Nuova Zelanda

Tour guidati
Natura agli antipodi (Partenze 2021)
Un viaggio nelle due isole, quella del Nord e quella del Sud, tra cultura maori e natura prorompente in una terra così lontana.
18 giorni
La cosmopolita Auckland - la ‘ribollente’ Rotorua - il trekking al Tongariro National Park - in traghetto nello stretto di Cook verso l’isola del Sud - i fiordi dei Malborough Sounds e la zona dei vigneti - l’incontro con le otarie, leoni marini, i capodogli a Kaikorua - Christchurch, la ‘signora inglese’ - la campagna inglese di Wanaka - l’estrema e selvaggia Fiorland - gli albatros della Penisola di Otago - la vetta neozelandese più alta: il Mt.Cook e il suo ghiacciaio

Da Nord a Sud, lungo le due isole che formano la Nuova Zelanda. Il motivo che ci spinge a viaggiare fin qui, sono i paesaggi mozzafiato e la natura maestosa, con tutto il comfort di un paese dalla tradizione turistica consolidata. Dalla cosmopolita Auckland, alla ‘ribollente’ Rotorua, al maestoso e scenografico Tongariro National Park, fino alla rilassata Wellington: questo è il viaggio nel North Island, la più silente tra le due isole. Poi con un traghetto, viaggeremo nello stretto di Cook sbarcando a Picton, nella South Island tra miriadi di insenature e fiordi, i Malborough Sounds. Non potevamo avere un approdo migliore: la natura qui è la padrona assoluta. L’isola del sud è infatti scarsamente popolata e l’impatto naturalistico è forte. Il territorio è coperto prevalentemente da catene montuose, ghiacciai e laghi. Si percorrerà tutta l’isola dalla regione dei vigneti di Malborogh fino alla costa est, per un incontro con le otarie, leoni marini ed una colonia residente di capodogli (il distretto di Kaikorua), fino a Christchurch, la “signora inglese”. Da qui, ancora verso sud a Wanaka e Queenstown posizionate su due rinomati laghi, fino all’estrema e selvaggia Fiorland, alla scoperta dell’iconico Milford Sound. La tappa conclusiva non poteva che essere l’esperienza unica del Mt.Cook o Aoraki, la vetta più alta della Nuova Zelanda, il ‘perforatore di nuvole’ per i maori. E allora buon viaggio, Kia Ora!

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VIAGGIO SOSPESO PER DISPOSIZIONI GOVERNATIVE LOCALI

Il popolo Maori
Si ritiene che la popolazione dei Maori si aggiri intorno alle 750.000 unità. Sono generalmente alti, con la pelle di color bruno chiaro, naso grande e con occhi tendenti alla mandorla. La loro lingua originale è detta Maori. Il maori viene insegnato, unitamente all’inglese, in tutte le scuole dell’obbligo neozelandesi. Maori è una parola che significa “normale”, in contrapposizione agli “invasori” inglesi, definiti dagli autoctoni pakeha. La teoria più accreditata sull’arrivo dei Maori in Nuova Zelanda lo fa risalire verso il 1280. La tradizione orale maori parla di una leggendaria terra d’origine, Hawaiki, identificata con la Polinesia, anche se i racconti sulla migrazione variano nelle varie tribù. Anche se l’origine polinesiana è universalmente accettata, studi linguistici e sul DNA suggeriscono un’origine taiwanese delle popolazioni del Pacifico, risalente a circa 5200 anni fa. Questi antenati si spostarono attraverso il sud-est asiatico e l’Indonesia. Gli antenati degli attuali Maori arrivarono in terre coperte da foreste, con un’abbondante fauna che includeva i moa (grandi uccelli incapaci di volare, ora estinti). Altre specie estinte oggi erano un tipo di oca, cigni e la gigantesca aquila di Haast. I primi abitanti si nutrirono in particolare di moa, sterminandone la popolazione. Almeno altre 32 specie di uccelli si sono estinte, sia perché cacciate dagli umani, che dai ratti o dai cani introdotti d questi primi coloni, oppure dalla sistematica bruciatura delle distese erbose, che cambiò l’habitat dei luoghi. I Maori furono storicamente in forte opposizione ai coloni inglesi, che non riuscendo a sottometterli stipularono con loro un trattato. Anche dopo la nascita della colonia, e poi dello Stato indipendente della Nuova Zelanda, i Maori non hanno mai cercato l’integrazione con le altre etnie del Paese, pur essendo da tempo convertiti al Cristianesimo. Il governo neozelandese ha negli ultimi anni dato inizio a un programma di integrazione razziale per facilitare la convivenza dei Maori nella società, al tempo stesso proteggendone il bagaglio culturale.

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