Giorno 1
Partenza per l'Armenia
Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo europeo per Yerevan. Pasti e pernottamento a bordo, arrivo in nottata del giorno successivo. NB: è possibile anche la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino, previa disponibilità, senza alcun supplemento tariffario. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani, eventualmente con altri vettori aerei, con supplemento tariffario e il relativo supplemento del trasferimento privato in hotel.
Giorno 2
Yerevan, la "città rosa", e i siti Unesco di Etchmiadzin e Zvartnots
Arrivo nella capitale armena in nottata. Accoglienza in aeroporto da parte della guida locale, ritiro dei bagagli, trasferimento privato in hotel e sistemazione nelle camere riservate per qualche ora di riposo.Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta particolarmente piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. In tarda mattinata inizio delle visite della città. La visita panoramica della capitale, che iniziamo in tarda mattinata dopo la
Arrivo nella capitale armena in nottata. Accoglienza in aeroporto da parte della guida locale, ritiro dei bagagli, trasferimento privato in hotel e sistemazione nelle camere riservate per qualche ora di riposo.Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta particolarmente piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. In tarda mattinata inizio delle visite della città. La visita panoramica della capitale, che iniziamo in tarda mattinata dopo la colazione, include Piazza della Repubblica, il cuore della capitale su cui si affacciano alcuni degli edifici più scenografici della città costruiti in tufo chiaro; il Teatro dell’Opera; la Cascade, la monumentale scalinata che collega la zona bassa del Teatro dell’Opera con il Parco della Vittoria, più in alto, dove si trova la statua intitolata a Madre Armenia. Il luogo è diventato un centro di aggregazione, molto animato e frequentato dai locali specie durante la bella stagione. Tra i vari allestimenti museali che Yerevan offre scegliamo il Museo di Storia Nazionale, ricco di reperti, che costituisce un’ottima base di partenza per rendersi conto di dove si è. L’Armenia è un Paese effimero, un frammento del vasto territorio storico degli armeni, che nei secoli si è ampliato e ristretto molte volte. Quel che rimane è un lascito delle divisioni sovietiche degli anni 20 del XX secolo. Al termine delle visite, e dopo il pranzo in ristorante locale, partiamo per il Complesso di Etchmiadzin, a circa 30 km dalla capitale armena. Il nome del luogo significa “L’Unigenito è disceso” poiché, secondo la leggenda, Cristo vi apparve a San Gregorio l’Illuminatore. A Etchmiadzin batte il cuore della chiesa armena. È qui che risiede il “Catholicos di tutti gli armeni” e si trovano, oltre alla cattedrale-residenza (attualmente in restauro), alcune tra le più antiche e splendide chiese armene, quelle intitolate alle sante Gayanè (630) e Hripsimè (618) dedicate a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Nel giardino della cattedrale è possibile ammirare alcuni khachkar, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo. Poco distante si trova il Sito archeologico di Zvartnots, delle “forze vigilanti”. Costruito da Narsete III nel 652 è crollato per un terremoto avvenuto tra il 930 e il 1000. Il sito, oggi ridotto in rovina, forma una collina di ruderi ancora in gran parte da esplorare. Una lunga campagna di scavi condotta tra il 1900 e il 1907 ha rivelato la consistenza completa e la grande importanza archeologica e architettonica del complesso che fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Il tempio si distingue per la profusione di sculture e altorilievi di cui si può ancora ammirare la ricchezza dei capitelli di stile ionico. I passaggi ad arco sono ornati di viti e melograni stilizzati. Etchmiadzin e Zvartnots sono entrambi inseriti tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. Rientro in hotel e, per immergerci subito nella vita locale e per scoprire anche una Yerevan non turistica, cena in una tipica enoteca o ristorante tipico, ospitando a cena un membro della società armena. NB: L’ordine delle visite di Yerevan è puramente indicativo e potrà essere svolto con ordine diverso da quello presentato. Se si riterrà opportuno, considerate le esigenze del gruppo, si potranno spostare alcune visite nei giorni successivi della nostra permanenza nella capitale, così come l’incontro previsto è soggetto a disponibilità e la cena potrebbe essere spostata all’ultimo giorno). NB: il complesso di Etchmiadzin è spesso in fase di restauro; pertanto, alcuni ambienti potrebbero essere chiusi e visitati solamente dall’esterno.
Giorno 3
La culla della cristianità: il monastero di Khor Virap e il monastero di Noravank
Dopo la colazione, inizia il nostro viaggio alla scoperta del Paese. Partenza verso sud e prima tappa al monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana, a 40 km a sud della capitale. Risale dal IV al XVII secolo e secondo la leggenda vi fu imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, perché predicava il Cristianesimo (letteralmente Khor Virap significa fossa profonda). Dal monastero si apre una stupenda veduta del Monte Ararat. Dopo la visita ci recheremo alla cantina Tushpa, per una visita in compagnia dei proprietari e
Dopo la colazione, inizia il nostro viaggio alla scoperta del Paese. Partenza verso sud e prima tappa al monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana, a 40 km a sud della capitale. Risale dal IV al XVII secolo e secondo la leggenda vi fu imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, perché predicava il Cristianesimo (letteralmente Khor Virap significa fossa profonda). Dal monastero si apre una stupenda veduta del Monte Ararat. Dopo la visita ci recheremo alla cantina Tushpa, per una visita in compagnia dei proprietari e una degustazione di vino locale accompagnata da qualche aperitivo. La cantina è ancora a gestione famigliare, e abbiamo scelto di trascorrere in quest’atmosfera molto piacevole il tempo solitamente destinato ad un pranzo canonico. La coltivazione della vite ha avuto inizio all'apparire della civiltà, come testimoniano i miti delle religioni antiche; gli ebrei credettero che il vino fosse stato preparato per la prima volta dal patriarca Noè, subito dopo il diluvio universale e le Sacre scritture affermano che il patriarca Noè è stato il primo a coltivare la vite e a fare uso del vino. Come dice la Genesi "egli si applica all'agricoltura e pianta una vite"; e lo fa proprio sul monte Ararat, storicamente parte dell’Armenia. Nel primo pomeriggio raggiungiamo il Monastero di Noravank, situato in fondo alla valle in posizione inaccessibile, tra montagne di roccia rossa che gli fanno da sfondo. Siamo nella regione di Vayots Dzor, pittoresca zona di fiumi, cascate, grotte e picchi montani.Il monastero sorge in una situazione di totale isolamento, in un ambiente aspro e roccioso, ma insieme grandioso e solenne. Il complesso fu fondato nel XII secolo, ma si espanse solo nei secoli XIII-XIV quando fu stabilita la sede episcopale di Siuni. Conserva stupende scene bibliche scolpite sulla facciata della chiesa-mausoleo della Santa Madre di Dio, tra i più raffinati esempi di scultura del patrimonio armeno. Dopo la visita riprendiamo la strada verso sud; i paesaggi sono molto belli: l’aridità delle montagne contrasta con la fertilità del fondovalle dove verdeggiano pioppi e tamerici. Prima di proseguire ci fermeremo presso una casa rurale, dove si avrà l’occasione di osservare una realtà verace e osservare la preparazione del muraba armeno, una specie di marmellata speziata preparato con frutta locale. Saremo ospiti presso una famiglia e avremo occasione di rifocillarci con un tè e qualche dolcetto.Riprendendo il viaggio verso sud, ci fermiamo per la visita dei resti dell’antico osservatorio di Zorats Karer nei pressi di Karaunj, formato da 204 blocchi di basalto disposti in circolo o lungo ampie linee curve in posizione verticale. Alcuni blocchi presentano fori allineati con le stelle. Il sito, che sorge su un’altura cinta da montagne, è anche disseminato di tombe risalenti al 3.000 a.C., e sono stati rinvenuti nelle vicinanze petroglifi e graffiti che denotano notevoli conoscenze astronomicheArrivo nel tardo pomeriggio a Goris e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.
Giorno 4
Città rupestri, cabinovie sospese e misteriose tombe millenarie
Dopo la colazione si parte per Khndzoresk - un villaggio scavato nella roccia insediato ancora dai tempi preistorici, ma usato anche come nascondiglio durante le ribellioni di libertà del XVIII sec (per questa visita sarà necessario il cambio di bus, dovuto alle caratteristiche della strada). Siamo a pochi chilometri dal Nagorno Karabakh, l’area contesa in cui storicamente viveva una popolazione armena e che, recentemente, è tornata sotto il pieno controllo delle autorità azere.Proseguiamo verso il Monastero di Tatev (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), un tesoro medioevale del X
Dopo la colazione si parte per Khndzoresk - un villaggio scavato nella roccia insediato ancora dai tempi preistorici, ma usato anche come nascondiglio durante le ribellioni di libertà del XVIII sec (per questa visita sarà necessario il cambio di bus, dovuto alle caratteristiche della strada). Siamo a pochi chilometri dal Nagorno Karabakh, l’area contesa in cui storicamente viveva una popolazione armena e che, recentemente, è tornata sotto il pieno controllo delle autorità azere.Proseguiamo verso il Monastero di Tatev (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), un tesoro medioevale del X secolo. Dal XIII secolo fu il centro culturale dell’Armenia Orientale. Quello di Tatev è un complesso fortificato cinto da imponenti mura, sulle quali è possibile camminare per ammirare il panorama sulla valle sottostante. La sua posizione strategica l’ha sempre reso inaccessibile ai nemici ed è per questo motivo che divenne sede vescovile e centro politico e amministrativo della regione di Syunik. All’interno del complesso si trova il monumento Gavazan: una colonna di otto metri costituita da pietre sovrapposte e sormontata da un katchkar. In caso di scosse sismiche, il pilone si inclinava per poi tornare alla sua posizione iniziale, segnalando così il pericolo di un terremoto. Si può ancora vedere questa singolare opera di ingegneria architettonica eretta nel 904 al suo posto, anche se non più in funzione e tenuta insieme da placche metalliche. Il 16 ottobre 2010 è stata inaugurata la funivia (a tratta unica) più lunga d’Europa e del mondo, che utilizziamo per raggiungere il monastero. La funivia copre una lunghezza di 5.750 metri tra le due stazioni collegando il monastero a Halizor. La teleferica è dotata di moderne cabinovie da 25 persone, viaggia a una velocità di 37 chilometri l’ora e impiega 11 minuti per completare il suo percorso. Nel punto più alto sopra la gola di Halizor raggiunge un’altitudine di 320 metri offrendo una panoramica mozzafiato sui monti e vallate circostanti. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Proseguimento per la città di Jermuk da dove, dopo pranzo, a bordo di 4x4 locali, si prosegue salendo il Monte Muradsar per raggiungere delle incisioni rupestri che si trovano completamente isolate a 3220 metri, insieme a tombe del 6000 a.C., in un contesto naturale di straordinaria bellezza. Una piccola avventura tra natura e cultura fuori dalle rotte turistiche. Nel tardo pomeriggio rientriamo a Jermuk. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 5
Lungo la Via della Seta: caravanserragli, cimiteri di pietra e laghi sospesi tra le montagne
Prima colazione in hotel e partenza verso nord attraverso paesaggi indimenticabili di montagne, vallate rigogliose e prati verdeggianti. Sosta al Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 lungo un ramo della Via della Seta, che testimonia la rilevanza dell’Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Superato il passo di Selim (circa 2.410 metri slm), sulle montagne di Vardenis, si intravede lo splendido Lago Sevan, situato a 1.900 metri slm, uno dei luoghi più suggestivi della piccola repubblica. Sosta al villaggio di Noraduz per una breve visita al cimitero
Prima colazione in hotel e partenza verso nord attraverso paesaggi indimenticabili di montagne, vallate rigogliose e prati verdeggianti. Sosta al Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 lungo un ramo della Via della Seta, che testimonia la rilevanza dell’Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Superato il passo di Selim (circa 2.410 metri slm), sulle montagne di Vardenis, si intravede lo splendido Lago Sevan, situato a 1.900 metri slm, uno dei luoghi più suggestivi della piccola repubblica. Sosta al villaggio di Noraduz per una breve visita al cimitero medievale dove si trova la più alta concentrazione di khachkar, croci in pietra intagliate che datano dal IX al XV secolo. Il pranzo di oggi è previsto sulle sponde del lago con un ottimo menù di pesce. Raggiungiamo poi la penisola su cui sorge il Monastero di Sevanavank, da cui si domina il lago. La costruzione del monastero è stata patrocinata intorno all’874 dalla principessa Mariam Bagratuni e testimonia la rinascita dell’indipendenza armena dopo le invasioni arabe. Il monastero comprende le due chiese degli Apostoli (Arakelots) e della Santa Madre di Cristo (Astvatsatsin) e un cortile disseminato di antiche croci di pietra. Arrivo a Dilijan in serata, una delle cittadine più importanti di questa regione. Ancora una volta il paesaggio cambierà drasticamente, e ci troveremo immersi nei boschi della regione di Tavush. Sistemazione, cena e pernottamento in hotel.
Giorno 6
Nel cuore boscoso del Caucaso: la minoranza dei molokani e il monastero di Aghpat
Prima colazione e breve visita del centro storico, piuttosto piccolo ma restaurato e animato dai laboratori degli artigiani (ceramisti, falegnami). Qui (o in un villaggio nei dintorni, Fioletovo) saremo ospiti di una famiglia di russi molokani, che appartengono a una setta ortodossa e furono deportati dallo zar Nicola I nel 1830; un altro mondo. Esiliati qui da secoli, questi russi sono rimasti chiusi nella loro piccola realtà senza aprirsi al mondo esterno: si sposano tra loro, non parlano armeno tra loro e conservano le loro abitudini di vita (la visita è soggetta a riconferma in base agli
Prima colazione e breve visita del centro storico, piuttosto piccolo ma restaurato e animato dai laboratori degli artigiani (ceramisti, falegnami). Qui (o in un villaggio nei dintorni, Fioletovo) saremo ospiti di una famiglia di russi molokani, che appartengono a una setta ortodossa e furono deportati dallo zar Nicola I nel 1830; un altro mondo. Esiliati qui da secoli, questi russi sono rimasti chiusi nella loro piccola realtà senza aprirsi al mondo esterno: si sposano tra loro, non parlano armeno tra loro e conservano le loro abitudini di vita (la visita è soggetta a riconferma in base agli impegni personali dei membri della famiglia). Partenza verso nord, attraverso la regione di Tavush, la Svizzera armena, tra verdi montagne e belle vallate, per arrivare ad Akhtala. Qui incontreremo alcuni responsabili dell’associazione Nurik. L’associazione, fondata nel 2004, ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della regione di Lori e fornire posti di lavoro per donne e persone con disabilità. Il centro "Nurik" (piccolo melograno) è stato istituito in seguito alla cooperazione dell'Associazione delle Giovani Donne Armene con la rappresentanza armena di Save the Children International. È previsto il pranzo presso l’associazione, prima di visitare la fortezza del X secolo e la chiesa, molto diversa da quelle viste finora, essendo stata in passato luogo di culto della Chiesa ortodossa georgiana. Ripartenza e sosta per il pranzo in ristorante locale, poso distante dalla nostra prossima visita: il Monastero di Haghpat (X-XIII secolo), immerso in uno scenario fantastico. Il monastero, fondato dai principi Bagratuni, illumina il visitatore sull’organizzazione e la vita di un grande complesso monastico medievale con le sue chiese, i conventi, il refettorio e la biblioteca. Molto interessanti le tombe sormontate dai khachkar. Arriviamo a Droraget nel trado pomeriggio, sistemazione in hotel e cena in ristorante locale.
Giorno 7
La città di Gyumri e rientro a Yerevan
Dopo colazione proseguiamo per Gyumri. È la seconda città dell’Armenia per grandezza e importanza. Ha una storia di 2.500 anni e vecchie case di pietra dipinte di bianco dal sapore stranamente mediterraneo, ma è stata profondamente ferita dal terribile terremoto del 1988. Dopo un giro a piedi per il centro storico, visitiamo il complesso monastico di Marmashen, caratterizzato da tre splendide chiese di pietra rosata, costruite l’una accanto all’altra nei pressi del fiume Akhurian. La chiesa maggiore, Surp Stepanos, costruita fra il 988 e il 1029, presenta un gavit (vestibolo) del XIII
Dopo colazione proseguiamo per Gyumri. È la seconda città dell’Armenia per grandezza e importanza. Ha una storia di 2.500 anni e vecchie case di pietra dipinte di bianco dal sapore stranamente mediterraneo, ma è stata profondamente ferita dal terribile terremoto del 1988. Dopo un giro a piedi per il centro storico, visitiamo il complesso monastico di Marmashen, caratterizzato da tre splendide chiese di pietra rosata, costruite l’una accanto all’altra nei pressi del fiume Akhurian. La chiesa maggiore, Surp Stepanos, costruita fra il 988 e il 1029, presenta un gavit (vestibolo) del XIII secolo. Stupendo il paesaggio circostante, un pacifico ambiente rurale con ampie distese d’erba, punteggiato di tombe scolpite e khatchkar (croci scolpite a bassorilievo nella pietra). Pranzo in ristorante locale. Nel primo pomeriggio rientro a Yerevan, e tempo libero a disposizione per un po’ di relax o visite individuali. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.
Giorno 8
Antichi manoscritti e antiche ricette enogastronomiche
Prima colazione e visita del Museo del Matenadaran, depositario degli antichi manoscritti che comprendono documenti storici dall'Europa e dall'Asia. C'è anche la prima copia della Bibbia in armeno e i Vangeli che affascinano con le loro miniature. Partenza per il Tempio del Sole di Garni (III secolo a.C.) gioiello dell’architettura armena precristiana, l’unico monumento che appartiene alla cultura ellenistica conservatosi dopo la cristianizzazione in Armenia. Oltre al tempio, il complesso architettonico comprende il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico
Prima colazione e visita del Museo del Matenadaran, depositario degli antichi manoscritti che comprendono documenti storici dall'Europa e dall'Asia. C'è anche la prima copia della Bibbia in armeno e i Vangeli che affascinano con le loro miniature. Partenza per il Tempio del Sole di Garni (III secolo a.C.) gioiello dell’architettura armena precristiana, l’unico monumento che appartiene alla cultura ellenistica conservatosi dopo la cristianizzazione in Armenia. Oltre al tempio, il complesso architettonico comprende il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico rosa e verde di notevole fattura e i resti della chiesa tetraconca a pianta circolare. Pranzo in una casa locale a Garni dove c'è la possibilità di osservare la preparazione del pane nazionale «lavash» e il barbecue nel forno sotterraneo chiamato «tonir». Nel primo pomeriggio visita al Monastero di Geghard (XII-XIII secolo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), dove la tradizione vuole fosse conservata la lancia, geghard in armeno, che trafisse il costato di Cristo. Si trova in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, fa di questo complesso uno dei monumenti più suggestivi del viaggio. Attorno al monastero sono visibili numerosi khachkar, alcuni finemente scolpiti nella montagna. Dentro, si susseguono ambienti bui, trafitti qua e là da pochi raggi solari che filtrano dalle finestrelle. In uno, simile a una grotta, c’è una fonte. Dicono che la sua acqua arresti l’invecchiamento. Rientro a Yerevan per la visita alla celebre distilleria di brandy Ararat, con degustazione finale. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 9
Volo di rientro in Italia
Sveglia in nottata in tempo utile per raggiungere l’aeroporto. Trasferimento privato e partenza con volo internazionale di linea via scalo europeo per il rientro in Italia. Arrivo previsto in mattinata e fine del viaggio. 1. Il lago Sevan e il monastero di Sevanavank 2. Partita a scacchi per le strade di Yerevan 3. Miele e frutta sciroppata 4. Luci ed ombre al monastero di Noravank