhan, antico tratto della Via della Seta
Proseguiamo lungo la Pamir Highway fino a raggiungere il villaggio di Alichur, situato in una fertile pianura. Deviamo poi dalla strada principale per arrampicarci sul passo Khargoshi (4344 m). Una volta scollinato, entreremo nel versante settentrionale del Corridoio del Wakhan, un importante, antico tratto della Via della Seta, utilizzato anche da Marco Polo. È una valle percorsa dal fiume Pamir (vicino a Langar il Pamir si unisce al fiume Pyanj o Wakhan per diventare l’Amu Darya) che durante il “Great Game” era stata utilizzata per dividere l’impero zarista dai possedimenti
Proseguiamo lungo la Pamir Highway fino a raggiungere il villaggio di Alichur, situato in una fertile pianura. Deviamo poi dalla strada principale per arrampicarci sul passo Khargoshi (4344 m). Una volta scollinato, entreremo nel versante settentrionale del Corridoio del Wakhan, un importante, antico tratto della Via della Seta, utilizzato anche da Marco Polo. È una valle percorsa dal fiume Pamir (vicino a Langar il Pamir si unisce al fiume Pyanj o Wakhan per diventare l’Amu Darya) che durante il “Great Game” era stata utilizzata per dividere l’impero zarista dai possedimenti britannici, e che ora appartiene all’Afghanistan. Noi percorriamo la valle rimanendo lungo la strada tagika e osservando le scene di vita quotidiana dei villaggi afghani che sfilano sulla sponda opposta e piccole carovane di cammelli, muli e asini che percorrono i sentieri lungo il fiume. Arrivo nel Villaggio di Langar. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento in semplice guesthouse. NB: Normalmente tutto il gruppo risiede presso la stessa unità abitativa e pertanto i servizi (spesso una sola latrina) sono in comune e si dorme in più persone per camera su materassi poggiati sul pavimento (4/6 a seconda dell’ampiezza del gruppo, la sistemazione in singola non è possibile). Si raccomanda di portare con sé un sacco lenzuolo o sacco a pelo per la garanzia dell’igiene, un asciugamano, sapone e carta igienica.
Giorno 11
Partenza per Yamg, tra villaggi, mazar, antiche fortificazioni e sorgenti termali
Dopo la colazione visita del Mazar (mausoleo ismailita) di Shoh Kambari Oftab, l’uomo che introdusse la religione ismailita a Langar: la tomba del santo è decorata con corna di pecore selvatiche e stambecchi, ombreggiata da alberi secolari e cintata da un alto muro in pietra. Per i più atletici è possibile effettuare un mini-trekking (mezz’ora di salita verticale, 150 m di dislivello) per raggiungere un sito con incisioni rupestri e una veduta mozzafiato della catena dell’Hindukush. Al termine dell’escursione partenza per il piccolo villaggio di Yamg, dove visitiamo la tomba e
Dopo la colazione visita del Mazar (mausoleo ismailita) di Shoh Kambari Oftab, l’uomo che introdusse la religione ismailita a Langar: la tomba del santo è decorata con corna di pecore selvatiche e stambecchi, ombreggiata da alberi secolari e cintata da un alto muro in pietra. Per i più atletici è possibile effettuare un mini-trekking (mezz’ora di salita verticale, 150 m di dislivello) per raggiungere un sito con incisioni rupestri e una veduta mozzafiato della catena dell’Hindukush. Al termine dell’escursione partenza per il piccolo villaggio di Yamg, dove visitiamo la tomba e la casa-museo riscostruita del mistico sufi, astronomo e musicista Mubarak Kadam Wakhani. Qui è ancora visibile la pietra che il religioso usava come calendario solare. Si prosegue con la visita della vicina Yamchun, una fortificazione del XII secolo in posizione spettacolare nella valle di Wakhan. Non distante si trovano le sorgenti calde di Bibi Fatima, a cui le donne locali attribuiscono la proprietà di accrescere la fertilità. Possibilità di fare il bagno nelle acque calde (per chi interessato è necessario portare un costume). Pernottamento in semplice guesthouse. NB: Normalmente tutto il gruppo risiede presso la stessa unità abitativa e pertanto i servizi (spesso una sola latrina) sono in comune e si dorme in più persone per camera su materassi poggiati sul pavimento (4/6 a seconda dell’ampiezza del gruppo, la sistemazione in singola non è possibile). Si raccomanda di portare con sé un sacco lenzuolo o sacco a pelo per la garanzia dell’igiene, un asciugamano, sapone e carta igienica.
Giorno 12
Lo Stupa di Vrang, le antiche fortezze del Wakhan e l'arrivo a Khorog
Dopo la colazione lasciamo Yamg per rimetterci in viaggio verso Khorog, la capitale della regione autonoma del Gorno-Badakhshan (GBAO). Il trasferimento di oggi si trasforma in un itinerario culturale unico lungo la valle, intervallato da svariate soste e visite di grande interesse. Inizieremo esplorando le rovine dello Stupa di Vrang, antico monumento buddista arroccato sulla roccia, per poi proseguire verso la suggestiva Fortezza di Khakha, i cui resti rievocano le storiche linee difensive della zona. Successivamente visiteremo il Mazar di Shah-i-Mardan Hazrati Ali, un luogo intriso di
Dopo la colazione lasciamo Yamg per rimetterci in viaggio verso Khorog, la capitale della regione autonoma del Gorno-Badakhshan (GBAO). Il trasferimento di oggi si trasforma in un itinerario culturale unico lungo la valle, intervallato da svariate soste e visite di grande interesse. Inizieremo esplorando le rovine dello Stupa di Vrang, antico monumento buddista arroccato sulla roccia, per poi proseguire verso la suggestiva Fortezza di Khakha, i cui resti rievocano le storiche linee difensive della zona. Successivamente visiteremo il Mazar di Shah-i-Mardan Hazrati Ali, un luogo intriso di profonda devozione locale, prima di concederci una pausa rigenerante presso le sorgenti termali di Garm Chashma, famose per le calde acque sulfuree e le loro particolari formazioni calcaree. Nel tardo pomeriggio faremo infine il nostro ingresso a Khorog. Pensione completa. Pernottamento in hotel.
Giorno 13
Verso Kalaikhum, sempre seguendo le valli del Pamir
Continuiamo il nostro viaggio lungo il confine con l’Afghanistan, accompagnati dal corso del fiume Pyanj. La regione del Gorno-Badakhshan è una sperduta regione montuosa caratterizzata da profonde valli solcate da corsi d’acqua e da vette perpendicolari. Qui la popolazione è rimasta isolata per secoli, tanto che la lingua parlata è diversa non solo da quella dei tagiki di pianura, ma anche da quella parlata da altre comunità della stessa regione. Nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan vi abitano circa 220.000 persone. L'economia si basa sull'allevamento e sullo sfruttamento delle
Continuiamo il nostro viaggio lungo il confine con l’Afghanistan, accompagnati dal corso del fiume Pyanj. La regione del Gorno-Badakhshan è una sperduta regione montuosa caratterizzata da profonde valli solcate da corsi d’acqua e da vette perpendicolari. Qui la popolazione è rimasta isolata per secoli, tanto che la lingua parlata è diversa non solo da quella dei tagiki di pianura, ma anche da quella parlata da altre comunità della stessa regione. Nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan vi abitano circa 220.000 persone. L'economia si basa sull'allevamento e sullo sfruttamento delle foreste. Il nome, coniato in russo significa letteralmente Badakhshan montagnoso. Riprendiamo la Pamir Highway, dove noteremo il traffico di camion carichi di merci provenienti dalla Cina. Arrivo a Khalaikhum. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento in hotel.(N.B. Attualmente questo tratto di Pamir Highway è in ricostruzione e quindi i tempi di percorrenza potrebbero allungarsi).
Giorno 14
Lasciamo il Pamir per Dushanbe, la capitale tagika
Un’altra lunga giornata di viaggio su strada non delle migliori. Si continua lungo la Pamir Highway costeggiando il corso del fiume Pyanj verso sud e godendo di straordinarie vedute sul lato afghano dove un precario e incerto sentiero collega minuscoli centri abitati con case in pietra e adobe posti in mezzo a chiazze di verde tra nude pareti di roccia a strapiombo. Poi si procede verso ovest, lasciando il fiume Pyanj e superando il Passo Shurabad (2.200 m) prima di transitare per Kulob. Visita del Palazzo-Fortezza di Hulbuk e proseguimento verso nord per Dushanbe con sosta per godere delle
Un’altra lunga giornata di viaggio su strada non delle migliori. Si continua lungo la Pamir Highway costeggiando il corso del fiume Pyanj verso sud e godendo di straordinarie vedute sul lato afghano dove un precario e incerto sentiero collega minuscoli centri abitati con case in pietra e adobe posti in mezzo a chiazze di verde tra nude pareti di roccia a strapiombo. Poi si procede verso ovest, lasciando il fiume Pyanj e superando il Passo Shurabad (2.200 m) prima di transitare per Kulob. Visita del Palazzo-Fortezza di Hulbuk e proseguimento verso nord per Dushanbe con sosta per godere delle vedute sul Bacino di Nurek. Arrivo a Dushanbe in serata. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento in hotel.
Giorno 15
Giornata dedicata alla visita di Dushanbe
Prima colazione e visita di Dushanbe. Eleganti edifici neoclassici, viali alberati e bellissime montagne sullo sfondo rendono la capitale tagika una piacevole città dove sostare. Nel XVII secolo Dushanbe non era che un villaggio dove ogni lunedì vi si svolgeva una fiera che attirava artigiani e mercanti della regione circostante. Il suo nome in lingua tagika significa appunto “Lunedì”. Nel 1929 fu nominata capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan e, in onore di Stalin, fu ribattezzata Stalinabad, nome che mantenne fino al 1961. La città ha subito danni a causa
Prima colazione e visita di Dushanbe. Eleganti edifici neoclassici, viali alberati e bellissime montagne sullo sfondo rendono la capitale tagika una piacevole città dove sostare. Nel XVII secolo Dushanbe non era che un villaggio dove ogni lunedì vi si svolgeva una fiera che attirava artigiani e mercanti della regione circostante. Il suo nome in lingua tagika significa appunto “Lunedì”. Nel 1929 fu nominata capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan e, in onore di Stalin, fu ribattezzata Stalinabad, nome che mantenne fino al 1961. La città ha subito danni a causa della guerra civile scoppiata dopo la proclamazione dell’indipendenza del Tagikistan.Dopo un breve giro panoramico attraverso i luoghi più caratteristici della città, tra cui il Parco Rudaki, la Biblioteca Nazionale, la Casa Bianca, il Parlamento e il Teatro d’Opera e Balletto Ayni, visitiamo il Museo Nazionale d’Antichità, che custodisce interessanti reperti. Il pezzo principale è la statua del Buddha dormiente di Adjina-Tepe, risalente a 1500 anni fa (epoca kushanica), lunga ben 13 metri e considerata la statua del Buddha più grande dell’Asia Centrale. Un altro museo interessante è quello Nazionale Bekhzod, con sezioni dedicate alla storia naturale, all’etnografia e all’archeologia. Non mancherà un giro all’animato bazar e un po’ di tempo a disposizione. Pensione completa. Camere in day-use fino al momento del transfer all’aeroporto per la partenza (circa mezzanotte).
Giorno 16
Volo di rientro in Italia
Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di rientro in Italia via scalo europeo. Arrivo nel primo pomeriggio. Tramonto sull’Issyk Kul Il corridoio di Wakhan, Tagikistan Vita nomade in Kirghizistan Il Charyn Canyon, Kazakistan