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SPEDIZIONE NEL DESERTO DEL KARAKUM

TURKMENISTAN | SPEDIZIONE NEL DESERTO DEL KARAKUM

A partire da 4700 €

DURATA
PARTECIPANTI
15 Giorni (14 Notti) Minimo: 9 / Massimo: 12
DATA PARTENZA
LA PARTENZA E'
27 Settembre 2026
PREZZI A PARTIRE DA:
Quota base individuale
4700 €
Un itinerario messo a punto grazie alla nostra lunga esperienza di viaggi in ambienti desertici. Una vera e propria spedizione che attraversa il deserto sabbioso del Karakum, “le Sabbie Nere”, da ovest a est. Le rovine dell’antica città carovaniera di Dekhistan, localizzate lungo un ramo della Via della Seta che in questo territorio arido doveva passare per punti obbligati. Turkmenbashi, la porta dell’Asia Centrale sul Mar Caspio. I meravigliosi canyon di Yangysu e Yangykala, dalle erose rocce

Perché Noi

  • siamo stati gli scopritori di quest'area geografica e per primi abbiamo creato questo itinerario
  • un itinerario molto intenso e vario che consente di visitare luoghi unici al mondo
  • utilizzo di ottimi fuoristrada con 3 passeggeri per auto
  • 7 pernottamenti in campo mobile e numerose facili camminate per poter vivere a pieno la singolare realtà del Deserto del Karakum
I Viaggi di Maurizio Levi

Day by Day

Giorno 1

Italia - Ashgabat

Partenza nel primo pomeriggio da Milano Malpensa con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per Ashgabat. Arrivo ad Ashgabat dopo la mezzanotte. Espletamento delle formalità di frontiera, accoglienza e trasferimento in hotel. Pasti a bordo. Pernottamento in hotel.   

Giorno 2

Ashgabat (marmi bianchi e cupole dorate)

Dopo la prima colazione intera giornata dedicata a Ashgabat, “la città dell’Amore”. Sviluppatasi sotto i russi verso la fine del XIX secolo divenne una prospera cittadina di frontiera, lungo la linea ferroviaria Transcaspiana. Nell’ottobre del 1948 la città fu rasa al suolo da un forte terremoto. L’ex presidente Niyazov, che diede inizio al rifacimento post-sovietico di Ashgabat, trascorse gran parte del suo mandato trasformando la capitale in una “Città Bianca” ricoperta di marmo e oro. Ancora oggi interi quartieri periferici vengono demoliti per lasciare spazio alla
Giorno 3

Ashgabat - Geok Depe - Nohur - Moon Mountain (le tombe decorate con corna di capre e stambecchi)

Dopo la prima colazione partenza in vetture 4x4 verso nord-ovest. Sosta nel villaggio di Geok Depe, “Collina Verde”, dove un tempo sorgeva una fortezza di fango nella quale persero la vita 15.000 turkmeni nel tentativo di opporre l’ultima resistenza all’esercito russo. Oggi vi sorge la grande e futuristica Moschea di Saparmurat Hajji, dalle cupole azzurro-cielo. Si prosegue per il lago sotterraneo di Kowata, una piscina naturale in fondo a una grotta alla profondità di 65 metri. Si risalgono quindi i primi contrafforti della catena montuosa del Kopet Dag, che segna il confine con il
Giorno 4

Moon Mountain - Madau - Dehistan - Balkanabad - Turkmenbashi (lungo un ramo della Via della Seta)

Dopo la prima colazione partenza verso ovest lungo una strada secondaria che costeggia il confine con l’Iran (si incontrano un paio di posti di blocco militari dove vengono controllati i passaporti). Si attraversa una zona semiarida che offre il pascolo a numerose greggi di pecore e capre accompagnate dagli amichevoli pastori turkmeni e dai loro fedeli cani di razza alabay. Pranzo picnic lungo il percorso. Quindi ci si addentra nel takir, una vasta e desolata pianura di terreno argilloso, per raggiungere le rovine di Dehistan, città carovaniera che sorgeva lungo il ramo della Via della Seta
Giorno 5

Turkmenbashi - Gozli Ata - Yangysu (le vedute sul Golfo di Garabogaz)

Dopo la prima colazione visita di Turkmenbashi, con l’originale stazione ferroviaria di fine 800 in stile moresco e il vivace mercato centrale dove è possibile acquistare l’ormai raro e costoso caviale del Caspio. Al termine delle visite partenza verso est attraverso le valli tra i monti Balkan, dove numerose mandrie di dromedari pascolano indisturbate. Si discende in una vasta depressione naturale, un tempo inondata dalle acque del Mar Caspio, per raggiungere il remoto mausoleo di Gozli Ata nel bel mezzo di un deserto roccioso. Noto insegnante sufi agli inizi del XIV secolo, Gozli Ata
Giorno 6

Yangysu - Kamal Ata - Yangykala (la "Fortezza Fiammeggiante" nel deserto)

Dopo la prima colazione si risale sull’altopiano per raggiungere il piccolo mausoleo di Kamal Ata, sperduto nella steppa in prossimità di un fiume stagionale nel cui letto si trovano delle particolari formazioni rocciose di forma sferica. Si prosegue per l’attrazione naturale più spettacolare del Turkmenistan: il Canyon di Yangykala, “Fortezza Fiammeggiante”, che prende il nome dalle straordinarie formazioni di arenaria createsi in seguito all’erosione del terreno ad opera del vento e della pioggia. Le pareti del canyon presentano incredibili striature di colore bianco latte, rosa
Giorno 7

Yangikala - Koymat (il villaggio degli allevatori di cammelli)

Dopo la prima colazione partenza verso est attraverso un’arida steppa abitata da pastori semi-nomadi. Questa zona del deserto del Karakum assomiglia molto alla Mongolia. Incontro con numerose mandrie di cammelli. Si raggiunge il remoto villaggio di Koymat, ai piedi di una meravigliosa falesia bianco-latte. Possibilità di interagire con la comunità locale che vive fuori dal mondo! Pranzo a picnic. Cena e pernottamento in casa privata o in tenda nei pressi del villaggio. Le case sono molto accoglienti. Le stanze, alte e spaziose, sono dotate di materassi, poggiati direttamente a terra
Giorno 8

Koymat - Melegoch - Ygdykala (il villaggio assediato dalle dune di sabbia e il letto asciutto del fiume Uzboy)

Dopo la prima colazione partenza verso est. Si raggiunge Melegoch, un improbabile villaggio di allevatori di cammelli assediato dalle dune di sabbia. Interazione con la popolazione locale appartenente a una delle più fiere tribù turcomanne. In questo villaggio si pratica ancora la falconeria. Si prosegue verso est lungo il letto asciutto del fiume Uzboy fino a raggiungere le rovine della fortezza di Ygdykala (I sec. a.C - IV sec. d.C.) un avamposto dei Parti costruito sull’alta riva rocciosa del fiume. Camminata con vedute dall’alto del letto asciutto dell’Uzboy che conserva pozze
Giorno 9

Ygdykala - Balishem - Darvaza (il cratere di gas in fiamme)

Dopo la prima colazione partenza verso est attraverso una zona di piccole dune di sabbia fino a raggiungere il villaggio di Balishem. Si prosegue verso est attraverso piccoli villaggi fino a raggiungere la strada asfaltata che taglia il deserto del Karakum da sud a nord collegando la capitale Ashgabat a Dashoguz ai confini con l’Uzbekistan. Si attraversa il nastro di asfalto e si continua verso est nel deserto fino a raggiungere il cratere di fuoco di Darvaza, la “Porta dell’Inferno”, un cratere di origine artificiale venutosi a creare negli anni ’70 come risultato delle prospezioni
Giorno 10 - 11

Darvaza - deserto del Karakum (pastori nomadi e dromedari)

Dopo la prima colazione partenza verso sud-est per l’attraversamento della parte centrale dell’enorme deserto del Karakum che occupa circa il 70% dell'intero territorio del Turkmenistan. Il suo nome significa “sabbie nere” anche se il colore della sabbia, che non è comunque l’elemento predominante di questa vasta area, non è affatto nero. Le precipitazioni piovose, come si può ben immaginare, sono molto scarse e le uniche acque che arrivano nel deserto sono quelle dei fiumi Tejen e Murgab, che scendono dalle montagne dell’Afghanistan, a sud e quelle del
Giorno 12

Deserto del Karakum - Gonur Depe - Mary (le rovine di Gonur Depe)

Dopo la prima colazione partenza verso sud per raggiungere il sito di Gonur Depe. Le fertili pianure del Turkmenistan orientale hanno da sempre rappresentato un’isola di prosperità nel cuore dell’Asia Centrale. Durante l’Età del bronzo alcuni villaggi sorsero in corrispondenza della cosiddetta Oasi di Margiana lungo il fiume Murgab. I più antichi tra questi insediamenti, tuttora in fase di scavo nel sito di Gonur Depe, hanno sconcertato il mondo dell’archeologia per la vastità della zona interessata e la complessità delle strutture ivi costruite. Secondo l’archeologo Viktor
Giorno 13

Mary - Merv - Ashgabat (le rovine dell'antica Merv)

Dopo la prima colazione partenza per la visita delle rovine dell’antica Merv, una delle città più importanti lungo la Via della Seta dai tempi di Alessandro Magno al XIII secolo d.C. All’apice della gloria (XI-XII sec.), quando i turchi selgiuchidi ne fecero la loro capitale, Merv era conosciuta con il nome di Marv-i-shahjahn, “Regina del Mondo”, e assieme a Damasco, Baghdad e Il Cairo, era considerata uno dei maggiori centri dell’islamismo. Non è da sottovalutare il ruolo che Merv svolse nel commercio e nel processo di civilizzazione dell’Asia centrale. Prima che i mongoli la
Giorno 14

Ashgabat - Nissa - Anau - Ashgabat (l'antica capitale dei Parti e l'allevamento dei cavalli Akhal-Tekè)

Dopo la prima colazione visita del Museo del Tappeto: con un excursus sulla storia della tessitura dei tappeti turkmeni, compreso il tappeto tessuto a mano più grande del mondo. Poi escursione alle vicine rovine dell’antica Nissa (Patrimonio UNESCO), capitale del regno dei Parti (III sec a.C. - III sec d.C.) che, grazie alle conquiste di Mitridate I, si estendeva dal Mediterraneo alle rive dell’Indo. Un’imponente cinta di mura con 43 torri proteggeva il palazzo reale e un paio di templi, attorno ai quali sorgeva un fiorente centro commerciale. Le dinastie regnanti si susseguirono
Giorno 15

Ashgabat - Italia

Arrivo previsto a Milano Malpensa in mattinata.