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DESERTO E NOMADI DELL'ASIA ORIENTALE

MONGOLIA | DESERTO E NOMADI DELL'ASIA ORIENTALE

A partire da 4950 €

DURATA
PARTECIPANTI
15 Giorni (13 Notti) Minimo: 9 / Massimo: 14
DATA PARTENZA
LA PARTENZA E'
PREZZI A PARTIRE DA:
Quota base individuale
4950 €
Questo singolare viaggio si spinge fino al fantastico Canyon di Khermen Tsav, con una vera e propria spedizione in una remota e selvaggia porzione del deserto di Gobi, frequentata sporadicamente dalle spedizioni scientifiche in cerca di fossili di dinosauro. Paesaggi dagli orizzonti infiniti, dolci e quasi malinconici, tra il verde tenero delle sterminate praterie, il giallo ocra delle enormi dune di sabbia e il nero delle formazioni rocciose di origine vulcanica. Gli straordinari incontri con i cavalieri nomadi, eredi del mitico Gengis Khan, e con le carovane di irsuti cammelli a due

Perché Noi

  • Spettacolare itinerario tutto via terra nel centro-sud del Paese, per amanti della natura con spirito di adattamento
  • Mini-spedizione in campo mobile di 4 giorni nel deserto del Gobi con lo straordinario canyon di arenarie rosse di KhermenTsav
  • Trasferimenti in 4x4 giapponesi (tipo Toyota) dove trovano posto 3 passeggeri più l'autista
  • Le vaste, verdi e sconosciute praterie della Mongolia centrale, costellate di accampamenti di ger di famiglie nomadi
  • Il tour è accompagnato da un nostro Esperto 
I Viaggi di Maurizio Levi

Day by Day

Giorno 1

Partenza dall'Italia con voi Turkish Airlines via Istanbul

Partenza al mattino da Milano Malpensa con voli di linea Turkish Airlines per Ulaanbaatar via Istanbul. Pernottamento a bordo.Pasti: pranzo e cena a bordo dell’aereo. 

Giorno 2

Arrivo a Ulaanbaatar (la Piazza dell'Eroe Rosso e il Monastero-Museo di Choijin Lama)

Arrivo al mattino a Ulaanbaatar, espletamento delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in città. Nel pomeriggio visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato
Giorno 3

Ulaanbaatar - Baga Gazriin Chuluu (Le rovine del teatro nella steppa e il suggestivo massiccio granitico con i resti di un piccolo tempio)

Partenza dalla capitale con gli automezzi fuoristrada dirigendosi verso Sud. Paese di altopiani e di deserti, la Mongolia è ancor oggi una terra per viaggiatori più che per turisti. Le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che attraversa il paese da ovest a est, i mezzi di trasporto - privati e pubblici - quasi inesistenti (l’unico vero mezzo di trasporto è il cavallo!) e le strutture turistiche minime. Con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, essa conserva l’eredità del più grande
Giorno 4

Baga Gazriin Chuluu - Bayanzag - Gobi meridionale (La steppa sconfinata e le rupi fiammeggianti)

Dopo la prima colazione partenza verso sud attraverso le estese praterie ondulate che caratterizzano questa parte dell’altopiano mongolo, molto probabilmente il fondo di un antico bacino lacustre. Nel pomeriggio si raggiunge la località di Bayanzag che letteralmente significa “rupi fiammeggianti” per il colore rosso assunto dalle formazioni di arenaria al tramonto. Il luogo è famoso perchè nel 1921 il ricercatore americano Roy Chapman Andrews scoprì qui, durante una spedizione scientifica, il più grande e il più importante giacimento paleontologico al mondo di scheletri e di uova
Giorno 5

Gobi meridionale - Valle di Yol - Khongoriin Els (Il profondo canyon che si apre tra alte montagne isolate nella piana desertica e il lungo cordone di dune di sabbia)

Dopo la prima colazione partenza per il Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, che significa le “tre bellezze” in riferimento ai tre crinali montuosi che caratterizzano la parte terminale dei Monti Altai. Oltre alle montagne il parco ricomprende zone desertiche con formazioni di arenaria e dune di sabbia. La scarsa vegetazione della steppa desertica (molte piante fioriscono solamente dopo forti piogge) rappresenta il sostentamento di particolari specie di animali come la gazzella dalla coda nera, il topo saltatore, l’asino selvatico e il cammello selvatico. Escursione nella Valle di Yol,
Giorno 6 - 8

Khongoriin Els - Gurvantes - Khermen Tsav - Petroglifi di Bayangiin Nuruu (La mini-spedizione nel deserto di Gobi più remoto e selvaggio, il fantastico canyon caratterizzato da bizzarre formazioni di arenaria rossa)

 Dopo la prima colazione si prosegue verso ovest, costeggiando le dune di Khongoriin, per intraprendere una vera e propria spedizione in una porzione del deserto di Gobi veramente remota e selvaggia. Superato il villaggio di Gurvantes si percorrono piste appena segnate dalle spedizioni scientifiche che sporadicamente si spingono in questa zona alla ricerca di fossili di dinosauro. Si raggiunge il fantastico canyon di Khermen Tsav, caratterizzato da bizzarre formazioni di arenaria rossa modellate da piogge e venti di milioni di anni. Le meravigliose scenografie, delimitate dalle vallate
Giorno 9 - 10

Petroglifi di Bayangiin Nuruu - Bayankhongor - Valle di Shargaljuut/Taats/Jaracaland (Dalle distese desertiche con i cespugli di saxaul alle praterie della Mongolia centrale disseminate di stelle alpine)

Si continua verso nord tra gli ondulati paesaggi desertici del Gobi, caratterizzati dalle distese dei cespugli di saxaul, fino a raggiungere Orog Nuur (lago Orog), circondato da praterie, dune di sabbia, insediamenti di nomadi e le alte montagne Baga Bogd (N.B. In seguito ad una scarsa stagione delle piogge il lago potrebbe essere asciutto). Si prosegue verso nord, lungo semplici piste sterrate, attraverso gli estesi e spettacolari paesaggi di dolci colline e praterie che danno la sensazione di muoversi in ambienti primordiali di grande libertà. Si giunge nella zona delle vaste e verdi
Giorno 11

Valle di Shargaljuut /Taats/Jaracaland - Valle di Orkhon (La Valle di Orkhon caratterizzata da rocce nere, prati verdissimi e ovviamente dal fiume omonimo che forma anche una bella cascata)

Dopo la prima colazione partenza per la Valle di Orkhon, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004 per la sua importanza storica e per la bellezza dei sui paesaggi. Il fiume Orkhon scorre verso nord, per un incredibile tratto di 1.120 km, prima di confluire nel maestoso Selenge Gol. La valle è caratterizzata da rocce nere, prati verdissimi e ovviamente dal fiume omonimo che forma anche una bella cascata. Nota anche come Ulaan Tsutgalan, la cascata, alta circa 20 metri, si formò circa 20.000 anni fa per una singolare combinazione di eruzioni vulcaniche e terremoti. La cascata
Giorno 12

Valle di Orkhon - Karakorum (Le rovine dell'antica capitale dell'impero mongolo e il monastero di Erdene Zuu)

Dopo la prima colazione si prosegue lungo il percorso panoramico che attraverso le verdi montagne conduce a Karakorum, antica capitale dell’impero mongolo. Karakorum, potente e splendida ai tempi di Gengis Khan, fu costruita nel XIII secolo proprio sulle sponde del fiume Orkhon. La visita più interessante è sicuramente quella di Erdene Zuu, suggestivo monastero circondato da possenti mura interrotte da 108 bianche “suburga” (stupa), tante quanti sono i grani del rosario buddhista; all’interno delle mura vi sono un grande stupa e numerosi templi buddhisti ricchi di preziosi affreschi,
Giorno 13

Karakorum - Parco Nazionale Hustain Nuruu - Ulaanbaatar (Il cavallo della razza Przewalski, il progenitore del cavallo domestico)

Dopo la prima colazione partenza verso est per Ulaanbaatar percorrendo la strada principale che attraversa il paese longitudinalmente. Lungo il percorso sosta per la visita del Parco Nazionale di Hustain Nuruu, in un bell’ambiente di colline selvagge dove, con un po’ di fortuna, si possono osservare i cavalli di Przewalski (dal nome dell’esploratore polacco che li scoprì), considerati i progenitori di tutti i cavalli (N.B. La visita del parco, una tappa per spezzare il lungo trasferimento, cade purtroppo nelle ore centrali del giorno, quando è meno probabile l’avvistamento degli
Giorno 14

Ulaanbaatar (Il Monastero di Gandan, il Museo Gengis Khan e il Palazzo d'inverno del Bogd Khan)

Dopo la prima colazione completamento della visita di Ulaanbaatar. Si inizia con il Monastero di Gandan, il “luogo meraviglioso della gioia completa”, non solo il più grande e importante monastero della Mongolia, ma anche uno dei monumenti più imponenti di Ulaanbaatar. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine di Bogd Gegen. Come la maggior parte dei monasteri mongoli fu pesantemente colpito nel corso delle purghe staliniane del 1937. Fu in parte risparmiato dai comunisti per dimostrare la loro finta tolleranza religiosa agli stranieri in visita ufficiale. La maggiore attrazione
Giorno 15

Ulaanbaatar - partenza per l'Italia

Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines per l’Italia via Istanbul. Arrivo a Milano Malpensa nel tardo pomeriggio.Pasti: colazione con breakfast-box, pranzo a bordo.