Giorno 1
Partenza dall'Italia
Partenza in mattinata con voli di linea Turkish Airlines per Ulaanbaatar via Istanbul. Pernottamento a bordo.Pasti: pranzo e cena a bordo.
Giorno 2
Arrivo a Ulaanbaatar, la capitale della Mongolia (la Piazza Sukhbaatar e il Monastero-Museo di Choijin Lama)
Arrivo al mattino a Ulan Bator, espletamento delle formalità d’ingresso. Accoglienza e trasferimento in città. Visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto. Sistemazione in hotel (N.B. Le
Arrivo al mattino a Ulan Bator, espletamento delle formalità d’ingresso. Accoglienza e trasferimento in città. Visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto. Sistemazione in hotel (N.B. Le camere in hotel sono disponibili a partire dalle 13:00). Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo visita del Monastero-Museo di Choijin Lama, noto anche come Museo della Religione, che fu l’abitazione del lama Luvsan Haidav Choijin (“Choijin” era un titolo onorifico che veniva attribuito ad alcuni monaci), oracolo di stato e fratello del Bogd Khan. Il monastero venne trasformato in museo nel 1942 a testimonianza dello stile di vita feudale del passato. Il tempio principale, Maharaja Sum, ospita statue di Sakyamuni (il Buddha storico), Lama Choijin e Baltung Choimba (il maestro del Bogd Khan). Vi sono anche alcune tangka e delle belle maschere tsam utilizzate un tempo per le danze religiose. Il trono dell’oracolo e una magnifica statua di yab-yum (unione sessuale mistica) si trovano nel gongkhang, la cappella del protettore. Al termine della visita tempo a disposizione per lo shopping o per un meritato riposo. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione a bordo dell’aereo, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 3
Ulaanbaatar - Parco Nazionale Terelj - Ulaanbaatar (il Monastero di Gandan e la Grande Statua di Gengis Khan)
Di mattina presto, dopo la prima colazione, prosegue la visita in bus di Ulaanbaatar con il Monastero di Gandantegchinlen (chiamato comunemente solo Gandan) il più grande e importante monastero della Mongolia, dove assisteremo alle funzioni. Il buddhismo praticato in Mongolia è di tipo tibetano della scuola Gelupa, i cosiddetti “berretti gialli”. Fu l’unico monastero rimasto aperto e officiante in Mongolia per tutto il periodo comunista. Costruito a partire dal 1809 si estese negli anni con nuovi templi fino al 1913 quando fu completato il magnifico edificio bianco del Migjid Janraisig
Di mattina presto, dopo la prima colazione, prosegue la visita in bus di Ulaanbaatar con il Monastero di Gandantegchinlen (chiamato comunemente solo Gandan) il più grande e importante monastero della Mongolia, dove assisteremo alle funzioni. Il buddhismo praticato in Mongolia è di tipo tibetano della scuola Gelupa, i cosiddetti “berretti gialli”. Fu l’unico monastero rimasto aperto e officiante in Mongolia per tutto il periodo comunista. Costruito a partire dal 1809 si estese negli anni con nuovi templi fino al 1913 quando fu completato il magnifico edificio bianco del Migjid Janraisig Sum (in italiano “Avalokiteśvara che apre gli occhi”), la maggiore attrazione del complesso monastico, con un’enorme statua di Avalokitesvara, il Bodhisattava della Compassione, alta ben 26 metri. Lasciato il monastero ci dirigiamo, sempre in bus, fuori Ulaanbaatar per una sessantina di chilometri fino a raggiungere il Parco Nazionale Terelj. La maggior parte del parco è occupata dal crinale dei monti Chėntėj e il suo paesaggio si caratterizza per i versanti delle montagne rivolti a sud ricoperti dalla steppa e per quelli rivolti a nord ricoperti da una taiga di larici. La foresta si spinge fino a 2200 metri di altitudine. La principale attrazione del parco è il gran numero di affioramenti rocciosi, modellati dagli agenti atmosferici in forme bizzarre. Una delle rocce più famose è chiamata “Roccia della Tartaruga”, in mongolo Mėlchij Chad. Sulla via del ritorno sosta a Tsonjin Boldog, sul fiume Tuula, dove si narra che Gengis Khan trovò una frusta d’oro e riuscì con il favore di Tengrì, (divinità suprema del cielo nelle antiche religioni sciamaniche dei popoli nomadi eurasiatici), a radunare il suo primo esercito. Per celebrare gli 800 anni dalla fondazione dell’Impero Mongolo, una decina d’anni or sono, in questo luogo, associato a numerosi eventi storici, è stata eretta la statua equestre più grande del mondo raffigurante Gengis Khan a cavallo che tiene una frusta d’oro nella mano destra e guarda in lontananza il suo impero. La statua è alta 40 metri ed è in acciaio inox e dalla cima si gode di una spettacolare vista panoramica sull’area circostante e sui monti luogo di nascita di Gengis Khan. La base è composta da 36 colonne di sostegno, che rappresentano i 36 grandi Khan, e il portale d’ingresso al complesso è decorato con le statue dei nove generali (noyon) di Gengis Khan. In serata rientro a Ulaanbaatar, cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristoranti locali.
Giorno 4
Ulaanbaatar - volo per Ölgii - Parco Nazionale Monte Tsambagarav (la montagna sacra e la visione della vetta Tsast Uul, 4.208 m)
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Ölgii, la capitale degli Altai. Arrivo, ritiro del bagaglio e incontro con lo staff locale. Ölgii è il capoluogo della regione o Aimag in mongolo. La cittadina era un villaggio di etnia kazaka ed era il centro dell'Islam in Mongolia prima delle purghe religiose degli anni '30 in cui la moschea fu distrutta e l'imam fu giustiziato. Il governo mongolo inizialmente cercò di sopprimere la lingua e la cultura kazaka prima di creare Bayan-Ölgii Aimag nel 1939, con Ölgii come sede del governo. Oggi la
Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Ölgii, la capitale degli Altai. Arrivo, ritiro del bagaglio e incontro con lo staff locale. Ölgii è il capoluogo della regione o Aimag in mongolo. La cittadina era un villaggio di etnia kazaka ed era il centro dell'Islam in Mongolia prima delle purghe religiose degli anni '30 in cui la moschea fu distrutta e l'imam fu giustiziato. Il governo mongolo inizialmente cercò di sopprimere la lingua e la cultura kazaka prima di creare Bayan-Ölgii Aimag nel 1939, con Ölgii come sede del governo. Oggi la città conta circa 30.000 abitanti, prevalentemente di etnia Kazak, ed ha una struttura urbanistica che rispecchia la mescolanza etnica della regione con una zona centrale con palazzi governativi di stile sovietico e una parte tipicamente islamica, con moschee ma anche bagni turchi, bazar, ristorantini tipici. La città è conosciuta per i suoi tessuti ricamati e l'arte kazaka, la musica kazaka e la caccia con le aquile. Si trova ad un'altitudine di 1.710 metri. Visita della città e pranzo in ristorante locale. Nel primo pomeriggio partenza in fuoristrada per il Parco Nazionale del Monte Tsambagarav, i panorami sono surreali, ma eviteremo la salita estremamente ripida molto faticosa anche per degli allenati alpinisti. L'area di 110.960 ettari è stata istituita nel 2000 per proteggere le specie in via di estinzione come il leopardo delle nevi, la pecora argali, lo stambecco, la pernice bianca e la beccaccia dell'Altai. La pecora selvatica argali presente nel parco è la più grande del mondo. La vetta della montagna è chiamata Tsast Uul a 4208 m. La montagna ha diversi ghiacciai ed è per questo che qui vengono molti ricercatori per lo studio dei ghiacciai. Fatta eccezione per la fauna selvatica, il pittoresco Parco Nazionale di Tsambagarav Uul è ricco di siti archeologici e testimonianze storiche tra cui disegni rupestri, pietre turche con incisioni di cervi e balbal. Le gole glaciali della montagna presentano cascate, ruscelli e laghi turchesi. Pernottamento in homestay o eventualmente in tenda in campo mobile. Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante, cena in campo mobile. Le homestay sono case o ger gestite direttamente dai pastori kazaki. Un sempre maggior numero di nomadi si sta aprendo al turismo e ospita viaggiatori stranieri predisponendo, per questo specifico scopo, un paio di camere o un paio di ger (è necessario quindi dormire in 5/6 pax per ambiente). Nelle ger sono spesso disponibili dei letti mentre nelle case i materassi vengono posti direttamente sul pavimento. Sia le case che le ger sono riscaldate da una stufetta in ghisa, utilizzata anche per cucinare, alimentata principalmente con lo sterco essiccato degli animali, in modo molto economico e ecologico. I nomadi sono persone semplici ma molto ospitali e sicuramente si ha modo di apprezzare l’autentica ospitalità mongola. I campi mobili sono allestiti con gli equipaggiamenti a bordo di un veicolo assistenza. Vengono fornite tende del tipo a igloo con materassini in polipropilene dello spessore di 2 cm. (non vengono forniti sacchi a pelo, cuscini e asciugamani). Per il montaggio delle tende potrebbe essere necessaria la collaborazione dei partecipanti. Per le cene si utilizzano tavoli e sedie da campeggio. La cucina è curata dallo staff locale. Acqua e catini sono a disposizione per lavarsi.
Giorno 5
Parco Nazionale Monte Tsambagarav - Lago Tolbo - Sagsay - Ulaanhus Sum (i petroglifi Patrimonio UNESCO di Tsagaan Salaa )
Dopo la prima colazione salutiamo la famiglia e ci spostiamo in direzione sud. Li si trova il Lago Tolbo, “lago delle macchie”, un lago d’acqua dolce, considerato dai kazak un lago sacro. L’acqua del Lago Tolbo è particolarmente limpida. Questa è un'area protetta famosa per una moltitudine di rari animali selvatici e petroglifi. Qui fu combattuta una grande battaglia nel 1921 tra i bolscevichi e i russi bianchi, con il generale mongolo locale, Khasbaatar, che si schierò con i bolscevichi. I bolscevichi vinsero e ci sono un paio di targhe commemorative in riva al lago. Si procede
Dopo la prima colazione salutiamo la famiglia e ci spostiamo in direzione sud. Li si trova il Lago Tolbo, “lago delle macchie”, un lago d’acqua dolce, considerato dai kazak un lago sacro. L’acqua del Lago Tolbo è particolarmente limpida. Questa è un'area protetta famosa per una moltitudine di rari animali selvatici e petroglifi. Qui fu combattuta una grande battaglia nel 1921 tra i bolscevichi e i russi bianchi, con il generale mongolo locale, Khasbaatar, che si schierò con i bolscevichi. I bolscevichi vinsero e ci sono un paio di targhe commemorative in riva al lago. Si procede verso nord-ovest per Sagsai e quindi per l’Ulaanhus Sum, che si trova lungo il bacino del fiume Baga Oigar e Tsagaan vicino al Parco Nazionale Altai Tavan Bogd. Nell’area ci sono più di 10.000 petroglifi, pitture rupestri, tombe e “pietre turche” che si estendono per oltre 15 chilometri. Davanti agli occhi avremo una galleria d’arte preistorica. Questa valle, piena di reperti, è stata “scoperta” nel 1989 e solo da allora l’Accademia delle Scienze di Ulaanbaatar ha cominciato a censirli e datarli. Nel 2011 il sito di Tsagaan Salaa è stato dichiarata Patrimonio dell’umanità Unesco. I petroglifi mostrano lo sviluppo della cultura umana in un arco di 12.000 anni (dall’11.000 a.C. al 1.000 d.C.) e riproducono animali selvatici, cavalli, mammuth, cacciatori e varie figure umane e non. Incontreremo un’altra famiglia di pastori che sarà più che felice di ospitarci, potremo anche collocare le nostre tende accanto alla casetta se questa non è sufficiente ad ospitarci tutti, e gioire della pace più assoluta, tra allevamenti di yak e capre da cashmere e apprezzare nuovamente l’autenticità dell’ospitalità mongola. Pernottamento in homestay o eventualmente in tenda in campo mobile. Pasti: colazione in campo mobile, pranzo picnic, cena in campo mobile.
Giorno 6
Ulaanhus Sum - Parco Nazionale Altai Tavan Bogd (il ghiacciaio Potanin, la vetta più alta degli Altai)
Al mattino, dopo la prima colazione e aver salutato la famiglia ci dirigiamo verso il Parco Nazionale Altai Tavan Bogd (le cinque vette affiliate), le cinque vette sopra i quattromila metri che formano il massiccio all'interno del Parco Nazionale, in uno scenario da fiaba, faremo una escursione per ammirare da vicino la vetta più alta degli Altai, il “Khuiten Uul” (4.347 m), dal Ghiacciaio Potanin, che prende il nome dal ricercatore russo Grigorij Nikolaevič Potanin, esploratore, orientalista ed etnografo che nel 1876 guidò una spedizione in Mongolia, affiancato dalla moglie Aleksandra.
Al mattino, dopo la prima colazione e aver salutato la famiglia ci dirigiamo verso il Parco Nazionale Altai Tavan Bogd (le cinque vette affiliate), le cinque vette sopra i quattromila metri che formano il massiccio all'interno del Parco Nazionale, in uno scenario da fiaba, faremo una escursione per ammirare da vicino la vetta più alta degli Altai, il “Khuiten Uul” (4.347 m), dal Ghiacciaio Potanin, che prende il nome dal ricercatore russo Grigorij Nikolaevič Potanin, esploratore, orientalista ed etnografo che nel 1876 guidò una spedizione in Mongolia, affiancato dalla moglie Aleksandra. Poi ci trasferiremo a Shiveet Khairkhan, vicino al Monte Shiveet (3.281 m), sempre all’interno del Parco Nazionale Altai Tavan Bogd, discendendo la valle del fiume Tsagaan Gol, in mongolo “fiume bianco”, che risulta per gran parte dell’anno con le acque di colore bianco per un curioso fenomeno naturale che rende le acque candide come il latte. Questa montagna è famosa per essere stata un'area sacra nel corso della storia. Può essere un po' problematica da raggiungere per via di strade impervie, ma è una zona bellissima e vale la pena visitarla. Per la notte alloggeremo presso una famiglia nomade kazak e trascorreremo la serata a tavola con i padroni di casa che, se fortunati, ci serviranno il piatto tipioco kazako: il “beshbarmak” che significa “5 dita” perché viene mangiato con le mani, si tratta di uno stufato di carne con pasta, considerato una vera prelibatezza. Spesso le famiglie di pastori che ci ospitano sono anche famiglie di cacciatori con le aquile, quindi essere loro ospiti darà la grande opportunità di imparare come le addestrano. Pernottamento in homestay o eventualmente in tenda in campo mobile.Pasti: colazione in campo mobile, pranzo a picnic, cena in campo mobile.
Giorno 7
Parco Nazionale Altai Tavan Bogd (i petroglifi del Monte Shiveet Khairkhan e i cristallini laghi Khurgan e Khoton )
Dopo la prima colazione escursione alle pendici del Monte Shiveet Khairkhan alla ricerca di petroglifi e “pietre turche”. Questi reperti raccontano una lunga storia di varie tribù e gruppi etnici che abitarono la Mongolia fin all’età del bronzo e del ferro, che si sono sovrapposte e poi unite e poi si sono frammentate, principalmente tra etnie turche e mongole risalenti, come la maggior parte delle pitture rupestri e petroglifi, a circa 6000 anni fa. Questi petroglifi raffigurano principalmente cervi, uccelli e cammelli, oppure battaglie di guerrieri, armi, ritratti di uomini e donne,
Dopo la prima colazione escursione alle pendici del Monte Shiveet Khairkhan alla ricerca di petroglifi e “pietre turche”. Questi reperti raccontano una lunga storia di varie tribù e gruppi etnici che abitarono la Mongolia fin all’età del bronzo e del ferro, che si sono sovrapposte e poi unite e poi si sono frammentate, principalmente tra etnie turche e mongole risalenti, come la maggior parte delle pitture rupestri e petroglifi, a circa 6000 anni fa. Questi petroglifi raffigurano principalmente cervi, uccelli e cammelli, oppure battaglie di guerrieri, armi, ritratti di uomini e donne, antichi stendardi, bandiere, cavalli, carri trainati da cavalli e articoli domestici. Al termine dell’escursione partenza verso sud per i laghi Khurgan Nuur e il Khoton Nuur situati sempre nel Parco Nazionale Altai Tavan Bogd. Lo scenario è fiabesco, con le alte montagne e gli splendidi laghi cristallini. Qui si potranno vedere animali selvatici e rari, come l’argali e il cervo rosso, oltre a una moltitudine di uccelli, soprattutto rapaci. I laghi distano solo 3 km l’uno dall’altro e il Khoton alimenta il Khurgan attraverso un canale d’acqua noto come canale Sargaal. Si potranno incontrare famiglie kazak o semplicemente ammirare scenari mozzafiato. La maggior parte della popolazione locale vive sulla sponda occidentale dei laghi. Ci accamperemo per la notte in zona tra imponenti montagne innevate e laghi cristallini circondati da pascoli verdeggianti. Pernottamento in tenda in campo mobile.Pasti: colazione in homestay, pranzo picnic, cena in campo mobile.
Giorno 8
Parco Nazionale Altai Tavan Bogd - Ölgii (i meravigliosi laghi Dayan e Khar, "pietre turche" e "Ovoo")
Al mattino, dopo aver fatto colazione, prendiamo la pista che corre lungo il fiume Khovd, emissario dei due laghi e ci dirigiamo, tra scenari d’incomparabile bellezza, verso il lago Dayan. Il Lago Dayan è un lago d'acqua dolce situato nel distretto di Sagsai, ai confini meridionali del Parco Nazionale Altai Tavan Bogd. A pochi chilometri abbiamo il confine cinese. Il lago è stato riconosciuto da BirdLife International come un'importante area ornitologica nel 2009. Oltre a miriadi di uccelli, anche rari come il falco sacro e il falco selvatico dalla gola bianca, intorno al lago, anche se a
Al mattino, dopo aver fatto colazione, prendiamo la pista che corre lungo il fiume Khovd, emissario dei due laghi e ci dirigiamo, tra scenari d’incomparabile bellezza, verso il lago Dayan. Il Lago Dayan è un lago d'acqua dolce situato nel distretto di Sagsai, ai confini meridionali del Parco Nazionale Altai Tavan Bogd. A pochi chilometri abbiamo il confine cinese. Il lago è stato riconosciuto da BirdLife International come un'importante area ornitologica nel 2009. Oltre a miriadi di uccelli, anche rari come il falco sacro e il falco selvatico dalla gola bianca, intorno al lago, anche se a debita distanza, non è raro avvistare orsi, lupi, volpi rosse, gatti di Pallade e altri animali selvatici. Li vicino, collegato con un piccolo canale naturale, troviamo il Khar Nuur, letteralmente in mongolo il “lago nero”. I due laghi un tempo facevano parte di un lago preistorico molto più grande, scomparso 5.000 anni fa, quando la regione divenne più secca. Sul lato destro del lago infatti si trovano grandi dune di sabbia. Dopo pranza poi ci trasferiamo verso la città di Ölgii attraverso scenari incantevoli e sorprese archeologiche inaspettate, che faranno respirare la storia e la religione del posto, come delle statue di pietra raffiguranti dei busti umani e gli “ovoo” sciamanici. Le cosiddette “pietre turche”, diffusissime in tutto l’Altai, sono antiche tombe risalenti al VI-VIII secolo d.C. che contengono i resti di uomini ritenuti degni di una sepoltura duratura, mentre gli “Ovoo”, che in mongolo significa “cumuli di sassi”, servono ad identificare luoghi particolari, nei culti animisti e sciamanici, e vengono fatti per ringraziare gli spiriti del posto. È buona usanza quando se ne incontra uno fermarsi e girarvi intorno tre volte, offrendo magare qualche pietra, che è di buon auspicio. Arrivo a Ölgii in serata. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in campo mobile, pranzo a picnic, cena in ristorante locale.
Giorno 9
Ölgii - Lago Achit - Lago Uureg (le incisioni rupestri di epoca turca di "Shanagiin khev")
Al mattino, dopo colazione, trasferimento al Lago Achit che è il più grande lago d'acqua dolce della provincia di Uvs. Ad un'altitudine di 1.435 m sul livello del mare si estende su una superficie di 290 km². È lungo 28 km, largo 16 km e profondo 3-5 m. La costa è ricoperta di steppe, prevalentemente collinari, ma paludose a nord. Nel lago sfociano anche diversi fiumi, tra cui il Tsagaan Gol (Fiume Bianco) che fa da confine naturale tra le popolazioni Tuvine e le popolazioni Kazak. Il confine russo è a pochi chilometri. Questo è un luogo ideale per la riproduzione della fauna selvatica,
Al mattino, dopo colazione, trasferimento al Lago Achit che è il più grande lago d'acqua dolce della provincia di Uvs. Ad un'altitudine di 1.435 m sul livello del mare si estende su una superficie di 290 km². È lungo 28 km, largo 16 km e profondo 3-5 m. La costa è ricoperta di steppe, prevalentemente collinari, ma paludose a nord. Nel lago sfociano anche diversi fiumi, tra cui il Tsagaan Gol (Fiume Bianco) che fa da confine naturale tra le popolazioni Tuvine e le popolazioni Kazak. Il confine russo è a pochi chilometri. Questo è un luogo ideale per la riproduzione della fauna selvatica, con una grande diversità di mammiferi, pesci e uccelli. Nel lago Achit sono stati trovati anche pesci endemici, che riescono a sopravvivere anche quando in inverno il lago gela per tutta la sua profondità. Qui sono state trovate inoltre specie volatili in via di estinzione, come i pellicani dalmati, i più maestosi al mondo, o come l'oca cigno o l'aquila pescatrice di Pallas, che sono specifiche della regione tra la Russia sudorientale e la Mongolia. Escursione nei dintorni del lago per osservare le incisioni rupestri di epoca turca di “Shanagiin khev”. Si prosegue verso nord per il Lago Ureg, un lago salato, facente parte della Depressioni dei Grandi Laghi, a un’altitudine di 1.425 m.s.l.m.; è lungo 20 km e largo 18 km e ha una profondità massima di 42 m. Il lago ospita vari uccelli acquatici (cigni, oche, anatre…) ed è ricco di pesci, tra cui il temolo mongolo e la carpa dell’Altai. Pernottamento in campo turistico di ger (Ontsiin Tasarkhai Ger Camp) con servizi (bagni e docce) in condivisione.Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic, cena in campo di ger.
Giorno 10
Lago Uureg - Ulaangom - Lago Khyargas (la depressione dei grandi laghi)
Dopo la prima colazione partenza verso est per Ulaangom, la capitale della provincia di Uvs. La cittadina conta circa 30.000 abitanti e pur essendo stata fondata alla fine del 1600 non ha elementi architettonici di rilievo, salvo alcuni monumenti risalenti all’epoca comunista e un piccolo museo locale. Si prosegue verso sud-est per il lago Khyargas. Ci troviamo nel cuore della depressione dei Grandi Laghi, si tratta di una vasta area di circa 100.000 kmq, il fondo di un lago o mare preistorico, disseminata di laghi e delimitata dall’Altai mongolo a ovest, dal deserto di Gobi a sud, dai
Dopo la prima colazione partenza verso est per Ulaangom, la capitale della provincia di Uvs. La cittadina conta circa 30.000 abitanti e pur essendo stata fondata alla fine del 1600 non ha elementi architettonici di rilievo, salvo alcuni monumenti risalenti all’epoca comunista e un piccolo museo locale. Si prosegue verso sud-est per il lago Khyargas. Ci troviamo nel cuore della depressione dei Grandi Laghi, si tratta di una vasta area di circa 100.000 kmq, il fondo di un lago o mare preistorico, disseminata di laghi e delimitata dall’Altai mongolo a ovest, dal deserto di Gobi a sud, dai monti Khangai a est e dai monti Tannu-Ula a nord. Si tratta di una depressione semiarida: le parti settentrionali sono dominate da steppe aride e quelle meridionali da semideserti e deserti. L'unicità della depressione è data dalla presenza di molti ecosistemi in un'area relativamente piccola, qui c’è il deserto con dune di sabbia più settentrionale del pianeta e nel contempo la tundra più meridionale del mondo, il tutto in questa depressione piena di laghi con acqua salata e dolce. In queste zone umide vi sono numerosi uccelli migratori rari e in via di estinzione come il pellicano bianco, l’aquila dalla coda bianca, la spatola euroasiatica, l’oca dalla testa barra, la cicogna nera, il falco pescatore, l’oca-cigno e molte altre specie di uccelli. Pernottamento in campo turistico di ger (Kyargas Lake Ger Camp) con servizi (bagni e docce) in condivisione.Pasti: colazione in campo di ger, pranzo picnic, cena in campo di ger.
Giorno 11
Lago Khyargas - Lago Durgun (la depressione dei Grandi Laghi)
Al mattino, dopo la prima colazione, si effettua un’escursione intorno al lago Khyargas, Il lago si trova nella provincia dell’Uvs, a circa 1.035 metri sul livello del mare, e si estende per oltre 1.400 chilometri quadrati. E’ caratterizzato da acque blu intenso e circondato da paesaggi steppici. E’ rinomato per Khetsuu Khad, una spettacolare formazione rocciosa sommersa lunga circa 6 km che emerge a tratti creando isolotti frequentati da una ricca avifauna. Quindi si prosegue verso sud per il lago Durgun, un lago di acqua salata, incastonato tra le dune di sabbia nelle ultime
Al mattino, dopo la prima colazione, si effettua un’escursione intorno al lago Khyargas, Il lago si trova nella provincia dell’Uvs, a circa 1.035 metri sul livello del mare, e si estende per oltre 1.400 chilometri quadrati. E’ caratterizzato da acque blu intenso e circondato da paesaggi steppici. E’ rinomato per Khetsuu Khad, una spettacolare formazione rocciosa sommersa lunga circa 6 km che emerge a tratti creando isolotti frequentati da una ricca avifauna. Quindi si prosegue verso sud per il lago Durgun, un lago di acqua salata, incastonato tra le dune di sabbia nelle ultime propaggini del deserto di Gobi. Questo lago di 305 chilometri quadrati è un classico lago del deserto del Gobi, dove l'acqua blu sconfinata incontra le vaste e ampie distese di sabbia desertica. Cena e pernottamento in campo turistico di ger (Durgun Nuur Ger Camp) con servizi in condivisione.Pasti: colazione in campo di ger, pranzo picnic, cena in campo di ger.
Giorno 12
Lago Durgun - Lago Khar Us - Khoid Tsenkher (la depressione dei Grandi Laghi e la grotta con le pitture rupestri del Paleolitico)
Al mattino, dopo la prima colazione, partenza verso ovest per il lago Khar Us, in mongolo “lago delle Acque Nere”, un lago d’acqua dolce. Il fiume Khovd sfocia in questo lago creando un gigantesco delta paludoso. Il lago rappresenta un habitat straordinario ed emozionante per chiunque ami la natura, con l’insieme di zone umide, di acque dolci e salmastre, paludi, steppa e deserto, e con le sue numerosissime specie animali e vegetali che lo popolano. Vicino al lago c'è un antico canale di irrigazione, costruito 1400 anni fa ai tempi del khaganato turco, inoltre lungo la sua sponda
Al mattino, dopo la prima colazione, partenza verso ovest per il lago Khar Us, in mongolo “lago delle Acque Nere”, un lago d’acqua dolce. Il fiume Khovd sfocia in questo lago creando un gigantesco delta paludoso. Il lago rappresenta un habitat straordinario ed emozionante per chiunque ami la natura, con l’insieme di zone umide, di acque dolci e salmastre, paludi, steppa e deserto, e con le sue numerosissime specie animali e vegetali che lo popolano. Vicino al lago c'è un antico canale di irrigazione, costruito 1400 anni fa ai tempi del khaganato turco, inoltre lungo la sua sponda occidentale si trova il cosiddetto muro di Gengis Khan. Dopo l’escursione al lago si procede per il Mankhan sum fino a raggiungere la grotta Khoid Tsenkher famosa per le sue arti rupestri. Dotati di torcia entriamo a visitarla. Appena entrati nella grotta, alta circa 20 metri, si ha la sensazione di essere tornati all’età della pietra. La grotta conserva alcune pitture rupestri policrome veramente emozionanti che risalgono al Paleolitico (dai 12.000 ai 40.000 anni fa). La maggior parte delle immagini principali sono state dipinte sulle pareti utilizzando pigmenti minerali (ocra rossa e gialla, ematite, ossido di manganese e carbone), sebbene alcuni disegni siano stati anche incisi nella pietra. La sezione più famosa della grotta è la seconda sala dove sono raffigurati mammut, struzzi e antilopi kannada; gli animali sembrano essere in movimento. Le pitture sono state scoperte nel 1972 ma in realtà la grotta fu esplorata per la prima volta nel 1951 da O. Namnandorj. Questa è una delle rare grotte in tutta l’Asia che conservano pitture rupestri del Paleolitico. Pernottamento in campo turistico di ger (Gurvan Tsenkheriin Agui Camp). Pasti: colazione in campo di ger, pranzo a picnic, cena in campo di ger.
Giorno 13
Khoid Tsenkher - Khovd (il luogo di sepoltura degli Unni, il mercato, il museo e la moschea della cittadina multiculturale)
Al mattino, dopo la prima colazione, partenza verso nord per Khovd. Lungo il percorso breve escursione al sito di Takhiltyn Khotgor, dove sono state scoperte delle tombe Xiongnu. Questo sito si trova in un canale sabbioso sempre nel territorio di Mankhan sum. È il più grande luogo di sepoltura d’alto rango degli Xiongnu (in Europa conosciuti come Unni) nella Mongolia occidentale. Sono state censite oltre 130 tombe. Si procede per Khovd City, la capitale della provincia di Khovd. La città ha una popolazione multiculturale ed ospita più di 17 diversi gruppi etnici, i cui principali sono
Al mattino, dopo la prima colazione, partenza verso nord per Khovd. Lungo il percorso breve escursione al sito di Takhiltyn Khotgor, dove sono state scoperte delle tombe Xiongnu. Questo sito si trova in un canale sabbioso sempre nel territorio di Mankhan sum. È il più grande luogo di sepoltura d’alto rango degli Xiongnu (in Europa conosciuti come Unni) nella Mongolia occidentale. Sono state censite oltre 130 tombe. Si procede per Khovd City, la capitale della provincia di Khovd. La città ha una popolazione multiculturale ed ospita più di 17 diversi gruppi etnici, i cui principali sono sette etnie Oirat (Dörvöd, Khoshuud, Myangad, Torguud, Ööld, Uriankhai e Zakhchin), due turche (Kazaki e Tuva) e ovviamente i mongoli Khalkha. Visita del mercato, un luogo vibrante e affascinante, ideale per acquistare souvenir autentici e per assaggiare alcune specialità culinarie tradizionali mongole. Si prosegue con il Museo di Khovd, che espone diversi reperti archeologici e etnografici, costumi tradizionali, strumenti musicali tipici e opere d’arte locali. Quindi la Moschea, che presenta un mix unico di architettura mongola, cinese e islamica, un luogo di grande interesse storico e culturale; risale al XVIII secolo ed è uno dei più antichi edifici religiosi musulmani in Mongolia. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in campo di gher, pranzo e cena in ristoranti locali.
Giorno 14
Khovd - volo per Ulaanbaatar (la Piazza Ard Ayush intitolata all'eroe nazionale locale)
Dopo la prima colazione andiamo a fare ancora un giro per Khovd passando per la piazza Ard Ayush adiacente all’hotel. Ard Ayush è l’eroe nazionale locale che, nel 1903 e nel 1911, guidò la protesta dei pastori di Arat e dei Tayiji contro le ingiustizie del khan e l’oppressione coloniale cinese, poi prese parte attiva alla rivoluzione popolare del 1921 e divenne membro del governo della Repubblica Popolare Mongola. In tarda mattinata trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per UB. Arrivo a Ulaanbaatar, accoglienza e trasferimento in hotel. Resto del
Dopo la prima colazione andiamo a fare ancora un giro per Khovd passando per la piazza Ard Ayush adiacente all’hotel. Ard Ayush è l’eroe nazionale locale che, nel 1903 e nel 1911, guidò la protesta dei pastori di Arat e dei Tayiji contro le ingiustizie del khan e l’oppressione coloniale cinese, poi prese parte attiva alla rivoluzione popolare del 1921 e divenne membro del governo della Repubblica Popolare Mongola. In tarda mattinata trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per UB. Arrivo a Ulaanbaatar, accoglienza e trasferimento in hotel. Resto del pomeriggio libero per shopping o per gironzolare per la città. Cena in un bel ristorante in centro città. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristoranti locali.
Giorno 15
Ulaanbaatar (il Gengis Khan Museum e lo shopping nello spaccio della fabbrica del cachemire)
Al mattino, fatta colazione, ci avviamo a piedi al Chinggis Khan Museum, nuovissimo è a detta di molti il più bel museo di Ulan Bator. Aperto da un anno offre ai visitatori una fantastica esperienza sulla storia del paese che va dalla preistoria ai giorni nostri. L’edificio si sviluppa su 6 piani, collegati da scale mobili e ascensori, e richiede una visita di non meno di 3 ore. Ma ne vale la pena. L’edificio che ospita questo splendido museo in passato era il Museo di Storia Naturale, e prima ancora era stato il Museo Nazionale, ristrutturato otto anni fa è stato aperto nel 2023 a
Al mattino, fatta colazione, ci avviamo a piedi al Chinggis Khan Museum, nuovissimo è a detta di molti il più bel museo di Ulan Bator. Aperto da un anno offre ai visitatori una fantastica esperienza sulla storia del paese che va dalla preistoria ai giorni nostri. L’edificio si sviluppa su 6 piani, collegati da scale mobili e ascensori, e richiede una visita di non meno di 3 ore. Ma ne vale la pena. L’edificio che ospita questo splendido museo in passato era il Museo di Storia Naturale, e prima ancora era stato il Museo Nazionale, ristrutturato otto anni fa è stato aperto nel 2023 a celebrare la memoria del più grande eroe mongolo, Gengis Khan. Terminata la visita troveremo il bus ad attenderci per andare a pranzo, quindi un pomeriggio dedicato allo shopping con un salto alla fabbrica del cachemire e all’Ikh Delgur, lo storico grande magazzino, per gli ultimi souvenir. Il bus ci riporterà poi in hotel. Cena in un bel ristorante locale. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale.
Giorno 16
Ulaanbaatar - Italia
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines per l’Italia via Istanbul. Pasti: colazione con breakfast-box, pranzo a bordo.