Giorno 1
Partenza dall'Italia per Pechino
Partenza dall’Italia in tarda mattinata con volo di linea Air China diretto per Pechino. Pasti e notte in volo.
Giorno 2
Arrivo a Pechino e nel pomeriggio visita del Tempio del Cielo e del Tempio dei Lama
Arrivo a Pechino al mattino presto. Disbrigo delle formalità di ingresso in Cina e trasferimento in hotel per un’opportuna sosta dopo il volo internazionale (camere subito a disposizione).Pechino: città moderna, immensa, ma anche grande scrigno prezioso che conserva alcuni siti antichi e maestosi che attraggono il turismo da ogni angolo del pianeta. Animata dallo spirito dell’ottimismo, inquinata, attraversata da immensi viali ricavati pure a costo d’abbattere gioie del passato, percorsa da auto di lusso…Nel suo cuore urbano nasconde ancora residui dei tradizionali “hutong”, le
Arrivo a Pechino al mattino presto. Disbrigo delle formalità di ingresso in Cina e trasferimento in hotel per un’opportuna sosta dopo il volo internazionale (camere subito a disposizione).Pechino: città moderna, immensa, ma anche grande scrigno prezioso che conserva alcuni siti antichi e maestosi che attraggono il turismo da ogni angolo del pianeta. Animata dallo spirito dell’ottimismo, inquinata, attraversata da immensi viali ricavati pure a costo d’abbattere gioie del passato, percorsa da auto di lusso…Nel suo cuore urbano nasconde ancora residui dei tradizionali “hutong”, le stradine fiancheggiate da case a corte, costruite secondo i criteri del “feng shui”, tipici della disposizione dei templi religiosi.Cavalcavia, grattacieli, tecnologiche realizzazioni per le Olimpiadi, (stupefacente lo stadio progettato dall’architetto che è emerso dalle cronache giornalistiche non solo per le sue capacità professionali), un ritmo ed un dinamismo che paiono percorrerla 24 ore al giorno…Non a caso, forse, il nome della piazza più grande al mondo, “Tien An Men”, “Pace Celeste”, sembrerebbe suggerire che per trovare quiete sarebbe opportuno allontanarsi da questa città e trovare rifugio in cielo.Pechino è lo specchio della multiforme ed anche disomogenea, oltre che certamente interessante, realtà di questo grande, non solo geograficamente, Paese. Non aspettatevi, però, un luogo ricco di ricordi e storia ma con un corpo ancora imbevuto di realismo socialista. La capitale sembra essere il risultato casuale, ma non per questo anonimo e sgradevole, dell’introduzione in un frullatore dei più disparati elementi attinti alla sua più gloriosa tradizione culturale ed architettonica, e al suo prorompente desiderio di superare, riuscendoci, una cappa di forzato immobilismo. (Ciò che non riesce ad allontanare sufficientemente è la cappa dell’inquinamento).Oggi visitiamo il parco del Tempio del Cielo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si tratta di uno splendido manufatto in purissimo stile Ming divenuto uno dei simboli più riconosciuti della capitale. E’ la massima rappresentazione stilistica della famosa dinastia e si trova racchiuso da una cinta muraria con porte d'ingresso orientate verso i quattro punti cardinali. Qui, ad ogni solstizio, gli imperatori proprio perchè Figli del Cielo, celebravano i riti per propiziare il buon raccolto, condizione prima per mantenere la stabilità, la pace sociale e perpetuare la loro potestà. I templi presentano architetture che sono la trasposizione delle teorie cosmologiche tradizionali cinesi per le quali il cielo è rotondo e la terra su cui poggia è quadrata. (Concetti ben evidenti anche nel guscio della tartaruga, non a caso tenuta da sempre in gran considerazione). Per questo l’altare circolare del XVI secolo è formato da una base quadrata su cui si elevano tre piattaforme circolari decrescenti che poggiano una sull’altra. Nella realizzazione di questa grande ma graziosa struttura, il numero nove ricorre assai spesso in molti suoi aspetti, perché tale numero possiede un altissimo valore simbolico essendo associato al potere imperiale. Più in generale nella cosmologia antica i numeri dispari sono ritenuti espressione della sfera divina, ed il nove è particolarmente rilevante perché è “l’ultimo dei numeri dispari ad una sola cifra”. Nel parco, gli edifici degni d’attenzione sono diversi, tra questi ricordiamo il Tempio della Volta Celeste Imperale e il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto.Si prosegue con la visita del Tempio dei Lama, il più celebre tempio buddhista tibetano al di fuori del Tibet, trasformato in monastero lamaista dopo essere stato la residenza dell’imperatore Yong Zheng. Qui, tra fitte nubi d’incenso, si possono ammirare straordinari affreschi, maestosi archi decorativi, arazzi, ruote di preghiera tibetane, statue a soggetto tantrico e una splendida coppia di leoni-guardiani.Pranzo libero, cena in hotel e pernottamento.
Giorno 3
Pechino: le visite proseguono con la "Grande Muraglia" a Mutianyu e la Piazza Tien An Men
Intero giorno d'escursione fuori città. A circa 90 Km a nord-est di Pechino si raggiunge la località di Mu Tian Yu (Mutianyu), dove si sale sull’antica faraonica “inutile” realizzazione per percorrere a piedi “uno dei tratti meglio conservati” della Grande Muraglia, “l'unica opera fatta dall'uomo visibile ad occhio nudo dalla luna”. (Patrimonio dell’Umanità UNESCO).Abbiamo scelto di non andare nella più rinomata località di Badaling, ma di sceglierne un’altra un poco più distante ma certo meno presa d’assalto dalla folla di venditori e soprattutto turisti. Si tratta
Intero giorno d'escursione fuori città. A circa 90 Km a nord-est di Pechino si raggiunge la località di Mu Tian Yu (Mutianyu), dove si sale sull’antica faraonica “inutile” realizzazione per percorrere a piedi “uno dei tratti meglio conservati” della Grande Muraglia, “l'unica opera fatta dall'uomo visibile ad occhio nudo dalla luna”. (Patrimonio dell’Umanità UNESCO).Abbiamo scelto di non andare nella più rinomata località di Badaling, ma di sceglierne un’altra un poco più distante ma certo meno presa d’assalto dalla folla di venditori e soprattutto turisti. Si tratta di persone provenienti non solo dai paesi occidentali ma soprattutto di cinesi, una caratteristica che distingue la Cina da quasi tutti gli altri luoghi turistici del pianeta.Chi conosce queste situazioni non può presentarle per quello che realmente non possono offrire al visitatore. Evitiamo quindi le più diffuse e insincere descrizioni della realtà locale, ma soprattutto evitiamo Badaling a favore di un’altra soluzione. Circa l’aspetto che individuerebbe la Muraglia come “l’unica opera umana visibile dalla luna”, si tratta di una banalità priva d'ogni veridicità, perché pur essendo lunga alcune migliaia di chilometri è larga non oltre 10 metri, quindi meno di una normale autostrada a quattro corsie. Quello che invece è possibile, ma poco reclamizzato, è che dalla luna sia senz’altro visibile la massa umana che quotidianamente prende d’assalto la Muraglia specie a Badaling. Tanto che è lecito chiedersi se la popolazione cinese stimata intorno al miliardo e trecento milioni d'anime, non sia improvvisamente lievitata. (Ciò a riprova del fatto che Mao non è ancora scomparso dalle suggestioni di un popolo al quale aveva ricordato che “Chi non scala la Grande Muraglia non è un vero uomo”).A Mutianyu non saremo certamente soli, ci saranno tanti altri visitatori gli immancabili venditori, ma la visita rimane più piacevole rispetto alla citata Badaling. Il serpentone pietrificato si fa spazio nel verde tra le pieghe dei monti offrendo uno spettacolo di grandiosità antica. Non basta a sminuirne la possanza le opere terminate nel 1983 di ristrutturazioni e la totale ricostruzione di alcune sue parti. Decine di torri di avvistamento, camminamenti, mura di protezione alla via transitabile, strutture poderose che risalgono all’epoca Ming si snodano in un ambiente che desta vero interesse. Per raggiungere la possente struttura è necessario percorrere una salita che possiamo evitare avendo incluso l’uso della funivia.La visita alla Grande Muraglia, in ogni caso, costituisce un momento rilevante del viaggio. Ci piace ricordare che uno degli aspetti da non perdere sta anche nella sua visione da lontano. In un ambiente anche aspramente scenico, questo muro megalomane appare e scompare. Sembra penetrare nei profili delle montagne, quasi infinito dragone con tante teste costituite dalle diverse torri di cui è dotato. Uno spettacolo particolare che si perpetua per migliaia di chilometri sino a lambire il Deserto del Gobi. La prima parte della struttura fu iniziata, pare, nel V secolo a.C. con uno scopo difensivo. Da questo periodo, ogni stato costruì un proprio spezzone di muraglia per la difesa contro gli attacchi di popoli confinanti e tribù nomadi del nord.In realtà la Grande Muraglia risultò di scarsa efficacia come opera in grado di salvaguardare confini tanto estesi. Rivestì invece un ruolo d'estrema importanza relativamente alla sua capacità di stimolare e fortificare un’identità comune in una regione del mondo tanto vasta. Per la sua edificazione, avendo bisogno di un’immensa forza lavoro, si utilizzava mano d’opera di province annesse all’impero provenienti da luoghi e culture assai distanti. Il contatto fra questi uomini, e donne, favorì certamente in modo significativo l’omogeneizzazione di etnie e tradizioni diverse. Ma, fu usata anche come strada fortificata che permetteva rapidi spostamenti di uomini, merci e informazioni da una regione all'altra dell'Impero. Pranzo in ristorante locale.Dopo il pranzo rientro in città per la visita della Piazza Tien An Men, la Piazza della Porta della Pace Celeste.La fantasia e la conoscenza dei fatti che questo spazio narra, possono presentarcela di volta in volta come un deserto lastricato, il cuore di Pechino, la piazza più grande del mondo, il vuoto che disorienta, il centro simbolico dell’universo cinese, la megalomania del regime, il luogo con l’ultimo ritratto di Mao, la piazza della protesta e delle repressioni.Per Mao era il simbolo dell’eroicità del partito comunista cinese, anche se il modello architettonico, nonostante i non idilliaci rapporti con l’allora Unione Sovietica, riflette certamente i canoni artistico-ideologici del “realismo socialista” di matrice sovietica.Noi preferiamo, nonostante i tanti palazzi, il mausoleo, strutture istituzionali e musei che ne riempiono il perimetro e vorrebbero dare il senso della grandiosità e della forza del regime, ricordarla come un immenso spazio vuoto in cui a volte è possibile acquistare fragili aquiloni. (Se i venditori riusciranno a resistere agli interventi delle autorità che tendono ad averne lo stretto controllo e mantenere “pulito” questo luogo simbolo).La sua prima sistemazione a piazza pare risalga al XVII secolo, ma la sua fama è legata essenzialmente alla storia contemporanea della Cina. Qui il 1° ottobre del 1949 Mao proclamò la fondazione della Repubblica Popolare, e quasi tutti gli edifici che vi sorgono appartengono a questo periodo: il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, il Museo Storico Nazionale, il Monumento agli Eroi del Popolo.In epoca più recente, nel 1989, sulla stessa spianata si consumò una delle pagine meno onorevoli del regime. La porta della Pace Celeste domina il lato nord della piazza. Realizzata in parte nel XV secolo, era la più maestosa delle quattro grandi porte nelle Mura Imperiali. È una struttura con un doppio tetto e una delle sue particolarità sta nel fatto che è sormontata da un enorme ritratto del Grande Timoniere, come era definito Mao per la sua capacità di indirizzare sulla giusta via immense masse popolari.A sud della piazza, dietro il mausoleo, vi è la monumentale Porta Qianmen, la Porta Anteriore, che delimitava la cinta muraria della Città Imperiale, costruita nel XV secolo. Attraverso essa l'imperatore usciva per andare al Tempio del Cielo. Sul lato Nord, superata la grande via della Lunga Pace, (una delle strade più larghe al mondo, dove sta lo storico Beijing Hotel, per la cui realizzazione sono stati abbattuti consistenti spezzoni delle antiche mura), si trova l'ingresso principale della Città Proibita, strettamente riservata alla corte fino al 1911, oggi immenso museo all’aria aperta. Pranzo in ristorante locale. Cena in ristorante tipico a base di anatra laccata, la principale e più nota specialità della cucina pechinese.Dopo cena passeggiata lungo la via pedonale della Porta Qianmen.Rientro in hotel per il pernottamento.
Giorno 4
Pechino: il Palazzo d'Estate, la Città Proibita e i curiosi edifici del Villaggio Olimpico
Al mattino visita del Palazzo d'Estate (Patrimonio dell’Umanità UNESCO) alla periferia nord di Pechino. L'elegante grandissimo comprensorio mostra padiglioni, giardini, corridoi coperti, colline ed un lago in parte artificiale su cui è stata realizzata un’enorme barca in marmo. Fu residenza estiva degli imperatori Qing, l’ultima dinastia che governò l’Impero dalla metà del XVII all’inizio del XX secolo. I fasti della residenza estiva sono legati in particolare alla figura della nota, nel bene e nel male, imperatrice Ci Xi. Anche qui si susseguono, oltre a schiere di visitatori,
Al mattino visita del Palazzo d'Estate (Patrimonio dell’Umanità UNESCO) alla periferia nord di Pechino. L'elegante grandissimo comprensorio mostra padiglioni, giardini, corridoi coperti, colline ed un lago in parte artificiale su cui è stata realizzata un’enorme barca in marmo. Fu residenza estiva degli imperatori Qing, l’ultima dinastia che governò l’Impero dalla metà del XVII all’inizio del XX secolo. I fasti della residenza estiva sono legati in particolare alla figura della nota, nel bene e nel male, imperatrice Ci Xi. Anche qui si susseguono, oltre a schiere di visitatori, edifici, templi e sale con nomi sempre assai aggraziati: Sala della Benevolenza e Longevità, Tempio del Mare della Saggezza, Padiglione del Profumo Buddista…Si prosegue con un tour in bus del Villaggio Olimpico, che ospitò i Giochi Olimpici di Pechino 2008, per ammirare, dall’esterno, i curiosi edifici denominati “Nido d’Uccello” (lo Stadio) e “Cubo d’Acqua” (il Centro Acquatico).Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio della visita della Città Proibita (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), che si chiama così proprio perché il suo accesso per oltre cinquecento anni è stato vietato ai comuni mortali. (In verità occorrerebbe rivelare che la Città si chiama Proibita perché, dopo che per una sorta di legge del contrappasso si è liberalizzato l’ingresso a tutti quelli che dispongano di due gambe, la visita è sconsigliata fortemente a coloro che manifestino una certa insofferenza in luoghi dove si concentrano 333 visitatori per metro quadro).E’ stata l’esilio dorato delle dinastie Ming e Qing ed è il complesso architettonico meglio conservato ed importante dell’intera Cina, risparmiato anche dalla furia distruttrice degli eccessi insiti nell’ideologia comunista. Gli edifici e gli spazi aperti sono dislocati accuratamente secondo i tradizionali canoni. La disposizione segue un asse nord-sud che principia dalla Porta del Sud e giunge sino alla Porta della Grandezza Divina. Difficile elencare la serie di padiglioni, giardini, ampi cortili, più modesti snodi, sale, luoghi per riunioni banchetti e ricevimenti, aree abitative private e quant’altro abbisognasse ad una famiglia imperiale che solo in caso di grave bisogno se ne allontanava. Il tutto è indicato con nomi assolutamente fantasiosi e gradevoli che richiamano agiatezza e rapporto con realtà eteree e ultraterrene, come si confaceva alla dimora di personaggi con forti addentellati divini. Così possiamo bearci di avvicinare la Sala dell’Armonia Suprema, il Palazzo della Purezza Celeste…Molte di queste splendide ed imponenti realizzazioni risalgono al XV secolo, anche se hanno subìto vari rimaneggiamenti nei periodi successivi. Non sempre, però, tali interventi sono stati adeguati e rispettosi dei criteri artistici, per lo meno quelli osservati in Occidente. E’ diffusa la consapevolezza che a volte non si è intervenuto con restauri mirati e limitati alle specifiche parti che avessero subìto i torti del tempo o dell’incuria. Per esemplificare, è più volte successo che a fronte della necessità di ritoccare uno spigolo alla base di una colonna, si sia proceduto ricolorando l’intera base, non tralasciando, pur non essendo necessario, di intervenire su tutta la colonna e magari anche su quella vicina per evitare che potessero risultare differenze cromatiche tra la zona ritoccata e l’intera struttura d’appartenenza. I primi padiglioni sono stati edificati nel 1407 dal III imperatore Yong Le della dinastia Ming. Nella costruzione della Città Proibita fu impiegato circa un milione di operai, per erigere gli 800 padiglioni e le 9000 stanze. (Il numero 9 ed i suoi multipli erano, come noto, molto cari all’Imperatore). Le strutture sono circondate da un fossato largo 50 metri, ove scorre un corso d’acqua navigabile in barca, e da una cinta muraria di 13 metri d'altezza. Un colore che spesso caratterizza i tetti in ceramica è il giallo-oro, tonalità riservata all'imperatore.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 5
Treno veloce Pechino-Datong, le Grotte di Yungang
Presto al mattino trasferimento alla stazione ferroviaria Qinghe (25 Km, circa 1 ora). Colazione con breakfast-box. Partenza con il treno veloce (in prima classe) delle 08:40 per Datong con arrivo alle 10:56 (orario soggetto a riconferma in loco).All’arrivo a Datong ci rechiamo direttamente nei luoghi dove iniziamo le visite. La città non offre nulla di particolare dal punto di vista urbanistico e si trova in una regione carbonifera le cui miniere sembrano essere il contrappasso delle grotte che rendono famosa Datong. Nel suo passato ebbe una fase di sviluppo notevole tra il IV e il VI
Presto al mattino trasferimento alla stazione ferroviaria Qinghe (25 Km, circa 1 ora). Colazione con breakfast-box. Partenza con il treno veloce (in prima classe) delle 08:40 per Datong con arrivo alle 10:56 (orario soggetto a riconferma in loco).All’arrivo a Datong ci rechiamo direttamente nei luoghi dove iniziamo le visite. La città non offre nulla di particolare dal punto di vista urbanistico e si trova in una regione carbonifera le cui miniere sembrano essere il contrappasso delle grotte che rendono famosa Datong. Nel suo passato ebbe una fase di sviluppo notevole tra il IV e il VI secolo che ci ha lasciato memorie non trascurabili ad opera soprattutto dei “tuoba”, tribù nomadi di lingua turca. Datong è anche a ridosso di una delle zone attraversate dalla Grande Muraglia, ma si tratta di uno spezzone costituito solo da cumuli di terra, non particolarmente degni di attenzione. Denota però una posizione di confine con la regione oltre la quale si estendeva un territorio controllato da genti ostili.Nel centro storico troviamo, a poca distanza l’uno dall’altro, il Tempio di Huayan e il Muro dei Nove Draghi. Le grotte di Yungang sono fuori città.Il complesso templare di Huayan consta di due padiglioni che sono stati realizzati tra il X e XII secolo. Il Tempio Superiore è un luogo di culto ancora attivo come monastero, è uno dei più grandi del Paese e offre statue del periodo Ming oltre a dipinti murali dell’epoca Qing. Il Tempio Inferiore attualmente adibito a museo ospita statue lignee di pregevole fattura realizzate durante la dinastia Liao (X-XII secolo.).Il Muro dei Nove Draghi è la più grande struttura muraria in mattonelle smaltate dell’intera Cina. Vi sono rappresentati 9 draghi, appunto, intrecciati. La loro potenza doveva tenere lontani gli spiriti maligni. Pare che però non siano stati particolarmente efficaci nello svolgere il loro compito, visto che l’edificio accanto a cui era stato costruito proprio per difenderlo dalle disgrazie, è stato distrutto da un incendio.Dopo il pranzo in un ristorante locale si va alle grotte di Yungang che si trovano a poca distanza da Datong verso ovest. Davvero ragguardevoli. Qualcuno ha definito questo luogo come un incrocio tra Petra e Bamiyan, per gli imponenti lavori di scarnificazione dei fianchi montani e la realizzazione di opere religiose con influenze indiana, persiana e greca.Inserite tra i Patrimoni UNESCO, le circa 250 grotte sono state scavate durante il V secolo dalle genti tuoba che vi hanno realizzato oltre 50.000 rappresentazioni del Budda. Alcuni decenni di lavori sono stati necessari per produrre Budda di 17 metri, migliaia e migliaia di altre sue immagini più piccole o minuscole, accuratamente incise, dipinte. Tra le tante figure non mancano lavori che ritraggono anche vari elementi della natura, tra cui uccelli e molti animali, ma pure angeli e altri esseri celesti…È la più antica collezione di rappresentazioni buddista del Paese.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 6
Visita del Tempio Sospeso di Hunyuan e della Pagoda Mu Ta a Yingxian, proseguimento per Taiyuan
Dopo la prima colazione partenza per Hunyuan, a 75 chilometri da Datong, raggiungibile in circa un’ora, dove si trova il Tempio Sospeso o Tempio Xuankog. Si tratta di vari edifici religiosi buddisti costruiti in modo da adattarsi alla conformazione delle pareti rocciose cui sono addossati. Sono collegati fra loro da diverse passerelle e sostenuti da un sistema di palificazione che rende il tutto ancora più affascinante (N.B. A partire da Maggio 2026, l’ingresso al Tempio Sospeso è stato limitato a un massimo di 2.475 visitatori al giorno. I biglietti non sono prenotabili e devono essere
Dopo la prima colazione partenza per Hunyuan, a 75 chilometri da Datong, raggiungibile in circa un’ora, dove si trova il Tempio Sospeso o Tempio Xuankog. Si tratta di vari edifici religiosi buddisti costruiti in modo da adattarsi alla conformazione delle pareti rocciose cui sono addossati. Sono collegati fra loro da diverse passerelle e sostenuti da un sistema di palificazione che rende il tutto ancora più affascinante (N.B. A partire da Maggio 2026, l’ingresso al Tempio Sospeso è stato limitato a un massimo di 2.475 visitatori al giorno. I biglietti non sono prenotabili e devono essere acquistati sul posto; non esistono corsie preferenziali per gruppi o stranieri. Pertanto la visita del sito non è garantita. In caso di esaurimento biglietti, da verificare direttamente in loco, sarà possibile effettuare solo una visita panoramica esterna a distanza o in alternativa la visita al Tempio Yong'an).Pranzo in ristorante locale.Dopo pranzo si continua per la cittadina di Yingxian (circa 50 km) per la visita dell’imponente pagoda in legno Mu Ta costruita nel 1056 durante la dinastia Liao, il più antico edificio in legno della Cina. All’interno dei suoi 67 metri di altezza sono custodite varie opere tra cui anche una statua di oltre 10 metri.Si prosegue per Taiyuan percorrendo in circa 4 ore 230 chilometri.La regione in cui si trova Taiyuan, caratterizzata da territori poco fertili, ha cercato la propria vocazione produttiva dedicandosi allo sviluppo dei commerci. Questo ha comportato lo scambio non solo di beni materiali ma anche di culture diverse e distanti. A ciò si deve la diffusione e l’attecchimento del buddismo, qui particolarmente visibile più che in altre regioni della Cina. Il commercio ha anche significato necessità di sviluppare relazioni economiche che hanno dato origine alle prime banche, e a forme particolari di pagamenti attraverso “assegni”. La logica conseguenza è stata la nascita e lo sviluppo di un ceto imprenditoriale e commerciale. Man mano che si arricchiva, questa classe sociale contribuiva a diffondere nella zona, ma in particolare nella vicina Pingyao, solide costruzioni pubbliche e sontuose residenze private, che oggi costituiscono uno dei motivi della gradevolezza di luoghi che attraggono un numero, per nostra fortuna, non sconfinato di viaggiatori. Arrivati a Taiyuan ci accorgeremo che, pur non riscontrando le caratteristiche ovattate che troveremo a Pingyao, non si è sommersi dalla caoticità d'altre città cinesi, (ma il traffico non manca). Pranzo in ristorante locale. Cena libera. Pernottamento in hotel.
Giorno 7
Visita dei templi di Taiyuan, proseguimento per Pingyao con sosta per la visita del Tempio Jinci
A Taiyuan visitiamo il Tempio delle Pagode Gemelle un complesso architettonico costituito da due pagode gemelle, appunto, di epoca Ming. Realizzate con una struttura ottagonale, sono composte di 13 piani ciascuna ed alte oltre 50 metri. Poi ci avviamo verso Pingyao. E’ una piccola cittadina a circa 100 chilometri più a sud e, prima di arrivarvi, facciamo una sosta ad una ventina di chilometri da Taiyuan. Ci fermiamo volentieri per una visita straordinariamente interessante. Il Tempio Jinci, localizzato vicino alla sorgente del fiume omonimo offre tutto il fascino dell’antico legno
A Taiyuan visitiamo il Tempio delle Pagode Gemelle un complesso architettonico costituito da due pagode gemelle, appunto, di epoca Ming. Realizzate con una struttura ottagonale, sono composte di 13 piani ciascuna ed alte oltre 50 metri. Poi ci avviamo verso Pingyao. E’ una piccola cittadina a circa 100 chilometri più a sud e, prima di arrivarvi, facciamo una sosta ad una ventina di chilometri da Taiyuan. Ci fermiamo volentieri per una visita straordinariamente interessante. Il Tempio Jinci, localizzato vicino alla sorgente del fiume omonimo offre tutto il fascino dell’antico legno lasciato invecchiare, intatto, “senza cure”. E’ molto ben conservato e i lavori di restauro che hanno interessato alcune sue parti non hanno nulla in comune con quelli che si avrà già avuto modo di notare nella Città Proibita. La costruzione in legno risale ai primi anni del Mille, la sua struttura principale contiene pilastri decorati a forma di drago e conserva decine di statuette antiche. Il Tempio Jinci, dedicato al culto ancestrale della Dea Madre, è circondato da un bel parco con alberi secolari. Nei paraggi si nota un curioso albero antico quasi quanto il manufatto che è cresciuto in modo assai inclinato. Il legno impregnato dal tempo è l’attore principale del posto. Pilastri, terrecotte, statuette, decori, intagli, lavori minuziosi per estrarre quanto il legno già contiene in sé. Il tempo ha valorizzato la maestria artigianale del passato. Semplicemente bello. Ricco di particolari mai eccessivi. Una sorpresa che si assapora senza le solite inclementi presenze di molti altri siti. E’ in attesa di entrare nell’elenco Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Noi abbiamo la fortuna di aver scelto di andarci per godercelo prima dell’inevitabile sostanzioso aumento di flussi turistici, che si verificherà certamente se il sito entrerà nell’appetibile lista.Pranzo in ristorante locale.Si prosegue verso Pingyao e prima di fare ingresso nel centro storico facciamo una sosta per visitare il Tempio Shuanglìn, un imponente tempio che contiene alcune rare statue dipinte e riccamente scolpite durante le dinastie Song e Yuan.Il soggiorno e le visite a Pingyao, (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), costituiscono un viaggio all’indietro, nella Cina del millenario Impero di Mezzo che ha cominciato a sgretolarsi all'inizio del '900, ed è oggi quasi del tutto perduta. In tutto il Paese rimangono poche oasi con l’antica atmosfera, e tra queste possiamo certamente includere Pingyao.Protetta da 6 km d'imponenti mura di cinta, che le hanno valso il soprannome di “città testuggine”, Pingyao è fortunosamente sopravvissuta prima ai bombardamenti dei giapponesi, poi allo scempio della Rivoluzione Culturale, e infine anche al frenetico avanzare dell'urbanizzazione in tempi più moderni. Dal 1997 è stata dichiarata sito UNESCO. Fondata nell'827 a.C. assunse l'aspetto attuale a partire dal XIV secolo, sotto la dinastia Ming. Il periodo di massimo splendore corrisponde tuttavia al XIX secolo (dinastia Qing). Qui, infatti, nel 1824 nacque la prima banca cinese, (Risheng Chang), e da allora a Pingyao presero sede molti importanti istituti finanziari, mentre le ricche famiglie dei banchieri vi costruirono sontuose residenze. Una di queste ci riguarda da vicino.A Pingyao pernotteremo tra lo charme antico della Yunjincheng Mansion (ex International Financiers’ Club). Il nostro hotel deve parte del suo fascino anche al fatto che le strutture sono rimaste integre senza aver subito alcuna rilevante modifica. Anche se ciò ha come inevitabile corollario che alcuni ambienti siano di ridotte dimensioni. Lo charme presente nel nostro particolare albergo si ritrova anche fra le stradine del piccolo centro. Avremo modo di apprezzare il luogo anche durante il tempo libero approfittando anche del fatto che siamo proprio al centro del centro storico. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 8
Visita di Pingyao, la città fortificata meglio conservata dell'intera Cina
Nell'antica Pingyao abbiamo l’occasione più propizia per avvicinarci a quella che è stata la vecchia Cina imperiale. “Quasi sicuramente è la città fortificata meglio conservata dell’intera Cina”.Passeggeremo per le strade, saliremo in gruppo o durante il tempo libero sulle belle e imponenti mura integre, andremo a vedere la sede della vecchia banca Richeng Chang, la Torre del Mercato, il Tempio di Confucio. Avremo modo di osservare un contesto cittadino certamente diverso e più rilassante di quello degli agglomerati metropolitani. Davvero piacevole. Una sensazione amplificata dal
Nell'antica Pingyao abbiamo l’occasione più propizia per avvicinarci a quella che è stata la vecchia Cina imperiale. “Quasi sicuramente è la città fortificata meglio conservata dell’intera Cina”.Passeggeremo per le strade, saliremo in gruppo o durante il tempo libero sulle belle e imponenti mura integre, andremo a vedere la sede della vecchia banca Richeng Chang, la Torre del Mercato, il Tempio di Confucio. Avremo modo di osservare un contesto cittadino certamente diverso e più rilassante di quello degli agglomerati metropolitani. Davvero piacevole. Una sensazione amplificata dal luogo che abbiamo scelto come residenza per due notti.Tra gli aspetti particolari della nostra permanenza, ricordiamo che potremo avere conferma che le tradizionali rappresentazioni letterarie e cinematografiche che hanno diffuso nel mondo una certa immagine dei cinesi, trovano riscontro anche nella storia della Banca Richeng Chang. Infatti, nel XVIII secolo il complesso che ora ospita il museo della banca era una lavanderia, come nelle migliori tradizioni iconografiche che ci hanno permesso di formarci un’idea del “cinese tipo”. All’inizio del secolo successivo si trasforma in banca grazie all’ottimo andamento degli affari. In questa nuova veste l’attività assume connotazioni finanziarie tali da permettere l’emissione di assegni circolari. Alcuni di questi fanno bella mostra di sé in apposite teche.Il Tempio di Confucio conserva il padiglione Dacheng che è il più antico edificio della città risalente, sembra, al XII secolo.La Torre del Mercato, invece, è la più alta struttura dell’area vecchia. Dalla sua sommità si può osservare il panorama dell’intero centro storico. Durante il tempo libero chi vorrà potrà salirvi dopo aver appurato gli orari di apertura.Pranzo in un ristorante locale. Pomeriggio libero da dedicare alla vecchia Pingyao. Il nostro albergo non solo consente un soggiorno denso di sensazioni ma, essendo nel centro storico della cittadina, quello percorribile solo a piedi, permette passeggiate lungo le stradine in cui affacciano negozi appetibili per gli oggetti di artigianato e antichità che offrono e per i bar in cui è davvero gradevole sostare per un tè. Si possono anche noleggiare biciclette e piccole auto elettriche in grado di circolare ovunque.Pranzo e cena in ristorante locale.
Giorno 9
Treno per Xi'an, visita del Piccolo Esercito di Terracotta e del quartiere musulmano
Di primo mattino trasferimento in pullman alla stazione ferroviaria di Pingyao per prendere il treno (in prima classe) delle 08.40 per Xian, con arrivo alle 11.55 (orario soggetto a riconferma in loco).Xi’an, antica capitale nota in passato col nome di Chang'An, (la Lunga Pace), è il capoluogo della provincia dello Shaanxi, ed è anche il più grande centro industriale della regione del nord-est, area di scambi tra l'Oriente e l'Occidente, ma anche luogo di antica cultura cinese. E' da Xi’an che aveva inizio la "Via della Seta". Era crocevia di carovane e mercanti, d'uomini diversi, idee
Di primo mattino trasferimento in pullman alla stazione ferroviaria di Pingyao per prendere il treno (in prima classe) delle 08.40 per Xian, con arrivo alle 11.55 (orario soggetto a riconferma in loco).Xi’an, antica capitale nota in passato col nome di Chang'An, (la Lunga Pace), è il capoluogo della provincia dello Shaanxi, ed è anche il più grande centro industriale della regione del nord-est, area di scambi tra l'Oriente e l'Occidente, ma anche luogo di antica cultura cinese. E' da Xi’an che aveva inizio la "Via della Seta". Era crocevia di carovane e mercanti, d'uomini diversi, idee e culture differenti. Qui fiorivano religioni molto distanti tra loro in un clima di pacifica coesistenza. La città fu ritrovo in cui vissero poeti e imperatori, pittori e cortigiani, mercanti, soldati. Tutto ciò durò all’incirca sino alla fine del primo millennio. Poi, per Chang’An, l’oblio.La città conobbe il suo periodo di massima fioritura culturale e artistica durante la dinastia Tang, dall’inizio del VII all’inizio del X secolo, quando fu arricchita con opere architettoniche e edifici religiosi ancora oggi ben conservati. Pranzo in ristorante locale.Dopo pranzo visita del Piccolo Esercito di Terracotta, costruito per proteggere la tomba dell’Imperatore Jingdi (188 a.C.–141 a.C.) imperatore della Dinastia Han dal 156 a.C. al 141 a.C.. A differenza del più noto Esercito posto a guardia dell’ Imperatore Qin Shi Huang, in questo sito non ancora completamente portato alla luce, visiteremo la tomba principale che conserva una eccezionale esposizione di piccole statue di terracotta (ca. 60/70 cm) di grande effetto scenografico. Da una lastra in vetro posta sul pavimento è possibile ammirare questo esercito in miniatura composto non solo da soldati e guerrieri, ma anche da donne e animali, utensili di vario genere, addirittura anche lembi di stoffa che originariamente costituivano gli abiti delle statue. Al termine della visita rientro a Xian per una passeggiata nel Quartiere Musulmano, residenza della comunità hui (cinesi di fede islamica). Le strette viuzze traboccano di macellerie, fabbriche di olio di sesamo, negozi di dolciumi, piccole moschee nascoste dietro immense porte di legno, uomini con zucchetti bianchi e donne che coprono il capo con scialli colorati. Visita della Grande Moschea, una delle più grandi moschee della Cina, un affascinante insieme di architettura cinese e islamica. Rivolta verso ovest (in direzione della Mecca) e non verso sud, come prevede la tradizione del fengshui, la moschea si presenta con un elemento classico dei templi cinesi, il muro degli spiriti, che ha lo scopo di tenere distanti i demoni.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 10
Il celebre "Esercito di Terracotta" a Lintong, spettacolo al teatro The Tang Dinasty
Dopo colazione partiamo in bus per Lintong, a circa 50 Km a nord di Xi'an. Qui c’è il celebre “Esercito di Terracotta”, (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). (Il termine “terracotta” è oramai entrato nell’uso comune internazionale, tant’è che in genere non viene tradotto neppure in testi scritti in altre lingue. E’ ciò che succede a tutti quei vocaboli, come per esempio ”tell”, che sono stati usati inizialmente nella lingua di chi per primo ha dovuto indicare un materiale, un luogo…).Si trova presso il Mausoleo di Qin Shi Huang-di, l'imperatore che unificò la Cina e
Dopo colazione partiamo in bus per Lintong, a circa 50 Km a nord di Xi'an. Qui c’è il celebre “Esercito di Terracotta”, (Patrimonio dell’Umanità UNESCO). (Il termine “terracotta” è oramai entrato nell’uso comune internazionale, tant’è che in genere non viene tradotto neppure in testi scritti in altre lingue. E’ ciò che succede a tutti quei vocaboli, come per esempio ”tell”, che sono stati usati inizialmente nella lingua di chi per primo ha dovuto indicare un materiale, un luogo…).Si trova presso il Mausoleo di Qin Shi Huang-di, l'imperatore che unificò la Cina e governò l'intero paese dal 221 al 210 a.C. il cui disegno unitario fu attuato con spietata determinazione. Contribuì a realizzare la Grande Muraglia per difendere lo stato cinese dai barbari del nord, mediante una merlata catena di fortificazioni da est ad ovest per uno sviluppo di seimila o più chilometri. Unificò la lingua, la scrittura e i sistemi di misura. Creò, anche se con inauditi massacri, la struttura portante della nazione (ancora per poco) più popolosa al mondo.Come nelle altre occasioni di visite a luoghi ampiamente pubblicizzati e noti, evitiamo descrizioni dettagliate, limitandoci a poche note esplicative.Il mausoleo sorge a circa un chilometro dal gigantesco tumulo, (80 metri d'altezza su con una base di oltre cinquecento metri), che cela tuttora la tomba del Primo Imperatore. In una serie di gallerie sotterranee sono state portate alla luce, dal 1974 in poi, circa 10.000 statue a grandezza naturale di guerrieri e cavalli. Un intero esercito schierato per la battaglia, con carri ed ogni equipaggiamento guerresco secondo le tattiche in uso in quel periodo. Queste mirabili statue di terracotta, originariamente invetriate e dipinte, misurano circa 1,8 metri d'altezza. Mostrano ufficiali, soldati di fanteria, arcieri, conducenti di carri…ognuno con espressione diversa e specifici tratti somatici. Da ciò si può dedurre che l'esercito imperiale fosse costituito da appartenenti a diverse etnie. Una visita davvero coinvolgente, nonostante le presenze turistiche. Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio visita al Museo dei Carri dove sono esposti i suggestivi carri di bronzo trainati da cavalli, dissotterrati appena 20 metri a ovest del Mausoleo di Qin Shi Huangdi. Al termine della visita rientro in hotel. Cena libera. In tempo utile trasferimento al teatro The Tang Dinasty per assistere ad uno spettacolo con musiche e danze della dinastia Tang. Pranzo in ristorante locale. Cena libera. Pernottamento in hotel.
Giorno 11
Volo per Guilin e visita delle Risaie a Terrazza di Longji
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto e partenza con volo di linea per Guilin. Prima colazione con breakfast-box.Guilin pur non essendo più un “piccolo operoso centro fluviale”, rimane luogo molto interessante per i paesaggi da cui è circondato. Questi sono stati oggetto di tantissimi lavori artistici di pittori e poeti, ispirati proprio dalle particolarità naturali della città e della regione circostante attraversata dal fiume Li. Arrivo e incontro con la guida parlante italiano e trasferimento a Longshen.Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione per la visita
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto e partenza con volo di linea per Guilin. Prima colazione con breakfast-box.Guilin pur non essendo più un “piccolo operoso centro fluviale”, rimane luogo molto interessante per i paesaggi da cui è circondato. Questi sono stati oggetto di tantissimi lavori artistici di pittori e poeti, ispirati proprio dalle particolarità naturali della città e della regione circostante attraversata dal fiume Li. Arrivo e incontro con la guida parlante italiano e trasferimento a Longshen.Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio escursione per la visita delle Risaie a Terrazza di Longji che si trovano nella contea autonoma di Longsheng (zona del Guangxi a circa 80 km da Guilin) rinomata per le distese di risaie terrazzate ondulate che scendono a cascata nella valle. Le risaie di Longji, che significa “spina dorsale del drago”, sono uno straordinario capolavoro di ingegneria rurale, raggiungono un’altezza di 800 metri e occupano un territorio montuoso punteggiato di villaggi abitati da minoranze etniche Zhuang e Yao. La risaia più antica risale a oltre 700 anni fa, durante il periodo della dinastia Yuan. Ogni stagione offre uno scenario diverso: in primavera, le terrazze riempite d’acqua riflettono la luce del sole come specchi; in estate, i campi diventano verdeggianti; in autunno, prima del raccolto, le risaie assumono una tonalità dorata; in inverno, la neve ammanta tutto di bianco.Passeggiata tra le risaie a terrazza e visita di un villaggio della minoranza etnica Zhuang. Al termine della visita rientro a Guilin. Pranzo in ristorante locale. Cena libera. Pernottamento in hotel.
Giorno 12
Navigazione sul Fiume Li, Yangshuo, volo per Shanghai
Chi non ha mai visto un’opera pittorica raffigurante le forme rocciose cui passeremo oggi accanto? Durante la navigazione sul Fiume Li si potranno veder scorrere a destra e a sinistra paesaggi mai banali. Da sempre costituiscono ispirazione per artisti che hanno diffuso in tutto il mondo immagini che oramai identificano la Cina. Grazie a ciò la navigazione sul fiume è diventata una delle escursioni ritenute imperdibili da quasi tutti coloro che si recano in Cina e da parte di molti cinesi. Ciò comporta una presenza molto rilevante (è un eufemismo) di turisti provenienti da tanti paesi.La
Chi non ha mai visto un’opera pittorica raffigurante le forme rocciose cui passeremo oggi accanto? Durante la navigazione sul Fiume Li si potranno veder scorrere a destra e a sinistra paesaggi mai banali. Da sempre costituiscono ispirazione per artisti che hanno diffuso in tutto il mondo immagini che oramai identificano la Cina. Grazie a ciò la navigazione sul fiume è diventata una delle escursioni ritenute imperdibili da quasi tutti coloro che si recano in Cina e da parte di molti cinesi. Ciò comporta una presenza molto rilevante (è un eufemismo) di turisti provenienti da tanti paesi.La giornata inizia con la partenza da Guilin intorno alle 08:00. Ci trasferiamo verso sud in bus privato sino a Zhujiang dove arriviamo dopo circa un’ora e mezza. Alle 10 parte la barca che naviga per 3,5/4 ore. (La durata esatta dipende dalle condizioni del Li River).Navigare su queste acque vuol dire poter apprezzare dal vivo quanto abbiamo già assaporato attraverso foto dipinti e filmati. Le particolarità del fiume sono ritratte anche nelle banconote da 20 Yuan che mostrano un panorama di dentoni rocciosi emergenti da un fiume adornati da palmizi. Al centro, un solitario rematore spinge la sua barchetta. Se non avete a disposizione la banconota, fatevela prestare e osservatela.Leggero pranzo a bordo. Il buffet non è memorabile, ma pensiamo che si possa fruire di una vista di cui pochi altri ristoranti possono disporre.Dopo aver scattato numerose foto alle particolari scene che accompagnano il nostro andare, sbarco nel villaggio di Yangshuo, dove il gruppo ha tempo libero per recarsi nella zona del vasto mercato fatto di tanti negozi e bancarelle. Vi si trova di tutto, artigianato, borse, orologi (veri e falsi…). Nel pomeriggio trasferimento all’aeroporto di Guilin in tempo utile per l’imbarco sul volo per Shanghai.Pranzo a bordo della barca. Cena libera. Pernottamento in hotel.
Giorno 13
Shanghai: il Giardino del Mandarino Yu, il Museo Shanghai Est, salita sulla Shanghai Tower
Nell’eclatante megalopoli si apprezza la faccia più avanzata e funzionale della Cina, quella che incuriosisce il mondo al pari della sua corposa archeologia. Shanghai non ha il passato imperiale della capitale né di Xi’an. E’ però la più straordinaria e veloce città cinese. Ricca di eccessi, con storia e storie legate ad avventurieri, industriali, prostitute, una presenza prima inglese e poi francese. Possiede un impeto davvero forte verso forme di sviluppo anche esteticamente visibili e spropositate, che ne fanno un luogo immenso in grado di lievitare in orizzontale ma anche verso
Nell’eclatante megalopoli si apprezza la faccia più avanzata e funzionale della Cina, quella che incuriosisce il mondo al pari della sua corposa archeologia. Shanghai non ha il passato imperiale della capitale né di Xi’an. E’ però la più straordinaria e veloce città cinese. Ricca di eccessi, con storia e storie legate ad avventurieri, industriali, prostitute, una presenza prima inglese e poi francese. Possiede un impeto davvero forte verso forme di sviluppo anche esteticamente visibili e spropositate, che ne fanno un luogo immenso in grado di lievitare in orizzontale ma anche verso l’alto. Oramai il cielo di Shanghai è perforato dal doppio dei grattacieli di New York, e la sua skyline con la particolare torre della televisione rappresenta la modernità al pari di ciò che in passato mostravano le disgraziate torri gemelle.E’ una megalopoli che sembra voler crescere sempre più in verticale, e pare aver bisogno di riprodurre artificialmente il rapporto oramai sfilacciato con la natura. Tanto che per riannodare qualche pur labile legame, si affida a registrazioni di cinguettii riprodotti in alcuni ascensori dei grattacieli più alti.In questo enorme agglomerato in cui si sente la necessità di costruire artificialmente nicchie di rapporto con la terra, non sarà inoltre superfluo segnalare un dato che fornisce un’idea concreta dei passi in avanti compiuti, nonostante le contraddizioni, negli ultimi due decenni. Nel 1990 ogni abitante di Shanghai aveva a disposizione 4 metri quadrati di casa a testa. Oggi può calpestarne circa 28.Dedichiamo la giornata alla visita della metropoli cinese per antonomasia, dove tradizione e modernità formano un insieme di grande interesse. (Alla presenza massiccia di altri turisti specie locali avremo già fatto l’abitudine. Ma anche questo può essere un aspetto particolare della Cina).Al mattino visita della “città vecchia” con il bazar e il Giardino del Mandarino Yu, fedele ricostruzione dell'antico nucleo cinese della città, risalente al XVI secolo, che ospita numerose botteghe, una casa da tè su palafitte, stagni, padiglioni, rocce, bambù, gelsomini. Certamente rappresenta un gradevole esempio d'arte dei giardini dell’epoca Ming.Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio visita dello Shanghai Museum East, una nuova ed estesa sezione del famoso Museo di Shanghai, situata nell’area del Lujiazui nel distretto di Pudong. L’edificio è una perfetta fusione di elementi architettonici tradizionali e moderni. Esternamente la struttura è caratterizzata da un design contemporaneo con forme geometriche, mentre all’interno offre spazi espositivi innovativi che utilizzano tecnologie avanzate. La collezione include opere d’arte di vario genere, tra cui dipinti, ceramiche, bronzi, sculture e tessuti, provenienti da diverse epoche della lunga storia della Cina.Al termine della visita salita sulla Shanghai Tower, il grattacielo più alto della Cina ed il terzo più alto al mondo, dopo il Burj Khalifa a Dubai ed il Merdeka 118 a Kuala Lumpur. Costituito da nove unità cilindriche impilate una sopra l’altra per un totale di 128 piani, l’edificio è avvolto da due coperture di vetro, la più esterna delle quali è un’elegante spirale che si innalza verso il Cielo. Accoglie circa 16.000 persone al giorno.Cena in ristorante locale nel quartiere di Xintiandi, ex concessione francese, una vera e propria icona di Shanghai, un elegante complesso commerciale diviso in un isolato settentrionale e uno meridionale, entrambi pedonali, e costituito in gran parte da tipiche case shikùmén, restaurate e riportate in auge con un tocco di moderna eleganza.Pranzo e cena in ristoranti locali. Pernottamento in hotel.
Giorno 14
Shanghai: il Fuxing Park, il Tempio di Giada e il Bund, partenza per l'Italia
Dopo la prima colazione ancora un’intera giornata dedicata a Shanghai. Si inizia con una passeggiata nel Fuxing Park, un parco progettato dai Francesi nel 1909 e successivamente utilizzato come piazza d’armi dai Giapponesi alla fine degli anni ’30. Un luogo molto amato dagli abitanti di Shanghai che vi praticano il Tai Chi o si rilassano tra fontane, viali fioriti e laghetti.Si prosegue con la visita del Tempio del Budda di Giada, uno dei pochi monasteri buddhisti di Shanghai ancora attivi, che deve il suo nome a due preziose sculture di giada donate da monaci birmani. In particolare, si
Dopo la prima colazione ancora un’intera giornata dedicata a Shanghai. Si inizia con una passeggiata nel Fuxing Park, un parco progettato dai Francesi nel 1909 e successivamente utilizzato come piazza d’armi dai Giapponesi alla fine degli anni ’30. Un luogo molto amato dagli abitanti di Shanghai che vi praticano il Tai Chi o si rilassano tra fontane, viali fioriti e laghetti.Si prosegue con la visita del Tempio del Budda di Giada, uno dei pochi monasteri buddhisti di Shanghai ancora attivi, che deve il suo nome a due preziose sculture di giada donate da monaci birmani. In particolare, si noterà la rappresentazione di giada verde pallido alta quasi due metri in cui il Buddha è raffigurato in posizione seduta.Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio passeggiata lungo il Bund, il viale che costeggia il grande porto fluviale, sul quale sono stati effettuati sostanziosi lavori per renderlo fruibile anche ai pedoni. Da sempre identifica Shanghai perché, al pari della Statua della Libertà a New York, era la prima opera maestosa che si individuava entrando nella città dal fiume. Divide in due l’agglomerato urbano anche dal punto di vista storico e architettonico. Ad ovest (Puxi) il nucleo originario e gli edifici in stile vittoriano che ricordano l’epoca delle prime legazioni occidentali (fine ‘800); ad est (Pudong) i nuovissimi quartieri caratterizzati da moderni grattacieli e dominati dalla richiamata singolare sagoma della torre televisiva. Rientro in hotel e tempo libero per lo shopping nella famosa Via Nanchino, una delle principali strade commerciali di Shanghai, resa isola pedonale e ricca di negozi, grandi magazzini e locali di ritrovo internazionali. Camere in day-use fino alla partenza. Cena libera. Dopo cena trasferimento in aeroporto per il volo di linea Air China diretto per Milano Malpensa.
Giorno 15
Arrivo in Italia
Arrivo a Milano Malpensa al mattino. Tempio sospeso HunyuanPechino, Città ProibitaFiume Li, Guilin