Giorno 1
Arrivo a Salta. Visita a piedi della città
Accoglienza in aeroporto a Salta da parte dello staff locale e trasferimento privato nella bella finca Valentina*. La cittadina, chiamata “Salta la linda” (cioè la bella), è situata a 1200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest argentino, una regione ricca di storia, colori e folklore. Sistemazione in un grazioso boutique hotel, pranzo libero e in funzione dell’orario di arrivo del volo si effettua una prima visita libera del centro in stile coloniale della città, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM,
Accoglienza in aeroporto a Salta da parte dello staff locale e trasferimento privato nella bella finca Valentina*. La cittadina, chiamata “Salta la linda” (cioè la bella), è situata a 1200 metri di altitudine sul versante orientale delle Ande, nel Nord Ovest argentino, una regione ricca di storia, colori e folklore. Sistemazione in un grazioso boutique hotel, pranzo libero e in funzione dell’orario di arrivo del volo si effettua una prima visita libera del centro in stile coloniale della città, con la sua piazza centrale e le belle chiese, e dell’interessantissimo Museo MAAM, (11.00-18.30 chiuso il lunedì) dove si possono ammirare i corpi perfettamente conservati dal gelo e dall’aria secca di tre bambini Inca, ritrovati nel 1999 da una equipe del National Geographic sulla vetta del vulcano Llullaillaco a 6.790 mt (in mancanza di tempo alcune visite potrebbero saltare). *solitamente l’arrivo a Salta è previsto per le ore 17.00, nel caso non si rispettasse questo orario, sarà previsto un trasferimento privato (quotazione su richiesta). Pasti: pranzo libero e cena alla finca.
Giorno 2
Salta - Quebrada de Humahuaca - Tilcara - Hornocal - Purmamarca
Visita della città qualora non fosse stata effettuata il pomeriggio precedente ovvero partenza in fuoristrada verso nord, attraversando dapprima una zona di fitta foresta, chiamata ‘Yungas de transiciòn’ e poi alcuni tipici pueblos, per entrare nella Quebrada de Humahuaca lungo la strada che costituiva l’antico “Camino Real” degli Inca, via di comunicazione tra Buenos Aires e Lima. La vegetazione è qui differente poiché siamo in una zona di transizione tra gli altipiani andini e le foreste, diventa subtropicale di alta quota e con un clima caldo-umido. Poi la strada inizia a
Visita della città qualora non fosse stata effettuata il pomeriggio precedente ovvero partenza in fuoristrada verso nord, attraversando dapprima una zona di fitta foresta, chiamata ‘Yungas de transiciòn’ e poi alcuni tipici pueblos, per entrare nella Quebrada de Humahuaca lungo la strada che costituiva l’antico “Camino Real” degli Inca, via di comunicazione tra Buenos Aires e Lima. La vegetazione è qui differente poiché siamo in una zona di transizione tra gli altipiani andini e le foreste, diventa subtropicale di alta quota e con un clima caldo-umido. Poi la strada inizia a salire fino a raggiungere i 2.500 metri di altezza. Si prosegue lungo questa quebrada (una valle molto stretta) per ammirare dei paesaggi veramente spettacolari di montagne colorate dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dalla Quebrada de Humahuaca inizia la nostra salita fino ai 4300 m del belvedere di Hornocal lo “cerro de los 14 colores”, ovvero la montagna dei 14 colori. Ritorno verso sud e quindi si lascia la valle principale per raggiungere Purmamarca, un “pueblo” disteso alle falde dello scenico Cerro dei Sette Colori (luogo protetto dall’UNESCO). Sistemazione in hotel e pernottamento. Pasti: colazione in hotel, pranzo in un ristorante e cena inclusa.
Giorno 3
Purmamarca - Salinas Grandes - S.Antonio de Los Cobres - Desierto del Labirinto - Tolar Grande
Purmamarca è dominata da un’imponente montagna dalle sfumature spettacolari, frutto di una stratificazione naturale che regala colori vividi come il verde, il rosso, il giallo e il viola. In questo incantevole scenario ci attende una breve ma piacevole camminata.Una strada panoramica ci conduce poi fino a un passo a 4.200 metri, tra montagne brulle e cime innevate. Da qui, lo sguardo si apre sul bianco accecante delle Salinas Grandes, un immenso deserto di sale che, con il variare della luce durante il giorno, si tinge di mille sfumature creando giochi di colore spettacolari. Con i nostri
Purmamarca è dominata da un’imponente montagna dalle sfumature spettacolari, frutto di una stratificazione naturale che regala colori vividi come il verde, il rosso, il giallo e il viola. In questo incantevole scenario ci attende una breve ma piacevole camminata.Una strada panoramica ci conduce poi fino a un passo a 4.200 metri, tra montagne brulle e cime innevate. Da qui, lo sguardo si apre sul bianco accecante delle Salinas Grandes, un immenso deserto di sale che, con il variare della luce durante il giorno, si tinge di mille sfumature creando giochi di colore spettacolari. Con i nostri veicoli raggiungiamo il cuore di questo paesaggio surreale, dove possiamo osservare le vasche d’acqua azzurra da cui viene estratto il prezioso minerale.Riprendiamo il viaggio in direzione sud, passando per il pueblo minerario di San Antonio de los Cobres. Il cielo è di un blu profondo, i campi dorati si estendono all’orizzonte e il panorama lascia senza fiato. Entriamo nel cuore della Puna, l’altopiano andino più remoto, misterioso e affascinante.Attraversiamo l’incredibile deserto del labirinto, una distesa rocciosa caratterizzata da centinaia di formazioni rosse a forma di cupola, attraversate da un sentiero tortuoso e altamente scenografico fino ad un piccolo canyon della garganta del diablo.I paesaggi si trasformano continuamente: siamo nel cuore dell’altopiano andino. Raggiungiamo infine un altro pueblo minerario, quello di Tolar Grande, un’area ricca di salares, montagne dai colori sorprendenti, curiose formazioni saline e alcuni dei vulcani più alti del mondo. Pernottamento presso l’hosteria Casa Andina. Pasti: colazione in hosteria, pranzo al sacco, cena in un ristorante locale a Tolar Grande. La Casa Andina, gestita dalla Municipalità di Tolar Grande e inaugurata nel 2012 per incentivare l’accoglienza turistica in questa remota area della puna salteña, dispone di sole 6 camere con bagno privato. È interamente costruita in adobe e pietra vulcanica, secondo le tecniche tradizionali delle comunità locali. I pasti, colazione e cena, vengono serviti in un ristorante semplice del paese, che propone un menù fisso.
Giorno 4
Tolar Grande - Salar di Arizaro - Cono de Arita - Antofalla
L’attraversamento del salar dell’Arizaro richiama l’antico cammino degli arrieros, i pastori che un tempo guidavano carovane di animali verso il Cile. Il nome Arizaro, che significa "Cimitero degli Avvoltoi", risale a un’epoca in cui numerosi animali — soprattutto cavalli e bovini — perivano durante la dura traversata del deserto salino. Proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono roccioso nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata. Un altro passo montano tra i fantasmagorici paesaggi colorati di queste
L’attraversamento del salar dell’Arizaro richiama l’antico cammino degli arrieros, i pastori che un tempo guidavano carovane di animali verso il Cile. Il nome Arizaro, che significa "Cimitero degli Avvoltoi", risale a un’epoca in cui numerosi animali — soprattutto cavalli e bovini — perivano durante la dura traversata del deserto salino. Proprio nel mezzo della distesa salina, osserviamo un perfetto cono roccioso nero che si innalza: è il “Cono di Arita”, una montagna sacra che non può essere scalata. Un altro passo montano tra i fantasmagorici paesaggi colorati di queste alture e si raggiunge il grande Salar di Antofalla. Lo seguiamo bordeggiando tra montagne colorate, formazioni di roccia e cristalli fino a raggiungere Antofalla, uno degli esempi più spettacolari e significativi di oasi della puna: nel cuore di un arido altopiano si apre una valle verdeggiante, resa fertile da una sorgente d’acqua pura. Il paesaggio è punteggiato da alberi di salici, un vero miracolo naturale a questa altitudine.Antofalla, insieme ad Antofagasta e Santa Rosa, rappresentava un punto strategico per le carovane di lama che collegavano l’altopiano andino all’oasi dell’Atacama. Questo villaggio si trova ai margini del più lungo salar del mondo, incastonato tra montagne rosse e strisce di lava.Oggi Antofalla è abitata da una piccolissima comunità di circa 60 persone, dedite ancora alla pastorizia. Nel pomeriggio visiteremo gli Ojos de Campo, lagune naturali dai colori intensi e sorprendenti, che custodiscono ancora oggi forme di vita primordiali: gli gli organismi più antichi della Terra, ossia gli stromatoliti. Questi esseri viventi primitivi, capaci di fotosintesi, hanno contribuito a rendere l’atmosfera terrestre ricca di ossigeno, segnando una svolta cruciale nella storia della vita. Rientro ad Antofalla per il pernottamento in casa famiglia. Pasti: colazione a Tolar Grande, pranzo al sacco, cena in casa famiglia. Il pernottamento ad Antofalla è previsto presso una casa privata della famiglia Ramos, un’abitazione semplice e autentica, suddivisa in due blocchi.Il blocco principale, che ospita anche la cucina e la sala da pranzo comune, dispone di tre camere con bagno privato e di una camera con bagno esterno ad uso esclusivo. Il secondo blocco offre invece due camere che condividono un unico bagno esterno alla struttura.Colazione e cena vengono preparati e serviti nel blocco centrale, in un ambiente familiare e accogliente.Va tenuto presente che l’elettricità è disponibile fino alle ore 24:00 e viene riattivata alle 09:00 del mattino successivo.Soggiornare qui è un’esperienza unica: semplice, genuina, e resa speciale dalla calorosa ospitalità della famiglia Ramos. La disposizione delle stanze verrà decisa dall’organizzazione in anticipo in base al numero effettivo dei partecipanti.
Giorno 5
Antofalla - Antofagasta de la Sierra - El Peñón
Partiamo per una giornata di grande suggestione attraversando il maestoso salar di Antofalla, un deserto salato di rara bellezza. Raggiungiamo un mirador panoramico, da cui si apre una vista mozzafiato sull’immensità del paesaggio andino. Proseguiamo verso la Quebrada di Calalaste, considerata uno dei luoghi migliori per l’osservazione di camelidi selvatici, come vigogne e lama, immersi nel loro habitat naturale.La strada ci conduce poi alla vasta pianura di Antofagasta, un’area particolarmente ricca di fauna andina, dove i branchi di vigogne e lama si muovono liberi in un contesto
Partiamo per una giornata di grande suggestione attraversando il maestoso salar di Antofalla, un deserto salato di rara bellezza. Raggiungiamo un mirador panoramico, da cui si apre una vista mozzafiato sull’immensità del paesaggio andino. Proseguiamo verso la Quebrada di Calalaste, considerata uno dei luoghi migliori per l’osservazione di camelidi selvatici, come vigogne e lama, immersi nel loro habitat naturale.La strada ci conduce poi alla vasta pianura di Antofagasta, un’area particolarmente ricca di fauna andina, dove i branchi di vigogne e lama si muovono liberi in un contesto incontaminato.Arriviamo infine ad Antofagasta de la Sierra, la più grande oasi lungo l’antica via carovaniera verso San Pedro de Atacama, un luogo di storia e vita nel cuore dell’altopiano. Da qui proseguiamo fino a El Peñón, piccolo villaggio che funge da base per le escursioni del giorno seguente. Pernottamento in una confortevole hostería locale, perfetta per un meritato riposo. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 6
El Peñón dintorni: la laguna Carachi Pampa e il Campo di Pietra Pomice
Giornata dedicata all’escursione in un luogo assolutamente inaspettato, il Campo de Piedra Pomez, una vera e propria meraviglia naturale: un’immensa area di pietra pomice di oltre 80 chilometri quadrati, solidificata in curiose formazioni rocciose alte sino a 10 metri, circondate da sabbia grigia e nera di origine vulcanica, erose dai venti in forme di funghi, torrioni e panettoni. Le valli nascoste tra le montagne circostanti sono occupate da enormi dune di sabbia bianca che creano un ambiente lunare e in forte contrasto con le colate laviche e i coni vulcanici. Seguendo tracce appena
Giornata dedicata all’escursione in un luogo assolutamente inaspettato, il Campo de Piedra Pomez, una vera e propria meraviglia naturale: un’immensa area di pietra pomice di oltre 80 chilometri quadrati, solidificata in curiose formazioni rocciose alte sino a 10 metri, circondate da sabbia grigia e nera di origine vulcanica, erose dai venti in forme di funghi, torrioni e panettoni. Le valli nascoste tra le montagne circostanti sono occupate da enormi dune di sabbia bianca che creano un ambiente lunare e in forte contrasto con le colate laviche e i coni vulcanici. Seguendo tracce appena evidenti raggiungiamo le formazioni di pietra pomice e avremo tempo per perderci in camminate e scoprire questo ambiente magico e fantasmagorico. L’architettura bizzarra, il cielo cobalto, i contrasti di colori e la solitudine del luogo, rendono indimenticabile questa visita. Si prosegue in un bellissimo paesaggio desertico in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne. Se c’è ancora tempo disponibile, valutato da guida e capo autista, si prosegue lungo la pista fino alle pendici del vulcano Carachi Pampa. Nel pomeriggio si ritorna a El Penon, cena e pernottamento in hosteria. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 7
El Peñón: Laguna Grande - Laguna Diamante - caldera vulcano Galan
Prima colazione e intera giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove svettano torrioni
Prima colazione e intera giornata dedicata a escursioni nei dintorni dell’oasi di El Penon. In un bellissimo paesaggio desertico, in cui non son rari gli incontri casuali con branchi di vigogne, la pista risale un’ampia vallata che porta alla bella Laguna Grande, uno specchio d’acqua che - a seconda della sua abbondanza e del tasso di concentrazione dei sali - riflette le maestose vette circostanti e ospita colonie di migliaia di fenicotteri rosa delle tre specie andine. Si prosegue in una delle zone meno antropizzate della Puna, affascinanti e desolati paesaggi, dove svettano torrioni di lava solidificata. Salendo continuamente, a circa 4.800 mt, si arriva al bordo del cratere del vulcano Galan. La caldera, antichissima e molto grande (circa 40 km di diametro) è stata scoperta qualche decina di anni fa solo grazie alle foto satellitari, proprio perché essendo così ampia, da poco la percezione di essere su un vulcano. Solo una ventina di anni fa alcuni prospettori minerari hanno trovato il passaggio per raggiungere il vulcano con gli automezzi. Ancora oggi questo luogo è raggiunto da poche decine di persone ogni anno. Le tracce scendono all’interno e attraversando la pianura che occupa la parte centrale del cratere si raggiunge la Laguna Diamante, situata a circa 4.600 mt, che deve la sua colorazione color smeraldo o turchese, a seconda della luce, alla presenza di arsenico nelle sue acque. Non lontano un campo geotermico con fuoriuscita di acqua bollente. Nel pomeriggio si rientra a El Penon ripercorrendo la strada tra valli, lagune e vulcani, con una prospettiva diversa e una vista sempre incantevole. Pernottamento. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic e cena in hosteria.
Giorno 8
El Peñón - Hualfin - S. Maria - resti incaici di Quilmes - Cafayate
Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt si lascia l’ambiente della Puna e inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, una immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la strada che costeggia le Ande dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, per oltre 4.000 km) ci dirigiamo verso nord. Il
Dopo un ultimo passo a oltre 4.000 mt si lascia l’ambiente della Puna e inizia la discesa dall’altopiano, percorrendo la valle Calchaqui. Superando i campi amarillos di Paja Brava improvvisamente appare, nella stretta valle tra alte montagne rocciose, una immensa duna di sabbia bianca. E’ un paesaggio davvero spettacolare, entrando ora nella valle di Hualfin abitata dalla amena comunità raccolta nel piccolo pueblo. Seguendo poi la mitica Ruta 40 (la strada che costeggia le Ande dal confine con la Bolivia fino alla Terra del Fuoco, per oltre 4.000 km) ci dirigiamo verso nord. Il paesaggio cambia, man mano che si procede e si scende di quota l’ambiente desertico cede spazio ai primi ambienti verdeggianti. Sosta nelle campagne del distretto di Santa Maria. Continuando si visitano le rovine preincaiche di Quilmes, le meglio conservate di tutta l’Argentina e con una storia drammatica alle spalle. Fino a qui si spingeva il tratto di cammino Inca più meridionale dell’Impero. Entrati nella Provincia di Salta raggiungiamo i verdi vigneti di Cafayate, terra di vino e folklore a quasi 1.700 mt. Cafayate è una piacevolissima cittadina, d’impronta oramai turistica, che si sviluppa intorno alla piazza principale, con negozi aperti fino a sera inoltrata, caffè con tavolini all’aperto e numerosi ristoranti dove si possono assaggiare le rinomate specialità locali. Sistemazione in un resort nei pressi della cittadina. Pasti: colazione in hosteria, pranzo a picnic o ristorante, cena inclusa.
Giorno 9
Cafayate - Quebrada de las Conchas - Salta
Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e ultime emozioni del viaggio. Lungo il tragitto dedicheremo del tempo all’esplorazione di una meraviglia naturale di questa regione. Si entra nella Quebrada de las Conchas, un vero e proprio canyon di oltre 50 km ritagliato dall’erosione delle acque, in una zona ricchissima di giacimenti rocciosi di argilla, ferro, calce e ceneri. Giacimenti sedimentari rossi risalenti in certi casi a 450 milioni di anni fa, riportati alla luce dalla spinta tettonica che ha prodotto la catena andina, sono stati
Giornata conclusiva dello strabiliante percorso nella regione del Nord-Ovest dell’Argentina e ultime emozioni del viaggio. Lungo il tragitto dedicheremo del tempo all’esplorazione di una meraviglia naturale di questa regione. Si entra nella Quebrada de las Conchas, un vero e proprio canyon di oltre 50 km ritagliato dall’erosione delle acque, in una zona ricchissima di giacimenti rocciosi di argilla, ferro, calce e ceneri. Giacimenti sedimentari rossi risalenti in certi casi a 450 milioni di anni fa, riportati alla luce dalla spinta tettonica che ha prodotto la catena andina, sono stati erosi e modellati dagli agenti atmosferici nel corso delle ere geologiche dando luogo a delle formazioni spettacolari, uniche e così dissimili tra loro, che a ogni curva verrebbe continuamente voglia di fermarsi per fotografarle. Arrivo a Salta nel primissimo pomeriggio e tempo a disposizione per un’ultima piacevole passeggiata nel centro cittadino o per degli acquisti. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in resort, pranzo libero e cena inclusa.
Giorno 10
Volo per Buenos Aires
Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto in coincidenza con il volo per Buenos Aires (non compreso). Pasti: colazione in hotel.