Giorno 1
Italia
Partenza dall’Italia con volo diretto per Addis Abeba, pasti e pernottamento a bordo.
Giorno 2
Addis Abeba
Il volo atterra ad Addis Abeba di prima mattina. Una volta espletate le formalità di ingresso nel Paese ci si trasferisce verso l’albergo situato in centro città. Occorre segnalare che normalmente le camere non sono libere prima delle ore 14.00; dunque, prima della sistemazione in hotel faremo colazione, quindi spenderemo alcune ore per la visita della città. Si comincia con la visita il Museo Nazionale. Fino a pochi anni fa l’esposizione si trovava proprio all' interno della palazzina che fu nel ‘36 la residenza di Rodolfo Graziani. Tra la raccolta del museo ricordiamo le vestigia
Il volo atterra ad Addis Abeba di prima mattina. Una volta espletate le formalità di ingresso nel Paese ci si trasferisce verso l’albergo situato in centro città. Occorre segnalare che normalmente le camere non sono libere prima delle ore 14.00; dunque, prima della sistemazione in hotel faremo colazione, quindi spenderemo alcune ore per la visita della città. Si comincia con la visita il Museo Nazionale. Fino a pochi anni fa l’esposizione si trovava proprio all' interno della palazzina che fu nel ‘36 la residenza di Rodolfo Graziani. Tra la raccolta del museo ricordiamo le vestigia sabee a testimonianza dell’antico scambio commerciale e culturale tra l'altopiano etiope e la costa sudarabica; la carrellata di ricchi abiti indossati dalle alte cariche dell'impero al tempo dei Negus ed infine la sempre emozionante figura di Lucy, lo scheletro di tre milioni e mezzo di anni ritrovato negli anni 70 nella valle dell'Awash. Lucy ovvero “Australopitecus Afarensis” è, nella storia dell’evoluzione umana, la figura più rappresentativa dell’essere che si pone in posizione eretta.Proseguiamo con la breve escursione alla collina di Entoto che guarda dall’alto il panorama della culla raccolta di Addis Abeba. Entoto è il posto storico dove, a fine 1800 il Negus Menelik II, dopo aver posto il campo imperiale decise la nascita della nuova città, l’embrione di quella che sarà la capitale dello stato moderno. Pranzo in ristorante. Al ritorno dalla collina si visita il centro cittadino, quello storico, è adagiato sul fondo di una conca circondata da colline di foreste di eucalipti. Fino agli anni precedenti l’occupazione italiana, Addis Abeba era poco più di un grosso villaggio a ridosso del palazzo imperiale. Il centro urbano assumerà il taglio moderno con l’occupazione italiana ed il successivo governo di Haile Sellassie. Durante il ventennio della dittatura comunista la città è stata quasi del tutto bloccata nella sua crescita, ma dagli anni Novanta in poi ha cominciato ad espandersi enormemente nei suoi quartieri periferici. La nostra giornata di visita continuerà nel quartiere battezzato dagli italiani col nome di “Piazza” dove si incontra la statua equestre di Menelik II e subito di fronte la chiesa copta di S. Giorgio dove la figlia del penultimo Negus, Zauditu, e in seguito Haile Sellassie vennero incoronati. Rientro in hotel, cena e pernottamento
Giorno 3
Addis Abeba - Awash
Prima colazione in hotel e partenza in direzione sud-est fino a scendere nella Rift Valley lungo una strada che scavalca i grandi laghi e giunge nella zona di Awash dove termina la regione Oromo. Finiscono i territori dei Kereyu e cominciano quelli degli Afar, anch’essi pastori e la convivenza fra i due popoli non è mai stata semplice. Ancor oggi non mancano dispute per ragioni di pascoli e razzie di animali. Awash offre il paesaggio più classico della parte settentrionale della Rift Valley: la gialla savana, lo scorrere del Fiume Awash in sottofondo e il vulcano addormentato del Fantalè
Prima colazione in hotel e partenza in direzione sud-est fino a scendere nella Rift Valley lungo una strada che scavalca i grandi laghi e giunge nella zona di Awash dove termina la regione Oromo. Finiscono i territori dei Kereyu e cominciano quelli degli Afar, anch’essi pastori e la convivenza fra i due popoli non è mai stata semplice. Ancor oggi non mancano dispute per ragioni di pascoli e razzie di animali. Awash offre il paesaggio più classico della parte settentrionale della Rift Valley: la gialla savana, lo scorrere del Fiume Awash in sottofondo e il vulcano addormentato del Fantalè che sovrasta, la strada e la ferrovia che lo dividono in due. Il lodge dove alloggeremo si trova sulle sponde di un delizioso laghetto con due vasche di acqua termale.Pensione completa e pernottamento in hotel.
Giorno 4
Awash - Alalobed
Il viaggio prosegue fino alle sorgenti calde di Alalobed dove arriveremo prima del tramonto. Alalobed è costellata di bocchette di vapore e piccoli crateri di fango caldo e gas sibilanti, ma le cose più belle sono le numerose pozze di acqua calda. Queste piscine hanno un colore insolito, verde intenso, blu e giallo. Sono incredibilmente profonde e sono piene di acqua calda e fumante. In una piscina si osserva un geyser quasi costante - Alalobed Spouter, che di tanto in tanto arriva fino a 6 metri di altezza, e in rari casi raggiunge anche i 30 metri. L’acqua qui raggiunge i 97°C. C'è un
Il viaggio prosegue fino alle sorgenti calde di Alalobed dove arriveremo prima del tramonto. Alalobed è costellata di bocchette di vapore e piccoli crateri di fango caldo e gas sibilanti, ma le cose più belle sono le numerose pozze di acqua calda. Queste piscine hanno un colore insolito, verde intenso, blu e giallo. Sono incredibilmente profonde e sono piene di acqua calda e fumante. In una piscina si osserva un geyser quasi costante - Alalobed Spouter, che di tanto in tanto arriva fino a 6 metri di altezza, e in rari casi raggiunge anche i 30 metri. L’acqua qui raggiunge i 97°C. C'è un altro geyser, in un'altra sorgente, che pure può arrivare a 3 metri. Altre sorgenti pulsano, a volte ribollono più intensamente. Molto interessanti sono altresì gli incontri che è possibile fare sulle rive delle pozze, c’è infatti chi arriva anche da molto lontano per approfittare delle proprietà terapeutiche di queste acque. Spostandosi a nord-ovest si trovano i resti di un precedente campo geotermico estinto. Dopo la visita, si continua verso la zona di Manda Hararo e il bellissimo laghetto vulcanico dal colore rosso di Galyloma, dove poseremo il nostro campo.Pensione completa e pernottamento in tenda.
Giorno 5
mercato di Asayta - Galyloma
La mattina passeggiata sui resti di un campo geotermico estinto, confinante con una zona umida che offre l’habitat naturale perfetto per numerose specie di fauna e avifauna selvatica. Ci si inoltra poi nella regione degli Afar e si raggiunge l’oasi di Asayta, l’antica capitale del sultanato Afar di Aussa, dove termina il fiume Awash, molto importante per la popolazione. Qui visiteremo il coloratissimo mercato, ancora forte dei suoi caratteri tradizionali e poco toccato dal turismo, ricco di odori, colori e occasioni per incontrare la popolazione. Si prosegue verso il lago Afombo per
La mattina passeggiata sui resti di un campo geotermico estinto, confinante con una zona umida che offre l’habitat naturale perfetto per numerose specie di fauna e avifauna selvatica. Ci si inoltra poi nella regione degli Afar e si raggiunge l’oasi di Asayta, l’antica capitale del sultanato Afar di Aussa, dove termina il fiume Awash, molto importante per la popolazione. Qui visiteremo il coloratissimo mercato, ancora forte dei suoi caratteri tradizionali e poco toccato dal turismo, ricco di odori, colori e occasioni per incontrare la popolazione. Si prosegue verso il lago Afombo per visitare un villaggio Afar, all’interno dell’oasi, ulteriore occasione di incontro con questa affascinante etnia. Dopo pranzo si rientra al campo.Pensione completa e pernottamento in tenda.
Giorno 6
Galyloma - Erta Ale
Il viaggio prosegue verso Afdera: un paese di frontiera, diecimila abitanti, sorto negli ultimi anni attorno alle saline ai bordi dell’omonimo lago che una volta si chiamava Giulietti. La pista che collega Afdera alla strada di Assab è stata terminata solo alla fine degli anni ’90: da allora la cittadina ha attratto gente in cerca di un lavoro e di un futuro in uno degli avamposti della Dancalia. Il Lago Afrera è posto a 140 metri sotto il livello del mare e più che un lago è uno specchio d’acqua salmastra circondato da neri basalti. Ha un aspetto imponente, con tutt’intorno alcune
Il viaggio prosegue verso Afdera: un paese di frontiera, diecimila abitanti, sorto negli ultimi anni attorno alle saline ai bordi dell’omonimo lago che una volta si chiamava Giulietti. La pista che collega Afdera alla strada di Assab è stata terminata solo alla fine degli anni ’90: da allora la cittadina ha attratto gente in cerca di un lavoro e di un futuro in uno degli avamposti della Dancalia. Il Lago Afrera è posto a 140 metri sotto il livello del mare e più che un lago è uno specchio d’acqua salmastra circondato da neri basalti. Ha un aspetto imponente, con tutt’intorno alcune sorgenti termali provenienti dal sistema dell’Erta Ale che lo alimentano. Lungo le sue sponde l’acqua viene pompata e lasciata evaporare nelle saline per ottenere un sale bianco, il migliore estratto in Dancalia. Pranzo in ristorante locale e, tempo permettendo, bagno nelle acque salatissime del lago, che creano un effetto galleggiamento simile a quello del Mar Morto. La strada passa ai piedi della catena dei vulcani di cui l’Erta Ale è quello più a sud. La piana di Dodom, nella stagione delle piogge si allaga lasciando dei pascoli verdi. Da lì il viaggio prosegue verso la base del vulcano Erta Ale. La cima è a soli 30 minuti di cammino, quindi si potrà fare una visita prima del tramonto e una all’alba dal campo base. Purtroppo, l’eruzione del vicino vulcano Hayli Gubbi, avvenuta nel novembre 2025 dopo 12mila anni di inattività, ha assorbito gran parte della lava che ribolliva nei crateri dell’Erta Ale, riducendone la spettacolarità della visita notturna. Pensione completa e pernottamento in tenda.
Giorno 7
Erta Ale - Assabole
All’alba salita al vulcano Erta Ale. Al ritorno il viaggio prosegue e la pista costeggia la catena di vulcani che si trova al centro della depressione dancala: Borale Ale, Dalafila, Catherina, Gada Ale . Dopo la pista volta verso nord passando dall’oasi di palme dum di Vaideddo dove ci fermeremo per pranzo. Dopo pranzo proseguimento per Ahmed Ela, “il pozzo di Ahmed”, l’unico, vero villaggio di questo deserto, molto simile ad una baraccopoli, abitato da centinaia di persone impiegate nell’industria del sale (estrattori, tagliatori, caricatori, ecc…), che, nel gran
All’alba salita al vulcano Erta Ale. Al ritorno il viaggio prosegue e la pista costeggia la catena di vulcani che si trova al centro della depressione dancala: Borale Ale, Dalafila, Catherina, Gada Ale . Dopo la pista volta verso nord passando dall’oasi di palme dum di Vaideddo dove ci fermeremo per pranzo. Dopo pranzo proseguimento per Ahmed Ela, “il pozzo di Ahmed”, l’unico, vero villaggio di questo deserto, molto simile ad una baraccopoli, abitato da centinaia di persone impiegate nell’industria del sale (estrattori, tagliatori, caricatori, ecc…), che, nel gran caldo estivo, si riducono a non più di poche decine. Da qui in 40 minuti si raggiunge il piccolo villaggio di Assabole, situato sulle rive del fiume Saba. Pensione completa e pernottamento in tenda.
Giorno 8
La collina di Dallol
Si raggiunge oggi una località straordinaria, Dallol, “il luogo degli spiriti”, un’incredibile collina alta una cinquantina di metri che ha dell’irreale; un iceberg vulcanico cresciuto sulla crosta salina della depressione dancala. La terra ribolle, i geyser sono in perenne attività e scolpiscono sculture multiforme: il paesaggio si trasforma in quelli che sembrano giardini fioriti di origine minerale, in grandi formazioni circolari, in laghetti dai colori irreali, in piccoli coni vulcanici che sbuffano fumi acri. Dallol è una magia geologica che sembra creata da folletti di roccia.
Si raggiunge oggi una località straordinaria, Dallol, “il luogo degli spiriti”, un’incredibile collina alta una cinquantina di metri che ha dell’irreale; un iceberg vulcanico cresciuto sulla crosta salina della depressione dancala. La terra ribolle, i geyser sono in perenne attività e scolpiscono sculture multiforme: il paesaggio si trasforma in quelli che sembrano giardini fioriti di origine minerale, in grandi formazioni circolari, in laghetti dai colori irreali, in piccoli coni vulcanici che sbuffano fumi acri. Dallol è una magia geologica che sembra creata da folletti di roccia. È terra viva. Qui gli italiani, negli anni Trenta del Novecento, ebbero il coraggio di costruire un villaggio minerario (estraevano potassio da questa collina). Le sue rovine, calcinate dal sole e dal sale, stanno ancora decomponendosi sulla sua sommità. Attorno alla collina la terra continua il suo spettacolo: a sud, da un altro scoglio di sale pietrificato, esce acqua a temperature altissime. La strana sorgente diventa un rigagnolo che alimenta un lago circolare di acqua ribollente. Uno stagno ‘danzante’ si trova anche a oriente della collina di Dallol: qui geyser sotterranei non danno tregua alle acque di superficie che sembrano ballare al ritmo di un maestro d’orchestra sconosciuto. Grandi faraglioni di pietra salina si alzano a occidente: sono le colonne che segnano i confini di questa isola incredibile. Il confine con l’Eritrea è a pochi metri. Continuiamo attraverso l’accecante deserto bianco fino alla strana montagnola di Assa Ale, uno sperone di roccia rossastro al centro della piana. È una concrezione salina formata da solfato di magnesio, un doppio isolotto che emerge dal mare di sale che lo circondano.Nel pomeriggio si rientra all’accampamento. Pensione completa.
Giorno 9
Assobole - Makalle, volo per Addis
La mattina, dopo una passeggiata di circa 2 ore nel canyon del fiume Saba, rientro al campo e partenza per Makalle, risalendo l'altopiano etiopico fino a 2200m. Camere a disposizione sino alla partenza con volo serale per Addis Abeba in coincidenza con il volo internazionale. Pranzo a Makalle. Cena libera e pernottamento in volo.
Giorno 10
Arrivo in Italia
L’arrivo in Italia è previsto in mattinata.