Giorno 1
Partenza dall'Italia con voi Turkish Airlines via Istanbul
Partenza al mattino da Milano Malpensa con voli di linea Turkish Airlines per Ulaanbaatar via Istanbul. Pernottamento a bordo.Pasti: pranzo e cena a bordo dell’aereo.
Giorno 2
Arrivo a Ulaanbaatar (la Piazza dell'Eroe Rosso e il Monastero-Museo di Choijin Lama)
Arrivo al mattino a Ulaanbaatar, espletamento delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in città. Nel pomeriggio visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato
Arrivo al mattino a Ulaanbaatar, espletamento delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in città. Nel pomeriggio visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto. Si prosegue con la visita del Tempio di Choijin Lama, un complesso di edifici rossi con il tetto verde dove visse il fratello minore del Bogd Khan dal 1908, Luvsan Haidav, potente monaco lama. Il monastero fu chiuso nel 1938 e successivamente trasformato in museo. Ciò gli evitò la distruzione. Di estremo interesse per la bellezza della struttura esterna, impreziosita da dipinti dedicati al Buddha, e per i capolavori che contiene (statue, antichi libri di preghiera, maschere Tsam, thanka, oggetti vari e opere preziose).Quindi, se aperto, visita del Museo di Storia Naturale che espone, tra le altre cose, scheletri e uova fossili di dinosauro ritrovati nel deserto del Gobi. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione a bordo dell’aereo, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 3
Ulaanbaatar - Baga Gazriin Chuluu (Le rovine del teatro nella steppa e il suggestivo massiccio granitico con i resti di un piccolo tempio)
Partenza dalla capitale con gli automezzi fuoristrada dirigendosi verso Sud. Paese di altopiani e di deserti, la Mongolia è ancor oggi una terra per viaggiatori più che per turisti. Le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che attraversa il paese da ovest a est, i mezzi di trasporto - privati e pubblici - quasi inesistenti (l’unico vero mezzo di trasporto è il cavallo!) e le strutture turistiche minime. Con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, essa conserva l’eredità del più grande
Partenza dalla capitale con gli automezzi fuoristrada dirigendosi verso Sud. Paese di altopiani e di deserti, la Mongolia è ancor oggi una terra per viaggiatori più che per turisti. Le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che attraversa il paese da ovest a est, i mezzi di trasporto - privati e pubblici - quasi inesistenti (l’unico vero mezzo di trasporto è il cavallo!) e le strutture turistiche minime. Con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, essa conserva l’eredità del più grande impero che il mondo abbia mai visto e del più geniale condottiero di tutti i tempi, Gengis Khan. Lungo il percorso visita di Sum Huh Burd, le rovine del primo teatro costruito in Mongolia proprio nella steppa. Poi si prosegue per il suggestivo massiccio granitico di Baga Gazriin Chuluu (1.750 m), perso nel mezzo del nulla. Questa formazione rocciosa nasconde le rovine di un piccolo tempio buddhista risalente al XIX secolo. Pernottamento in campo turistico di ger.Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in campo di ger. La ger è la tipica tenda dei nomadi della steppa dell’Asia Centrale (il termine yurta, più comune in occidente per indicare la tenda dei nomadi, è di origine russa e non mongola). Ha la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alta e spaziosa assomiglia a una vera e propria abitazione, vi si sta comodamente in piedi ed è dotata di letti con materassi, lenzuola, coperte e una stufa a legna centrale. Le docce e le toilette sono in condivisione.
Giorno 4
Baga Gazriin Chuluu - Bayanzag - Gobi meridionale (La steppa sconfinata e le rupi fiammeggianti)
Dopo la prima colazione partenza verso sud attraverso le estese praterie ondulate che caratterizzano questa parte dell’altopiano mongolo, molto probabilmente il fondo di un antico bacino lacustre. Nel pomeriggio si raggiunge la località di Bayanzag che letteralmente significa “rupi fiammeggianti” per il colore rosso assunto dalle formazioni di arenaria al tramonto. Il luogo è famoso perchè nel 1921 il ricercatore americano Roy Chapman Andrews scoprì qui, durante una spedizione scientifica, il più grande e il più importante giacimento paleontologico al mondo di scheletri e di uova
Dopo la prima colazione partenza verso sud attraverso le estese praterie ondulate che caratterizzano questa parte dell’altopiano mongolo, molto probabilmente il fondo di un antico bacino lacustre. Nel pomeriggio si raggiunge la località di Bayanzag che letteralmente significa “rupi fiammeggianti” per il colore rosso assunto dalle formazioni di arenaria al tramonto. Il luogo è famoso perchè nel 1921 il ricercatore americano Roy Chapman Andrews scoprì qui, durante una spedizione scientifica, il più grande e il più importante giacimento paleontologico al mondo di scheletri e di uova di dinosauri. Si continua per il nostro campo di ger che si trova nei pressi, nella zona denominata Gobi meridionale. Pernottamento in campo turistico di ger.Pasti: colazione in campo di ger, pranzo con lunch-box, cena in campo di ger.
Giorno 5
Gobi meridionale - Valle di Yol - Khongoriin Els (Il profondo canyon che si apre tra alte montagne isolate nella piana desertica e il lungo cordone di dune di sabbia)
Dopo la prima colazione partenza per il Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, che significa le “tre bellezze” in riferimento ai tre crinali montuosi che caratterizzano la parte terminale dei Monti Altai. Oltre alle montagne il parco ricomprende zone desertiche con formazioni di arenaria e dune di sabbia. La scarsa vegetazione della steppa desertica (molte piante fioriscono solamente dopo forti piogge) rappresenta il sostentamento di particolari specie di animali come la gazzella dalla coda nera, il topo saltatore, l’asino selvatico e il cammello selvatico. Escursione nella Valle di Yol,
Dopo la prima colazione partenza per il Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, che significa le “tre bellezze” in riferimento ai tre crinali montuosi che caratterizzano la parte terminale dei Monti Altai. Oltre alle montagne il parco ricomprende zone desertiche con formazioni di arenaria e dune di sabbia. La scarsa vegetazione della steppa desertica (molte piante fioriscono solamente dopo forti piogge) rappresenta il sostentamento di particolari specie di animali come la gazzella dalla coda nera, il topo saltatore, l’asino selvatico e il cammello selvatico. Escursione nella Valle di Yol, chiamata la “Valle delle Aquile” per via della notevole quantità di rapaci che vi nidificano. Questa valle non è altro che un profondo canyon di origine vulcanica che si apre tra alte montagne isolate nella sconfinata piana del deserto; oltre alle aquile (che in realtà sono avvoltoi) si possono osservare pecore selvatiche, stambecchi e numerosi pica pica (piccoli roditori simili alle marmotte). Una piacevole camminata permette di scoprire a distanza ravvicinata la fauna e l’ambiente di questo angolo selvaggio dove incredibilmente, fino a pochi anni fa, si potevano vedere gli ultimi resti di un ghiacciaio. Visita del piccolo ma interessante museo all’ingresso del parco. Si continua verso ovest in un ambiente sempre più desertico dove, se fortunati, è possibile avvistare sparuti branchi di gazzelle e kulan (gli asini selvatici dell’Asia centrale). Si raggiungono quindi le più alte dune del Gobi (anche 100 m): le affascinanti Khongoriin Els, un ondulato e spettacolare cordone di sabbia che si estende per oltre un centinaio di chilometri. Camminata in quest’affascinante area per ammirare il paesaggio dall’alto delle dune, alla cui base si trova un inaspettato ruscello. Pernottamento in campo turistico di ger.Pasti: colazione, pranzo con lunch-box, cena in campo di ger.
Giorno 6 - 8
Khongoriin Els - Gurvantes - Khermen Tsav - Petroglifi di Bayangiin Nuruu (La mini-spedizione nel deserto di Gobi più remoto e selvaggio, il fantastico canyon caratterizzato da bizzarre formazioni di arenaria rossa)
Dopo la prima colazione si prosegue verso ovest, costeggiando le dune di Khongoriin, per intraprendere una vera e propria spedizione in una porzione del deserto di Gobi veramente remota e selvaggia. Superato il villaggio di Gurvantes si percorrono piste appena segnate dalle spedizioni scientifiche che sporadicamente si spingono in questa zona alla ricerca di fossili di dinosauro. Si raggiunge il fantastico canyon di Khermen Tsav, caratterizzato da bizzarre formazioni di arenaria rossa modellate da piogge e venti di milioni di anni. Le meravigliose scenografie, delimitate dalle vallate
Dopo la prima colazione si prosegue verso ovest, costeggiando le dune di Khongoriin, per intraprendere una vera e propria spedizione in una porzione del deserto di Gobi veramente remota e selvaggia. Superato il villaggio di Gurvantes si percorrono piste appena segnate dalle spedizioni scientifiche che sporadicamente si spingono in questa zona alla ricerca di fossili di dinosauro. Si raggiunge il fantastico canyon di Khermen Tsav, caratterizzato da bizzarre formazioni di arenaria rossa modellate da piogge e venti di milioni di anni. Le meravigliose scenografie, delimitate dalle vallate desertiche, sono particolarmente suggestive con la luce del tramonto. Il famoso paleontologo Roy Chapman Andrews chiamò questo luogo “la fine del mondo”. Si prosegue quindi verso nord fino ai Petroglifi di Bayagiin Nuruu risalenti a oltre 5000 anni fa. Le antiche e interessanti incisioni raffigurano scene di vita quotidiana, tra cui l’agricoltura, la caccia e altri aspetti dell’esistenza umana. Pernottamenti in tenda in campo mobile.Pasti: colazioni, pranzi e cene in campo mobile.I campi mobili sono allestiti con gli equipaggiamenti a bordo di un veicolo assistenza. Vengono fornite tende del tipo a igloo con materassini in polipropilene dello spessore di 2 cm. (non vengono forniti sacchi a pelo, cuscini e asciugamani). Per il montaggio delle tende è necessaria la collaborazione dei partecipanti. Per le cene si utilizzano tavoli e sedie da campeggio. La cucina è curata dallo staff locale. Acqua e catini sono a disposizione per lavarsi.
Giorno 9 - 10
Petroglifi di Bayangiin Nuruu - Bayankhongor - Valle di Shargaljuut/Taats/Jaracaland (Dalle distese desertiche con i cespugli di saxaul alle praterie della Mongolia centrale disseminate di stelle alpine)
Si continua verso nord tra gli ondulati paesaggi desertici del Gobi, caratterizzati dalle distese dei cespugli di saxaul, fino a raggiungere Orog Nuur (lago Orog), circondato da praterie, dune di sabbia, insediamenti di nomadi e le alte montagne Baga Bogd (N.B. In seguito ad una scarsa stagione delle piogge il lago potrebbe essere asciutto). Si prosegue verso nord, lungo semplici piste sterrate, attraverso gli estesi e spettacolari paesaggi di dolci colline e praterie che danno la sensazione di muoversi in ambienti primordiali di grande libertà. Si giunge nella zona delle vaste e verdi
Si continua verso nord tra gli ondulati paesaggi desertici del Gobi, caratterizzati dalle distese dei cespugli di saxaul, fino a raggiungere Orog Nuur (lago Orog), circondato da praterie, dune di sabbia, insediamenti di nomadi e le alte montagne Baga Bogd (N.B. In seguito ad una scarsa stagione delle piogge il lago potrebbe essere asciutto). Si prosegue verso nord, lungo semplici piste sterrate, attraverso gli estesi e spettacolari paesaggi di dolci colline e praterie che danno la sensazione di muoversi in ambienti primordiali di grande libertà. Si giunge nella zona delle vaste e verdi praterie della Mongolia centrale. In base alla percorribilità delle piste si procede lungo una delle valli (Shargaljuut, Taats o Jaracaland) tutte ugualmente disseminate di accampamenti di ger di famiglie nomadi. Mandrie di cavalli e yak, greggi di pecore e capre, cavalieri lanciati al galoppo… sembra di essere in “Un giorno in Mongolia”, il famoso dipinto di Balduugiyn Sharav, il più celebre pittore mongolo. L’opera rappresenta un paesaggio mongolo pieno di intricate scene che raffigurano quasi ogni aspetto della vita quotidiana in Mongolia: dalla produzione del feltro alla raccolta del letame. Il 9° giorno, pernottamento in campo turistico di ger nei pressi di Bayankhongor (Gobi Camel Lodge); il 10° giorno, pernottamento in tenda in campo mobile in una delle valli (Shargaljuut, Taats o Jaracaland).Pasti: colazioni, pranzi e cene in campo mobile.
Giorno 11
Valle di Shargaljuut /Taats/Jaracaland - Valle di Orkhon (La Valle di Orkhon caratterizzata da rocce nere, prati verdissimi e ovviamente dal fiume omonimo che forma anche una bella cascata)
Dopo la prima colazione partenza per la Valle di Orkhon, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004 per la sua importanza storica e per la bellezza dei sui paesaggi. Il fiume Orkhon scorre verso nord, per un incredibile tratto di 1.120 km, prima di confluire nel maestoso Selenge Gol. La valle è caratterizzata da rocce nere, prati verdissimi e ovviamente dal fiume omonimo che forma anche una bella cascata. Nota anche come Ulaan Tsutgalan, la cascata, alta circa 20 metri, si formò circa 20.000 anni fa per una singolare combinazione di eruzioni vulcaniche e terremoti. La cascata
Dopo la prima colazione partenza per la Valle di Orkhon, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004 per la sua importanza storica e per la bellezza dei sui paesaggi. Il fiume Orkhon scorre verso nord, per un incredibile tratto di 1.120 km, prima di confluire nel maestoso Selenge Gol. La valle è caratterizzata da rocce nere, prati verdissimi e ovviamente dal fiume omonimo che forma anche una bella cascata. Nota anche come Ulaan Tsutgalan, la cascata, alta circa 20 metri, si formò circa 20.000 anni fa per una singolare combinazione di eruzioni vulcaniche e terremoti. La cascata appare nel suo massimo splendore dopo una pioggia abbondante. Pernottamento in campo turistico di ger.Pasti: colazione in campo mobile, pranzo e cena in campo di ger.
Giorno 12
Valle di Orkhon - Karakorum (Le rovine dell'antica capitale dell'impero mongolo e il monastero di Erdene Zuu)
Dopo la prima colazione si prosegue lungo il percorso panoramico che attraverso le verdi montagne conduce a Karakorum, antica capitale dell’impero mongolo. Karakorum, potente e splendida ai tempi di Gengis Khan, fu costruita nel XIII secolo proprio sulle sponde del fiume Orkhon. La visita più interessante è sicuramente quella di Erdene Zuu, suggestivo monastero circondato da possenti mura interrotte da 108 bianche “suburga” (stupa), tante quanti sono i grani del rosario buddhista; all’interno delle mura vi sono un grande stupa e numerosi templi buddhisti ricchi di preziosi affreschi,
Dopo la prima colazione si prosegue lungo il percorso panoramico che attraverso le verdi montagne conduce a Karakorum, antica capitale dell’impero mongolo. Karakorum, potente e splendida ai tempi di Gengis Khan, fu costruita nel XIII secolo proprio sulle sponde del fiume Orkhon. La visita più interessante è sicuramente quella di Erdene Zuu, suggestivo monastero circondato da possenti mura interrotte da 108 bianche “suburga” (stupa), tante quanti sono i grani del rosario buddhista; all’interno delle mura vi sono un grande stupa e numerosi templi buddhisti ricchi di preziosi affreschi, statue e oggetti di culto. I templi di Erdene Zuu si sono miracolosamente salvati dalla distruzione del periodo stalinista (quasi tutti i monasteri furono distrutti e migliaia di monaci furono uccisi o deportati). Un monastero in stile tibetano è ora attivo e se fortunati si può assistere alle cerimonie religiose e alle preghiere dei monaci della setta dei “berretti gialli”. Pernottamento in campo turistico di ger.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo di ger.
Giorno 13
Karakorum - Parco Nazionale Hustain Nuruu - Ulaanbaatar (Il cavallo della razza Przewalski, il progenitore del cavallo domestico)
Dopo la prima colazione partenza verso est per Ulaanbaatar percorrendo la strada principale che attraversa il paese longitudinalmente. Lungo il percorso sosta per la visita del Parco Nazionale di Hustain Nuruu, in un bell’ambiente di colline selvagge dove, con un po’ di fortuna, si possono osservare i cavalli di Przewalski (dal nome dell’esploratore polacco che li scoprì), considerati i progenitori di tutti i cavalli (N.B. La visita del parco, una tappa per spezzare il lungo trasferimento, cade purtroppo nelle ore centrali del giorno, quando è meno probabile l’avvistamento degli
Dopo la prima colazione partenza verso est per Ulaanbaatar percorrendo la strada principale che attraversa il paese longitudinalmente. Lungo il percorso sosta per la visita del Parco Nazionale di Hustain Nuruu, in un bell’ambiente di colline selvagge dove, con un po’ di fortuna, si possono osservare i cavalli di Przewalski (dal nome dell’esploratore polacco che li scoprì), considerati i progenitori di tutti i cavalli (N.B. La visita del parco, una tappa per spezzare il lungo trasferimento, cade purtroppo nelle ore centrali del giorno, quando è meno probabile l’avvistamento degli animali). Pranzo nel ristorante della struttura del parco, dove si trova anche un piccolo ma interessante museo. Nel pomeriggio si prosegue per Ulaanbaatar. Arrivo in hotel, cena e pernottamento (Edelweiss Hotel, 3* o similar).Pasti: colazione e pranzo in campo di ger, cena in ristorante locale.
Giorno 14
Ulaanbaatar (Il Monastero di Gandan, il Museo Gengis Khan e il Palazzo d'inverno del Bogd Khan)
Dopo la prima colazione completamento della visita di Ulaanbaatar. Si inizia con il Monastero di Gandan, il “luogo meraviglioso della gioia completa”, non solo il più grande e importante monastero della Mongolia, ma anche uno dei monumenti più imponenti di Ulaanbaatar. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine di Bogd Gegen. Come la maggior parte dei monasteri mongoli fu pesantemente colpito nel corso delle purghe staliniane del 1937. Fu in parte risparmiato dai comunisti per dimostrare la loro finta tolleranza religiosa agli stranieri in visita ufficiale. La maggiore attrazione
Dopo la prima colazione completamento della visita di Ulaanbaatar. Si inizia con il Monastero di Gandan, il “luogo meraviglioso della gioia completa”, non solo il più grande e importante monastero della Mongolia, ma anche uno dei monumenti più imponenti di Ulaanbaatar. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine di Bogd Gegen. Come la maggior parte dei monasteri mongoli fu pesantemente colpito nel corso delle purghe staliniane del 1937. Fu in parte risparmiato dai comunisti per dimostrare la loro finta tolleranza religiosa agli stranieri in visita ufficiale. La maggiore attrazione del complesso monastico è il magnifico edificio bianco del Migjid Janraisig Sum, con una enorme statua di Avalokitesvara, il Bodhisattava della Compassione, alta ben 26 metri. Si continua con il Palazzo d’inverno di Bogd Khan, l’edificio in cui visse per venti anni l’ottavo Buddha vivente nonché ultimo stravagante re della Mongolia alla fine del XIX secolo, Jebtzun Damba Hutagt (chiamato Bogd Khan). Per motivi poco chiari i russi risparmiarono il palazzo dalla distruzione e lo trasformarono in museo. Il palazzo estivo, sulle rive del Tuul Gol, fu invece completamente distrutto. Il complesso è costituito da vari edifici e cortili, il vero e proprio Palazzo d’Inverno è un edificio bianco in stile russo al cui sono esposti magnifici thangka, costumi, mobili e oggetti preziosi appartenuti al Bogd Khan. Nel pomeriggio visita del Chinggis Khan Museum, aperto nel 2022, che raccoglie oltre 12.000 reperti prima stipati negli archivi di stato o in mostra in Russia e Stati Uniti e si pregia di essere la più completa rassegna dell’impero di Gengis Khan e di quelli successivi. Tempo a disposizione per lo shopping in un negozio di cachemire in centro città. Al termine della giornata si partecipa ha un piacevolissimo spettacolo culturale con canti, musiche e danze in un piccolo teatro. Pernottamento in hotel (Edelweiss Hotel, 3* o similare). Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale.
Giorno 15
Ulaanbaatar - partenza per l'Italia
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines per l’Italia via Istanbul. Arrivo a Milano Malpensa nel tardo pomeriggio.Pasti: colazione con breakfast-box, pranzo a bordo.