Giorno 1
Partenza dall'Italia - Asmara
Partenza in mattinata dall’Italia. Pasti a bordo. Arrivo ad Asmara, disbrigo delle formalità d’ingresso e trasferimento in hotel per il pernottamento.
Giorno 2
Asmara
Dopo la colazione inizia la visita di Asmara, capitale del Paese situata sull'altopiano a 2.355 metri di altitudine, che conserva una chiara impronta del periodo coloniale italiano, negli edifici, nell’arte e non solo... Visitare Asmara è un viaggio a ritroso nel tempo, in un passato che un po’ è anche nostro. Si respira un’aria strana e gioiosa, si sente parlare italiano e chi non lo sa quasi se ne scusa, dimostrando comunque grande gentilezza ed una voglia profonda di farti sentire ben accetto. Sembra di essere sul set di un film felliniano: anziani signori in abito bianco e
Dopo la colazione inizia la visita di Asmara, capitale del Paese situata sull'altopiano a 2.355 metri di altitudine, che conserva una chiara impronta del periodo coloniale italiano, negli edifici, nell’arte e non solo... Visitare Asmara è un viaggio a ritroso nel tempo, in un passato che un po’ è anche nostro. Si respira un’aria strana e gioiosa, si sente parlare italiano e chi non lo sa quasi se ne scusa, dimostrando comunque grande gentilezza ed una voglia profonda di farti sentire ben accetto. Sembra di essere sul set di un film felliniano: anziani signori in abito bianco e paglietta coloniale passeggiano appoggiandosi a sottili bastoni di bambù, sorseggiano il caffè in bar senza tempo dai nomi familiari, hanno voglia di discorrere.Eppure, siamo in una città dalla grande voglia di modernizzazione che cerca di scrollarsi di dosso i molti, troppi anni di guerra e di lotta per l’indipendenza e l’autonomia: sono quelli gli anni che pesano sulle nuove generazioni, mentre il periodo del colonialismo italiano è considerato più per le cose fatte che per quelle distrutte. Si potrà ammirare il Palazzo Imperiale, in Liberation Avenue. Oggi palazzo del Governo, ospitava fino a pochi anni fa il National Museum. Era stato costruito da Ferdinando Martini, il primo governatore civile italiano dell’Eritrea, nel 1897, per essere il Palazzo del Governatore. Con il suo frontone sorretto da colonne corinzie e interni spaziosi, è considerato uno degli edifici in stile neoclassico più belli dell’Africa. Non mancherà di affascinare il Teatro dell’Opera, costruito nel 1918 dall’architetto Cavagnari. È un bellissimo esempio di architettura eclettica, conserva un interno delizioso a quattro piani di palchi e uno spettacolare soffitto art noveau affrescato da Saverio Fresa con scene di danza tra il neoclassico e l’art nouveau. Un tempo vi si esibivano famose compagnie, come quella di Renato Rascel o di Renato Carosone. Si prosegue con la Cattedrale Cattolica di Santa Maria, consacrata nel 1923, ritenuta una delle più belle chiese in stile romanico lombardo al di fuori dell’Italia. L’interno della cattedrale è magnifico: l’altare è in marmo di Carrara, mentre il battistero, i confessionali e il pulpito sono in legno di noce italiano. Il campanile della chiesa, in stile gotico, domina la città ed è il punto di riferimento della Harnet Avenue, la strada principale. Le campane si confondono con la voce dei muezzin che riecheggia dagli altoparlanti dei minareti e con le preghiere dei monaci ortodossi a testimonianza dell’atmosfera multi religiosa tipica delle grandi città orientali della grande tolleranza religiosa che esiste in Eritrea. E ancora, la Cattedrale Copta ‘Nda Mariam: la chiesa che è stata costruita nel 1938 durante l'occupazione italiana e che rappresenta una curiosa combinazione di architettura italiana ed eritrea. Ed infine la Grande Moschea, ultimata nel 1938 da Guido Ferrazza, grandioso complesso che coniuga elementi razionalistici, classici e islamici. Lo stile di Ferrazza risulta evidente anche nel disegno della maestosa piazza e nel complesso del mercato che circonda la moschea.Pasti liberi e pernottamento in hotel.
Giorno 3
Asmara - Qohaito - Asmara
Possibilità di escursione alla vicina Qohaito (2.700 m s.l.m.), con veicoli 4x4. Lungo il tragitto visita di Decameré, con la sua architettura in stile italiano e i suoi mercati. Continuazione per la famosa “Valle dei Sicomori”, maestosi Alberi vecchi fino a 300 anni. Si arriva quindi a Qoahito. Un dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe, centro commerciale di rilievo durante l’epoca di maggior espansione del grande regno degli axumiti ma anche se
Possibilità di escursione alla vicina Qohaito (2.700 m s.l.m.), con veicoli 4x4. Lungo il tragitto visita di Decameré, con la sua architettura in stile italiano e i suoi mercati. Continuazione per la famosa “Valle dei Sicomori”, maestosi Alberi vecchi fino a 300 anni. Si arriva quindi a Qoahito. Un dibattito che appassiona gli storici di questo paese riguarda le rovine di Qoahito, situata 120 km a sud di Asmara. Potrebbero essere infatti le mura dell’antica città di Koloe, centro commerciale di rilievo durante l’epoca di maggior espansione del grande regno degli axumiti ma anche se non lo fossero queste rovine, che si estendono su una vastissima zona (2,5 km per 15 km), sono la testimonianza del ruolo che ebbe questo luogo nell’antichità. Sebbene per ora solo il 20% del sito sia stato portato alla luce dagli scavi, la visita delle rovine richiede tutta la giornata. Questa località durante il periodo axumita costituiva una delle principali stazioni di transito lungo la via carovaniera che collegava l’antico porto di Adulis sul Mar Rosso a sud di Massawa fino alla capitale del regno, Axum, ed agli altri centri dell'altopiano. Si pensa che le quattro colonne del Tempio di Mariam Wakiro, circondate dalle polverose rovine di almeno mezza dozzina di templi, appartenessero in origine a una chiesa cristiana. A nord di questo sito si trova una Tomba dell’Egiziano sotterranea scavata nell’arenaria, che deve il suo nome (Meqabir Ghibtsi) non tanto alla provata appartenenza a questa civiltà, quanto alle sue vaste dimensioni. Il monumento più significativo di Qohaito, per dimensioni e per importanza storica, è la grandiosa Diga di Saphira, una diga in muratura lunga oltre 60 m, costruita con ogni probabilità intorno all’anno Mille. Rientro ad Asmara in serata. Pasti liberi e pernottamento in hotel. L’escursione non è garantita in quanto soggetta all’ottenimento dei permessi rilasciati dalle autorità locali sotto data; pertanto non è inclusa nella quota e sarà addebitata esclusivamente in caso di conferma, con importo determinato dal numero di partecipanti e quindi dalle auto necessarie.
Giorno 4
Asmara - Keren
Mattinata a disposizione per visite individuali e nel pomeriggio partenza per Keren lungo una ripida e spettacolare strada che scende dall'altopiano fino a questa cittadina a quota 1.220 m, crocevia di quanti si recano a Khartoum, in Sudan, o da qui arrivano in Eritrea. Lungo la discesa si notano i primi baobab e le acacie ombrellifere prendono il posto delle euforbie. Poco prima della città si trovano grandi frutteti piantati un tempo dagli italiani. Se Asmara ci è sembrata una città dal ritmo rilassato, non possiamo mancare la visita a Keren. La terza città eritrea per ordine di
Mattinata a disposizione per visite individuali e nel pomeriggio partenza per Keren lungo una ripida e spettacolare strada che scende dall'altopiano fino a questa cittadina a quota 1.220 m, crocevia di quanti si recano a Khartoum, in Sudan, o da qui arrivano in Eritrea. Lungo la discesa si notano i primi baobab e le acacie ombrellifere prendono il posto delle euforbie. Poco prima della città si trovano grandi frutteti piantati un tempo dagli italiani. Se Asmara ci è sembrata una città dal ritmo rilassato, non possiamo mancare la visita a Keren. La terza città eritrea per ordine di grandezza, è situata in una bella regione a nord della capitale, su un piccolo altopiano circondato da montagne. Nonostante la sua importanza commerciale, questo centro ha mantenuto un carattere riservato e il piacevole ritmo delle piccole città. Sistemazione in albergo (il migliore della città, modesto). Pasti liberi e pernottamento in hotel.
Giorno 5
Keren, il mercato del bestiame del lunedì e rientro ad Asmara
Gli abitanti di Keren non hanno sempre avuto la vita facile: durante la Seconda guerra mondiale la città fu testimone di scontri armati tra gli italiani e gli inglesi. Durante i vent’anni in cui la lotta armata imperversò, Keren fu il teatro di violenti scontri tra le forze indipendentiste e le truppe etiopiche. Numerose testimonianze di guerra sono conservate al cimitero britannico e al cimitero italiano. Nei pressi del mercato cittadino si trova il Santuario di St Maryam Dearit, al cui interno si trova un vecchio baobab al quale sono attribuiti poteri di fecondità. Tradizionalmente si
Gli abitanti di Keren non hanno sempre avuto la vita facile: durante la Seconda guerra mondiale la città fu testimone di scontri armati tra gli italiani e gli inglesi. Durante i vent’anni in cui la lotta armata imperversò, Keren fu il teatro di violenti scontri tra le forze indipendentiste e le truppe etiopiche. Numerose testimonianze di guerra sono conservate al cimitero britannico e al cimitero italiano. Nei pressi del mercato cittadino si trova il Santuario di St Maryam Dearit, al cui interno si trova un vecchio baobab al quale sono attribuiti poteri di fecondità. Tradizionalmente si crede che il baobab eserciti una mistica influenza sulle donne che preparano del caffè all’ombra dei suoi rami, le quali sarebbero invase dalla fertilità nel momento in cui un viaggiatore di passaggio ne accettasse una tazza. L’antico quartiere residenziale è pervaso dall’architettura di stile italiano. Questa mattina avremo la fortuna di assistere all’animato mercato settimanale del bestiame, su una vasta area si trovano dromedari, ovini, bovini insieme a venditori e compratori che giungono dalle aree circostanti. Nel pomeriggio percorso di rientro ad Asmara. Pasti liberi e pernottamento in hotel.
Giorno 6 - 8
Asmara - Massawa - Arcipelago delle Isole Dahlak
Prima colazione in hotel. In mattinata, se possibile, partenza lungo una strada “nuova” estremamente panoramica che solca come una ferita un territorio prima di verdi colline, isole di eucalipti e ripide scarpate poi sempre più arido, aspro e torrido. Si percorrono i paesaggi della Rift Valley, la più grande “valle” del mondo che dal Mar Morto fino al Mozambico spacca praticamente in due parti il continente africano. In Eritrea la faglia attraversa completamente il piccolo Paese e le decine di vulcani la cui intensa attività plasmò il paesaggio che ammiriamo ora, pur essendo
Prima colazione in hotel. In mattinata, se possibile, partenza lungo una strada “nuova” estremamente panoramica che solca come una ferita un territorio prima di verdi colline, isole di eucalipti e ripide scarpate poi sempre più arido, aspro e torrido. Si percorrono i paesaggi della Rift Valley, la più grande “valle” del mondo che dal Mar Morto fino al Mozambico spacca praticamente in due parti il continente africano. In Eritrea la faglia attraversa completamente il piccolo Paese e le decine di vulcani la cui intensa attività plasmò il paesaggio che ammiriamo ora, pur essendo quasi tutti estinti, sono ancora “riconoscibili” nelle gigantesche caldere e negli enormi coni che caratterizzano il panorama. Nel pomeriggio, annunciata da un lungo tratto di savana ecco Massawa, l’ambitissimo porto naturale vicino all’estuario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano che per secoli è stato l’ambito obiettivo delle potenze straniere: dai Portoghesi agli Arabi, dagli Egiziani ai Turchi, dagli Inglesi agli Italiani. Partenza immediata con barca a motore privata per le Isole Dahlak, un insieme di circa 350 isole (in realtà solo 209 costituiscono veramente l’arcipelago!) in gran parte aride, spoglie e pianeggianti situate su una bassa piattaforma continentale al largo della costa eritrea. Le giornate sono dedicate alla scoperta di alcune delle prime isole: la coppia delle gemelle Durgaam e Durghella con le bianche spiagge e la bella barriera corallina; lo stupendo banco sabbioso di Madote che si staglia come una striscia luminosa dalle acque turchine del mare; la piatta Dhalak Kebir, l’isola più grande, con una storia ancora più grande alle spalle; l’aridità vulcanica della grande Dissei dove vive una comunità di pescatori Afar; Magnifiche le opportunità per gli amanti del mare: camminate sulle bianche spiagge, stupendi bagni in acque trasparenti e calde, snorkelling su barriere coralline fra le più belle del mondo. Pensione completa il sesto, settimo e ottavo giorno. IMPORTANTE: la crociera alle Dahlak, richiede adattabilità. L’itinerario è flessibile e può subire modifiche in base alle condizioni metereologiche e del mare e alle autorizzazioni di accesso alle isole. Per i giorni di mare sulle isole portare solo un piccolo bagaglio con l’indispensabile e lasciare il resto in albergo ad Asmara, la distanza percorsa in barca veloce è di circa 50-60 miglia marine.
Giorno 9
Isole Dahlak - Massawa - Asmara
Dopo la colazione, e compatibilmente con le condizioni climatiche e del mare, partenza in barca dalle Isole Dahlak per il rientro a Massawa. L’orario di navigazione sarà definito sul posto in base alle previsioni meteo e alle condizioni del mare. La traversata offrirà ancora un’occasione per ammirare le acque cristalline del Mar Rosso, le isole coralline e i suggestivi paesaggi dell’arcipelago.All’arrivo a Massawa, proseguimento in veicolo verso Asmara. Pasti liberi e pernottamento in hotel.
Giorno 10
Asmara - Adi Qala - Asmara
Possibilità di escursione ad Adi Quala, nella valle di Mareb visiteremo la Chiesa di Santa Rita dove è situata la lapide in ricordo dei morti del Nova Scotia. A seguire la chiesa copta dedicata alla Madonna, risalente ai tempi coloniali, che ospita al suo interno affreschi pregiati. Si prosegue per Daaro Khonat, dove si trova il sacrario che custodisce i resti dei caduti nella battaglia di Adua del 1896, momento culminante e decisivo della guerra di Abissinia tra le forze italiane, comandate da Baratieri, e l’esercito abissino, capitanato da Menelik II. Le nostre unità subirono purtroppo
Possibilità di escursione ad Adi Quala, nella valle di Mareb visiteremo la Chiesa di Santa Rita dove è situata la lapide in ricordo dei morti del Nova Scotia. A seguire la chiesa copta dedicata alla Madonna, risalente ai tempi coloniali, che ospita al suo interno affreschi pregiati. Si prosegue per Daaro Khonat, dove si trova il sacrario che custodisce i resti dei caduti nella battaglia di Adua del 1896, momento culminante e decisivo della guerra di Abissinia tra le forze italiane, comandate da Baratieri, e l’esercito abissino, capitanato da Menelik II. Le nostre unità subirono purtroppo una pesante sconfitta, lasciando sul terreno più di seimila caduti. Oggi, sotto a un alto obelisco in granito, una grande cripta custodisce i gloriosi resti dei 3.025 soldati italiani e 618 indigeni. Rientro ad Asmara, pasti liberi e camera in day use fino al trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia. L’escursione non è garantita in quanto soggetta all’ottenimento dei permessi rilasciati dalle autorità locali sotto data; pertanto non è inclusa nella quota e sarà addebitata esclusivamente in caso di conferma, con importo determinato dal numero di partecipanti e quindi dalle auto necessarie.
Giorno 11
Asmara - partenza
Dopo aver conosciuto il cuore storico della capitale, dedichiamo questa giornata alla scoperta di altri luoghi che ne continuano il racconto: dalle architetture moderniste ai luoghi della memoria, dai quartieri popolari ai mercati ricchi di colore e vitalità.Le visite cominciano con la Fiat Tagliero, uno dei simboli più celebri della città: un edificio straordinario, progettato come un aeroplano in cemento, che rappresenta l’audacia e la visione futurista dell’Asmara degli anni Trenta. Il Cimitero Italiano offre invece un momento di riflessione sulla storia condivisa tra Eritrea e
Dopo aver conosciuto il cuore storico della capitale, dedichiamo questa giornata alla scoperta di altri luoghi che ne continuano il racconto: dalle architetture moderniste ai luoghi della memoria, dai quartieri popolari ai mercati ricchi di colore e vitalità.Le visite cominciano con la Fiat Tagliero, uno dei simboli più celebri della città: un edificio straordinario, progettato come un aeroplano in cemento, che rappresenta l’audacia e la visione futurista dell’Asmara degli anni Trenta. Il Cimitero Italiano offre invece un momento di riflessione sulla storia condivisa tra Eritrea e Italia che contribuì a costruire la città. Il Caravanserraglio, con i suoi portici e cortili, conserva il fascino dei tempi in cui Asmara era tappa di commerci e scambi.La visita si conclude al mercato dei souvenir e dell’usato, dove tra oggetti d’artigianato, vecchie insegne e curiosità d’epoca si percepisce l’anima quotidiana e conviviale della capitale.Camere a disposizione in day use fino al trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia previsto poco dopo la mezzanotte.Pasti liberi e pernottamento in volo.
Giorno 12
Arrivo in Italia
In mattinata arrivo in Italia. Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo. In particolare durante il soggiorno alle isole il programma viene deciso giornalmente dal comandante in base alle condizioni atmosferiche, del vento e del mare.