Giorno 1
Italia - Islamabad
Partenza dall’Italia con voli di linea Turkish Airlines via Istanbul per Islamabad. Pasti a bordo.
Giorno 2
Islamabad - Takht-i-Bhai - Peshawar (Le rovine del monastero buddhista tra le più complete di tutto il Gandhara)
Arrivo a Islamabad in nottata, disbrigo delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in hotel a Rawalpindi per un breve riposo. Dopo la prima colazione partenza verso nord-ovest per l’ex North-West Frontier Province che si estende per 700 km lungo la frontiera con l’Afghanistan, a cavallo del Khyber Pass e di altri storici accessi che dalla Persia e dall’Asia centrale conducevano in India. Lungo il percorso sosta per la visita delle rovine del monastero buddhista Takht-i-Bhai, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tra le più complete di
Arrivo a Islamabad in nottata, disbrigo delle formalità d’ingresso, accoglienza da parte dell’organizzazione locale e trasferimento in hotel a Rawalpindi per un breve riposo. Dopo la prima colazione partenza verso nord-ovest per l’ex North-West Frontier Province che si estende per 700 km lungo la frontiera con l’Afghanistan, a cavallo del Khyber Pass e di altri storici accessi che dalla Persia e dall’Asia centrale conducevano in India. Lungo il percorso sosta per la visita delle rovine del monastero buddhista Takht-i-Bhai, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tra le più complete di tutto il Gandhara, risalenti a un periodo compreso tra il I e il VII secolo d.C., poste in una posizione spettacolare su una collina rocciosa. Si prosegue per Peshawar, capoluogo della Provincia Khyber Pakhtunkhwa, in precedenza nota come Provincia della Frontiera del Nord Ovest. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 3
Peshawar (la mitica città al confine con l'Afghanistan)
Dopo la prima colazione visita di Peshawar che, trovandosi nelle vicinanze del famoso Khyber Pass, ha visto passare molti invasori e viaggiatori da tutto il mondo. Si inizia con il Museo di Peshawar, ospitato in un imponente edificio del periodo coloniale, noto come Victoria Hall, utilizzato come sala da ballo per gli ufficiali britannici. Il museo vanta un’ottima collezione di arte Gandhara, di cui fanno parte statue e fregi che ritraggono la vita del Buddha. C’è anche un’interessante sezione etnografica con utensili e abiti delle tribù della ex North-West Frontier Province, e tra
Dopo la prima colazione visita di Peshawar che, trovandosi nelle vicinanze del famoso Khyber Pass, ha visto passare molti invasori e viaggiatori da tutto il mondo. Si inizia con il Museo di Peshawar, ospitato in un imponente edificio del periodo coloniale, noto come Victoria Hall, utilizzato come sala da ballo per gli ufficiali britannici. Il museo vanta un’ottima collezione di arte Gandhara, di cui fanno parte statue e fregi che ritraggono la vita del Buddha. C’è anche un’interessante sezione etnografica con utensili e abiti delle tribù della ex North-West Frontier Province, e tra questi le interessanti effigi in legno rinvenute in un cimitero Kalash. Si prosegue con la vista degli attraenti bazar della città di confine, in primis il Qissa Khawani Bazar, la vecchia “Strada dei Cantastorie”, il bazar più noto della città, dove oggi rimangono pochi segni dei mercanti e dei viaggiatori che si riunivano qui per narrarsi storie a vicenda (N.B. La visita dei bazar non è garantita a causa di eventuali problemi di sicurezza). Si continua con la Moschea Mahabat Khan, costruita nel 1630 dal governatore di Peshawar sotto l’imperatore moghul Shah Jahan, e restaurata nel 1898. Infine la Torre dell’Orologio che prende nome da Sir George Cunningham, ex governatore britannico e agente politico nella provincia. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena in ristorante locale.
Giorno 4
Peshawar - Ayun (Verso l'isolata Valle del Chitral al confine con l'Afghanistan, il Tirich Mir)
Dopo la prima colazione partenza verso nord per Ayun. Si procede attraverso la vecchia North-West Frontier Province che si estende per 700 km lungo la frontiera con l’Afghanistan, a cavallo del Khyber Pass e di altri storici accessi che dalla Persia e dall’Asia centrale conducevano in India. La strada si inerpica a fatica in ampi meandri sul versante del Dir, scendendo poi ripida nel Chitral. Si percorre il nuovo tunnel che consente di evitare il Lowari Pass (3.118 m) spesso chiuso in passato per neve o per le pessime condizioni della strada. Discesa nell’isolata Valle del Chitral, al
Dopo la prima colazione partenza verso nord per Ayun. Si procede attraverso la vecchia North-West Frontier Province che si estende per 700 km lungo la frontiera con l’Afghanistan, a cavallo del Khyber Pass e di altri storici accessi che dalla Persia e dall’Asia centrale conducevano in India. La strada si inerpica a fatica in ampi meandri sul versante del Dir, scendendo poi ripida nel Chitral. Si percorre il nuovo tunnel che consente di evitare il Lowari Pass (3.118 m) spesso chiuso in passato per neve o per le pessime condizioni della strada. Discesa nell’isolata Valle del Chitral, al confine con l’Afghanistan, nell’angolo nord-occidentale del Pakistan, chiusa dalle pareti dell’Hindukush a ovest e da quelle dell’Hindu Raj a est. Campi terrazzati di grano orzo, mais e riso, frutteti di noci, albicocche e more si susseguono lungo la valle, ai piedi di ripide pareti montuose. Da ogni punto della bassa valle è visibile il massiccio solitario del Tirich Mir (7.706 m), il più alto dell’Hindukush. Arrivo nel villaggio di Ayun. Pernottamento in guest-house.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in guest-house.
Giorno 5
Ayun - Valle di Bumburet - Ayun (Villaggi, usi e costumi dei Kalash)
Dopo la prima colazione escursione nella Valle di Bumburet. Dal villaggio di Ayun la strada entra in un canyon deserto e prosegue, scavata nella roccia, in un saliscendi con vista sulle oasi sottostanti. Si risale la Valle di Bumboret, lungo il lato sinistro del fiume, tra campi coltivati, canali di irrigazione e piante di noci secolari. In alto foreste di pini e alti pascoli, sullo sfondo le rocce delle montagne. Intera giornata dedicata alla visita dei villaggi Kalash. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. I KalashProprio sul
Dopo la prima colazione escursione nella Valle di Bumburet. Dal villaggio di Ayun la strada entra in un canyon deserto e prosegue, scavata nella roccia, in un saliscendi con vista sulle oasi sottostanti. Si risale la Valle di Bumboret, lungo il lato sinistro del fiume, tra campi coltivati, canali di irrigazione e piante di noci secolari. In alto foreste di pini e alti pascoli, sullo sfondo le rocce delle montagne. Intera giornata dedicata alla visita dei villaggi Kalash. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. I KalashProprio sul confine con l’Afganistan si trovano tre anguste e recondite valli di alta montagna che si insinuano fra le pendici dell’Hindukush. Vi risiede una popolazione estremamente periferica e poco numerosa che pure, per i suoi caratteri storici e culturali, va annoverata tra le più interessanti di cui si possa occupare l’etnografia: si tratta del popolo dei Kalash, seguace di un’antica religione politeista di origini ancora sconosciute, noto anche con il nome di Kafiri, il termine usato dai musulmani per connotare gli infedeli. Alcuni studiosi ritengono che i Kalash siano discendenti delle milizie erranti di Alessandro Magno; è comunque vero che la maggior parte degli abitanti di queste valli hanno capelli chiari e occhi azzurri, quindi ben diversi dalle altre etnie che popolano il Pakistan. La prima cosa che colpisce arrivando nei villaggi è l’abbigliamento femminile: un ampio saio di lana naturale marrone stretto in vita da una cintura decorata con gli stessi motivi del caratteristico ed elegante copricapo chiamato kupass, ornato da numerose file di conchiglie cauri, originarie dell’Oceano Indiano ed utilizzate fino a pochi decenni fa come moneta per gli scambi in tutto il subcontinente indiano. I riti e le tradizioni del popolo Kalash sono molto differenti da quelle delle popolazioni circostanti e a parte i contatti con i turisti, rappresentano un’isola di tempi antichi inserita nel presente. La religione kalash è politeista con un dio creatore, Khodai e una serie di altre divinità, tra cui Jestak, la dea che protegge la casa e la famiglia, Mahandeo, il dio della guerra e protettore dei raccolti. Le donne sono escluse dai riti che consistono nel sacrificio di un animale. In genere un montone, agli dèi e agli antenati. Ma le donne sono anche escluse dalla comunità durante il parto e le mestruazioni. In questo periodo sono considerate impure e vivono in una casa lungo il fiume, bashaleni. Possono ritornare alla loro casa solo dopo un bagno purificatore e il cambio dell’abito.
Giorno 6
Ayun - Valle di Rumbur - Chitral (Villaggi, usi e costumi dei Kalash)
Dopo la prima colazione partenza per la visita dei villaggi Kalash della Valle di Rumbur. Al termine delle visite partenza per Chitral. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. I villaggi KalashLe Valli dei Kalash, coperte di boschi di deodora e malvoni, sono piccole e aspre. Quella di Rumbur è particolarmente stretta e le solide case in legno, pietra e fango si inerpicano sui fianchi delle montagne, con il tetto di una che fa da veranda alla successiva. Al piano terra si trovano stalle e magazzini; tra le stanze ai piani superiori
Dopo la prima colazione partenza per la visita dei villaggi Kalash della Valle di Rumbur. Al termine delle visite partenza per Chitral. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. I villaggi KalashLe Valli dei Kalash, coperte di boschi di deodora e malvoni, sono piccole e aspre. Quella di Rumbur è particolarmente stretta e le solide case in legno, pietra e fango si inerpicano sui fianchi delle montagne, con il tetto di una che fa da veranda alla successiva. Al piano terra si trovano stalle e magazzini; tra le stanze ai piani superiori generalmente c’è una cucina-sala da pranzo senza finestre e fuligginosa, con un focolare al centro cui corrisponde il foro di uscita del fumo, e una porta che dà sulla veranda. I Kalash coltivano grano, miglio, mais e lenticchie e allevano capre. Le uve dolci, delle viti nodose che crescono rampicanti intorno agli alberi, vengono trasformate in un vino molto forte e di sapore per noi non proprio gradevole. Le more, le albicocche, le mele e le susine sono abbondanti. Le noci rappresentano un’importante fonte di proteine in una dieta povera di carne. Le provviste vengono conservate in dispense di legno rialzate da terra, strutturate all’interno come armadi. I Kalash non seppelliscono i morti, ma li depongono in sarcofaghi di legno posti sulla superficie del terreno. Purtroppo i gandau, le antiche statue di legno intarsiato messe a guardia dei cimiteri, sono state tutte asportate da archeologi e tombaroli e oggi si possono trovare nei musei o nei negozi di qualche antiquario di Londra.
Giorno 7
Chitral - Buni - Laspur (Chitral, il centro amministrativo della valle, le vedute del Buni Zom, la vetta più elevata dell'Hindu Raj)
Dopo la prima colazione breve visita di Chitral (1.500 m), il centro amministrativo della valle, che si distingue per un vivace e esotico bazar, per il palazzo-fortezza del Methar, il sovrano locale, e la Grande Moschea. Partenza verso nord-est lungo valli che non hanno pari per maestosità e bellezza in tutto il Pakistan settentrionale. A sud del villaggio di Buni si innalza il Buni Zom (6.550), la vetta più elevata dell’Hindu Raj. Si prosegue verso est per il villaggio di Mastuj (2.400 m) che fino al 1880 fu la capitale dello stato di Kushwaqt, che si estendeva a est verso Ghizar.
Dopo la prima colazione breve visita di Chitral (1.500 m), il centro amministrativo della valle, che si distingue per un vivace e esotico bazar, per il palazzo-fortezza del Methar, il sovrano locale, e la Grande Moschea. Partenza verso nord-est lungo valli che non hanno pari per maestosità e bellezza in tutto il Pakistan settentrionale. A sud del villaggio di Buni si innalza il Buni Zom (6.550), la vetta più elevata dell’Hindu Raj. Si prosegue verso est per il villaggio di Mastuj (2.400 m) che fino al 1880 fu la capitale dello stato di Kushwaqt, che si estendeva a est verso Ghizar. Da qui la valle del fiume Yarkhun si estende per 100 km a nord-est fino al Corridoio di Wakhan e al Broghil Pass, un tratto importante dell’antica Via della Seta tra Kashgar e l’Afghanistan. Pernottamento in guest-house.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in guest-house.
Giorno 8
Laspur - Shandur Pass - Lago Phander - Gupis - Valle di Yasin (Il campo di polo più alto del mondo e il piccolo regno feudale)
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la valle del fiume Laspur fino a raggiungere il Passo Shandur (3.810 m). Il passo è ampio abbastanza da ospitare numerosi laghetti e un campo di polo dove ogni anno in luglio si incontrano i migliori giocatori di Gilgit e Chitral in occasione di uno dei più importanti tornei del paese. L’area dello Shandur Pass, insieme all’Hundrup Gol, è stata dichiarata Parco Nazionale nel 1993. Si scende verso il Lago Phander, dove la valle è molto larga, con ampi campi coltivati intorno al lago e cavalli al pascolo. Si prosegue verso est e nel
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la valle del fiume Laspur fino a raggiungere il Passo Shandur (3.810 m). Il passo è ampio abbastanza da ospitare numerosi laghetti e un campo di polo dove ogni anno in luglio si incontrano i migliori giocatori di Gilgit e Chitral in occasione di uno dei più importanti tornei del paese. L’area dello Shandur Pass, insieme all’Hundrup Gol, è stata dichiarata Parco Nazionale nel 1993. Si scende verso il Lago Phander, dove la valle è molto larga, con ampi campi coltivati intorno al lago e cavalli al pascolo. Si prosegue verso est e nel pomeriggio, dopo una deviazione verso nord dal villaggio di Gupis, si giunge nella Valle di Yasin (2.350 m). Per quanto scarsamente popolata, quest’area era nota sin dai tempi antichi per la sua posizione strategica rilevante attraverso gli alti passi montuosi che conducevano da Yarkhun a Chitral e dal Passo di Broghol, attraverso il Corridoio del Wakhan, in Afghanistan e nel Tagikistan. Il Regno di Yasin era tenuto in grande considerazione dagli inglesi che all’inizio del XIX secolo cercarono di farne un protettorato dal momento che si trovava lungo un possibile canale d’invasione della Russia zarista sull’India britannica. Appartenenti alla dinastia dei Khushwakhte, una linea collaterale dei sultani moghul di Delhi, i raja di Yasin erano grandi guerrieri e combatterono fieramente contro i sikh ed i dogra del Kashmir. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in hotel
Giorno 9
Valle di Yasin - Gilgit (Laghi e fiumi dalle acque turchesi, la grande immagine di Buddha incisa sulla roccia)
Dopo la prima colazione partenza verso sud per riprendere la Gilgit-Chitral Road verso est, attraverso una zona di montagne e passi lungo il corso del fiume Gilgit. Un tempo quest’area ospitava piccoli regni feudali (Punial, Ishkoman, Yasin e Ghizar) e ancora oggi è un sorprendente mosaico di popoli e lingue. Si scavalcano passi da cui si dominano paesaggi selvaggi, incontrando fiumi e laghi dalle acque turchesi, circondati da cime di montagne innevate. Nel pomeriggio arrivo a Gilgit, (1.500 m), nodo di transito della Karakoram Highway, che sta diventando una vera e propria città, il suo
Dopo la prima colazione partenza verso sud per riprendere la Gilgit-Chitral Road verso est, attraverso una zona di montagne e passi lungo il corso del fiume Gilgit. Un tempo quest’area ospitava piccoli regni feudali (Punial, Ishkoman, Yasin e Ghizar) e ancora oggi è un sorprendente mosaico di popoli e lingue. Si scavalcano passi da cui si dominano paesaggi selvaggi, incontrando fiumi e laghi dalle acque turchesi, circondati da cime di montagne innevate. Nel pomeriggio arrivo a Gilgit, (1.500 m), nodo di transito della Karakoram Highway, che sta diventando una vera e propria città, il suo sviluppo impetuoso è dovuto all’odierna posizione sulle vie commerciali verso la Cina e l’Asia centrale. Visita del sito di Kargah Nala con un grande Buddha in piedi, inciso su una roccia, risalente probabilmente al VII secolo d.C. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo con lunch-box, cena in hotel.
Giorno 10
Gilgit - Chalt - Ghulmet - Karimabad - Duiker (Lungo la Karakorum Highway, la falda asiatica, l'ampia veduta del Rakaposhi)
Dopo la prima colazione partenza verso nord lungo la Karakorum Highway che segue il corso serpeggiante del fiume Hunza tra maestose montagne grigio-marroni e vette innevate. Le zone più basse della valle sono scure e severe, nonostante siano abbellite da pioppi e frutteti in primavera e in autunno. Più si sale però e più il panorama acquista bellezza: sopra i 2.000 metri molte nala (parola urdu per “gole di affluenti”) alimentate da ghiacciai ospitano foreste di pini e ginepri e prati lussureggianti. Nei pressi di Chalt la KH si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella
Dopo la prima colazione partenza verso nord lungo la Karakorum Highway che segue il corso serpeggiante del fiume Hunza tra maestose montagne grigio-marroni e vette innevate. Le zone più basse della valle sono scure e severe, nonostante siano abbellite da pioppi e frutteti in primavera e in autunno. Più si sale però e più il panorama acquista bellezza: sopra i 2.000 metri molte nala (parola urdu per “gole di affluenti”) alimentate da ghiacciai ospitano foreste di pini e ginepri e prati lussureggianti. Nei pressi di Chalt la KH si snoda lungo il confine della “falda asiatica”, nella quale il subcontinente indiano si inserì 50 milioni di anni fa dando origine alla catena dell’Himalaya. Non c’è una linea di demarcazione, ma a nord si trova l’Asia, mentre a sud ci sono i resti di una catena di isole vulcaniche intrappolate dalla deriva geologica di Asia e India. All’estremità orientale di Ghulmet si trova la Ghulmet Nala, dalla quale si gode un’ampia veduta del Rakaposhi (7.790 m.). Arrivo a Karimabad (2.400 m), principale cittadina della Valle dell’Hunza, che ricomprende Baltit, l’antica capitale dell’Hunza, e il complesso di piccoli villaggi tribali circostanti. Il suo nome deriva dal principe Karim Agha Khan, il capo spirituale della setta Nazari degli sciiti-ismailiti. Si prosegue per il vicino villaggio di Duiker (2.790 m). Le magnifiche vedute sulla valle e sulla corona di montagne circostanti (Rakaposhi, Diran, Golden Peak, Ultar) rendono questo luogo davvero straordinario. Pernottamento in resort.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in resort.
Giorno 11
Duiker - Baltit - Altit (Il panorama mozzafiato dall'Eagles' Nest, la Valle dell'Hunza)
Sveglia all’alba (opzionale) per osservare le meravigliose montagne, coperte di ghiacciai, illuminate dalle prime luci del sole. Dopo la prima colazione visita del magnifico forte e del bazar di Baltit. Visita del laboratorio di falegnameria di Bibi Amina, fondato nel 2008 con l’aiuto della Fondazione Aga Khan per contribuire al restauro dell’antico Forte di Altit. Un team di donne carpentiere lavora con maestria alla realizzazione di mobili di alta qualità (N.B. Questa visita non è garantita perché occasionalmente il laboratorio viene chiuso senza preavviso). La popolazione della
Sveglia all’alba (opzionale) per osservare le meravigliose montagne, coperte di ghiacciai, illuminate dalle prime luci del sole. Dopo la prima colazione visita del magnifico forte e del bazar di Baltit. Visita del laboratorio di falegnameria di Bibi Amina, fondato nel 2008 con l’aiuto della Fondazione Aga Khan per contribuire al restauro dell’antico Forte di Altit. Un team di donne carpentiere lavora con maestria alla realizzazione di mobili di alta qualità (N.B. Questa visita non è garantita perché occasionalmente il laboratorio viene chiuso senza preavviso). La popolazione della valle di Hunza, distribuita tra montagne punteggiate da frutteti di albicocchi, ciliegi, noci e gelsi, segue la branca ismailita dell’Islam sciita. Gli ismailiti sono guidati dall’Aga Khan, una carica ereditaria detenuta da una famiglia di origini pakistane che ora vive in Europa. La Fondazione Aga Khan ha contribuito al recupero e al restauro degli edifici storici della Valle di Hunza che in gran parte sono costruiti in legno. Nel pomeriggio visita del villaggio di Altit (2.300 m), con il suo imponente forte recentemente restaurato, una miniatura del Baltit Fort. Sistemazione in hotel a Altit. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. Famosa per la sua bellezza, la Valle dell’Hunza è nota anche per la particolare immagine che la vuole pura e isolata; questo mito è stato rafforzato dal romanzo “Lost Horizon”, di James Hilton (1933), e da una serie di leggende e film sul regno perduto di Shangri-La diffusi dai media negli anni ’70. Al centro dei racconti vi erano sempre la straordinaria salute e la longevità degli abitanti di questa zona. Le ripide pareti delle montagne sono coltivate con arditi terrazzamenti sui quali prevale la coltura dell’albicocco, il cui frutto essiccato al sole è fra gli alimenti principali della dieta del popolo hunza. Hunza mantenne l’indipendenza e l’isolamento fino all’arrivo delle truppe britanniche, vivendo di scambi e baratti con le carovane che passavano per la Via della Seta. Il Forte di Baltit, che sorge su una sporgenza di roccia simile a un trono, con la Ultar Nala alle spalle, è sempre stato il cuore del regno. Il forte è stato usato come palazzo reale, dalla famiglia dei mir locali, per più di 750 anni, fino al secolo scorso. Le costruzioni più antiche risalgono al XIII secolo ma l’aspetto attuale si deve al mir Nazim Khan che rinnovò alcune stanze, aggiunse una piattaforma sul tetto e rivestì di calce i muri esterni aumentando notevolmente l’impatto visivo del forte su tutta la vallata. Nel 1945 il nipote di Nazim Khan si spostò in una nuova dimora a Karimabad e il forte cadde in uno stato di profondo abbandono. Il sapiente restauro di tutto il complesso è stato operato tra il 1990 e il 1996 grazie a un enorme sforzo congiunto anglo-pakistano.
Giorno 12
Altit - Nagar - Hopar - Lago Attabad - Gulmit - Passu - Altit (L'incontro dei ghiacciai Bualtar e Barpu, la veduta dei Passu Cones, il lago formato da una colossale frana nel 2010)
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la Napar-Hopar-Hispar Road che segue il corso del fiume Nagar fino al villaggio di Nagar, la capitale dell’antico regno omonimo, ancora oggi residenza del mir (re) locale. Si procede oltre, fino al villaggio di Hopar che sorge intorno a una conca naturale presso l’incontro dei ghiacciai Bualtar e Barpu. Osservazione del ghiacciaio dal punto panoramico. Si torna indietro sulla Karakorum Highway e si procede verso est fino alle sponde del Lago Attabad, formatosi nel 2010 in seguito a una colossale frana che ha sbarrato il corso del fiume
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la Napar-Hopar-Hispar Road che segue il corso del fiume Nagar fino al villaggio di Nagar, la capitale dell’antico regno omonimo, ancora oggi residenza del mir (re) locale. Si procede oltre, fino al villaggio di Hopar che sorge intorno a una conca naturale presso l’incontro dei ghiacciai Bualtar e Barpu. Osservazione del ghiacciaio dal punto panoramico. Si torna indietro sulla Karakorum Highway e si procede verso est fino alle sponde del Lago Attabad, formatosi nel 2010 in seguito a una colossale frana che ha sbarrato il corso del fiume Hunza. Si prosegue verso nord, sempre lungo la Karakorum Highway, fino al villaggio di Gulmit per la visita del Korgah Women’s Empowerment Center, una cooperativa gestita da donne nata per preservare l’antica arte della tessitura. Le donne del centro tessono splendidi tappeti persiani e tradizionali usando lana e materiali locali. I tappeti sono capolavori di artigianato fair-trade; i prezzi riflettono l'alta qualità e l'incredibile numero di ore di lavoro (alcuni dei tappeti più grandi possono richiedere da uno a due mesi di lavoro) (N.B. Questa visita non è garantita perché occasionalmente il laboratorio viene chiuso senza preavviso). Si prosegue poi ancora verso nord fino a Passu per ammirare l’omonimo ghiacciaio e i meravigliosi Passu Cones. Nel tardo pomeriggio rientro a Karimabad. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 13
Altit - Ganesh - Gilgit - Chilas (Le piccole moschee lignee, lungo la Karakorum Highway, il mitico fiume Indo e il profilo del Namga Parbat)
Dopo la prima colazione visita del villaggio di Ganesh che nel 2002 è stato insignito dell’Asia Pacific Heritage Haward dall’UNESCO per il restauro delle numerose piccole moschee di legno, riccamente intagliate, risalenti a 100-200 anni fa. Partenza verso sud per Gilgit ripercorrendo a ritroso il tratto di Karakorum Highway lungo il fiume Hunza ai piedi dell’imponente Rakaposhi. Si prosegue poi sempre verso sud fino a incontrare il fiume Indo e quindi il profilo del Nanga Parbat, nona montagna al mondo per i suoi 8.125 metri d’altitudine, Diamir è la sua denominazione locale. La
Dopo la prima colazione visita del villaggio di Ganesh che nel 2002 è stato insignito dell’Asia Pacific Heritage Haward dall’UNESCO per il restauro delle numerose piccole moschee di legno, riccamente intagliate, risalenti a 100-200 anni fa. Partenza verso sud per Gilgit ripercorrendo a ritroso il tratto di Karakorum Highway lungo il fiume Hunza ai piedi dell’imponente Rakaposhi. Si prosegue poi sempre verso sud fino a incontrare il fiume Indo e quindi il profilo del Nanga Parbat, nona montagna al mondo per i suoi 8.125 metri d’altitudine, Diamir è la sua denominazione locale. La vetta in estate è spesso coperta di nubi perché rappresenta l’ultimo baluardo contro il monsone. Al ponte di Raikot la strada si porta sulla destra orografica dell’Indo e attraversa una piana pietrosa assolutamente desertica fino a Chilas (950 m), una volta conosciuta come Sonamagar “Città della Luna”, tappa fondamentale della strada carovaniera che collegava la pianura a Gilgit. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 14
Chilas - Babusar Pass - Naran - Abbottabad (Gli alti pascoli dell'Hazara, il Babusar Pass, il lago Lulusar e la scenografica valle di Kaghan)
Partenza verso sud-ovest lungo una strada secondaria, si lascia la Valle dell’Indo e si procede verso il Babusar Pass, a quota 4.175 m. Fino all’inaugurazione della Karakorum Highway, il Babusar Pass rappresentava l’unica via di collegamento tra le Aree Settentrionali e il resto del Pakistan. Se fortunati si possono incontrare gli accampamenti dei nomadi gujar che si spostano con i loro animali negli alti pascoli dell’Hazara. Si costeggia il lago Lulusar, il lago naturale più grande della zona, da cui ha origine il fiume Kunhar. Si prosegue verso il villaggio di Naran (2.400 m) senza
Partenza verso sud-ovest lungo una strada secondaria, si lascia la Valle dell’Indo e si procede verso il Babusar Pass, a quota 4.175 m. Fino all’inaugurazione della Karakorum Highway, il Babusar Pass rappresentava l’unica via di collegamento tra le Aree Settentrionali e il resto del Pakistan. Se fortunati si possono incontrare gli accampamenti dei nomadi gujar che si spostano con i loro animali negli alti pascoli dell’Hazara. Si costeggia il lago Lulusar, il lago naturale più grande della zona, da cui ha origine il fiume Kunhar. Si prosegue verso il villaggio di Naran (2.400 m) senza dubbio il centro più attivo della valle di Kaghan, anche se durante l’inverno gli abitanti si trasferiscono a valle nel più mite clima di Balakot. Arrivo a Abbottabad nel tardo pomeriggio. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel.
Giorno 15
Abbottabad - Taxila - Islamabad (Uno dei più importanti siti archeologici di tutta l'Asia)
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la Karakorum Highway. Sosta per la visita delle rovine di Taxila, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle più importanti città dell’antichità, per secoli centro politico e culturale dei vari regni dell’India del Nord. Visita dei principali siti di interesse: il Museo di Taxila, dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete; il grande Stupa di
Dopo la prima colazione partenza verso sud lungo la Karakorum Highway. Sosta per la visita delle rovine di Taxila, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle più importanti città dell’antichità, per secoli centro politico e culturale dei vari regni dell’India del Nord. Visita dei principali siti di interesse: il Museo di Taxila, dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete; il grande Stupa di Dharmarajika, chiamato anche Chir (spaccatura) Tope, per via dei cercatori di tesori che nei secoli passati hanno diviso la cupola in due parti; la città greca-battriana di Sirkap. Al termine delle visite proseguimento per Islamabad/Rawalpindi. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante locale, cena in hotel. La città di Taxila fu fondata all’incrocio delle tre importanti vie commerciali dell’epoca: della Bactriana verso l’Asia centrale, del Kashmir verso l’India e del Passo Khunjerab verso la Cina. Nel VI secolo a.C. fu annessa all’Impero persiano da Dario, poi a quello Macedone di Alessandro Magno nel 326 prima d’essere conquistata da Chandragupta, il fondatore dell’Impero Mauria. Ashoka, il figlio di questo, la trasformò in un importante centro buddhista fino a portarla a essere una delle maggiori università vediche, di buddhismo e di classicismo indù. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tre città distinte, più una serie sparsa di stupa, templi e monasteri.
Giorno 16
Islamabad - Italia
Trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Turkish Airlines, via Istanbul, per l’Italia. Pasti a bordo.