Giorno 1
Italia - Algeri - Béchar
Partenza da Milano Malpensa o Roma Fiumicino per Algeri. Coincidenza per Béchar. All’arrivo accoglienza da parte dello staff locale e trasferimento in hotel. Cena e pernottamento.
Giorno 2
Béchar - Taghit - Beni Abbès
L’oasi bianca nella Valle della Saura Dopo la prima colazione partenza in direzione di Taghit, l”Incantatrice", una delle oasi più belle del Grande Erg Occidentale. Sovrastata da un’enorme duna e caratterizzata da piccole case di fango, dall’antico ksar e da un rigoglioso palmeto, Taghit non smette di affascinare. Scopriremo il centro storico, un gioiello architettonico costruito nell'XI secolo dove alcune vecchie case sono state restaurate. Uscendo dall’abitato andremo a vedere incisioni rupestri che rappresentano alcuni animali o scene quotidiane dell'uomo primitivo,
L’oasi bianca nella Valle della Saura Dopo la prima colazione partenza in direzione di Taghit, l”Incantatrice", una delle oasi più belle del Grande Erg Occidentale. Sovrastata da un’enorme duna e caratterizzata da piccole case di fango, dall’antico ksar e da un rigoglioso palmeto, Taghit non smette di affascinare. Scopriremo il centro storico, un gioiello architettonico costruito nell'XI secolo dove alcune vecchie case sono state restaurate. Uscendo dall’abitato andremo a vedere incisioni rupestri che rappresentano alcuni animali o scene quotidiane dell'uomo primitivo, risalenti al 40.000 a.C. circa. Iniziamo quindi la parte “avventurosa” dell’itinerario, alla scoperta del Grande Erg Occidentale, dove le mappe geografiche presentano colori che si mescolano con quelli su cui spicca la parola Sahara, che qui è caratterizzato da ampie zone sabbiose, piccole dune e wadi, oltre a innumerevoli formazioni rocciose fantasiose. Seguiremo l’antico corso del fiume Saura, oggi uno wadi intermittente che però in alcuni punti ha ancora acqua che scorre e che ha permesso possibile la vita nelle oasi. Attraversiamo la depressione del Gourara, duecento metri sotto il livello marino. Lungo il percorso, quasi mai visibili, si trovano pozzi, si passa vicino a quello che un tempo era un ricco deposito di rose del deserto, si nota la deviazione verso un vecchio forte. Proseguimento attraverso il deserto fino a raggiungere Béni Abbès, l'oasi bianca situata nel cuore della valle del Saura le cui origini risalgono all'XI secolo. Visita della cappella di Padre de Foucault, che vi si stabilì dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1901 e che contava, da qui, di raggiungere il Marocco. Nel 1910 costruì un piccolo eremo dove abitò per quattro anni, e attualmente vi risiedono ancora alcuni religiosi appartenenti ai Piccoli Fratelli e alle Piccole Sorelle di Gesù. La visita della cappella è emozionante nella sua semplicità, con il pavimento in sabbia e le colonne di fango. Ci rechiamo quindi nel palmeto a forma di scorpione, la cui coda è creato da una grande duna rossa e il cui cuore corrisponde al vecchio ksar, posto proprio al centro dell’oasi. Al termine delle visite trasferimento in hotel per il pernottamento. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic lungo il percorso. Cena in hotel.
Giorno 3
Beni Abbès - Timimoun
L'Oasi Rossa al centro della GouraraDopo la prima colazione proseguiamo nella scoperta del Grande Erg Occidentale, dirigendoci verso Timimoun. Ci troviamo al centro della Gourara, una delle zone più autentiche e affascinanti del Sahara ricca di enormi dune di sabbia, spettacolari granai fortificati (ksour) e oasi che si susseguono una dopo l’altra grazie all’ingegnoso sistema idrico delle foggara. Timimoun ne è il capoluogo. Da secoli importante crocevia carovaniero, qui si sono incontrati e mescolati berberi, arabi, ebrei e sudanesi. Diversa da tutte le altre oasi sahariane, Timimoun
L'Oasi Rossa al centro della GouraraDopo la prima colazione proseguiamo nella scoperta del Grande Erg Occidentale, dirigendoci verso Timimoun. Ci troviamo al centro della Gourara, una delle zone più autentiche e affascinanti del Sahara ricca di enormi dune di sabbia, spettacolari granai fortificati (ksour) e oasi che si susseguono una dopo l’altra grazie all’ingegnoso sistema idrico delle foggara. Timimoun ne è il capoluogo. Da secoli importante crocevia carovaniero, qui si sono incontrati e mescolati berberi, arabi, ebrei e sudanesi. Diversa da tutte le altre oasi sahariane, Timimoun “la rossa” deve il nome al colore dell’argilla con cui sono costruite le case dal caratteristico stile sudanese, un’idea avuta dal capitano francese Anthenour per ricordare i contatti ad ampio raggio che l’oasi aveva con l’Africa nera. Visita della città vecchia, costituita dallo ksar con i vicoli stretti spesso coperti; tra queste viuzze, la luce propone bei contrasti tra angoli bui e improvvise ondate di sole. Passeggeremo per il bel mercato tradizionale prima di dirigerci in 4x4 verso la foggara e poi proseguire tra le dune dove attenderemo il tramonto, sorseggiando il tradizionale the touareg, rigorosamente servito tre volte, zuccheratissimo, in piccoli bicchieri di vetro. Pernottamento in hotel. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel.
Giorno 4
Timimoun
Il circuito della Sebka e la pista degli ksourDopo la prima colazione partenza per un’intera giornata dedicata al circuito della sebka, un antico lago ormai asciutto ma che in passato permise lo sviluppo di numerosi villaggi fortificati lungo le sue sponde: alcuni sono sopravvissuti fino ad oggi. Con i fuoristrada lasciamo le piccole case di Timimoun per introdurci in zone sabbiose, piccole dune e wadi, formazioni rocciose più fantasiose. Sicuramente ci lasceremo suggestionare dalla visione delle sabbie, dalle formazioni di roccia che si elevano tra le dune, dalla terra fatta fango che orna
Il circuito della Sebka e la pista degli ksourDopo la prima colazione partenza per un’intera giornata dedicata al circuito della sebka, un antico lago ormai asciutto ma che in passato permise lo sviluppo di numerosi villaggi fortificati lungo le sue sponde: alcuni sono sopravvissuti fino ad oggi. Con i fuoristrada lasciamo le piccole case di Timimoun per introdurci in zone sabbiose, piccole dune e wadi, formazioni rocciose più fantasiose. Sicuramente ci lasceremo suggestionare dalla visione delle sabbie, dalle formazioni di roccia che si elevano tra le dune, dalla terra fatta fango che orna le architetture delle oasi che raggiungeremo. Ci fermiamo a Ksar Ighzer, un antico fortino costruito su una collina, circondato da un piccolo villaggio immerso in un verde palmeto. Raggiungiamo quindi l’oasi di Ouled Said, famosa per la sua foggara e per i resti di uno ksar del XIV secolo. Costruito sui resti di un uadi fossile, nel corso del tempo, la diminuzione delle acque nello uadi ha reso necessaria la realizzazione di un complesso sistema per la captazione e la distribuzione delle acque sotterranee. Pranzo a pic-nic. Nel pomeriggio proseguimento per Kali, famosa per la sua ceramica artigianale, per arrivare infine ad Aghlad, uno ksar tra i più famosi in Algeria in quanto il suo sovrano Abu Mahali di Sijilmassa riuscirà addirittura ad essere per un momento re di Marrakech (1610-1613), e temendo rappresaglie si ritirò a vivere qui nel 1620. Della passata gloria sono ancora visibili i resti della fortezza di argilla nera. Ci fermiamo di nuovo su una duna in attesa del tramonto prima di rientrare in hotel per il pernottamento. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel.
Giorno 5
Timimoun - El Golea - Ghardaia
Il Grande Sud e le memorie di Père de Foucault Costeggiamo le ultime propaggini del Grande Erg Occidentale per un lungo trasferimento. La nostra meta finale, e anche la più evocativa, è Ghardaia. La strada è asfaltata, ma non sono rare le invadenze della sabbia, che a tratti movimenta il paesaggio facendosi alte dune. Attraversiamo parte del vasto altipiano Tademait, che sembra non avere confine, e per questo temuto anche dagli stessi nomadi che vi vivono senza apparenti punti di riferimento. Arriviamo in quella che un tempo si chiamava El Golea, “cittadella”. Oggi è nota come El
Il Grande Sud e le memorie di Père de Foucault Costeggiamo le ultime propaggini del Grande Erg Occidentale per un lungo trasferimento. La nostra meta finale, e anche la più evocativa, è Ghardaia. La strada è asfaltata, ma non sono rare le invadenze della sabbia, che a tratti movimenta il paesaggio facendosi alte dune. Attraversiamo parte del vasto altipiano Tademait, che sembra non avere confine, e per questo temuto anche dagli stessi nomadi che vi vivono senza apparenti punti di riferimento. Arriviamo in quella che un tempo si chiamava El Golea, “cittadella”. Oggi è nota come El Meniaa “l’inespugnabile”. Due denominazioni che richiamo entrambe il ksar, l’architettura che caratterizza il posto. Occupata dai francesi alla fine del XIX secolo, fu trasformata in base militare da cui muovevano le truppe che montavano i mehari, i dromedari da corsa e da guerra. (Lo stesso tipo di quadrupede reso famoso da Lawrence, detto d’Arabia). Poco fuori del paese si trova la tomba di Charles de Foucauld, esploratore ed eremita francese qui sepolto dal 1929 e canonizzato nel 2022. Proseguimento per Ghardaia, dove l’arrivo è previsto in serata. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel.
Giorno 6
Ghardaia - volo per Tamanrasset
Ghardaia: l’oasi e il fango colorato Dopo la prima colazione scopriamo Ghardaia, il centro più importante della regione del M’Zab, che mostra una lunga storia. La regione desertica in cui è situata, la valle M’Zab, ha una sua specificità anche estetica, perché non ricorda le regioni del nord né quelle del profondo sud sahariano. Si tratta di un altipiano di circa 600 m slm, solcato dal wadi da cui prende nome, dove vive una popolazione mozabita che pratica una religiosità islamica specifica nota come Ibadismo. In realtà, quando si parla di Ghardaia ci si riferisce alla
Ghardaia: l’oasi e il fango colorato Dopo la prima colazione scopriamo Ghardaia, il centro più importante della regione del M’Zab, che mostra una lunga storia. La regione desertica in cui è situata, la valle M’Zab, ha una sua specificità anche estetica, perché non ricorda le regioni del nord né quelle del profondo sud sahariano. Si tratta di un altipiano di circa 600 m slm, solcato dal wadi da cui prende nome, dove vive una popolazione mozabita che pratica una religiosità islamica specifica nota come Ibadismo. In realtà, quando si parla di Ghardaia ci si riferisce alla Pentapoli Mozabita. Tre sono i centri più interessanti per la storia e l’isolamento accumulati nei secoli. Il cuore antico di Ghardaia è coinvolgente, caratterizzato da piccole costruzioni colorate, molto vicine fra loro. Si propongono tra tortuosi vicoli dove la vita risente ancora di un tempo che qui pare essere più lento. Strette vene dove scorre una quotidianità in cui il visitatore trova motivi di forte interesse. (Il tempo che qui pare avere ritmi diversi, tanto da essersi fermato in alcuni aspetti, induce il visitatore al rispetto anche col proprio abbigliamento. Niente pantaloncini corti, minigonne, canottiere).La sua particolare architettura urbana, strettamente legata alle specifiche modalità del vivere locale, è stata non di rado stimolo per urbanisti e architetti. Fra tutti, si ricorda Le Corbusier che si nutre delle suggestioni indotte dalla locale moschea. Cuore della città è il mercato che, come si può immaginare, in un centro così isolato offre le merci più varie. Al termine delle visite trasferimento in aeroporto per il volo in direzione dell’oasi di Tamanrasset. Trasferimento in hotel per il pernottamentoPasti: colazione in hotel. Pranzo e cena in ristoranti locali.
Giorno 7
Tamanrasset - Assekrem - salita all'eremo di Père de Foucauld
La salita all’Assekrem e l’eremo di Père de Foucauld Tamanrasset si trova a 1400 m di altezza, ai margini del massiccio montagnoso di origine vulcanica dell’Hoggar. Località famosa per essere situata proprio nel centro del Sahara, è abitata prevalentemente dall’etnia tuareg che qui ha mantenuto ancora in vita molti modi di vita a abitudini del passato. Al mattino, dopo la prima colazione, lasciamo con i nostri 4x4 Tamanrasset dirigendoci verso le montagne dell’Hoggar che circondano l’oasi. Percorsi alcuni km di buona strada asfaltata ci inoltriamo lungo un’affascinante
La salita all’Assekrem e l’eremo di Père de Foucauld Tamanrasset si trova a 1400 m di altezza, ai margini del massiccio montagnoso di origine vulcanica dell’Hoggar. Località famosa per essere situata proprio nel centro del Sahara, è abitata prevalentemente dall’etnia tuareg che qui ha mantenuto ancora in vita molti modi di vita a abitudini del passato. Al mattino, dopo la prima colazione, lasciamo con i nostri 4x4 Tamanrasset dirigendoci verso le montagne dell’Hoggar che circondano l’oasi. Percorsi alcuni km di buona strada asfaltata ci inoltriamo lungo un’affascinante pista sterrata che ci conduce alla guelta di Afilale, singolare zona umida nel deserto tutelata dal Parco dell’Hoggar. Passeggeremo lungo l’oued e visiteremo il ruscello che crea un piccolo, inaspettato lago tra le rocce granitiche circostanti prima di disperdersi nelle aspre gole circostanti: uno scenario naturale davvero suggestivo. Pranzo a pic-nic. Nel pomeriggio proseguiremo lungo la pista che si inerpica tra le montagne e saliremo di quota passando per i famosi picchi di Tidiamaïne (il Tridente), di Tizouyags con le loro due gobbe ed il solitario Atakor fino a raggiungere, a 2575 m di altitudine, il bivacco ai piedi dell’Assekrem. Dopo esserci sistemati nel rifugio (camere condivise), saliremo a piedi all’Assekrem per visitare l'eremo di Charles de Foucauld (alt. 2725 m), probabilmente uno dei lughi più suggestivi e carichi di spiritualità dell’intero Sahara. Solo qui, in questo luogo isolato del deserto algerino, Charles de Foucauld, soldato, esploratore ed eremita, riuscì finalmente a placare la sua sete di serenità. Nella minuscola cappella sono ancora visibili gli effetti personali e i suoi manoscritti, che offrono uno sguardo sulla sua vita quotidiana e sul suo lavoro linguistico sulla lingua tuareg. Possibile incontro con i due eremiti che ancora vi abitano e tempo libero per godere la fantastica vista a 360° prima di ammirare il tramonto che illumina "il tetto dell'Algeria", il monte Tahat, il più alto del paese (3003 m). Discesa al bivacco per la cena e il pernottamento.Pasti: colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in bivacco. NB: la salita all’Assekrem si effettua attraverso un ripido sentiero di montagna e richiede circa 30-40 minuti. Sono necessarie scarpe, anche da ginnastica, con una suola tassellata antiscivolo. E’ necessario portare il proprio sacco a pelo per la notte. Le camere sono comuni e molto spartane, con un semplice materasso disposto sul pavimento. Disponibile solo due bagni comuni, con WC alla turca per tutto il gruppo e sprovvisti di doccia.
Giorno 8
Assekrem - Hirafok
Ingresso nel Tafedest Prima dell'alba, per chi lo desiderasse, possibilità di risalire all'Assekrem per ammirare il sole che illumina le famose guglie di Tizouyags, uno dei paesaggi più belli del Sahara. Dopo la colazione, con i nostri 4x4 proseguiamo in direzione di Hirafok per entrare nel massiccio del Tafedest. Situato a nord dell'Hoggar, è una dorsale granitica di circa 180 km di lunghezza che si divide in due parti: la meridionale è nota come Tafedest Nero per via delle sue rocce create da eruzioni vulcaniche milioni di anni fa, mentre la parte settentrionale del Tafedest Bianco
Ingresso nel Tafedest Prima dell'alba, per chi lo desiderasse, possibilità di risalire all'Assekrem per ammirare il sole che illumina le famose guglie di Tizouyags, uno dei paesaggi più belli del Sahara. Dopo la colazione, con i nostri 4x4 proseguiamo in direzione di Hirafok per entrare nel massiccio del Tafedest. Situato a nord dell'Hoggar, è una dorsale granitica di circa 180 km di lunghezza che si divide in due parti: la meridionale è nota come Tafedest Nero per via delle sue rocce create da eruzioni vulcaniche milioni di anni fa, mentre la parte settentrionale del Tafedest Bianco è formata in prevalenza da dune. Poco noto e frequentato perché di difficile accesso per il suo rilievo mosso e le immense cupole di granito dai lati lisci, è noto per le sue numerose pitture rupestri scoperte dalla Missione Coche nel 1935, e per il Garet el Djenoun (Montagna degli Spiriti), la cui ripida parete granitica domina magnificamente le pianure circostanti. Importanti anche le vette dell'Eskar n'Eihed (Zoccolo d'Asino), dell’Eskar n'Aza (Zoccolo di Anon) e dell'In Oukoulmou, il punto più alto della catena montuosa (2.336 m). Sebbene ampie valli abbiano origine nel cuore del massiccio, raramente ne raggiungono l'intera larghezza (40 km). Qui le pozze d'acqua sono relativamente numerose e permettono lo sviluppo di piccoli centri agricoli. Il più importante è Mertoutek. Tutta la zona è ricca di canyon, sorprendenti pinnacoli di roccia, inaspettate oasi, wadi e imponenti dune. Picnic lungo il percorso alla guelta di Issakarassen, per una passeggiata alla scoperta di un minuscolo lago nel deserto circondato da vegetazione inaspettatamente rigogliosa. Giunti al piccolo villaggio di Hirafok pernotteremo in tenda in una zona riparata tra la sabbia e le rocce del Tafedest Nero.Pasti: colazione, pranzo e cena a pic-nic.
Giorno 9
Hirafok - Mertuotek - Tafedest Nero - Aheggar
Il villaggio di Mertoutek e il massiccio dell’Aheggar Dopo la prima colazione tempo a disposizione per una passeggiata nel deserto e intera giornata dedicata all’attraversamento del Tafedest Nero e alla sua scoperta. Passando per l'oasi di Ideles, raggiungeremo Mertoutek, una lunga oasi sorta lungo il corso del piccolo fiume che la attraversa e la rende ancora verdeggiante. Proseguimento verso Wadi Dehine e Igharghar fino a raggiungere la regione del massiccio dell'Aheggar. Pernottamento in tenda. Pasti: colazione, pranzo e cena a pic-nic.
Giorno 10
Aheggar - Garet El Djenoun
La montagna degli spiriti Percorrendo il Wadi Dehine e i suoi dintorni caratterizzati da granito rosa, piccoli ruscelli e oleandri raggiungeremo una vasta pianura sabbiosa punteggiata di acacie. Qui la vita dei tuareg si svolge al ritmo delle mandrie e dei pascoli. Visiteremo il sito di Ahtis con le sue antichissime pitture e incisioni rupestri. Proseguimento in direzione di Garet el Djenoun, una grande parete di granito che si eleva solitaria, imponente e di difficile accesso con i suoi 2327 m di altezza: da qui il nome che in lingua tuareg significa “montagna degli spiriti”, una
La montagna degli spiriti Percorrendo il Wadi Dehine e i suoi dintorni caratterizzati da granito rosa, piccoli ruscelli e oleandri raggiungeremo una vasta pianura sabbiosa punteggiata di acacie. Qui la vita dei tuareg si svolge al ritmo delle mandrie e dei pascoli. Visiteremo il sito di Ahtis con le sue antichissime pitture e incisioni rupestri. Proseguimento in direzione di Garet el Djenoun, una grande parete di granito che si eleva solitaria, imponente e di difficile accesso con i suoi 2327 m di altezza: da qui il nome che in lingua tuareg significa “montagna degli spiriti”, una delle più importanti e suggestive del Sahara centrale. La sua magnificenza e la sua posizione geografica la hanno resa celebre non solo per i sahariani, ma anche per gli appassionati di alpinismo. Risale infatti al 1935 la sua prima scalata, una straordinaria avventura umana descritta da Roger Frison Roche nel suo racconto “L’Appel du Hoggar”. Nel pomeriggio si entra nel Tafedest Bianco, dove grandi dune dominano il paesaggio. Ci sarà tempo per scoprirle a passo lento, salendo sulla più alta in attesa del tramonto. Pernottamento in tenda.Pasti: colazione, pranzo e cena a pic-nic.
Giorno 11
Garet El Djenoun - Tafedest Bianco
Il Tafedest Bianco Prima colazione e intera giornata dedicata alla parte ovest del Tafedest Bianco. Si abbandona l’area vulcanica per entrare nel Tafedest Bianco, dove le formazioni rocciose calcaree e granitiche assumono tonalità chiare, quasi lunari. Questo tratto è tra i più scenografici del viaggio: formazioni verticali, gole, pianori bianchi e distese silenziose si alternano creando un effetto visivo di grande potenza. La giornata è dedicata a camminate tra le rocce scolpite dal vento e all’osservazione di dettagli geologici e naturali che testimoniano la lunga storia
Il Tafedest Bianco Prima colazione e intera giornata dedicata alla parte ovest del Tafedest Bianco. Si abbandona l’area vulcanica per entrare nel Tafedest Bianco, dove le formazioni rocciose calcaree e granitiche assumono tonalità chiare, quasi lunari. Questo tratto è tra i più scenografici del viaggio: formazioni verticali, gole, pianori bianchi e distese silenziose si alternano creando un effetto visivo di grande potenza. La giornata è dedicata a camminate tra le rocce scolpite dal vento e all’osservazione di dettagli geologici e naturali che testimoniano la lunga storia geologica del Sahara. Pernottamento in tenda.Pasti: colazione, pranzo e cena a pic-nic.
Giorno 12
Tafedest Bianco - In Ecker - Tamanrasset
Ritorno a Tamanrasset Ultima giornata nel deserto, dopo la mattinata trascorsa nel Tafedest Bianco nel pomeriggio, arrivati a In Ecker, luogo noto anche per la sua storia legata ai test nucleari francesi negli anni ’60. Oggi la zona è accessibile ma mantiene un’aura di mistero e silenzio, in seguito riprenderemo la strada asfaltata per rientrare a Tamanrasset. Tempo libero per il relax. Cena e pernottamento in hotel.Pasti: colazione e pranzo a pic-nic. Cena in hotel.
Giorno 13
Tamanrasset - Algeri - Italia
L’oasi di Tamanrasset -partenza Partenza notturna per l’aeroporto di Tamanrasset per il volo di rientro via Algeri. Arrivo a Milano/Roma ed eventuale proseguimento per le città di destinazione. Per ragioni tecnico-organizzative in fase di prenotazione o in corso di viaggio l’itinerario potrebbe subire delle modifiche, mantenendo invariate quanto più possibile le visite e le escursioni programmate.