Giorno 1
Partenza dall'Italia per Pechino
Partenza dall’Italia con voli di linea Turkish Airlines via Istanbul per Pechino. Pernottamento a bordoPasti: cena a bordo.
Giorno 2
Arrivo a Pechino - volo per Lanzhou (il capoluogo del Gansu lungo le rive del Fiume Giallo)
Arrivo a Pechino nel pomeriggio, disbrigo delle formalità d’ingresso in Cina e prosecuzione per Lanzhou con volo di linea interno. In serata arrivo a Lanzhou (1.570 m), il capoluogo del Gansu, situato grossomodo nel centro geografico della Cina lungo le rive del Fiume Giallo. Accoglienza da parte dello staff locale e trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione, pranzo e cena a bordo.
Giorno 3
Lanzhou - Bingling Si - Xiahe (le grotte buddhiste e i paesaggi caratterizzati dai depositi di loess)
Partenza in minibus per un lungo trasferimento verso sud-est. Lungo il percorso escursione in barca veloce (circa 40 minuti di navigazione per tratta) al complesso di grotte buddhiste di Bingling Si. Si prosegue via terra verso sud attraversando suggestivi paesaggi caratterizzati da terrazzamenti ricavati sui rilievi di loess (roccia sedimentaria costituita da granuli di quarzo, calcite, idrossidi di ferro e minerali argillosi, formatasi per deposito detritico provocato dal vento in regioni pre-desertiche). In questa zona vive la minoranza mussulmana Hui e ci sono numerose moschee in forma di
Partenza in minibus per un lungo trasferimento verso sud-est. Lungo il percorso escursione in barca veloce (circa 40 minuti di navigazione per tratta) al complesso di grotte buddhiste di Bingling Si. Si prosegue via terra verso sud attraversando suggestivi paesaggi caratterizzati da terrazzamenti ricavati sui rilievi di loess (roccia sedimentaria costituita da granuli di quarzo, calcite, idrossidi di ferro e minerali argillosi, formatasi per deposito detritico provocato dal vento in regioni pre-desertiche). In questa zona vive la minoranza mussulmana Hui e ci sono numerose moschee in forma di pagoda cinese con tanto di minareto. Arrivo a Xiahe (2.920 m) in tarda serata. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel. Le grotte di Bingling Si si trovano in una gola del Fiume Giallo le cui pareti sono alte circa 60 m. Nel corso di 1600 anni schiere di artisti, appesi alle pareti per mezzo di funi, realizzarono 183 nicchie e sculture nella roccia porosa. Furono rimaneggiate e restaurate più volte dal periodo Qin alla fiorente dinastia Tang. Protagonista di questo scenario spettacolare è una statua del Maitreya seduto, alta 27 metri. Risparmiate al tempo della Rivoluzione Culturale, le grotte sono oggi minacciate dalle piene del fiume.
Giorno 4
Xiahe: il Monastero di Labrang (uno dei più grandi monasteri tibetani della setta dei "Berretti Gialli")
Visita del Monastero di Labrang, importantissima sede della setta Gelupga, del buddhismo tibetano, detta anche setta dei “Berretti Gialli” o anche “Scuola Gialla”, dal berretto che i monaci portano per distinguersi dalle “Sette Rosse”. Il monastero, sito nella valle montana, è uno dei sei più grandi monasteri tibetani esistenti (gli altri cinque sono i monasteri di Ganden, Sera, Drepung e Taslilhumpo in Tibet e Ta’er nel Qinghai) e ed è un attivo luogo di culto e pellegrinaggio. La struttura del complesso è enorme, tutt’intorno al monastero corre una via di pellegrinaggio
Visita del Monastero di Labrang, importantissima sede della setta Gelupga, del buddhismo tibetano, detta anche setta dei “Berretti Gialli” o anche “Scuola Gialla”, dal berretto che i monaci portano per distinguersi dalle “Sette Rosse”. Il monastero, sito nella valle montana, è uno dei sei più grandi monasteri tibetani esistenti (gli altri cinque sono i monasteri di Ganden, Sera, Drepung e Taslilhumpo in Tibet e Ta’er nel Qinghai) e ed è un attivo luogo di culto e pellegrinaggio. La struttura del complesso è enorme, tutt’intorno al monastero corre una via di pellegrinaggio di 3 km disseminata di lunghe file di ruote della preghiera e santuari. L’unico modo per accedere alle sale interne degli edifici è partecipare a una visita organizzata che normalmente comprende l’Istituto di Medicina, il Tempio d’Oro Ser Kung, la principale Sala della Preghiera e il Museo. Nel pomeriggio escursione a Hezuo per la visita della Pagoda di Milarepa, un singolare edificio di nove piani dedicato al leggendario mistico, poeta e yogi tibetano vissuto tra l’XI e il XII secolo, noto per la sua vita di trasformazione spirituale, che passò dalla magia nera all’illuminazione attraverso la meditazione e l’ascetismo. La pagoda originale, risalente al 1777, fu distrutta durante la Rivoluzione Culturale e ricostruita, secondo lo stile originale, alla fine degli anni 80. Al suo interno, decorato con affreschi che raccontano la vita di Milarepa, si trovano anche numerosi tesori d’arte, dislocati nei differenti piani. Nel tardo pomeriggio rientro a Xiahe. Pernottamento in semplice hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 5
Xiahe - Tongren - Xining (le verdi praterie dove pascolano gli yak e l'antica città-monastero)
Partenza verso nord-ovest, attraverso alte montagne, lungo un percorso paesaggisticamente splendido. Si attraversano le verdi praterie di Ganjia, disseminate di accampamenti di nomadi che pascolano greggi di pecore e mandrie di yak. Lungo il percorso deviazione per la città-monastero di Tongren (Repkong in tibetano) (2.490 m), adagiata sui fianchi dell’ampia e fertile valle del fiume Gu-chu. Per molti secoli i villaggi nei dintorni di Tongren sono stati famosi per la manifattura di thangka, le icone votive dipinte su seta o altri materiali, al punto che la città ha dato il nome a
Partenza verso nord-ovest, attraverso alte montagne, lungo un percorso paesaggisticamente splendido. Si attraversano le verdi praterie di Ganjia, disseminate di accampamenti di nomadi che pascolano greggi di pecore e mandrie di yak. Lungo il percorso deviazione per la città-monastero di Tongren (Repkong in tibetano) (2.490 m), adagiata sui fianchi dell’ampia e fertile valle del fiume Gu-chu. Per molti secoli i villaggi nei dintorni di Tongren sono stati famosi per la manifattura di thangka, le icone votive dipinte su seta o altri materiali, al punto che la città ha dato il nome a un’intera scuola artistica tibetana. Visita del Monastero Longwu Si, un immenso e labirintico dedalo di cappelle e residenze di monaci, risalente al XIV secolo, e del Monastero Superiore Wutun Si, riconosciuto come il luogo di nascita dell’“Arte Repkong” tibetana (N.B. Attualmente nei pressi del Monastero Superiore Wutun Si sono in corso dei lavori stradali che potrebbero comportare dei disagi per raggiungere il sito). Al termine delle visite si prosegue verso nord per Xining (2.275 m), il capoluogo del Qinghai. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 6
Xining - treno per Zhangye - il Parco Geologico Zhangye-Danxia (il Buddha dormiente e le "Montagne Arcobaleno")
Dopo la prima colazione visita del Museo della Cultura e della Medicina Tibetane. Le esposizioni di questo eccelente museo sono dedicate alla medicina tradizionale, all’astronomia, allo stile di vita tradizionale, all’architettura e ai costume del Tibet. Il pezzo forte è un thangka (stendardo buddhista) che con i suoi 618 m è il più lungo del mondo. L’opera d’arte, esposta in una sala strutturata come un labirinto, riporta l’origine del gruppo etnico tibetano e lo sviluppo del buddhismo tibetano. Si prosegue con la visita della Grande Moschea di Dongguan, comunemente nota come
Dopo la prima colazione visita del Museo della Cultura e della Medicina Tibetane. Le esposizioni di questo eccelente museo sono dedicate alla medicina tradizionale, all’astronomia, allo stile di vita tradizionale, all’architettura e ai costume del Tibet. Il pezzo forte è un thangka (stendardo buddhista) che con i suoi 618 m è il più lungo del mondo. L’opera d’arte, esposta in una sala strutturata come un labirinto, riporta l’origine del gruppo etnico tibetano e lo sviluppo del buddhismo tibetano. Si prosegue con la visita della Grande Moschea di Dongguan, comunemente nota come “Moschea del Cammello”, costruita nel 1380 d.C. è una delle moschee più grandi di tutta la Cina. Pranzo libero nella stazione ferroviaria di Xining e partenza in treno veloce verso nord (circa 2 ore di viaggio), attraverso le montagne del Qilian Shan, per Zhangye (1.497 m) che fu per lungo tempo un importante punto di sosta per carovane e viaggiatori lungo la Via della Seta, Marco Polo vi trascorse un intero anno. Oggi la città è famosa perché conserva la statua del “Buddha dormiente” più grande della Cina (35 m. di lunghezza per 8 m. di altezza), all’interno di una struttura in legno del 1098, risalente alla dinastia degli Xia occidentali. La statua, di cui colpiscono molto l’espressione serena e le forme aggraziate, rappresenta Sakyamuni attorniato da discepoli e guerrieri sacri. Inoltre, si possono ammirare circa 500 mq. di pitture murali. Si prosegue per il Parco Geologico Zhangye-Danxia, conosciuto con il nome di “Montagne Arcobaleno”, una vasta area montagnosa e desertica caratterizzata da particolari stratificazioni di rocce colorate, il risultato di una serie di depositi di vari minerali accumulatisi durante il periodo Cretaceo in seguito alla collisione della placca indo-australiana con quella euroasiatica. Pernottamento in campo di yurte con servizi in comune.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in campo di yurte.
Giorno 7
Zhangye - Jiayuguan (il Corridoio dell'Hexi, le tombe affrescate e l'ultimo tratto della Grande Muraglia)
Per chi lo desidera, presto al mattino, è possibile tornare al Parco Geologico Zhangye-Danxia, per osservare le straordinarie formazioni rocciose con la luce dell’alba e con meno turisti rispetto al tramonto. Dopo la prima colazione partenza verso nord-ovest lungo il Corridoio dell’Hexi, dove le lingue di sabbia del deserto del Gobi lambiscono le falde della catena del Qilian Shan. Sosta tra Juquan e Jiayuguan per la visita di una delle straordinarie tombe del periodo Wei e Jin di Xincheng Dixia Hualang. Il luogo di sepoltura risale a più di 1500 anni fa ed è costituito da numerose
Per chi lo desidera, presto al mattino, è possibile tornare al Parco Geologico Zhangye-Danxia, per osservare le straordinarie formazioni rocciose con la luce dell’alba e con meno turisti rispetto al tramonto. Dopo la prima colazione partenza verso nord-ovest lungo il Corridoio dell’Hexi, dove le lingue di sabbia del deserto del Gobi lambiscono le falde della catena del Qilian Shan. Sosta tra Juquan e Jiayuguan per la visita di una delle straordinarie tombe del periodo Wei e Jin di Xincheng Dixia Hualang. Il luogo di sepoltura risale a più di 1500 anni fa ed è costituito da numerose tombe sotterranee costruite in mattoni, perfettamente conservate, che contengono dipinti raffiguranti la vita del tempo. Arrivo a Jiayuguan,(1.686 m) antico avamposto Han considerato fin dall’epoca dei Ming il confine occidentale dell’impero verso nord-ovest. Visita della fortezza di Jiayuguan e del museo annesso. Purtroppo negli ultimi anni la fortezza è stata pesantemente restaurata ed è stata trasformata in una sorta di Disneyland con tanto di figuranti vestiti da mongoli. Si continua con la visita dell’ultimo tratto della Grande Muraglia cinese che collegava il forte alla Hei Shan, la catena montuosa poco distante. Anche questo tratto della Grande Muraglia è stato pesantemente ristrutturato nel 1987. Il vasto panorama del deserto, la veduta dell’oasi di Jiayuguan e delle vette innevate ricompensano per la ripida salita. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 8
Jiayuguan - Dunhuang (le dune di sabbia e il Lago della Luna Crescente, lo spettacolo "Ancient Sounds of Dunhuang")
Dopo la prima colazione partenza lungo una veloce autostrada, costruita recentemente, attraverso pianure desertiche fino a Dunhuang (1.423 m), oasi circondata da altissime dune e canyon rocciosi. Importantissimo nodo della Via della Seta, la città era conosciuta come una delle più importanti mete di pellegrinaggio nel mondo antico, paragonabile a Gerusalemme o alla Mecca. Nel pomeriggio visita del Museo di Dunhuang e partecipazione allo spettacolo “Ancient sounds of Dunhuang”, un’esperienza suggestiva incentrata sulle tradizioni musicali e artistiche dell’oasi. Lo spettacolo segue il
Dopo la prima colazione partenza lungo una veloce autostrada, costruita recentemente, attraverso pianure desertiche fino a Dunhuang (1.423 m), oasi circondata da altissime dune e canyon rocciosi. Importantissimo nodo della Via della Seta, la città era conosciuta come una delle più importanti mete di pellegrinaggio nel mondo antico, paragonabile a Gerusalemme o alla Mecca. Nel pomeriggio visita del Museo di Dunhuang e partecipazione allo spettacolo “Ancient sounds of Dunhuang”, un’esperienza suggestiva incentrata sulle tradizioni musicali e artistiche dell’oasi. Lo spettacolo segue il viaggio di un giovane proveniente dalle regioni occidentali dell’Asia alla scoperta della musica e della cultura di Dunhuang. Escursione, a ridosso della città, sulle enormi dune di sabbia alle spalle del Lago della Luna Crescente. Purtroppo anche questo luogo negli ultimi anni è stato trasformato in una sorta di Luna Park, frequentato da comitive di cinesi che si lanciano dalle dune con gli slittini e attraversano il deserto con carovane di cammelli. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 9
Dunhuang - Liuyuan - treno per Turpan (gli splendidi affreschi e le raffinate sculture delle Grotte di Mogao)
Visita delle stupende Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che rappresentano una delle massime espressioni artistiche del buddhismo. Nel primo pomeriggio trasferimento alla stazione ferroviaria di Liuyuan (circa 140 km a nord-est di Dunhuang) per l’imbarco sul treno veloce per Turpan (circa 3 ore e un quarto di viaggio). Arrivo a Turpan (40 mslm) in serata. Accoglienza e trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel. Le Grotte di MogaoTramontata l’epoca dei commerci sulla Via della Seta nel
Visita delle stupende Grotte di Mogao, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, che rappresentano una delle massime espressioni artistiche del buddhismo. Nel primo pomeriggio trasferimento alla stazione ferroviaria di Liuyuan (circa 140 km a nord-est di Dunhuang) per l’imbarco sul treno veloce per Turpan (circa 3 ore e un quarto di viaggio). Arrivo a Turpan (40 mslm) in serata. Accoglienza e trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel. Le Grotte di MogaoTramontata l’epoca dei commerci sulla Via della Seta nel periodo successivo alla dinastia Yuan, questo vasto sistema di grotte, che si estende per 1.700 m lungo la parete di un canyon, fu dimenticato per secoli tra le sabbie del deserto del Gobi. L’apertura della prima grotta si fa risalire al 366 d.C. A partire da quel momento il sito si sviluppò progressivamente diventando un importante centro per l’insegnamento e la pratica del buddhismo, che nel periodo del suo massimo splendore ospitava 18 monasteri in cui risiedevano oltre 1400 religiosi, una nutrita comunità di artisti, traduttori e calligrafi. Mercanti facoltosi e importanti funzionari dell’impero furono i principali finanziatori che resero possibile la creazione di nuove grotte e le carovane che transitavano in entrambe le direzioni spesso affrontavano la lunga deviazione per Mogao al solo scopo di pregare e rendere grazie al Buddha per averli protetti dalle insidie delle lunghe traversate. Agli splendidi affreschi fanno da contrappunto, in quasi ogni grotta, complessi di statue.
Giorno 10
L' Oasi di Turpan (le "Montagne Fiammeggianti" con le Grotte di Bezeklik, le rovine della città morta di Gaochang)
L’oasi di Turpan, nella regione dello Xinjiang si trova in un bacino naturale a ridosso della catena montuosa del Tian Shan a una “profondità” di 150 m sotto il livello del mare. Le precipitazioni sono molto basse, le estati estremamente torride e gli inverni polari. L’oasi sopravvive grazie al sistema dei karez, i canali sotterranei che portano l’acqua dai ghiacciai del Tian Shan. Fortunatamente i viali sono rinfrescati dai numerosi pergolati di vite e dai canali di superficie che corrono lungo le strade. Intera giornata dedicata alla visita dei principali siti d’interesse
L’oasi di Turpan, nella regione dello Xinjiang si trova in un bacino naturale a ridosso della catena montuosa del Tian Shan a una “profondità” di 150 m sotto il livello del mare. Le precipitazioni sono molto basse, le estati estremamente torride e gli inverni polari. L’oasi sopravvive grazie al sistema dei karez, i canali sotterranei che portano l’acqua dai ghiacciai del Tian Shan. Fortunatamente i viali sono rinfrescati dai numerosi pergolati di vite e dai canali di superficie che corrono lungo le strade. Intera giornata dedicata alla visita dei principali siti d’interesse dell’Oasi di Turpan. Le Montagne Fiammeggianti, conosciute come “Ulan Hada” termine mongolo che significa “Montagna Rossa”. Sono costituite da arenaria rossa e si estendono per circa 100 chilometri da est a ovest e circa 9 chilometri da nord a sud, con un’altezza media di circa 500 metri. Uno dei luoghi più caldi della Cina, con temperature che in estate possono raggiungere i 50°C. Le Grotte di Bezeklik, nascoste in una valle fra le Montagne Fiammeggianti, il posto è molto bello ma gli affreschi furono staccati e portati a Berlino da Albert Von Le Coq all’inizio del XX secolo. Le Tombe di Astana, necropoli imperiale dell’antica città di Gaochang. E infine, nella calda luce del tramonto, le estese rovine della città morta di Gaochang, importante tappa della Via della Seta, fondata durante la dinastia Tang nel VII secolo. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel. Cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 11
L' Oasi di Turpan - Urumqi (il museo, il minareto di Emin, il bazar, la città morta di Jaohe)
Un’altra giornata dedicata alla visita dell’Oasi di Turpan. Al mattino si inizia con la visita dell’interessante Museo di Turpan con sale espositive permanenti che espongono fossili, mummie e reperti archeologici. Di estrema importanza il fossile di rinoceronte gigante, ritenuto il più completo al mondo, e le antiche mummie, con abiti e ornamenti. in ottimo stato di conservazione grazie alle particolari condizioni climatiche dell’oasi. Si continua con la visita della Pagoda Emin o Su Gong Ta, con il singolare minareto dalla forma elegante costruito nel 1778 in onore di un grande
Un’altra giornata dedicata alla visita dell’Oasi di Turpan. Al mattino si inizia con la visita dell’interessante Museo di Turpan con sale espositive permanenti che espongono fossili, mummie e reperti archeologici. Di estrema importanza il fossile di rinoceronte gigante, ritenuto il più completo al mondo, e le antiche mummie, con abiti e ornamenti. in ottimo stato di conservazione grazie alle particolari condizioni climatiche dell’oasi. Si continua con la visita della Pagoda Emin o Su Gong Ta, con il singolare minareto dalla forma elegante costruito nel 1778 in onore di un grande generale di Turpan, Emin Khoja, e del suo importante contributo all’unificazione della Cina. La struttura è in legno e mattoni gialli essiccati al sole che formano intricati motivi a mosaico, geometrici e floreali, come fiori stilizzati e rombi, caratteri peculiari dell’arte Uigur. Si prosegue con la città morta di Jaohe, la cui fondazione risale alla dinastia degli Han occidentali, che sorge sulla cima d’una falesia lunga 2 km, con una ripida scarpata alta 30 m, circondata dai due rami del fiume. Non mancheremo la visita del colorato bazar di Turpan, dove la matrice islamica è estremamente evidente. Da Turpan inizia uno spazio etnico dominato da ceppi centro-asiatici, in prevalenza Uigur, e definito tradizionalmente dalla cultura islamica, sebbene in questo vasto territorio si siano succeduti regni buddhisti, nestoriani e animisti. Nel pomeriggio partenza verso ovest per Urumqi (860 m). Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 12
Urumqi - volo per Kashgar (le mummie del deserto del Taklamakan)
Dopo la prima colazione visita del Museo della Regione Autonoma del Xinjiang, dove si trovano interessanti esposizioni sulle culture minoritarie e sui primi insediamenti lungo la Via della Seta. I reperti più interessanti sono una decina di mummie rinvenute in varie tombe sparse nel deserto del Taklamakan e conservatesi insieme ai loro abiti. La più famosa è la “Venere di Loulan”, una mummia risalente a 4000 anni fa, di antiche origini indoeuropee, che negli anni ‘90 divenne una sorta di simbolo dell’indipendenza uigura. In città si possono incontrare, occupati nelle mansioni
Dopo la prima colazione visita del Museo della Regione Autonoma del Xinjiang, dove si trovano interessanti esposizioni sulle culture minoritarie e sui primi insediamenti lungo la Via della Seta. I reperti più interessanti sono una decina di mummie rinvenute in varie tombe sparse nel deserto del Taklamakan e conservatesi insieme ai loro abiti. La più famosa è la “Venere di Loulan”, una mummia risalente a 4000 anni fa, di antiche origini indoeuropee, che negli anni ‘90 divenne una sorta di simbolo dell’indipendenza uigura. In città si possono incontrare, occupati nelle mansioni quotidiane, differenti etnie: Uigur, Kazaki, Pakistani, Russi, Kirghizi e Uzbeki, oltre agli onnipresenti cinesi Han. Nel pomeriggio imbarco sul volo per Kashgar (1.270 m). Arrivo, accoglienza e trasferimento in hotel. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 13
Kashgar (il mercato della domenica, il Mausoleo di Abakh Hodja, il bazar notturno)
Intera giornata dedicata a Kashgar, una città abitata prevalentemente dall’etnia uigur anche se negli ultimi anni i cinesi han stanno man mano prendendo il sopravvento. Dopo la prima colazione visita del Mercato della Domenica che ha luogo nella periferia nordorientale della città, frequentato da mercanti e compratori scesi dai più remoti villaggi del Pamir, dove si comprano cavalli, muli, asini, cammelli battriani, pecore, polli, ricambi usati di auto, moto e camion, abiti nuovi e usati, alimenti di ogni sorta, attrezzi, utensili, cappelli di pelliccia e zuccotti ricamati. Nel pomeriggio
Intera giornata dedicata a Kashgar, una città abitata prevalentemente dall’etnia uigur anche se negli ultimi anni i cinesi han stanno man mano prendendo il sopravvento. Dopo la prima colazione visita del Mercato della Domenica che ha luogo nella periferia nordorientale della città, frequentato da mercanti e compratori scesi dai più remoti villaggi del Pamir, dove si comprano cavalli, muli, asini, cammelli battriani, pecore, polli, ricambi usati di auto, moto e camion, abiti nuovi e usati, alimenti di ogni sorta, attrezzi, utensili, cappelli di pelliccia e zuccotti ricamati. Nel pomeriggio visita dei principali siti d’interesse della città. Il Mausoleo di Abakh Hodja, uno strano edificio costruito nel XVII secolo in onore della famiglia Hodja proveniente da Samarcanda, che assomiglia vagamente al Taj Mahal, con piastrelle verdi che ne ricoprono i muri e la cupola. La Moschea Id Khan, antica di 400 anni e in stile persiano. La città vecchia e il suo straordinario bazar notturno. Pernottamento in hotelPasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 14
Kashgar - Lago Karakul - White Sand Lake - Kashgar (lungo la Karakorum Highway, il maestoso Muztagh-Ata)
Partenza, presto al mattino, verso sud per una lunga e avvincente giornata. Si lasciano le pianure dello Xinjiang e ci si dirige verso l’altopiano del Pamir attraverso aride e inospitali valli desertiche caratterizzate da montagne striate di colori. Si percorre il tratto iniziale della Karakorum Highway, un’incredibile opera d’ingegneria, che si snoda per oltre 750 km, da Kashgar a Islamabad in Pakistan, portata a termine nel 1979 dopo 20 anni di duro lavoro di 15.000 lavoratori pakistani e 10.000 cinesi. Si raggiunge il Lago Karakul (a circa 3.600 m.), uno specchio d’acqua turchese
Partenza, presto al mattino, verso sud per una lunga e avvincente giornata. Si lasciano le pianure dello Xinjiang e ci si dirige verso l’altopiano del Pamir attraverso aride e inospitali valli desertiche caratterizzate da montagne striate di colori. Si percorre il tratto iniziale della Karakorum Highway, un’incredibile opera d’ingegneria, che si snoda per oltre 750 km, da Kashgar a Islamabad in Pakistan, portata a termine nel 1979 dopo 20 anni di duro lavoro di 15.000 lavoratori pakistani e 10.000 cinesi. Si raggiunge il Lago Karakul (a circa 3.600 m.), uno specchio d’acqua turchese dominato dalla maestosa piramide di ghiaccio del Muztagh-Ata (7.546 m). Si prosegue per il surreale White Sand Lake o Lago Baisha, che prende il nome dalle dune di sabbia bianca che si estendono lungo le sue rive. Nel pomeriggio si rientra a Kashgar. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 15
Kashgar - Passo Torugart - Tash Rabat - Naryn (gli scenografici pascoli estivi d'alta quota e le rovine del caravanserraglio fortificato)
Partenza verso nord per il Passo Torugart (3.750 m), punto di frontiera tra Cina e Kirghizistan (N.B. E’ attualmente in corso la costruzione della nuova autostrada e quindi lungo il percorso si incontrano molti cantieri di lavoro che potrebbero allungare i tempi di percorrenza). Espletamento delle formalità di uscita dalla Cina e di ingresso in Kirghizistan e cambio degli automezzi (N.B. Per l’uscita dalla Cina sono previsti numerosi controlli durante i quali le guardie frontaliere cinesi potrebbero sequestrare: coltellini, forbicine, cartine geografiche con Taiwan, libri / guide cartacee
Partenza verso nord per il Passo Torugart (3.750 m), punto di frontiera tra Cina e Kirghizistan (N.B. E’ attualmente in corso la costruzione della nuova autostrada e quindi lungo il percorso si incontrano molti cantieri di lavoro che potrebbero allungare i tempi di percorrenza). Espletamento delle formalità di uscita dalla Cina e di ingresso in Kirghizistan e cambio degli automezzi (N.B. Per l’uscita dalla Cina sono previsti numerosi controlli durante i quali le guardie frontaliere cinesi potrebbero sequestrare: coltellini, forbicine, cartine geografiche con Taiwan, libri / guide cartacee con foto del Dalai Lama). Si prosegue attraverso gli scenografici jailoo, i pascoli estivi d’alta quota, circondati da un paesaggio alpino che spazia fino all’orizzonte. In Kirghizistan le tradizioni nomadi sono ancora vive e non mancano gli incontri con i cavalieri al pascolo e le soste nei loro accampamenti di yurte. Nel pomeriggio si giunge alla remota Tash Rabat, la “fortezza di pietra”, una strana costruzione che potrebbe essere stata un caravanserraglio fortificato piuttosto che un mausoleo o addirittura un monastero cristiano. Fonti locali fanno risalire il complesso al XV secolo, altre al X secolo, quale che sia l’origine esatta gli storici concordano sul fatto che Tash Rabat deve aver avuto un importante ruolo economico e/o politico/religioso tale da giustificare la sua costruzione in una valle così sperduta. La terra dei Kirghizi era attraversata da una delle diramazioni della Via della Seta e sicuramente da queste parti passarono Ciro il Grande, Gengis Khan, Tamerlano, Alessandro il Macedone e Marco Polo. Arrivo in tarda serata nella cittadina di Naryn (2.030 metri), il cui nome deriva dal termine mongolo che significa “soleggiato”. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 16
Naryn - Lago Song-Kul (il meraviglioso lago alpino, i pascoli d'alta quota e i nomadi kirghizi)
Partenza verso nord per raggiungere uno degli angoli più incantevoli del Kirghizistan centrale: il lago Song-Kul (3.020 metri). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi e all’orizzonte sembra scomparire nel cielo, forse è per questo che Song-Kul significa “l’ultimo lago”. Il lago è circondato dai rigogliosi pascoli jailoo, molto apprezzati dai pastori nomadi della valle di Kochkor che vi trascorrono i mesi estivi con il loro bestiame: yak, pecore, capre e cavalli. Pranzo e sistemazione in accampamento di yurte. Pomeriggio dedicato all’esplorazione dei dintorni del
Partenza verso nord per raggiungere uno degli angoli più incantevoli del Kirghizistan centrale: il lago Song-Kul (3.020 metri). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi e all’orizzonte sembra scomparire nel cielo, forse è per questo che Song-Kul significa “l’ultimo lago”. Il lago è circondato dai rigogliosi pascoli jailoo, molto apprezzati dai pastori nomadi della valle di Kochkor che vi trascorrono i mesi estivi con il loro bestiame: yak, pecore, capre e cavalli. Pranzo e sistemazione in accampamento di yurte. Pomeriggio dedicato all’esplorazione dei dintorni del lago e alla visita di una famiglia di ospitali nomadi Kirghizi, che usualmente invitano i passanti nelle loro yurte per offrire tè, yogurt fresco (airan), formaggio stagionato (kurut) e latte fermentato di giumenta (kumys). L’aria frizzante e tersa dei pascoli di alta montagna, lontani dall’inquinamento luminoso e dallo smog, garantisce stellate di una bellezza mozzafiato, che fanno passare in secondo piano persino gli stupendi paesaggi della catena montuosa del Tian Shan Centrale. Pernottamento in campo turistico di yurte con servizi in comune.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo di yurte.
Giorno 17
Lago Song-Kol - Kochkor - Kyzyl Tuu - Kaji-Say - Lago Issyk-Kul (il villaggio dell'artigianato, il "lago caldo")
Partenza verso nord-est, attraverso il Passo Kalmak Ashuu (3.446 m), per la cittadina di Kochkor , famosa per essere il centro dell’artigianato kirghizo. Visita di un laboratorio per la lavorazione del feltro gestito da un collettivo femminile locale; il prodotto più tipico è sicuramente lo shyrdak, il tappetino usato dai nomadi, decorato con motivi floreali, corna di stambecco e fantasiosi arabeschi; i colori naturali sono ricavati dalle foglie di pero e lampone, dalle radici di dalia e betulla, dal ginepro, dall’amaranto e dall’assenzio. Pranzo in casa privata. Dopo pranzo si
Partenza verso nord-est, attraverso il Passo Kalmak Ashuu (3.446 m), per la cittadina di Kochkor , famosa per essere il centro dell’artigianato kirghizo. Visita di un laboratorio per la lavorazione del feltro gestito da un collettivo femminile locale; il prodotto più tipico è sicuramente lo shyrdak, il tappetino usato dai nomadi, decorato con motivi floreali, corna di stambecco e fantasiosi arabeschi; i colori naturali sono ricavati dalle foglie di pero e lampone, dalle radici di dalia e betulla, dal ginepro, dall’amaranto e dall’assenzio. Pranzo in casa privata. Dopo pranzo si prosegue per la riva meridionale del vasto lago Issyk-Kul (1.600 m), un enorme bacino pieno d’acqua incastonato fra i Kungey Alatau (“monti soleggiati”) a nord e i Terskey Alatau (“monti bui”) a sud, che assieme formano il braccio settentrionale della catena del Tian Shan. Issyk-Kol significa “lago caldo” e questo nome ha una ragione d’essere: la grande profondità dello specchio d’acqua, unita all’attività geotermica e all’elevata salinità, fa sì che le acque del lago non gelino mai e in estate raggiungano addirittura la temperatura di 25°C. Con un’estensione di 180 km in lunghezza e 60 km in larghezza è il secondo lago alpino più grande del mondo dopo il lago Titicaca in Sudamerica. Sosta lungo il percorso nel villaggio di Kyzyl Tuu per assistere alla produzione delle yurte. Si continua per il villaggio di Kaji-Say e quindi per il nostro campo di yurte che si trova sulla riva del lago. Pernottamento in campo turistico di yurte con servizi privati.Pasti: colazione in hotel, pranzo in casa privata, cena in campo di yurte.
Giorno 18
Lago Issyk-Kul - Tokmok - Bishkek (la Torre di Burana e le stele funerarie turche, la capitale del Kirghizistan)
Partenza per Bishkek con sosta lungo il percorso per la visita delle rovine dell’antica città di Balasagun, fondata durante il regno di Sogdiana e divenuta in seguito una delle capitali dei karakhanidi, dove ancora si innalzano i resti della Torre di Burana, un minareto a pianta ottagonale dell’XI secolo. Molto interessante l’adiacente raccolta di balbal, le stele funerarie simili a totem (VI-X secolo). Pranzo in casa privata a Tokmok. Arrivo a Bishkek (800 metri), la capitale del Kirghizistan che sorge al margine settentrionale dei monti Kyrgyz Alatau, un braccio della catena del Tian
Partenza per Bishkek con sosta lungo il percorso per la visita delle rovine dell’antica città di Balasagun, fondata durante il regno di Sogdiana e divenuta in seguito una delle capitali dei karakhanidi, dove ancora si innalzano i resti della Torre di Burana, un minareto a pianta ottagonale dell’XI secolo. Molto interessante l’adiacente raccolta di balbal, le stele funerarie simili a totem (VI-X secolo). Pranzo in casa privata a Tokmok. Arrivo a Bishkek (800 metri), la capitale del Kirghizistan che sorge al margine settentrionale dei monti Kyrgyz Alatau, un braccio della catena del Tian Shan. Il suo nome attuale deriva dal vecchio nome kazako pishpek che è la zangola di legno utilizzata per produrre il kumys (il latte fermentato di giumenta, la bevanda nazionale). Visita del Museo Storico di Stato, con una sezione dedicata alle tradizioni kirghize e un’interessante sezione dedicata a Lenin e alla Rivoluzione. Passeggiata nella principale Piazza Ala-Too ex Piazza Lenin, dove si affacciano i principali edifici governativi, per assistere al cambio della Guardia d’Onore. La Piazza della Vittoria, con l’immenso monumento commemorativo a forma di yurta. Cena di commiato in un ristorante tipico, allietata dalle musiche di un gruppo folcloristico. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel, pranzo in casa privata, cena in ristorante locale.
Giorno 19
Bishkek - volo per l'Italia
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per il volo di linea Turkish Airlines via Istanbul. Arrivo in Italia nel primo pomeriggio.Pasti: colazione e pranzo a bordo. 1. Buddha dormiente, Zhangye 2. Kashgar 3. Monastero di Labrang