Giorno 1
Partenza dall'Italia
Partenza al mattino dall’Italia con voli di linea Turkish Airlines via Istanbul. Pernottamento a bordo.Pasti: pranzo e cena a bordo.
Giorno 2
Arrivo a Ulaanbaatar (la Piazza dell'Eroe Rosso e il Monastero-Museo di Choijin Lama)
Arrivo al mattino a Ulaanbaatar, espletamento delle formalità d’ingresso. Accoglienza e trasferimento in città. Visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto. Sistemazione in hotel (N.B. Le
Arrivo al mattino a Ulaanbaatar, espletamento delle formalità d’ingresso. Accoglienza e trasferimento in città. Visita della vasta Piazza Sukhbaatar che prende il nome dall’eroe della rivoluzione che proclamò l’indipendenza della Mongolia dalla Cina. Sulla piazza si affacciano diversi edifici: il Palazzo del Parlamento, decorato con le statue dei più famosi khan mongoli; il Palazzo della Cultura, che ospita la Galleria Nazionale Mongola di Arte Moderna e numerose altre istituzioni a carattere culturale; il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto. Sistemazione in hotel (N.B. Le camere in hotel sono disponibili a partire dalle 13:00). Pranzo in ristorante locale. Dopo pranzo visita del Monastero-Museo di Choijin Lama, noto anche come Museo della Religione, che fu l’abitazione del lama Luvsan Haidav Choijin (“Choijin” era un titolo onorifico che veniva attribuito ad alcuni monaci), oracolo di stato e fratello del Bogd Khan. Il monastero venne trasformato in museo nel 1942 a testimonianza dello stile di vita feudale del passato. Il tempio principale, Maharaja Sum, ospita statue di Sakyamuni (il Buddha storico), Lama Choijin e Baltung Choimba (il maestro del Bogd Khan). Vi sono anche alcune tangka e delle belle maschere tsam utilizzate un tempo per le danze religiose. Il trono dell’oracolo e una magnifica statua di yab-yum (unione sessuale mistica) si trovano nel gongkhang, la cappella del protettore. Al termine della visita tempo a disposizione per lo shopping o per un meritato riposo. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione a bordo dell’aereo, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 3
Ulaanbaatar - Baga Gazriin Chuluu (il Monastero di Gandan e il suggestivo massiccio granitico con i resti di un piccolo tempio)
Dopo la prima colazione visita del Monastero di Gandan, il “luogo meraviglioso della gioia completa”, non solo il più grande e importante monastero della Mongolia, ma anche uno dei monumenti più imponenti di Ulaanbaatar. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine di Bogd Gegen. Come la maggior parte dei monasteri mongoli fu pesantemente colpito nel corso delle purghe staliniane del 1937. Fu in parte risparmiato dai comunisti per dimostrare la loro finta tolleranza religiosa agli stranieri in visita ufficiale. La maggiore attrazione del complesso monastico è il magnifico edificio
Dopo la prima colazione visita del Monastero di Gandan, il “luogo meraviglioso della gioia completa”, non solo il più grande e importante monastero della Mongolia, ma anche uno dei monumenti più imponenti di Ulaanbaatar. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine di Bogd Gegen. Come la maggior parte dei monasteri mongoli fu pesantemente colpito nel corso delle purghe staliniane del 1937. Fu in parte risparmiato dai comunisti per dimostrare la loro finta tolleranza religiosa agli stranieri in visita ufficiale. La maggiore attrazione del complesso monastico è il magnifico edificio bianco del Migjid Janraisig Sum, con una enorme statua di Avalokitesvara, il Bodhisattava della Compassione, alta ben 26 metri. Al termine della visita partenza verso sud con gli automezzi fuoristrada. Paese di altopiani e di deserti, la Mongolia è ancor oggi una terra per viaggiatori più che per turisti. Le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che attraversa il paese da ovest a est, i mezzi di trasporto - privati e pubblici - quasi inesistenti (l’unico vero mezzo di trasporto è il cavallo!) e le strutture turistiche minime. Con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l’Italia, essa conserva l’eredità del più grande impero che il mondo abbia mai visto e del più geniale condottiero di tutti i tempi, Gengis Khan. Giunti a destinazione si procede con la visita del suggestivo massiccio granitico di Baga Gazriin Chuluu (1.750 m), perso nel mezzo del nulla. Questa formazione rocciosa nasconde le rovine di un piccolo tempio buddhista risalente al XIX secolo. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in campo di ger. La ger è la tipica tenda dei nomadi della steppa dell’Asia Centrale (il termine yurta, più comune utilizzato in occidente per indicare la tenda dei nomadi, è di origine russa e non mongola). Ha la struttura in legno rivestita di feltro e il pavimento ricoperto di tappeti; alta e spaziosa assomiglia a una vera e propria abitazione, vi si sta comodamente in piedi ed è dotata di letti con materassi, lenzuola, coperte e spesso una stufa a legna centrale.
Giorno 4
Baga Gazriin Chuluu - Dalanzadgad - Gobi meridionale (Il deserto del Gobi Centrale e il Museo con i fossili di dinosauro)
Dopo la prima colazione, partenza verso sud. Si attraversano le aride steppe del Gobi centrale, preludio delle zone più desertiche del Gobi meridionale. In tarda mattinata arrivo a Dalanzadgad. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita del Museo del Gobi, che espone fossili di dinosauro, reperti archeologici, manufatti tradizionali e opere d’arte locale, che raccontano la storia, la cultura e la vita degli abitanti della regione di Ömnögovi. Al termine della visita si prosegue per il campo di ger che si trova nella zona denominata Gobi meridionale. Pernottamento in campo
Dopo la prima colazione, partenza verso sud. Si attraversano le aride steppe del Gobi centrale, preludio delle zone più desertiche del Gobi meridionale. In tarda mattinata arrivo a Dalanzadgad. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio visita del Museo del Gobi, che espone fossili di dinosauro, reperti archeologici, manufatti tradizionali e opere d’arte locale, che raccontano la storia, la cultura e la vita degli abitanti della regione di Ömnögovi. Al termine della visita si prosegue per il campo di ger che si trova nella zona denominata Gobi meridionale. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in campo di ger.
Giorno 5
Gobi meridionale - Valle di Yol- Khongoriin Els (Il Parco Nazionale Gurvan Saikhan: la Valle delle Aquile e le grandi dune del deserto del Gobi)
Dopo la prima colazione partenza verso sud per la Valle di Yol, chiamata anche “Valle delle Aquile” per via della notevole quantità di rapaci che vi nidificano. Si fa ingresso nel Parco Nazionale Gurvan Saikhan, che significa le “tre bellezze” in riferimento ai tre crinali montuosi che caratterizzano la parte terminale dei Monti Altai. Oltre alle montagne il parco ricomprende zone desertiche con formazioni di arenaria e dune di sabbia. La scarsa vegetazione della steppa desertica (molte piante fioriscono solamente dopo forti piogge) rappresenta il sostentamento di particolari specie
Dopo la prima colazione partenza verso sud per la Valle di Yol, chiamata anche “Valle delle Aquile” per via della notevole quantità di rapaci che vi nidificano. Si fa ingresso nel Parco Nazionale Gurvan Saikhan, che significa le “tre bellezze” in riferimento ai tre crinali montuosi che caratterizzano la parte terminale dei Monti Altai. Oltre alle montagne il parco ricomprende zone desertiche con formazioni di arenaria e dune di sabbia. La scarsa vegetazione della steppa desertica (molte piante fioriscono solamente dopo forti piogge) rappresenta il sostentamento di particolari specie di animali. La Valle di Yol non è altro che un profondo canyon di origine vulcanica che si apre improvvisamente nella sconfinata piana del deserto; oltre alle aquile e agli avvoltoi si possono avvistare, se fortunati, pecore selvatiche, stambecchi e marmotte. Una breve passeggiata a piedi permette di scoprire a distanza ravvicinata la fauna e l’ambiente di questo angolo selvaggio di deserto, dove incredibilmente fino a pochi anni fa nel punto più stretto del canyon si potevano osservare gli ultimi resti di un ghiacciaio. Interessante all’ingresso del parco il piccolo museo. Si prosegue verso ovest attraversando una regione davvero remota dove, se fortunati, è possibile avvistare sparuti branchi di gazzelle e kulan (gli asini selvatici dell’Asia centrale). Si raggiungono quindi le più alte dune del Gobi (anche 100 m): le affascinanti Khongoriin Els, un ondulato e spettacolare cordone di sabbia che si estende per oltre un centinaio di chilometri. Le Khongorin Els (note come le “dune che cantano”, “Duut Mankhan”) sono certamente tra le più maestose della Mongolia. Il nome pare prenda spunto dal vento che impatta contro le dune provocando un suono che, secondo alcuni, potrebbe essere stato imitato dai mongoli e costituire il riferimento per quello strano “canto di gola” tipico dei nomadi del deserto. Questa è l’ambientazione ideale per effettuare una camminata e ammirare il paesaggio dall’alto delle dune, alla cui base si trova un inaspettato ruscello. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti: colazione in campo di ger, pranzo con luch-box, cena in campo di ger.
Giorno 6
Khongoriin Els - Bayanzag - Gobi meridionale (Le rupi fiammeggianti e il ricercatore Roy Chapman Andrews che ha ispirato il personaggio cinematografico di Indiana Jones)
Dopo la prima colazione partenza verso est per il famoso sito di Bayanzag che letteralmente significa “ricco di arbusti saxaul” ma comunemente noto come “rupi fiammeggianti” per il colore rosso che le formazioni di arenaria assumono al tramonto. Il luogo è famoso perché nel 1921 il ricercatore americano Roy Chapman Andrews scoprì, durante una spedizione scientifica, il più grande e più importante giacimento paleontologico al mondo di scheletri e di uova di dinosauri. Si prosegue verso sud per il campo di ger. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti:
Dopo la prima colazione partenza verso est per il famoso sito di Bayanzag che letteralmente significa “ricco di arbusti saxaul” ma comunemente noto come “rupi fiammeggianti” per il colore rosso che le formazioni di arenaria assumono al tramonto. Il luogo è famoso perché nel 1921 il ricercatore americano Roy Chapman Andrews scoprì, durante una spedizione scientifica, il più grande e più importante giacimento paleontologico al mondo di scheletri e di uova di dinosauri. Si prosegue verso sud per il campo di ger. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo di ger. Roy Chapman Andrews in realtà era giunto in Mongolia per trovare l’anello mancante nella storia dell’evoluzione umana e per provare la teoria formulata da Henry Osborn, secondo cui l’Asia centrale era stata il nucleo originario della diffusione della vita dei mammiferi. Egli non trovò mai prova di questa teoria, tuttavia trovò tracce di una popolazione antica di 20.000 anni che soprannominò “abitanti delle dune”. A causa degli ostacoli insostenibili nel lavoro sul campo, causati dai banditi cinesi e dalla polizia segreta sovietica, Andrews abbandonò gli scavi non completati dopo circa cinque spedizioni. Sempre equipaggiato con cappello di feltro, tenuta kaki e fucile al fianco, Andrews è stato considerato il modello su cui è basato il personaggio holliwoodiano di Indiana Jones.
Giorno 7
Gobi meridionale - Monastero di Ongiin Khiid (Gli estesi paesaggi steppici e i resti dei monasteri in rovina)
Dopo la prima colazione partenza verso nord attraverso gli estesi e spettacolari paesaggi steppici che danno la sensazione di muoversi in ambienti primordiali di grande libertà. Sono frequenti gli incontri con gli ospitali pastori nomadi mongoli. Si raggiunge una suggestiva piccola area montuosa dove un’ansa del fiume Ongiin delimita i resti di due monasteri in rovina, il Barlim Khiid sulla sponda settentrionale e il Khutagt Khiid su quella meridionale. Nel suo insieme il complesso è conosciuto con il nome di Ongiin Khiid. Grazie all’attività di un gruppo di monaci e alla devozione
Dopo la prima colazione partenza verso nord attraverso gli estesi e spettacolari paesaggi steppici che danno la sensazione di muoversi in ambienti primordiali di grande libertà. Sono frequenti gli incontri con gli ospitali pastori nomadi mongoli. Si raggiunge una suggestiva piccola area montuosa dove un’ansa del fiume Ongiin delimita i resti di due monasteri in rovina, il Barlim Khiid sulla sponda settentrionale e il Khutagt Khiid su quella meridionale. Nel suo insieme il complesso è conosciuto con il nome di Ongiin Khiid. Grazie all’attività di un gruppo di monaci e alla devozione popolare, nel 2004 sono stati completati i lavori di costruzione di un nuovo tempio. Pernottamento in campo turistico di ger con servizi in comune.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo di ger.
Giorno 8
Monastero di Ongiin Khiid - Karakorum (L'antica capitale dell'impero mongolo e il monastero di Erdene Zuu)
L’antica capitale dell’impero mongolo e il monastero di Erdene ZuuDopo la prima colazione partenza verso nord per Karakorum, l’antica capitale dell’impero mongolo. Karakorum, potente e splendida ai tempi di Gengis Khan, fu costruita nel XIII secolo sulle sponde del fiume Orkhon. La visita più interessante è sicuramente quella di Erdene Zuu, suggestivo monastero circondato da possenti mura interrotte da 108 bianche “suburga” (stupa), tante quanti sono i grani del rosario buddhista; all’interno delle mura vi sono un grande stupa e numerosi templi buddhisti ricchi di preziosi
L’antica capitale dell’impero mongolo e il monastero di Erdene ZuuDopo la prima colazione partenza verso nord per Karakorum, l’antica capitale dell’impero mongolo. Karakorum, potente e splendida ai tempi di Gengis Khan, fu costruita nel XIII secolo sulle sponde del fiume Orkhon. La visita più interessante è sicuramente quella di Erdene Zuu, suggestivo monastero circondato da possenti mura interrotte da 108 bianche “suburga” (stupa), tante quanti sono i grani del rosario buddhista; all’interno delle mura vi sono un grande stupa e numerosi templi buddhisti ricchi di preziosi affreschi, statue e oggetti di culto. I templi di Erdene Zuu si sono miracolosamente salvati dalla distruzione del periodo stalinista (quasi tutti i monasteri furono distrutti e migliaia di monaci furono uccisi o deportati). Pernottamento in campo turistico di ger con servizi privati.Pasti: colazione, pranzo e cena in campo di ger.
Giorno 9
Karakorum - Khogno Khan - Ulaanbaatar (La distesa di dune e il piccolo monastero nascosto)
Partenza verso est per la località di Bayangobi. Visita del piccolo Monastero di Uvgunt in una vallata nascosta tra le formazioni granitiche tondeggianti dei monti Khogno Khan con una bella vista sulla distesa di dune di Mongol Els che curiosamente si trovano in una zona non così arida come il deserto di Gobi. Pranzo in campo di ger. Dopo pranzo si prosegue verso est per Ulaanbaatar. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione, pranzo in campo di ger, cena in ristorante locale o in hotel.
Giorno 10
Ulaanbaatar (Il Museo di Gengis Khan e il Palazzo d'Inverno del Bogd Khan )
Colazione e completamento delle visite dei siti d’interesse di Ulaanbaatar. Il Chinggis Khan Museum, aperto nel 2022, che raccoglie oltre 12.000 reperti prima stipati negli archivi di stato o in mostra in Russia e Stati Uniti e si pregia di essere la più completa rassegna dell’impero di Gengis Khan e di quelli successivi. Si prosegue con il raffinato Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risiedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia, una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere, con i suoi cortiletti, i pannelli affrescati e le
Colazione e completamento delle visite dei siti d’interesse di Ulaanbaatar. Il Chinggis Khan Museum, aperto nel 2022, che raccoglie oltre 12.000 reperti prima stipati negli archivi di stato o in mostra in Russia e Stati Uniti e si pregia di essere la più completa rassegna dell’impero di Gengis Khan e di quelli successivi. Si prosegue con il raffinato Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risiedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia, una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere, con i suoi cortiletti, i pannelli affrescati e le bellissime porte. Vi si trovano, attraversato il grande portone di accesso, sale che custodiscono doni particolari di facoltosi visitatori, (tra cui stivali regalati dallo zar russo al Bogd Khan), animali imbalsamati, “tanka” (pitture sacre su stoffe), costumi tradizionali. Nel pomeriggio si assiste ad uno spettacolo folcloristico in uno dei teatri della capitale. Cena di arrivederci. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale.
Giorno 11
Ulaanbaatar - Italia
Presto al mattino trasferimento all’aeroporto per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines per l’Italia via Istanbul. Arrivo nel pomeriggio.Pasti: colazione con breakfast-box, pranzo a bordo.