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IN ASIA CENTRALE TRA LE MONTAGNE CELESTI E IL PAMIR

KIRGHIZISTAN - TAGIKISTAN - KAZAKISTAN | IN ASIA CENTRALE TRA LE MONTAGNE CELESTI E IL PAMIR

A partire da 6000 €

DURATA
PARTECIPANTI
16 Giorni (14 Notti) Minimo: 9 / Massimo: 13
DATA PARTENZA
LA PARTENZA E'
PREZZI A PARTIRE DA:
Quota base individuale
6000 €
Un viaggio-spedizione in tre diversi Paesi: Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Un percorso aspro ma affascinante, tra le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia. Tante le tappe: dalla città di Almaty al canyon di Charyn fino alle Montagne Celesti. E ancora: Karakol, il vasto specchio azzurro dell’Issyk Kul, le Gole di Djeti Oguz e il lago Son Kul. Un tour che passa per l’antica città di Osh, l’altopiano del Pamir e la mitica M41, la Pamir Highway, dominata da cime che superano i 7.000 metri

Perché Noi

  • Il viaggio comprende tre Paesi: Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Solo Kel 12 propone questo itinerario.
  • Ci si sposta su mezzi 4x4 dove trovano posto massimo 3 passeggeri oltre l'autista, con posto finestrino garantito.
  • Visitiamo paesaggi di rara bellezza vivendoli assieme ai locali.
I Viaggi di Maurizio Levi

Day by Day

Giorno 1

Partenza dall'Italia per il Kazakistan

Partenza al mattino dall’Italia per Almaty con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul. Pernottamento a bordo. NB: Il viaggio è programmato con voli da Milano Malpensa. La partenza da Roma Fiumicino è possibile su richiesta senza supplemento tariffario. La partenza da altri aeroporti italiani è possibile su richiesta e aggiungendo il relativo supplemento. 

Giorno 2

Visita di Almaty, l'antica capitale

Arrivo al mattino presto ad Almaty. Incontro con la guida e trasferimento in hotel dove fruiamo subito delle stanze per un po’ di riposo. Dopo pranzo cominciamo a conoscere la città, fondata nel 1854, quando i kazaki erano ancora nomadi, con la costruzione di un forte di frontiera russo. A causa di un devastante terremoto nel 1887 la città venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Negli anni ‘20, dopo il completamento della ferrovia tra la Siberia e il Turkestan, Alma-Ata, il nome con cui era conosciuta Almaty all'epoca, conobbe un certo
Giorno 3

Il Charyn Canyon, tra i paesaggi più scenografici del Kazakistan, e passaggio di confine con il Kirghizistan

Dopo colazione lasciamo Almaty per raggiungere, dopo circa 200 chilometri, lo spettacolare Charyn Canyon. Qui, l’omonimo fiume ha scavato una gola profonda tra i 150 e i 300 metri nella steppa piatta. Il tempo e le intemperie hanno poi scolpito la roccia dandole forme strane e suggestive. Esploreremo a piedi i punti più panoramici del canyon e, dopo il pranzo (che potrà essere al sacco), partiremo per la Valle di Karkara dove attraverseremo il confine per fare il nostro ingresso in Kirghizistan. Cena e pernottamento in campo di yurte.  Le yurte sono le tipiche tende dei nomadi della
Giorno 4

La catena del Tien Shan, le "Montagne Celesti", proseguimento per Karakol

Dopo colazione possibilità di volo in elicottero (poco meno di 1 ora di volo) per raggiungere il campo base del Khan Tengri a quota 4200 metri. La vetta (7010 metri), per la prima volta conquistata da una spedizione sovietica nel 1931, è considerata la più bella e impegnativa della catena del Tien Shan. Il volo viene effettuato con elicotteri tipo MI-8-MTB equipaggiati con due turbomotori. Durante il volo, in una bella giornata di sole, è possibile ammirare, oltre alla vetta del Khan Tengri, anche la vetta del Picco della Vittoria (Peak Pobeda) che raggiunge i 7.439 m di altitudine. Si
Giorno 5

I paesaggi selvaggi dal lago Issyk Kul al lago Son Kul

Dopo colazione lasciamo Karakol, percorrendo la sponda meridionale dell’Issik Kul per 35 km, fino alla deviazione che ci porterà alle Gole di Djeti Oguz o “sette tori”, pittoresca gola ricca di formazioni rocciose di colore rosso ricoperte da abeti, per una sosta fotografica. Si prosegue per il villaggio di Kochkor. Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo si continua il viaggio con mezzi 4x4 lungo la spettacolare strada panoramica attraverso il Passo di Kalmak Asuu a 34.30 m, per poi scendere tra la vegetazione della steppa, punteggiata da yurte di nomadi con le loro mandrie di
Giorno 6

I nomadi dell'Asia Centrale, partenza per il villaggio di Kazarman

Questi due giorni saranno dedicati alla parte centrale del Kirghizistan. Dopo la colazione del primo giorno, mattinata dedicata all’esplorazione a piedi della zona lungo le sponde del Lago Son Kol, abitata da nomadi e pastori e in un contesto naturale davvero spettacolare e selvaggio. Un’occasione per fermarsi, in questo viaggio itinerante, e godere dei luoghi da una prospettiva diversa. Dopo il pranzo al campo, partenza verso sud attraversando il Passo Moldu-Ashu (3346 m). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi, il paesaggio circostante è spettacolare. Si ridiscende a
Giorno 7

Le cittadine di Jalal-Abad e Uzgen, arrivo a Osh

Dopo la prima colazione si riprende il percorso in direzione di Osh, lungo una strada sterrata panoramica che attraversa la catena dei Monti Fergana. Dall’alto del Passo Kaldama (3.060 m), guardando verso ovest, si capisce perché la Valle di Fergana viene definita il granaio dell’Asia centrale. Si continua per la città di Jalal-Abad, la “città di Jalal”, dal nome di un famoso guerriero del XIII secolo. Pranzo in corso di viaggio. Si continua verso la cittadina di Uzgen, nell’estremo est della valle di Fergana, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII
Giorno 8

Visita di Osh e del Trono di Salomone. Inizio della mitica Pamir Highway fino al campo base del Picco Lenin

Dedichiamo la mattinata alla visita panoramica di Osh, la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C. e fu uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. Oggi conserva pochissime vestigia del suo passato e ha l’aspetto poco entusiasmante di una cittadina sovietica. Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”, un’altura rocciosa inserita nel
Giorno 9

Passaggio della frontiera con il Tagikistan e dell'Akbaital Pass a 4.655 m

Partenza molto presto al mattino. Lasciamo i prati di Achik Tash e le magnifiche vedute sul Picco Lenin percorrendo la pista che discende nella Valle dell’Alay per poi risalire verso il Passo Kyzyl Art (4282m). Poco dopo il passo vi è la frontiera con il Tagikistan. Lasciamo le auto kirghize, raggiungiamo il confine tagiko a piedi (circa 200 m) e saliamo sulle nuove auto. Le vaste e verdi praterie, le mandrie e i cavalli, lasciano il posto al desolato altopiano semidesertico del Pamir tagiko. Sosta presso il grande Lago Karakul e proseguimento verso Murghab attraversando il Passo Akbaital
Giorno 10

Da Murghab scendiamo nel Corridoio del Wakhan, antico tratto della Via della Seta

Proseguiamo lungo la Pamir Highway fino a raggiungere il villaggio di Alichur, situato in una fertile pianura. Deviamo poi dalla strada principale per arrampicarci sul passo Khargoshi (4344 m). Una volta scollinato, entreremo nel versante settentrionale del Corridoio del Wakhan, un importante, antico tratto della Via della Seta, utilizzato anche da Marco Polo. È una valle percorsa dal fiume Pamir (vicino a Langar il Pamir si unisce al fiume Pyanj o Wakhan per diventare l’Amu Darya) che durante il “Great Game” era stata utilizzata per dividere l’impero zarista dai possedimenti
Giorno 11

Partenza per Yamg, tra villaggi, mazar, antiche fortificazioni e sorgenti termali

Dopo la colazione visita del Mazar (mausoleo ismailita) di Shoh Kambari Oftab, l’uomo che introdusse la religione ismailita a Langar: la tomba del santo è decorata con corna di pecore selvatiche e stambecchi, ombreggiata da alberi secolari e cintata da un alto muro in pietra. Per i più atletici è possibile effettuare un mini-trekking (mezz’ora di salita verticale, 150 m di dislivello) per raggiungere un sito con  incisioni rupestri e una veduta mozzafiato della catena dell’Hindukush. Al termine dell’escursione partenza per il piccolo villaggio di Yamg, dove visitiamo la tomba e
Giorno 12

Lo Stupa di Vrang, le antiche fortezze del Wakhan e l'arrivo a Khorog

Dopo la colazione lasciamo Yamg per rimetterci in viaggio verso Khorog, la capitale della regione autonoma del Gorno-Badakhshan (GBAO). Il trasferimento di oggi si trasforma in un itinerario culturale unico lungo la valle, intervallato da svariate soste e visite di grande interesse. Inizieremo esplorando le rovine dello Stupa di Vrang, antico monumento buddista arroccato sulla roccia, per poi proseguire verso la suggestiva Fortezza di Khakha, i cui resti rievocano le storiche linee difensive della zona. Successivamente visiteremo il Mazar di Shah-i-Mardan Hazrati Ali, un luogo intriso di
Giorno 13

Verso Kalaikhum, sempre seguendo le valli del Pamir

Continuiamo il nostro viaggio lungo il confine con l’Afghanistan, accompagnati dal corso del fiume Pyanj. La regione del Gorno-Badakhshan è una sperduta regione montuosa caratterizzata da profonde valli solcate da corsi d’acqua e da vette perpendicolari. Qui la popolazione è rimasta isolata per secoli, tanto che la lingua parlata è diversa non solo da quella dei tagiki di pianura, ma anche da quella parlata da altre comunità della stessa regione. Nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan vi abitano circa 220.000 persone. L'economia si basa sull'allevamento e sullo sfruttamento delle
Giorno 14

Lasciamo il Pamir per Dushanbe, la capitale tagika

Un’altra lunga giornata di viaggio su strada non delle migliori. Si continua lungo la Pamir Highway costeggiando il corso del fiume Pyanj verso sud e godendo di straordinarie vedute sul lato afghano dove un precario e incerto sentiero collega minuscoli centri abitati con case in pietra e adobe posti in mezzo a chiazze di verde tra nude pareti di roccia a strapiombo. Poi si procede verso ovest, lasciando il fiume Pyanj e superando il Passo Shurabad (2.200 m) prima di transitare per Kulob. Visita del Palazzo-Fortezza di Hulbuk e proseguimento verso nord per Dushanbe con sosta per godere delle
Giorno 15

Giornata dedicata alla visita di Dushanbe

Prima colazione e visita di Dushanbe. Eleganti edifici neoclassici, viali alberati e bellissime montagne sullo sfondo rendono la capitale tagika una piacevole città dove sostare. Nel XVII secolo Dushanbe non era che un villaggio dove ogni lunedì vi si svolgeva una fiera che attirava artigiani e mercanti della regione circostante. Il suo nome in lingua tagika significa appunto “Lunedì”. Nel 1929 fu nominata capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan e, in onore di Stalin, fu ribattezzata Stalinabad, nome che mantenne fino al 1961. La città ha subito danni a causa
Giorno 16

Volo di rientro in Italia

Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di rientro in Italia via scalo europeo. Arrivo nel primo pomeriggio.                      Tramonto sull’Issyk Kul Il corridoio di Wakhan, Tagikistan Vita nomade in Kirghizistan Il Charyn Canyon, Kazakistan