Giorno 1
Italia - Niamey
Partenza dall’Italia con volo di linea. L’arrivo a Niamey, capitale del Paese, è previsto in tarda serata. Incontro con il nostro assistente locale e trasferimento in hotel. Pernottamento.
Giorno 2
Niamey-Dosso- Dogondoutchi- Birni - konni - Massallata
Dopo colazione partenza a bordo delle nostre vetture fuoristrada o minibus per Dosso, la casa degli Zerma dove visiteremo il palazzo di Djermakoye, il capo provinciale. Qui si può ammirare l'architettura Hausa: la facciata con motivi floreali dipinti e i colonnati interni che sostengono le volte. Un bellissimo insieme architettonico moderno sulla strada principale ospita il centro dell'artigianato che offre lavorazioni locali tra cui le famose coperte intrecciate. Dosso è soprattutto un crocevia verso il Benin passando per la regione di Dendi, la punta meridionale del Niger dove si
Dopo colazione partenza a bordo delle nostre vetture fuoristrada o minibus per Dosso, la casa degli Zerma dove visiteremo il palazzo di Djermakoye, il capo provinciale. Qui si può ammirare l'architettura Hausa: la facciata con motivi floreali dipinti e i colonnati interni che sostengono le volte. Un bellissimo insieme architettonico moderno sulla strada principale ospita il centro dell'artigianato che offre lavorazioni locali tra cui le famose coperte intrecciate. Dosso è soprattutto un crocevia verso il Benin passando per la regione di Dendi, la punta meridionale del Niger dove si trova la città di Gaya sulle rive del fiume. Molti residenti della regione e della capitale prendono la strada asfaltata da Gaya per raggiungere il mercato di Malanville in Benin. Vi si trovano tutti i manufatti provenienti dal porto di Cotonou. Il Dandy è l'area più meridionale, unica in Niger per il suo clima tropicale: qui la stagione delle piogge è prolungata con oltre 800 mm di acqua all'anno, vegetazione rigogliosa e colture tropicali come frutta e tuberi. Arriveremo prima di pranzo Dogondoutchi, zona di confluenza di tutte le culture del Niger; per la sua posizione geografica, si trova a cavallo delle regioni di lingua zarma a ovest e delle aree di lingua hausa a est. Dogondoutchi è una città dove si parlano e si trovano tutte le lingue del Niger. Il villaggio di Bagagi si trova a nord della città di Dogondoutchi, capitale di Arewa. Oggi la sua popolazione, soprattutto giovanile, è musulmana e gli anziani hanno sinceramente mantenuto la forte tradizione animista ereditata dalla notte dei tempi. Il Grande Baoura, il leader animista, viene eletto dopo una cerimonia rituale. Sotto lo sguardo stupito del pubblico, alcuni adepti si piantano enormi chiodi nel naso, nella bocca, negli occhi, nell'ombelico e nelle orecchie. "Baoura", il più grande stregone del Niger è morto qualche anno fa all'età di 120 anni. Il suo cadavere, avvolto in un bue appena sgozzato fu trasportato davanti ai candidati riuniti in assemblea mentre si designava il suo successore. I più potenti stregoni animisti del Niger, si riuniranno in questa settimana a Massalata, vicino a Birni N'Konni (340 chilometri a est di Niamey). Qui cercheremo di assistere all'Arwa, l’antica cerimonia degli Azna.Gli Azna della regione di Birni N’Konni, rappresentano uno dei sottogruppi degli Hausa (gruppo etnico che ancora oggi vive tra Nigeria, Niger, Togo e Ghana) che rifiutarono di convertirsi all'Islam conservando le loro credenze animiste. Per loro la vita è un equilibrio in bilico dove la buona fortuna dipende soprattutto da fattori naturali e dalla benevolenza degli spiriti. Questi spiriti sono in grado di vedere il futuro e di riuscire persino a modificarne gli eventi. È il babalawo, il padre dei segreti in lingua yoruba, che, attraverso la trance e la possessione, diventa la voce di queste forze soprannaturali. Lo scopo di questa cerimonia è quello di sapere in anticipo l'andamento del prossimo raccolto e quello della nuova stagione di caccia. La data della cerimonia è calcolata in base al calendario lunare: quattro mesi lunari e 14 giorni dopo le ultime piogge. Il rituale durerà circa tre giorni e avrà luogo nei villaggi di Massalata e Dagarka poco lontani da Birni N'Konni.Durante questa cerimonia animista, i capi stregoni seduti per terra sotto un albero gigante, petto nudo e occhi rossi di "bourkoutou" (birra tradizionale), interpretano le figure geometriche che disegnano sul terreno. A volte per placare l'ira degli dèi, gli Azna o Arnas (animisti) sacrificano un bue e una giovenca. Gli animisti rappresentano solo poco più del 5% della popolazione, ma gli Arnas rimangono temuti per il loro presunto potere malvagio. In base alla loro religione, la vita è un fragile equilibrio dove la buona fortuna dipende soprattutto da fattori naturali e dalla benevolenza degli spiriti. Questi spiriti sono in grado di vedere il futuro e persino di modificarne gli eventi. È il babalawo, il padre dei segreti in lingua yoruba, che attraverso la trance e la possessione diventa la voce di queste forze soprannaturali. La danza dei "Gardawas" (l'invulnerabile) è il cerimoniale tribale più atteso dal pubblico. I fedeli vestiti con gonne enormi, nacchere ai piedi e ai polsi, girano al ritmo frenetico dei tamburi fino a quando non entrano in trance. Poi, come pazzi, si tagliano i corpi con coltelli o bottiglie rotte, ricoperti di gris-gris e precedentemente lavati con pozioni magiche a base di foglie e corteccia selvatica. Sistemazione in semplice albergo locale.
Giorno 3
Konni-Yamaa-Badaguicheri-Tahoua
Percorrendo la strada asfaltata nazionale N°1 arriveremo ad "Yaama un villaggio nella regione semidesertica del Niger. Nonostante 60 anni di colonizzazione francese (terminata nel 1960), l'area non è stata contaminata da influenze esterne. Così, quando il villaggio decise nel 1962 di costruire una Moschea del venerdì in cui tutti potevano radunarsi per la preghiera, hanno scelto di utilizzare metodi tradizionali: ognuno ha dato un contributo, dal proprietario terriero che ha donato il sito, alle persone che hanno fatto mattoni di fango, portato l'acqua e raccolto legna. Inizialmente, la
Percorrendo la strada asfaltata nazionale N°1 arriveremo ad "Yaama un villaggio nella regione semidesertica del Niger. Nonostante 60 anni di colonizzazione francese (terminata nel 1960), l'area non è stata contaminata da influenze esterne. Così, quando il villaggio decise nel 1962 di costruire una Moschea del venerdì in cui tutti potevano radunarsi per la preghiera, hanno scelto di utilizzare metodi tradizionali: ognuno ha dato un contributo, dal proprietario terriero che ha donato il sito, alle persone che hanno fatto mattoni di fango, portato l'acqua e raccolto legna. Inizialmente, la moschea era una semplice e severa sala ipostila con l'interasse delle colonne determinata dalle esigenze spaziali dei fedeli inginocchiati. Nel 1975-1976 la struttura originaria del tetto fu sostituita da una serie di volte in legno curvato ricoperte di fango (un metodo non tradizionale alla regione ma adattato da modelli visti da Barmou durante il suo pellegrinaggio attraverso l'Africa alla Mecca). Allo stesso tempo, una delle colonne è stata rimossa per consentire la costruzione di una cupola più o meno centrale. Nel 1978 furono costruite torri ai quattro angoli e negli anni successivi furono costruite le gallerie di collegamento. Dopo questa visita delle moschea di Yamaa dedicheremo del tempo al mercato di Badaguicheri nella regione dell’Ader. Nel primo pomeriggio arriveremo a Tahoua capitale dell’Ader dove assisteremo alla festa dei Wanzmay (parruchieri traditizionali). In Niger, il “wanzam”, ha ancora il suo posto nella società. È specializzato nell'acconciatura tradizionale e pratica anche la “piccola chirurgia” in caso di circoncisione. È l'uomo con il coltello la cui destrezza è leggendaria. Nella società tradizionale non esiste nessuno che sia in grado di maneggiare il coltello o la lama leggermente ricurva chiamata “aska” come un wanzam.
Giorno 4
Tahoua-Abalak-Agadez
Partenza per Agadez passando per Abalak, città fondata dai Tuareg di Tagaraygarai e capoluogo della regione di Tahoua. È collocata nel nord-est del paese, nella regione del Sahel (savana arida) in via di desertificazione che confina con il limite meridionale del deserto del Sahara. Non è raro incontrare mandrie di zebù e greggi che si abbeverano nelle "mares", gli stagni lasciati dalla stagione delle piogge, e talvolta piccole carovane di dromedari e animali da soma carichi di masserizie con cui si spostano le famiglie di nomadi Peulh e Tuareg. La popolazione di Abalak è costituita da
Partenza per Agadez passando per Abalak, città fondata dai Tuareg di Tagaraygarai e capoluogo della regione di Tahoua. È collocata nel nord-est del paese, nella regione del Sahel (savana arida) in via di desertificazione che confina con il limite meridionale del deserto del Sahara. Non è raro incontrare mandrie di zebù e greggi che si abbeverano nelle "mares", gli stagni lasciati dalla stagione delle piogge, e talvolta piccole carovane di dromedari e animali da soma carichi di masserizie con cui si spostano le famiglie di nomadi Peulh e Tuareg. La popolazione di Abalak è costituita da Haussa, Tuareg e Arabi, Peulh- Bororo dediti per lo più all’agricoltura, alla pastorizia e al commercio. Storicamente la presenza di un'oasi ne ha fatto un punto di incontro per le popolazioni nomadi del deserto. Nei pressi esiste un lago artificiale, con le sue rive coltivate di mais, miglio, cipolle, cavoli. Non si può andare nel Sahara nigerino senza visitare Agadez, affascinante con le sue strade sabbiose, la sua architettura in fango di stile sudanese, la gente che vi si incontra. Qui le popolazioni nomadi, Tuareg e Tebu, si mescolano a quelle sedentarie nere come gli Haussa. Nella città vecchia le case sono tutte costruite in banco, impasto di argilla, sterco e paglia, e le facciate a volte sono decorate con motivi geometrici in rilievo o dipinte. Su tutto svetta il minareto della moschea, simbolo di Agadez. Proprio lì vicino sorge il vecchio palazzo del sultano e si trova il mercato, che fornisce al visitatore una carrellata di genti diverse in abito tradizionale ed una ricca scelta di oggetti artigianali tra cui le famose “croci di Agadez”, gioielli cesellati in argento di forme diverse a seconda del luogo di provenienza. Cena libera e pernottamento in albergo.
Giorno 5 - 8
Agadez-Dabbous-Iferouane -Tezerzek -Adrar Chiriet
Al mattino presto partenza con le vetture fuoristrada lungo la pista che si snoda tra i rilievi e le minuscole oasi di montagna dell’Aïr. È un territorio di 400 km di lunghezza per 250 di larghezza, tradizionalmente abitato da Tuareg. Qua e là graffiti di scene di vita quotidiana e di caccia, con rappresentazioni di animali che facevano parte della grande fauna di un tempo, impreziosiscono le pareti di alcuni siti come Kori Dabous o Tizirzek e raccontano una storia millenaria, testimonianza di un antico Sahara, fertile e frequentato dall’Uomo. A Dabous, sulla “via dell’uranio” che
Al mattino presto partenza con le vetture fuoristrada lungo la pista che si snoda tra i rilievi e le minuscole oasi di montagna dell’Aïr. È un territorio di 400 km di lunghezza per 250 di larghezza, tradizionalmente abitato da Tuareg. Qua e là graffiti di scene di vita quotidiana e di caccia, con rappresentazioni di animali che facevano parte della grande fauna di un tempo, impreziosiscono le pareti di alcuni siti come Kori Dabous o Tizirzek e raccontano una storia millenaria, testimonianza di un antico Sahara, fertile e frequentato dall’Uomo. A Dabous, sulla “via dell’uranio” che porta ad Arlit, in direzione di Gougaram, due giraffe a grandezza naturale sono incise nella roccia con dovizia di dettagli. Davvero una chicca! La pista a volte è dura e tortuosa, poi, una volta raggiunta la valle di Ouederen, il terreno consente di procedere spediti ed offre la possibilità di incontrare qui gruppi di nomadi tuareg con le loro mandrie. Fino al villaggio di Iférouane, dagli orti fiorenti che offrono freschi approvvigionamenti ai viaggiatori che si preparano alla traversata del Ténéré. È una piccola oasi di montagna posta a 770 metri d’altezza ai piedi dei monti Tamgak. I Kel Ferwan, in parte sedentarizzati, abitano le caratteristiche capanne circolari disseminate sotto grandi acacie. A nord, ai piedi dei monti Tamgak, Iferouane regala nuove emozioni. I Tuaregh Kel Ferouane sono un gruppo misto di neri Bella e Haoussa dalle caratteristiche capanne a forma di zucca rovesciata, a cui si associano nuove costruzioni in argilla. Anche qui gli orti sono fiorenti e offrono i necessari approvvigionamenti per chi intende attraversare il Ténéré. Naturalmente è possibile incontrare i Tuaregh che in queste zone si sentono a “casa loro “. Nelle rivolte (l’ultima è terminata nel 1995) che li hanno visti protagonisti contro il governo nigerino, si sono rifugiati in questi posti quasi inaccessibili. È una piccola oasi di montagna posta a 770 metri d’altezza ai piedi dei monti Tamgak. I Kel Ferwan, in parte sedentarizzati, abitano le caratteristiche capanne circolari disseminate sotto grandi acacie. Una fascia di palme fornisce l’ombra necessaria alle coltivazioni e l’irrigazione viene fatta ancora a trazione animale: asini e dromedari con un lento va e vieni traggono dai pozzi la preziosa acqua che viene incanalata negli orti, i “giardini dell’Air”. È un’isola verde nel cuore del deserto, ed altre ve ne sono nella regione che garantiscono ai vari insediamenti un habitat favorevole. Ebbene, è proprio qui, che si svolge questo fantastico incontro tra le varie tribù tuareg provenienti da tutto il Sahara, dall’Algeria, dalla Libya, dal Mali e dal Niger. Un’occasione ghiottissima e unica per entrare in contatto con questa affascinante popolazione, dalle tradizioni vivissime e dal passato epico. Concerti di musica tradizionale, moderna, gare di abilità, canto e poesia, danze animatissime... Sfoggio dei costumi più belli e maestosi e corse con i cammelli metteranno in competizione i personaggi più importanti delle varie tribù, mentre le donne si esibiranno al Tindé (mortaio rivestito con pelle a mo’ di tamburo) e con l’Imzad, il violino monocorde, agghindate con sontuose parure di antichi gioielli. Una gioia per gli occhi e per l’anima! Un popolo che pur frazionato e separato da distanze enormi è fiero della propria identità culturale e non vuole in alcun modo entrare nell’oblio. Una fascia di palme fornisce l’ombra necessaria alle coltivazioni e l’irrigazione viene fatta ancora a trazione animale: asini e dromedari con un lento va e vieni traggono dai pozzi la preziosa acqua che viene incanalata negli orti, i “giardini dell’Air”. È un’isola verde nel cuore del deserto, ed altre ve ne sono nella regione che garantiscono ai vari insediamenti un habitat favorevole. Dopo le montagne, partiamo verso nord per scoprire il grande sito di graffitti rupestri dell’Air, Iwellen per poi immergerci nella dune sabbie del Ténéré e le alte, sinuose e scenografiche dune di Temet. Si scavalcano e si aggirano cordoni di dune per raggiungere le incantevoli Montagne Blu, il cui marmo all’imbrunire si tinge di un colore azzurrino. Poi è l’apoteosi di dune e guglie rocciose dell’Adrar Chiriet, groviglio di creste e crepacci espugnati dalle bionde sabbie del Teneré. Unico! Si attraversa allora l’Erg Brusset per giungere alla “chela del granchio”, Arakao, cratere aperto sul deserto invaso da un alto cordone di sabbia, quasi a formare un’immensa fibbia berbera. Più in là, sempre scendendo verso sud, ecco i siti di Agamgam e Anakom, ricchi di graffiti preistorici… Sono i possenti bastioni orientali dell’Aïr assediati dalle sabbie del grande Ténéré, un contrasto spettacolare, inebriante. Sono giorni di grande impatto, di paesaggi solenni, di magia e struggente poesia! Indimenticabili! Campi.
Giorno 9 - 10
Chiriet. Arakao-Kogo-Timia-Agadez
In mattinata partenza con le vetture fuoristrada lunga la pista che si snoda nel Massiccio dell’Aïr dove sono frequenti gli incontri con i Tuareg. Sosta alle rovine di Assodey vecchia capitale dell’Aïr e alla cascata di Aguelman, che ha scavato e modellato le scure pareti di roccia creando morbide curve come in un’opera d’arte. Proseguiamo verso Timia, oasi verde e fresca abitata da circa 7000 Tuareg. La presenza di catene montuose e di una falda ricca d’acqua a poca profondità hanno creato un ambiente favorevole al giardinaggio: caratteristici sono i rigogliosi orti, giardini e
In mattinata partenza con le vetture fuoristrada lunga la pista che si snoda nel Massiccio dell’Aïr dove sono frequenti gli incontri con i Tuareg. Sosta alle rovine di Assodey vecchia capitale dell’Aïr e alla cascata di Aguelman, che ha scavato e modellato le scure pareti di roccia creando morbide curve come in un’opera d’arte. Proseguiamo verso Timia, oasi verde e fresca abitata da circa 7000 Tuareg. La presenza di catene montuose e di una falda ricca d’acqua a poca profondità hanno creato un ambiente favorevole al giardinaggio: caratteristici sono i rigogliosi orti, giardini e frutteti (un tripudio di melograni, pompelmi, uva, arance) che irrigati permanentemente producono verdure, frutta e cereali venduti ai mercati. Sono circa 300 le famiglie che hanno un giardino di proprietà, e poi ci sono i proprietari delle palme da dattero nella palmerie, che a settembre, dopo la stagione delle piogge, raccolgono i loro frutti per farli seccare e vendere ad Agadez in cambio di tessuti e altri beni oppure si recano a Bilma per cambiarli con il natron, il sale per gli animali. La popolazione è dedita fondamentalmente a compiere tre mestieri: giardiniere, cammelliere o allevatore (capre, buoi e cammelli). I bambini sono numerosissimi e sbucano incuriositi e intimoriti da ogni dove, alla scuola apprendono il francese dagli insegnati Haussa, i pochi che qui si sono fermati. Un pernottamento al campo e uno in hotel ad Agadez.
Giorno 11
Agadez - Abalak - Tahoua - Doutchi
Percorso di rientro a Niamey suddiviso in due tappe. Lungo una strada asfaltata attraverseremo le regioni più fertili e popolate del Niger incontrando numerosi villaggi con le loro caratteristiche moschee ed i colorati mercati, si costeggiano campi coltivati di miglio e sorgo e gli enormi granai di terra – in questa fascia saheliana i villaggi sono popolati da haussa, Tuareg, Peuls e Arabi; mercati e commercio del bestiame fanno parte del quotidiano: dromedari, zebu e capre vengono venduti dalle popolazioni nomadi che possono così acquistare miglio, the e zucchero ed usufruire del lavoro
Percorso di rientro a Niamey suddiviso in due tappe. Lungo una strada asfaltata attraverseremo le regioni più fertili e popolate del Niger incontrando numerosi villaggi con le loro caratteristiche moschee ed i colorati mercati, si costeggiano campi coltivati di miglio e sorgo e gli enormi granai di terra – in questa fascia saheliana i villaggi sono popolati da haussa, Tuareg, Peuls e Arabi; mercati e commercio del bestiame fanno parte del quotidiano: dromedari, zebu e capre vengono venduti dalle popolazioni nomadi che possono così acquistare miglio, the e zucchero ed usufruire del lavoro di fabbri ed artigiani. Notte in hotel a Tahoua.
Giorno 12
Niamey
Giornata dedicata alla visita della città, capitale ma anche prima città del Paese per dimensioni e importanza culturale ed economica. La città sorge sul fiume Niger, ma per via della sua posizione, lontana dalle più importanti piste commerciali, fu ignorata dai grandi esploratori, che pur si fermarono ad esplorare altre zone del paese. Inizialmente scelta come capoluogo amministrativo dalla Francia nel 1903 per la sua vicinanza con il fiume Niger ed il grande mercato che si trovava nelle prossimità, rimase in secondo piano rispetto alla più centrale Zinder dal 1911 al 1926, quando
Giornata dedicata alla visita della città, capitale ma anche prima città del Paese per dimensioni e importanza culturale ed economica. La città sorge sul fiume Niger, ma per via della sua posizione, lontana dalle più importanti piste commerciali, fu ignorata dai grandi esploratori, che pur si fermarono ad esplorare altre zone del paese. Inizialmente scelta come capoluogo amministrativo dalla Francia nel 1903 per la sua vicinanza con il fiume Niger ed il grande mercato che si trovava nelle prossimità, rimase in secondo piano rispetto alla più centrale Zinder dal 1911 al 1926, quando divenne definitivamente la capitale. Ha conosciuto il suo sviluppo negli anni ’40 ed è oggi capitale popolosa e multietnica con una parte amministrativa e residenziale separata dal centro città dedicato al commercio.Tempo a disposizione, camera in day use e trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia. Pasti liberi
Giorno 13
Italia
Partenza con volo notturno via Istanbul. L’arrivo a Milano è previsto nel pomeriggio Per ragioni organizzative l'itinerario potrà essere modificato o effettuato in senso inverso. Se la situazione lo renderà necessario, altri cambiamenti potranno essere apportati in loco dalla nostra guida. La presenza della scorta militare potrebbe creare ritardi o modifiche al viaggio. Il viaggio permette l’adesione solo a viaggiatori esperti.